Siena, nuovo inizio. La stagione della Mens Sana al via

Siena, nuovo inizio. La stagione della Mens Sana al via

Commenta per primo!

E’ sempre interessante osservare il gioco dei contrasti. Alto e basso, chiaro e scuro, comico e tragico, bene e male, fino ad arrivare a uno dei bivi fondamentali per l’uomo: pastasciutta o tagliata. Il confronto fra cose diverse, ma non per forza incompatibili, genera sempre una distorsione, un effetto curioso sulla realtà che ci circonda. Ecco, è un po’ come accostare l’idea di neopromossa alla Mens Sana, che senz’altro ha avuto nella sua storia stagioni di epiche promozioni, ma che nel passato recente poteva vantare ben altri appellativi (ad esempio per otto volte quello di Campione d’Italia, più tutto il resto) all’inizio di ogni campionato. Neopromossa e matricola, per giunta; in un torneo completamente rinnovato ed in cui molte squadre vantano budget davvero importanti. Tuttavia, dopo le paludi dello scorso anno, appena si entra a palazzo per il ritrovo ufficiale sembra di respirare un’aria nuova. Intendiamoci: la squadra dello scorso anno ha fatto qualcosa che ha un’importanza capitale, e tutti hanno compreso quale potesse essere il destino della Mens Sana qualora non si fosse centrata la promozione. Per loro e per Mecacci, la gratitudine non finirà mai. Il doppio salto di categoria ha consentito, da subito, di tornare nel basket che conta, ed è ciò che rende speciale quest’appuntamento che, come di consuetudine, è fissato dopo che anche il palio dell’Assunta ha emesso la sua sentenza. Molti dei nuovi, attraverso i social o con brevi video, hanno già espresso grande soddisfazione per l’inizio di questa nuova avventura. Ma da oggi si inizia a fare sul serio, e soprattutto a guardarsi in faccia. Nel gruppo mancano ancora i due americani. Uno, Darryl “Truck” Bryant, ha firmato ma da troppo poco tempo per essere qui dal primo giorno. L’altro ancora non c’è. O meglio, la società è alla definizione dei dettagli e non vuole ancora svelare il nome del giocatore. Non c’è nemmeno Diliegro, centro titolare di stazza vera, che arriverà a brevissimo ma aveva già assaggiato il parquet di Viale Sclavo al momento della firma. Per loro c’è tempo. Invece, per chi c’è, è già un momento di magia. Stefano Borsato guarda in alto, verso gli scudetti appesi al soffitto: “E’ davvero bello essere qui. Ma non solo per la storia di questo club; quella conta, certo. Tuttavia quando uno arriva a Siena è cosciente che è venuto nel posto giusto per crescere, migliorare, mettere tutto a disposizione della squadra.” Passa Ranuzzi, il solo che può fare davvero gli onori di casa insieme a Matteo Mecacci, in quanto unico rimasto della squadra dello scorso anno. Ciuffo ribelle, sorriso guascone, il Ranuz sembra pronto ad un nuovo inizio. I volti nuovi sono tantissimi. Ma anche nello staff ci sono aggiunte importanti: torna nel reparto allenatori una vecchia conoscenza del basket senese, Andrea Monciatti. Per lui, entusiasmo e tanta voglia di dimostrare i frutti che l’esperienza biellese ha prodotto. E poi c’è l’ingresso di Gigi Cagnazzo, più di 600 partite in serie A da giocatore e una grandissima esperienza sul campo, con un ruolo che fungerà da ulteriore aiuto nella gestione della macchina organizzativa. Chi rientra è anche Mattia Udom, uno che sente Siena come fosse casa sua e che non ha bisogno di scrutare gli angoli segreti del palasport. Li conosce già. “E’ vero, ci dice, torno con un ruolo diverso rispetto al passato, con più responsabilità. Ma la cosa non mi spaventa. Devo rimanere umile e imparare il più possibile. Siamo una squadra giovanissima ma con una voglia matta di migliorare sul campo. E poi c’è coach Ramagli: quando ho saputo della sua ufficializzazione sono stato davvero felice.” Già, Ramagli. Diciamo che a questo raduno c’è soprattutto lui. Nel senso che si vede bene quanto il nuovo allenatore sappia prendersi sulle spalle le responsabilità che la leadership porta con sé, senza troppe sottigliezze. Parla chiaro, come da abitudine: “Voglio che la gente sia curiosa nei confronti della nostra squadra. Siena rimette piede, giustamente, in una pallacanestro di livello, con giocatori americani, tanti italiani di qualità, allenatori preparati: dovremo lottare ogni domenica, e cercheremo di dare messaggi emotivi a questo pubblico con la speranza di riaverne indietro altrettanti.” A proposito di americani, a parte il citato Bryant, che comunque ha un curriculum di buon livello, quale tipo di giocatori ci dobbiamo aspettare? “Due trattatori di palla che sappiano dare un gran contributo in termini di punti, ma anche altro. Per far sì che la squadra funzioni, questa è una caratteristica fondamentale”. Quanto è importante, fin dalle prime battute, creare un gruppo coeso e che tira nella stessa direzione? “Direi che questo è un aspetto fondamentale. Sarà una stagione lacrime e sangue, dove ci sarà da soffrire. Se non sei gruppo, naufraghi alla prima difficoltà. La crescita relazionale, umana, deve essere per questo il nostro primo obiettivo. E poi c’è l’aspetto più cestistico, certo; se arriveremo bravi come siamo adesso potremo dire di aver fallito. Invece dovremo arrivare significativamente migliorati alla fine dell’anno, perché questa è una squadra nuova, che dovrà lavorare tantissimo fin da subito per essere pronta a lottare dalla prima partita con Latina.” E Siena, coach? “Siena è una città incantata, in cui la mia famiglia ha anche lontani legami. Spero di poterla conoscere, piano piano, e di potermi gustare qualcuno dei suoi angoli magici, magari seduto ad un tavolo di un buon ristorante”.

Ancora manca qualche tassello, ma la Mens Sana 2015/2016 ha mosso il primo passetto in avanti. Meglio non guardare quanto è lunga la strada che si ha davanti, potrebbe spaventare. Di sicuro però lo spirito di tutti è quello di ripartire con la fiducia e l’entusiasmo che, da queste parti, non mancano mai.

Fotogallery a cura di Gianluca Romani

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy