Svolta a Brescia: c’è l’accordo tra Comune e Fiera, il PalaEib si farà

Svolta a Brescia: c’è l’accordo tra Comune e Fiera, il PalaEib si farà

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quibrescia.it

Ecocompatibile, modulare, capiente, capace di ingabbiare, il vecchio ciambellone, Brescia avrà nell’ex Fiera il suo palazzetto, il suo PalaEib.

Ieri fumata bianca, dopo due ore di confronto in Loggia, Comune e Immobiliare Fiera hanno trovato la quadratura del cerchio: il nuovo palazzetto dello sport ci sarà, si spera entro massimo due anni, ricavato nel «ciambellone Eib», come voleva il sindaco Emilio Del Bono, ma con la Fiera che parallelamente potrà portare avanti il suo progetto di parco scientifico-tecnologico, il Nibiru Planet, limitato, per così dire, al solo padiglione fieristico, senza coinvolgere anche gli spazi dell’Eib, come sembrava necessario in un primo tempo. In sostanza il parco si stringe un po’, e le due nuove funzioni potranno convivere ridisegnando la vocazione di quella fetta di città, senza neanche tradire la storia di un tempio cestistico che negli anni’80 ha ospitato le stagioni della A, le più importanti del Basket Brescia.

Il vertice del 24 ottobre ha visto risedersi attorno al tavolo, in Loggia, i protagonisti dell’incontro di due giorni fa: il sindaco Del Bono per il Comune (con il lui presidente della commissione urbanistica Aldo Boifava e il dirigente del settore Giampiero Ribolla), Carlo Massoletti, Franco Bettoni e Marco Bonometti per la Fiera. In più i vertici di Micromegas, la società romana che affitterà gli spazi dell’Immobiliare (canone da 100mila euro al mese) per allestirvi il nuovo parco dedicato all’hi-tech. Al termine tutti soddisfatti. «Faremo il PalaEib e il parco tecnologico» ha annunciato Bonometti nel lasciare la Loggia. «Abbiamo trovato l’intesa – ha aggiunto Bettoni pochi minuti dopo – il ciambellone sarà ristrutturato e ceduto al Comune».

Un lavoro di progettazione che, almeno sulla carta, sarebbe ultimato e che sarà illustrato all’Immobiliare Fiera questo martedì, a firmare lo studio di fattibilità del nuovo Palasport è l’ingegner Eliseo Papa, esperto in tensostrutture e già «padre» del velodromo di Montichiari.

Nella giornata di venerdì è in programma la riunione della Consulta della Camera di Commercio, successivamente dovrebbe arrivare una comunicazione congiunta sull’accordo trovato, e verranno organizzati una serie di incontri tecnici per parlare della convenzione e per “riordinare” l’area della fiera dal punto di vista urbanistico, e dove verranno anche riportati i tempi di realizzazione delle opere.

Come sarà il nuovo impianto sportivo? 5.180 posti senza l’abbattimento dell’edificio, grosse braccia di acciaio che andranno ad «ingabbiare» il vecchio ciambellone e lo trasformeranno in un nuovo impianto sociale e multifunzionale, sarà strutturato in tre livelli (spogliatoi, uffici, sala conferenze + zona per la fisioterapia e la preparazione atletica con area merchandising + zona tv e area vip), il suo costo sarà compreso parte dai 5-6 milioni di euro: una cifra fattibile, visto che l’Ente fiera – stando alla commissione urbanistica in vigore, fonte Giornale di Brescia – deve al Comune opere per circa 8 milioni di euro come opere d’urbanizzazione

Insomma, una struttura “gold”, buona per le gare internazionali, (oggi la Leonessa è costretta a giocare al S. Filippo, struttura da 2.500 posti, quando la capienza minima per la serie A è 3.500) adatta anche ad eventi o concerti. Una struttura che lancerebbe l’entusiasmo già alto della piazza, e della Presidente Graziella Bragaglio, viste anche le sue dichiarazioni riportate dal Giornale di Brescia: «Con l’Eib da 5.000 punteremo dritti alla serie A. Stavolta dovremmo esserci e si va verso la soluzione che abbiamo sempre caldeggiato: ridare alla città quella che è stata la casa storica della pallacanestro bresciano, sarà una fantastica operazione».

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