Roma resta fuori dall’A2, Toti guarda ai ricorsi e attacca: “La Virtus non può morire per un errore della FIP”

I dettagli della strategia e delle presunte lacune federali che condannerebbero la squadra capitolina fuori dalla A2 sono stati illustrati dal legale, in uno con il Presidente della Virtus Claudio Toti, nel corso di una conferenza stampa.

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Niente da fare. Ieri pomeriggio anche la Corte d’appello federale ha rigettato il reclamo della Virtus Roma contro l’esclusione dal campionato di A2 decretata dal Consiglio federale per un ritardo di 24 ore nel pagamento (l’8 luglio anziché il 7) della prima rata della tassa d’iscrizione. Dopo il primo round dinanzi al Tribunale federale, ora l’ultimo ricorso sarebbe disponibile nelle sedi della giurisdizione sportiva (dopo ci sarebbe la possibilità di impugnare il provvedimento della Fip al Tar del Lazio),quella Collegio di Garanzia del Coni. Cui la Virtus si rivolgerà non appena saranno depositate le motivazioni della decisione adottata dalla Corte d’appello. Un passaggio che potrebbe richiedere anche 10 giorni, termine prima del quale il ricorso dinanzi ai giudici del Comitato olimpico, affidato all’avvocato Gianfranco Tobia, non potrà essere proposto.

I dettagli della strategia e delle presunte lacune federali sono stati illustrati dal legale, in uno con il Presidente della Virtus Claudio Toti, nel corso di una conferenza stampa al PalaTiziano.

Claudio Toti (Presidente Virtus Pall. Roma): “Se qualcuno ha deciso la condanna a morte della Virtus si sbaglia: ci rimangono ancora due gradi, e in questi faremo valere tutte le nostre ragioni. Il Consiglio Federale non vuole riconoscere un proprio errore, e per questo è  disposto anche a far sparire una realtà importante del basket italiano, pensando che a Roma possa bastare una squadra che non si chiama Virtus. Il nostro presunto ritardo di 15 ore nel bollettino MAV non è un ritardo, perché rispetta esattamente la data indicata nella delibera del Consiglio federale del 29 aprile 2016, e la duplice modifica postuma del documento della FIP ne è la prova. Qualcuno dovrà rispondere del perché sia stata modificata questa delibera intervenendo silenziosamente sul sito federale, e senza che nessuno se ne accorgesse. Quando noi lo abbiamo fatto, solo allora è stata fatta una modifica pubblica. La decisione del Tribunale federale in prima istanza è lacunosa di motivazioni, e ha giustificato un’assurda decisione. La Corte federale ieri ha rigettato il reclamo ed è altrettanto singolare quanto è successo. Noi abbiamo presentato il ricorso mercoledì alle ore 15, veniamo convocati per la discussione il giovedì alla stessa ora, ma il dibattito è durato poco o più di un’ora e trenta, terminando alle 16.40. Alle 18.03 viene pubblicata la sentenza che respinge il ricorso, ma si dice che ci vorranno dieci giorni per pubblicare le motivazioni. Questo mi fa pensare male, che si vogliono allungare i tempi, che si voglia impedire l’arrivo della controversia al Collegio di Garanzia del Coni entro ferragosto. Eppure noi abbiamo ancora fiducia nella giustizia sportiva, abbiamo molte motivazioni importanti perché il ricorso venga accolto, e nel caso avremo anche la giustizia amministrativa a cui ricorreremo, prima con il TAR poi eventualmente con il Consiglio di Stato. Non so se ci saranno altre sedi possibili, io so soltanto che vogliamo andare avanti, perché vogliamo dimostrare che l’errore è della Fip. La Virtus ha il diritto di seguitare a giocare, e troviamo assurdo escludere una società con la storia della Virtus per un potenziale ritardo di 15 ore, a fronte di 60 anni di storia di basket, mentre spesso e volentieri i campionati sono falsati da squadre che non pagano contributi o giocatori. Quanto ai nostri giocatori, al nostro coach e al nostro general manager, ad oggi nessuno ha chiesto la risoluzione del contratto: questo mi dà una grossa fiducia, ma è chiaro che se la storia andasse avanti alcuni di loro avrebbero tutto il diritto di interrogarsi sul loro futuro. Per questo vogliamo stringere i tempi, visto che anche se vincessimo all’ultimo grado non avremmo la possibilità di disputare degnamente il campionato”.

Avv. Gianfranco Tobia: “Io non ho letto da nessuna parte quale sia il vero argomento del contendere. Noi siamo stati non ammessi al campionato di A2 con una delibera che recita una sola motivazione: la Virtus Roma non ha adempiuto all’obbligo di pagamento previsto dalle DOA e dalla delibera del Consiglio federale del 29 aprile 2016. Prima di tutto nella delibera di non ammissione però si fa anche riferimento a una ulteriore delibera della Com.Te.C. e a un documento della segretaria federale che dovrebbero essere allegati: noi però non li abbiamo ancora ricevuti, e così siamo stati costretti a impugnare un provvedimento federale che conosciamo solo per metà. Inoltre nel nostro fascicolo presso il Tribunale e della Corte d’Appello ci sono atti che non conosciamo e che non abbiamo. Tornando invece al cuore delle presunte motivazioni, ricordo che le DOA non prevedono alcun termine perentorio: l’unico consiste nel deposito della fideiussione entro il 7 luglio, e noi l’abbiamo rispettato. La delibera del 29 aprile indicava invece la data di pagamento entro il 9 luglio, e questa data che noi abbiamo rispettato è rimasta inalterata sulle pagine del sito. Quando abbiamo saputo dell’anticipo al 7, ho interpellato un membro del Consiglio Federale che mi ha dato ragione, poi ricontattandomi ha fatto presente la nuova data. Abbiamo allora chiesto una perizia informatica, accertando che alle ore 13.49.13 dell’11 luglio la pagina è stata silenziosamente modificata. Non contenti quando il presidente ha protestato, il 13 luglio sono state inserite altre quattro-cinque modifiche, e lo comprovano altre perizie giurate inserite in atti. Voglio ricordare infine che una delibera di Consiglio federale può essere mutata solo con un nuovo Consiglio che non si è mai svolto. Per concludere penso che le motivazioni per continuare a ricorrere ci siano tutte, e che la nostra esigenza sia quella di ottenere dal CONI una sentenza prima di ferragosto. Nel momento in cui riceveremo le motivazioni faremo subito appello,  spero soltanto che le federazione le tiri fuori al più presto, visto che ha deciso in un’ora e mezza”.

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