Qui Treviglio: la parola al coach Adriano Vertemati e al capitano Lele Rossi

Le voci dei protagonisti dal raduno della Remer Treviglio: sentiamo Adriano Vertemati e Lele Rossi

Nel corso del raduno della Remer Treviglio, abbiamo avuto l’opportunità di raccogliere le prime parole del coach Adriano Vertemati e del capitano biancoblu Lele Rossi riguardo la stagione che va a iniziare.

 

VertematiBasketInside: Quali sono le tue prime sensazioni all’inizio del tuo sesto raduno a Treviglio?

Adriano Vertemati: Forse riuscirò ad averne di più precise domani quando toccheremo la palla per la prima volta e li allenerò davvero. Oggi è il primo giorno di scuola, per me è il sesto anno consecutivo quindi non voglio dire che è routine ma sicuramente qualcosa che ho già vissuto e che non dipende da squadra nuova o vecchia. Quando domani le palle inizieranno a rimbalzare allora avrò delle emozioni, adesso ho solo una grande fiducia e molto entusiasmo come sempre in attesa di vedere quello che sarà.

BI: A livello di roster ci sono stati diversi cambiamenti rispetto all’ultima stagione: come giudichi il mercato di Treviglio?

AV: In generale bisogna ringraziare la società perché anche quest’anno è riuscita a seguire l’idea di squadra che avevamo sin dalla fine dello scorso campionato, a fare il massimo che poteva con le risorse a disposizione, ad accontentarmi nell’avere una squadra un po’ più lunga rispetto a quella dell’anno scorso e a cercare di coniugare l’inserimento di giocatori Under o comunque in rampa di lancio con quella che può essere un’eventuale competitività della squadra in un campionato sempre molto complicato. Ancora grazie alla società perché nonostante il cambio di girone che per noi comporta una spesa di 30-40.000€ in più rispetto all’anno scorso tra trasferte e altro, e per noi quelle sono cifre utilizzabili per giocatori molto importanti, è comunque riuscita a non farmi mancare nulla.

BI: Qual è stata la cessione che più ti ha portato dispiacere e quale l’acquisto che giudichi più interessante?

AV: A me dispiace sempre tantissimo quando lavoro con loro uno, due o magari anche tre anni, come è capitato con alcuni ragazzi, e poi non li ho più, ma mi dispiace perché mi lega a loro un rapporto schietto, sincero e di lavoro intenso spalla a spalla. Con Turel, con il quale ho lavorato due anni, mi sembra di aver conseguito dei risultati importanti, stessa cosa per quanto riguarda Tambone, Chillo, Spatti, Savoldelli. Sono tutti ragazzi, così come tutti quelli che sono andati via negli anni precedenti come Gaspardo, Slanina e tanti altri, ai quali mi lego e per i quali mi dispiace, ma comunque questo e il mio mestiere e quindi nessun dramma.

Per quanto riguarda gli acquisti nuovi, sono tutti ragazzi che abbiamo stra-voluto, compresi quelli che abbiamo preso per ultimi in ordine temporale ma che comunque volevamo già da maggio. Sicuramente quest’estate ci sono state alcune trattative che non sono andate a buon fine, però comunque l’idea che abbiamo di squadra è stata pienamente perseguita.

BI: Uno dei tratti distintivi dell’operato della società trevigliese nelle ultime stagioni è stato l’attenzione ai giovani, del vivaio e non: a questo proposito, cosa ne pensi delle “nuove leve”?

AV: Partiamo innanzitutto dal vivaio. Noi abbiamo inserito in pianta stabile Andrea Mezzanotte e Nicholas Dessì che faranno parte degli undici della prima squadra e sono dei giocatori sui quali abbiamo un progetto tecnico che potrà portarli ad avere dello spazio, se saranno meritevoli già quest’anno ma soprattutto il prossimo quando una volta completato il loro percorso scolastico potranno avere davvero uno spazio concreto in prima squadra, e questo per me è il risultato più grande: riuscire a portare realmente in prima squadra dei giocatori provenienti dal settore giovanile, come già successo con Carnovali, Spatti, Savoldelli. Non ti nascondo che per me Mezzanotti e Dessì rappresentano due giocatori sui quali porrò particolarmente la mia attenzione in prospettiva futura.

Gli altri giovani che abbiamo portato, ovvero Pecchia, Cesana, Curtis (Nwohuocha), aggiungerei anche Pierpaolo Marini anche se è da tanti anni protagonista in questi campionati ma è comunque un ragazzo del ’93, sono ragazzi per certi versi già pronti ma che possono avere ancora grandi miglioramenti: soprattutto dal loro miglioramento si stabilirà quanto varremo come squadra.

BI: Un altro acquisto importante è sicuramente quello di Sollazzo …

AV: Adam sarà con noi da domani. Tornando a ringraziare la società, lui rappresenta quello step in più che abbiamo cercato di fare: portare qui un giocatore americano ma già esperto del campionato italiano di A2 e con dalla sua numeri importanti. Certamente è un giocatore con caratteristiche importanti che andranno coniugate con quelle dei giocatori già presenti e lì dovremo essere bravi noi come staff tecnico a cercare di far valere in positivo quelle che sono le sue caratteristiche all’interno di un sistema che non è un sistema in cui il singolo emerge, come spesso capita, ma nel quale tutti i giocatori devono avere importanza.

BI: Chi invece è rimasto sono Rossi, Marino e Sorokas: quanto pensi potranno essere importanti in un roster con così tante facce nuove?

AV: Saranno importantissimi. Rossi e Marino sono con me per il quarto anno, Marino l’avevo avuto anche al primo anno quindi siamo insieme da praticamente quasi cinque. Saranno importanti come esempio, come “guide spirituali”, trascinatori. Il concetto vale anche per Sorokas che, pur essendo uno straniero, potrà essere un giocatore che farà un salto di qualità ulteriore, già conosce tutti e il sistema. Da loro tre mi aspetto che trascinino tutti gli altri sulla retta via e quando, come normalmente accadrà, qualcuno purtroppo uscirà di strada, lo riprendano e lo rimettano in carreggiata.

BI: Dando uno sguardo al campionato che vi apprestate a iniziare, quali pensi che siano le avversarie più pericolose sulla carta? Dove pensi che potrà collocarsi Treviglio?

AV: Sulla carta ci sono delle squadre che ovviamente hanno impiegato risorse importantissime come Ferentino, Trapani, Agrigento, Scafati, la stessa Biella ha fatto una squadra molto importante a livello di primi cinque/sei giocatori, credo di non dimenticare nessuno … poi ci sono delle squadre che, come noi, ritengo dipenderanno molto dalla chimica, dal lavoro, dalla fiducia, dal progresso di alcuni giocatori. Io in questo girone vedo questo, vedo quattro/cinque squadre che appaiono più attrezzate inizialmente, ma questo non vuol dire per forza che arriveranno davanti, e poi un grande equilibrio che dipenderà da tanti fattori.

BI: Ultima domanda: quali sono le aspettative per questa stagione a livello di squadra e a livello tuo personale?

AV: Sicuramente di andare avanti a livello di lavoro sulla linea tracciata in questi anni, di coinvolgere ed entusiasmare i ragazzi nel nostro metodo di lavoro e sistema perché solo coinvolgendoli ed entusiasmandoli potremo avere da loro quel qualcosa in più. Mi aspetto di lavorare bene, come sempre, con il mio staff … con Zambelli, anche lui al sesto anno,  con Braga al secondo, con Guzzetti e Bonardi al sesto anno … insomma, lo staff è lo stesso e ha le sue certezze e in queste deve portare la squadra. Personalmente questa è la mia soddisfazione più grande. Chiaro che io come allenatore vorrei vincere più partite possibili, anzi, direi tutte quelle che scendiamo in campo a disputare, però poi ci sono anche gli avversari e dovremo tenerne conto.

 

Ora la parola al capitano della Remer, Emanuele Rossi.

 

RossiBasketInside: Quali sono le tue sensazioni per questa nuova stagione?

Emanuele Rossi: Le sensazioni sono sempre positive. È bello ritornare ed è bello riiniziare, fa piacere rivedere tanti volti amici come lo staff, Paolo (Sorokas), Tommy (Marino) e i tifosi. C’è voglia di far capire subito ai nuovi dove si trovano, aiutarli ad ambientarsi il prima possibile e tornare a mettere quella palla nel canestro.

BI: Rispetto all’anno scorso ci sono diverse facce nuove: come giudichi i cambiamenti a livello di roster?

ER: Come sempre Treviglio ha operato sul mercato in maniera lungimirante e mirando a obiettivi giovani, prospetti molto interessanti che avranno la possibilità, con il lavoro e con la vetrina dell’A2, di mettersi in mostra e di dimostrare il loro valore a questo livello. Penso che questa sia una squadra con un buonissimo potenziale, che andrà espresso e messo sul campo, e per fare questo bisognerà lavorare tantissimo, forse un po’ di più rispetto all’anno scorso perché c’è qualche volto nuovo in più però penso che con tutto il lavoro che faremo potremo competere per fare un buon campionato.

BI: Fra tutti, quale pensi sarà il giocatore che potrà darvi quel qualcosa in più o che ti sembra il più interessante?

ER: Fare nomi adesso è un po’ difficile però ti racconto un piccolo aneddoto: l’anno scorso, al termine della seconda partita che abbiamo giocato contro Roseto, io e Pierpaolo Marini ci siamo fatti i complimenti a vicenda e gli dissi “sarebbe bello giocare insieme” … e questo può far capire quanta stima ho nei suoi confronti e che tipo di giocatore lo reputo. È inutile parlare di Adam (Sollazzo), un giocatore che ha già dimostrato negli anni precedenti di essere uno che, come si dice in gergo, “sposta” … Tommy (Marino) per me è il più forte … forse dire “il più forte è riduttivo”, per me è un giocatore dal talento immenso e di una capacità molto importante di fare canestro nei momenti difficili. Poi tutti i vari giovani, da Cesana a Pecchia, a Curtis (Nwohuocha) … sicuramente ci daranno una grande mano, come anche Sasà (Salvatore Genovese), che sarà molto importante per aprire il campo, e Paolo (Paulius Sorokas), che vorrà confermarsi a questo livello dopo la buonissima ultima stagione. Infine anche i giovani come Mezzanotte e Dessì quest’anno magari vedranno un po’ di più il campo e quindi dovranno farsi trovare ancora più pronti durante la settimana a livello mentale e dal punto di vista fisico.

BI: Quest’anno Treviglio giocherà nel girone Ovest, a differenza dello scorso anno: tenendo conto anche del fattore trasferte, come giudichi questa novità?

ER: Giudicarlo non spetta a me, è stato deciso così, la geografia ha deciso questo quindi lo accettiamo tranquillamente. Sì, c’è questa cosa delle trasferte un po’ più lunghe, però non penso che alla fine dopo trenta partite uno debba recriminare in maniera positiva o negativa sul cambio di girone, alla fine i valori saranno quelli che verranno fuori e dovremo accettarli. Dovremo essere noi bravi, visto che passeremo più tempo insieme, ancora di più visto che le trasferte saranno più lunghe, a diventare squadra in campo e a stare bene tra di noi anche fuori perché questo poi aiuterà anche il lavoro in campo.

BI: Quali pensi saranno le avversarie più pericolose?

ER: Sicuramente Scafati ha fatto un mercato importante, così come Tortona, Agrigento, Trapani, Ferentino … sono tante le squadre che potranno essere pericolose. Noi lavoreremo, lavoreremo e lavoreremo … cercheremo di creare un clima caldo qui al palazzetto, l’invito per i tifosi è quello di venire a vederci e a sostenerci perché avremo bisogno di tutti, in campo e fuori, per conquistare più punti possibili in classifica.

BI: Per concludere, quali saranno gli obiettivi di squadra e i tuoi personali per questa stagione?

ER: Per quanto riguarda la squadra, penso che dovremo cercare di raggiungere le “acque tranquille” il prima possibile e poi vedere quello che succede. Oltre a questo sappiamo che il premio Under è un discorso molto importante per la società quindi la aiuteremo a raggiungere anche questo obiettivo. Per quanto riguarda me, come dicevo negli ultimi giorni alla mia famiglia e ai miei amici, sono carico, ho voglia di ricominciare, di far bene, di aiutare questo gruppo di ragazzi a diventare una squadra con la “S” maiuscola … e poi speriamo di fare qualche canestro ogni tanto e di prendere dei rimbalzi, dai!

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