Qui Mens Sana. Siena in trasferta dopo l’uragano. Reggio in cerca dei due punti

Qui Mens Sana. Siena in trasferta dopo l’uragano. Reggio in cerca dei due punti

Si prova a giocare, a pensare al campo, anche se non sarà facile. Siena viene dalle dimissioni in massa della società; la Viola cerca nuovi entusiasmi dopo il cambio in panchina.

Commenta per primo!

I suoni si mischiano e si confondono. Le parole che gli altri ti dicono diventano indistinte, senza senso, in un caos di rumori che rende tutto fastidiosamente ovattato. Deve essere strano vivere in una bolla di sapone; e per strano non vogliamo per forza intendere piacevole. Anzi. E’ tutto molto simile a quello che i tifosi mensanini stanno provando in questi giorni di rabbia e sospensione, dopo che l’intero Cda della società ha presentato le proprie dimissioni lasciando, di fatto, la barca andare alla deriva. Mentre valanghe di post su social e tonnellate di commenti su siti specializzati vomitano addosso a tutti verità supposte (che poi, come diceva il saggio cantautore, con le supposte ci si possono fare tante cose), i tifosi e gli appassionati rimangono di stucco. Come immersi, appunto, in una bolla di sapone. E pensare che molti di quei tifosi avevano dovuto buttare il cuore oltre l’ostacolo per sorbirsi un anno di B2, dopo che la squadra aveva lasciato mezza Europa a bocca aperta per il suo gioco, dominato otto stagioni di fila in Italia e aveva fatto la barba alla nona, con tutto ciò che quello scenario avrebbe comportato. Basiti. E allora ecco che, tra un Memento mori e un Io ve lo avevo detto!, se ne sentono di ogni gradazione, forma e colore; l’unica, amara certezza è che la passione della gente è ancora una volta stata tradita. “Ho una ferita in un braccio, ti va mica di passarci sopra un po’ di pomatina?” Risposta: “No, farò di più, te ne faccio un’altra più grossa, così non pensi più alla prima, di ferite. E prima della pomatina ti faccio un bell’impacco col del sale grosso. Ok?” No, signori, a tutto c’è un limite. Oppure no? Ecco, a quanto pare no. E allora avanti col teatrino dei comunicati stampa incrociati di queste ore, con la ex società che accusa le istituzioni e il sindaco che risponde piccato. Sembra di essere in una commedia di De Filippo, nella scena in cui le comari inviperite litigano dalla finestra per questioni di panni sporchi. Con l’unica differenza che in questo caso c’è ben poco da ridere. In più, altro tasto dolente, va avanti senza sosta la ridda di cifre riguardanti il debito contratto in questi mesi, che cambia di ora in ora, in una corsa al rialzo che farebbe più comodo al titolo MPS che ad una società in pre-liquidazione. All’inizio erano centocinquantamila euro, poi sono diventati trecentomila, già ieri la stima si aggirava intorno ai seicentomila. Domani potrebbe tranquillamente essere pari al Pil di uno stato medio dell’Africa sud-sahariana. E via così.

Nel mezzo a questa tempesta perfetta, scatenatasi dopo che il cielo sembrava un minimo rasserenarsi, oggi è apparso un piccolo squarcio di sole. Non servirà ad evitare il mare forza 8, ma almeno dà conforto. E ancora una volta, la speranza viene dalla squadra. Il comunicato che tutto lo staff tecnico ha fatto trapelare è quasi commovente. In un passo si legge: “Chi scende in campo lo fa per onorare una maglia ed ancora una volta dimostra di avere sensibilità e rispetto di tanta gente che la segue. Questo avviene perché in pochi mesi coloro che operano nella squadra hanno capito che la Mens Sana non è un concetto astratto o una realtà che rappresenta alcuni singoli, ma una realtà che rappresenta un popolo duramente messo alla prova da chi sembra non riuscire a capire minimamente il significato di tutto questo.” Amen. Si prova ad andare avanti dunque, si prova a giocare, per quanto è possibile, con la consapevolezza che i bonifici a fine mese potrebbero non essere puntualissimi. Voler sapere cosa sia veramente successo e cosa ci sia dietro a questo gesto clamoroso sarebbe, per adesso, chiedere la luna con tutti i suoi crateri; ma almeno pretendere che venga fatta chiarezza sul destino della società, questo sembra doveroso. Chiederlo ed avere una pronta risposta. Non ci si può allontanare fischiettando durante un incendio sperando che il caos mascheri l’uscita di scena. Infatti, a breve sono previste altre conferenze stampa, altri comunicati. E non sappiamo bene se sia più una promessa o una minaccia. Che poi, dal punto di vista prettamente sportivo le cose starebbero andando di lusso per la Mens Sana: cinque vittorie in fila, terzo posto in classifica e primato virtuale del girone di ritorno. La partita con Reggio Calabria, che viene da due vittorie interne e due sconfitte esterne, poteva significare per gli uomini di Ramagli il definitivo banco di prova per spiccare il volo. Dall’altra parte una formazione in cerca disperata di punti, per tirarsi fuori dalle secche di una posizione in classifica che non era, all’inizio, preventivabile, visto il roster dei reggini. Reggio, negli ultimi giorni, ha vissuto una sorta di rivoluzione interna, cambiando allenatore e gran parte dello staff tecnico. Ora sul pino in riva allo stretto siede Fabrizio Frates, ex Mens Sana mai troppo rimpianto. Insieme a lui Domenico Bolignano (primo assistente), Pasquale Motta, Kim Hughes e Gaetano Rosace (preparatore fisico). Le prime parole del nuovo coach sono state chiare: “Dobbiamo riaccendere l’entusiasmo dei tifosi e, per farlo, devo mettere il gruppo in condizioni di lavorare bene e serenamente fin da subito”. Anche perché gli impegni che aspettano la squadra sono molti, e ravvicinati: tre volte in campo in una settimana e tanto lavoro da fare. Per la Viola, in pratica, inizia un nuovo mini-campionato, come ha ricordato lo stesso Frates. Dieci partite, in cui si proverà non solo a scacciare l’incubo di una situazione che non rispecchia il vero valore della formazione, ma anche a recuperare posizioni in classifica e tentare l’aggancio alla zona playoff. L’equilibrio dimostrato dalla stragrande maggioranza degli incontri disputati in questo campionato è lì a suggerire che, per Reggio Calabria, non ci sono obiettivi preclusi.

Insomma, c’erano tutti gli ingredienti per un incontro succoso. La squadra di Frates può e deve sfruttare la situazione favorevole, ma siamo certi che anche la Mens Sana non andrà in Calabria con telo e ombrellone, in attesa della tempesta perfetta.

Si giocherà a pallacanestro, cercando di non pensare ad altro.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy