Trieste contro Postumia: Harris c’è, Tonut di più

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Ancora progressi, ma su Tonut azzardo una previsione

Stefano Tonut

Rimango ancorato ad un diktat estivo: le prime amichevoli non hanno un senso numerico, non devono sentenziare nulla, possono solo dare degli spunti; e nella serata del favore restituito alla volonterosa Postumia, non e’ possibile neanche sostenere che ci sia stato un impegno probante visto il largo successo per 82-44 dei triestini.

Ulteriori elementi per discutere pallacanestro ce ne sono stati: dal punto di vista tattico prove tecniche di gioco con il lungo o pseudo tale d’area, utilizzando Candussi  boa di smistamento. Poco a proprio agio ma discreta visione di gioco, unite al solito bagaglio tecnico, ha prodotto qualche interessante giocata nell’ “alto-basso”. Bene la coesione generale difensiva, ci sono i presupposti per rivedere la tarantolata macchina aggressiva che ha fatto le fortune dell’Acegas la scorsa stagione.

Will Harris e’ uno scolaretto al primo giorno di scuola: gioca per i compagni come nessun coloured attaccante per dna ha mai fatto intravedere, palesando una insospettabile periferica lettura del gioco; mai una forzatura e in controllo fisico, ha ricamato una prestazione pulita offensivamente e quantitativa a rimbalzo difensivo. Siamo curiosi di vederlo alle prese con “gambe” piu’ preparate e di livello, anche perche’ c’e’ un piccolo difetto di fabbrica del ragazzone, quello di pensare troppo prima di attaccare la difesa.

Un discorso a parte lo merita Stefano Tonut e qua sbilancio la previsione: se il figlio d’arte manterra’ la famelica volonta’ di migliorare il proprio basket, ben presto lo vedremo calcare palcoscenici piu’ importanti, da serie A. Vedi subito i giocatori di un altro livello, hanno una fisicita’ sopra la media, convincono prima ancora di alzare la mano per il tiro e rendono tutto molto facile; e’ vero che gli ultimi gradini per l’Olimpo sono i piu’ difficili da salire, pero’ e’ anche vero che Stefano sta bruciando le tappe non di mese in mese, ma di settimana in settimana.

Altra previsione riguarda Alessandro Scutiero: la regia ordinata e la positiva sfacciataggine offensiva stanno facendo guadagnare posizioni nella scala gerarchica di coach Dalmasson; valutando ormai Carra una guardia pura, il vice-Ruzzier potrebbe essere senz’altro lui.

Ora si attende l’arrivo di Kellen Thornton, uomo mandato dall’amico Irving Thomas, una specie di “manzetto” di poco sopra i due metri, atletico e con la predisposizione per il gioco anche spalle a canestro; la Pallacanestro Trieste 2004 che si sta modellando sotto l’egida del duo Ghiacci-Bocchini, con l’avvallo del coach, assume sempre piu’ le sembianze di una squadra universitaria americana, senza centro di peso e con cinque esterni duttili e intercambiabili.

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

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