Progetto giovani Virtus Roma. Toti: “Vogliamo rendere la Virtus la squadra di tutti”

Progetto giovani Virtus Roma. Toti: “Vogliamo rendere la Virtus la squadra di tutti”

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Si è parlato tanto in casa Virtus Roma di voler investire sui giovani del territorio, di voler ripartire dai ragazzi per creare un movimento forte, e oggi Roma ha fatto il primo passo in questo senso, presentando al Palazzetto dello Sport il suo nuovissimo Progetto Giovani: si tratta di una partnership con sedici società laziali, che oggi si sono affiliate alla Virtus firmando un accordo in sede di conferenza, con lo scopo comune di avvicinare di più i ragazzi del territorio alla squadra della capitale e al basket.
Presenti e associati al Progetto sono: Virtus Ariccia, Pallacanestro Colleferro, Don Bosco Nuovo Salario, Unione Cestistica Basket Lanuvio, Polisportiva Mancini 34, Basketball Club Marino Lions, Pacinotti Basket, Pass Roma 1970, Petriana Basket 1929, Basket Pyrgi, Sam Basket, San Paolo Ostiense, Smit Roma Centro, St’Charles, UISP XVIII, Virtus Velletri e la società satellite incaricata del settore giovanile della Virtus Honey Sport City.
Promotori dell’iniziativa il Presidente Claudio Toti e il Direttore Operativo Francesco Carotti, che hanno presentato davanti alla stampa e ai rappresentati delle società coinvolte nel Progetto questa novità, spiegando perchè creare questa affiliazione e in cosa consiste nello specifico.

Prende per primo la parola Carotti: “Fa piacere questa presenza massiccia delle società coinvolte dopo tutti questi mesi di dialogo profondo . Quello che avevamo in testa era ridare alla Virtus il posto che merita nella città: la volontà era quella di cercare di unire le forze per valorizzare l’evento domenicale, per venire incontro ai club e per essere un loro punto di riferimento. Negli anni scorsi ci siamo un po’ allontanati, ma ora vogliamo invertire questa tendenza:  è importante che i ragazzi possano avere questo riferimento aperto, che possano sentirsi legati alla squadra della capitale. Diventare società partner della Virtus non richiede nulla, noi non chiediamo nulla, quello cje vogliamo è fare un primo passo per viaggiare insieme. Avere sedici club che credono in questa iniziativa e credono in questo progetto è bello, ed è il segno che c’è la volontà di fare qualcosa di grande insieme: per creare un evento quando c’è una partita, sostenervi nei vostri bisogni, coinvolgere i ragazzi e le loro famiglie. E’ un primo passo, ci crediamo molto e ringrazio tutte le società presenti: iniziamo a scoprirci e ad avere un rapporto, perchè penso sia importante unire il movimento pallacanestro del nostro territorio.”

Carotti prosegue spiegando nello specifico in cosa consiste l’accordo: “Questa collaborazione si sviluppa in due aspetti: il primo è sulle agevolazioni per vedere le partite. Vogliamo provare a coinvolgere i ragazzi, avere tanti di loro delle nostre società a vedere le partite è uno spettacolo bello per lo sport, che deve essere questo e niente altro.
La seconda parte riguarda lo spazio che daremo alle nostre affiliate: ci sarà infatti sul sito una sezione dedicata al settore giovanile Virtus hsc e una sezione dedicata a questo gruppo di società a cui dare visibilità e spazio, dove metteremo i loro comunicati stampa e qualsiasi notizie vogliano fornirci. Siamo aperti a tante proposte interessanti, abbiamo tante idee e ci sarà un bello scambio di partecipazione: i nostri tecnici e giocatori sono a disposizione per eventi…insomma uno scambio attivo basato sulla voglia di crescere insieme. Questo è un primo passo di apertura verso Roma e provincia per crescere insieme.”

E’ arrivato poi il momento del Presidente Toti di intervenire e spiegare le motivazioni dietro questa iniziativa, per lui strettamente legate alle motivazioni che lo hanno spinto a far scendere volontariamente la Virtus Roma nella serie A2:  “Questo Progetto vuole essere un’unione tra i giovani e la Virtus: tutto nasce dall’analisi di tutti questi anni di Virtus, in cui si è pensato che solo i risultati potessero avvicinare i ragazzi. L’autoretrocessione nasce dal fatto che per me era la soluzione migliore per ripartire: dovevamo fare un passo indietro per ridare una nuova vita alla pallacanestro romana, per dare una nuova unione tra gente e Virtus e per fare le cose in modo diverso. Il Progetto che iniziamo con le società presenti è proprio un progetto che coinvolge i giovani del territorio per rendere la Virtus la squadra di riferimento della città: trovo strano che i giovani giocatori di questa città non si sentano vicini a questa squadra, e quindi voglio creare un interesse maggiore e un affetto maggiore che porti questi giovani a sentirsi parte di questo gruppo. Vogliamo che ci siamo sempre più giovani romani che arrivino a a fare parte della Virtus, e forse fare l’a2 ci può aiutare in questo senso. Il mio obiettivo è quello di avere una squadra a Roma che sia amata dai romani, che sia composta da romani e che le partite della Virtus siano uno spettacolo di pubblico, un evento sentito da tutti, di avere un palazzetto pieno..lo sport non è solo vincere, è anche questo. Il mio augurio è che si possa consolidare questo rapporto, mettiamo la società a disposizione delle società che hanno aderito, le ringrazio per la presenza oggi e per aver creduto in noi.”

Davanti alla legittima domanda del come mai mancassero le due società più grandi dopo la Virtus nella città (Stella Azzurra ed Eurobasket), Toti ha spiegato con queste parole la situazione:
“Io questa estate ho cercate di unire la Virtus con le altre due società più importanti di Roma. Loro hanno dimostrato di non voler collaborare secondo il nostro progetto, avendo altri obiettivi e altre priorità che non collimavano con le nostre. A quel punto abbiamo dovuto fare una scelta, e la loro volontà era troppo lontana dalla nostra per poter lavorare insieme: abbiamo scelto quello è stato giusto per la Virtus.”

Ha poi aggiunto in conclusione: “Evidentemente la nostra intenzione è di tornare in a1 perchè è quello che Roma merita, di stare nella massima serie. Ma deve avere una squadra di a1 supportata dalla città: vendere la squadra per avere tanti soldi non è il modo che voglio per tenere Roma nella massima serie, io voglio che ci torni supportata dalla sua gente. Questa Virtus deve essere la squadra della città, e questo Progetto è il primo passo in questo senso. Il prossimo passo sarà quello di avere un proprio Palazzo dello Sport, una propria casa, per dare un’identita più forte.”

 

 

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