Qui Mens Sana: considerazioni sparse dopo il torneo di Lucca

Qui Mens Sana: considerazioni sparse dopo il torneo di Lucca

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Per fortuna non esistono solo i colori, esistono anche le sfumature. Se esistessero solo colori la vita sarebbe davvero strana. Come si potrebbe descrivere il mare? Solo: è blu? Ma andiamo, via. O come si potrebbe fare una passeggiata in autunno? O assistere ad un tramonto estivo? Non potremmo nemmeno prendere il cioccolatino preferito dalla scatola degli assortiti riconoscendo i diversi tipi di nuance del cioccolato. Una vera e propria tortura, e non sarebbe la stessa cosa. Cestisticamente parlando, se esistessero solo i colori tutti gli occhi sarebbero concentrati sulla Partita di stasera. No, la maiuscola non c’è scappata; la finale tra Spagna e Lituania ad Eurobasket 2015 non può non catalizzare gli occhi degli appassionati, ed è anche giusto così, considerato il livello tecnico di assoluto valore espresso dalle squadre nazionali impegnate. Colori forti, quelli dei vari Gasol (mostruoso) e Valanciunas. Ma per fortuna, dicevamo, esistono anche le sfumature. La partita di stasera tra Mens Sana e Torino rappresenta un ottimo modo per apprezzare il cammino di due squadre che tra pochi giorni giocheranno per la posta piena. Sfumature di precampionato che stimolano discussioni e pronostici. E poi, per chi soffre della patologia “palla a spicchi”, per essere contenti bastano il ribalzare di un Molten e lo stridere di due paia di Nike.

E allora apriamola, questa scatola di cioccolatini piena di differenti gradazioni e vediamo cosa c’è dentro.

Primo cioccolatino: il cremino. Udom in contropiede. Passi. Azione successiva: Udom in contropiede. Bimane. Azione ancora dopo: tripla di Udom. Il ragazzo ha carattere.

Secondo ciocclatino: fondente 100%. Marini in post basso, raddoppiato dai lunghi di Torino, taglio forte di Cacace che va dentro convinto e ne fa due belli belli. La gioventù viene su bene.

Terzo cioccolatino:  il bacio. Bryant in penetrazione ha talmente tanta forza e verticalità che potrebbe cambiare idea sul da farsi una mezza dozzina di volte. Per fortuna, spesso e volentieri sceglie la soluzione migliore.

Quarto cioccolatino: gianduiotto. A Torino c’è Mancinelli, che nelle prime tre azioni offensive mette in mostra tutto il suo repertorio. L’assist no look con cui chiude il suo mini show fa lacrimare per bellezza.

Quinto cioccolatino: alle noci e miele. Il pubblico di Lucca è così freddo che in alcuni momenti si è incerti se trovarsi in una palestra o ad una messa feriale.

Sesto cioccolatino: al latte. Dawkins, neoacquisto della Auxilium, potrebbe tirare anche dal viale antistante al palazzetto. Andrà rivisto, ma le mani sono educate come un’orsolina.

Settimo cioccolatino: alla cannella. Chris Roberts è uno che potrebbe andare in uno contro uno praticamente ad ogni azione, ma spesso preferisce guardarsi intorno e favorire i compagni. Se a Ramagli, in cambio di questo atteggiamento, avessero offerto un chilo d’oro non è detto avrebbe accettato.

Ottavo cioccolatino: il boero. Bucarelli entra e segna due piazzati con la sicurezza del veterano. Poker face d’ordinanza e si torna in difesa.

Nono cioccolatino: con granella di nocciole. Il finale di terzo quarto di Siena è da trasmettere in orario protetto, dopo aver mandato a letto i bambini. Il cantiere è più aperto che mai, ma è ovvio che sia così.

Decimo cioccolatino: al caramello. Giachetti, alla sedicesima stagione in serie A, gioca queste partite con una tranquillità tale che potrebbe scendere in campo in babbucce.

Undicesimo cioccolatino: bianco. Dane Diliegro sembra un giocatore d’altri tempi, ed ovviamente questo a nostro avviso è un super complimento. Mani docili, movimenti sapienti e una piacevole propensione a fare la cosa giusta.

Dodicesimo cioccolatino: al cocco. Ramagli è contento di alcune fasi difensive della sua squadra come un paziente in fila dal dentista.

Tredicesimo cioccolatino: quello della staffa, o meglio dell’indigestione.

Siena perde, arriva quarta al torneo ma di indicazioni buone ce ne sono eccome. Tanto lavoro e applicazione, come il coach biancoverde è solito predicare dall’inizio della sua avventura. La strada è lunga ma anche bella da percorrere, in attesa dell’inizio vero.

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