Trieste, salvo il titolo sportivo: ora si pensa a costruire società e squadra del futuro

Trieste, salvo il titolo sportivo: ora si pensa a costruire società e squadra del futuro

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Gli ultimi mesi, sul fronte Pallacanestro Trieste 2004, potrebbero essere dipinti tramite le colorazioni di fantozziana memoria: dal mix tra il “viola addobbo funebre” e il “blu tenebra” che pareva incanalare tutto verso una chiusura traumatica del grande basket in città (data oltretutto l’impossibilità societaria di raccogliere denari freschi per poter pensare con tranquillità al futuro), si è passati a tinte decisamente più tenui e gradevoli alla vista.

Diciamoci la verità: se il popolo biancorosso rivedrà nuovamente la LegaDue è solo grazie a quelle abbondanti 1.200 tessere prelazionate da chi ha visto nell’inizativa spontanea dei tifosi l’unica àncora di salvezza tangibile su cui potersi aggrappare. Detto dal sottoscritto, quale uno dei promotori che si è prodigato nell’imbastire e via via modellare le attività di contorno, potrebbe risultare un classico esempio di ulteriore “spam” su quanto già sottolineato nelle scorse settimane, nonchè la voglia di continuare ad auto-incensarsi per l’obiettivo raggiunto. Ma è altrettanto palese come il duro lavoro porta a risultati insperati, specie se fatto con raziocinio, costruttività e voglia di mettersi personalmente in discussione: ecco, è forse questo il nocciolo di come un problema può essere risolto con estrema umiltà di intenti. E’ mai possibile che 5 bistrattati personaggi abbiano potuto far breccia nelle tasche e nei portafogli altrui (immagine poco romantica, ma tutto sommato calzante), semplicemente grazie a una credibilità di perfetti sconosciuti che mettono la propria faccia davanti a un problema per risolverlo, anzichè dribblarlo?

Di certo, “Un abbonamento per salvare il basket a Trieste” ha provveduto a fare giurisprudenza in due ambiti distinti: il primo, che un’idea può essere perseguita solo se sono poi in tanti a poterla cavalcare e farla propria; la seconda, che è relativamente semplice creare entusiasmo se sei in grado di convogliare attorno a te l’interesse verso un qualcosa di estremamente importante per questo sport: la sopravvivenza. Soprattutto perchè quei 120 mila Euro raccolti rappresentano proprio il poter tirare avanti per la Pallacanestro Trieste 2004, in attesa di nuovi scenari futuri: però quelli “sporchi” 120 mila rappresentano unicamente l’inizio di una nuova sfida per la piazza biancorossa, ed è su questo che ora si dovrà lavorare con logica e costrutto, al fine di non arrivare un domani nuovamente con l’acqua alla gola.

Il mese di luglio sarà quello della verità: chi saranno i nuovi soci? Chi guiderà la compagine societaria? Chi entrerà e chi uscirà? Chi saranno i volti che comporranno il roster 2013/14? Domande su cui, negli ultimi giorni, è in atto una vera e propria “caccia al gossip” che rischia quasi di tracimare in una sorta di speculazione: di nomi se ne son fatti parecchi, ma in questa fase non ci concentreremo sui possibili Mister-X, quanto su un concetto chiaro. Trieste ha rischiato di sparire, la Provvidenza sotto forma di abbonamenti anticipati ha salvato capre e cavoli: chiunque si siederà nella stanza dei bottoni giuliana, dovrà avere perfettamente in testa che un simile rischio non dovrà essere ripetuto.

L’ “effetto-placebo” dell’iniziativa spontanea, che tanta positività ha portato in un ambiente derelitto e confuso, potrebbe esaurirsi ben prima della prima palla a due del prossimo campionato, se non ci sarà freschezza di programmi a medio termine e se soprattutto non si andrà ad accrescere la popolarità, vero tallone d’Achille da curare nel minor tempo possibile: basta dunque con le “guerre tra poveri” e con i silenzi roboanti che hanno portato la palla a spicchi biancorossa sull’orlo del precipizio. E’ tempo di costruire, non più di disfare la matassa: i tifosi, quelli veri, non vogliono e non possono più aspettare.

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