Siena – Trapani: verso il futuro, con un occhio all’amarcord

Siena – Trapani: verso il futuro, con un occhio all’amarcord

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Cercare di fare pronostici e azzeccare risultati si è rivelato fino ad ora, almeno nel girone Ovest, un esercizio piuttosto fallimentare. Un po’ come tirare una coppia di dadi sul velluto rosso di un tavolo da gioco: sono pochi, se non pochissimi, ad azzeccare la combinazione giusta. Ci vorrebbe un indovino, se ne esistessero. Per cercare di prevedere almeno una parvenza di quello che potrà essere l’andamento della partita tra Siena e Trapani, l’unico appiglio sono i numeri, intesi come statistiche, e le somiglianze. Partiamo dalle seconde. Sia i siciliani che i toscani hanno quattro punti in classifica, dove continua a comandare la sorprendente Agropoli. In più, il fieno in cascina è venuto per entrambe le compagini dalle partite casalinghe, a fronte di altrettanti punti persi in trasferta. E’ vero, siamo solo all’inizio, ma sappiamo bene quanto possa essere importante per una squadra ottenere il referto del colore giusto fuori casa. Dà coraggio, aumenta la garra, come dicono a Buenos Aires. Trapani gioca in casa, Siena fuori. Quindi la squadra di Ramagli ha l’occasione per strappare questo importante biglietto. Altra affinità: sono due formazioni profondamente rinnovate rispetto all’anno scorso. Addirittura rivoluzionata Siena, ma anche a Trapani non si è scherzato. E’ banale dire che ancora i perfetti equilibri tattici, sia da una parte che dall’altra, sono lontani da essere trovati. Ed è anche il motivo per cui per il risultato di questo incontro, così come di parecchi altri in A2, ci ha fatto evocare le doti divinatorie che tanto servirebbero in quel di Las Vegas (ma anche a Saint Vincent andrebbero benissimo). Si giocherà sui nervi, a sprazzi, e la porterà a casa chi manterrà maggiore il livello d’intensità e sarà più freddo nei momenti chiave. In pratica la scoperta dell’acqua calda.

E poi i numeri: freddi se guardati col distacco del ragioniere di banca, caldi se intesi come statistiche. Trapani ha il suo leader indiscusso nel centro Andra Renzi, che sta mettendo insieme cifre abbastanza irreali, sia per punti che per rimbalzi: 21,3 più 8,3 carambole. C’è poi Mays (13,7; 2 a.), che già aveva fatto vedere buone cose a Capo D’Orlando e si sta riconfermando in terra siciliana. In più, ovviamente, due che i parquet italiani li conoscono come le proprie tasche: Demian Filloy e Gabriele Ganeto, il primo già con una media in doppia cifra per punti segnati (10,5). Di squadra, Trapani segna 81 punti di media, molti più dei 73 della squadra di Ramagli, ma è forse più incostante, e tende a prediligere i ferri di casa. Per Siena è meglio distribuito il carico offensivo; ne consegue che i giocatori coinvolti in attacco siano di più, e le statistiche più “spalmate”. Guida Roberts, con 14,5 a gara, ma sono in doppia cifra anche Bryant (11,3), Diliegro (11,8) e Ranuzzi (11). Miglior rimbalzista per i biancoverdi, ancora Diliegro con 8,5.

Luca Banchi l’ha definito in questi giorni il “mio derby personale”, vista la storia che lega il coach con entrambe le storiche realtà del basket italiano. Le parole raccolte nell’intervista sono la dimostrazione di quanto entrambe le città, con la loro passione ed i loro personaggi, abbiano influito sulla formazione di Banchi.

Se poi fossimo amanti dell’amarcord cestistico, non potremmo non citare quelle due sciagurate partite del 2 aprile del 1992, che hanno fatto inesorabilmente incrociare i destini delle due società. Siena giocava a Roma, Trapani in casa contro la Scavolini. Entrambe lottavano per un unico obiettivo. Ma non siamo amanti dell’amarcord, quindi ci fermiamo qui. Ci basta il presente, e la partita di domenica, che tra l’altro (notiziona) sarà anche trasmessa da Sky, in diretta, alle 14 o giù di lì.

Se poi avete sottomano un indovino, prima fatevi dire il risultato, poi vi spetta di diritto una gita al casinò.

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