UFFICIALE: Napoli rileva il titolo BBB, si aprono le porte della L2 Gold

UFFICIALE: Napoli rileva il titolo BBB, si aprono le porte della L2 Gold

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Il Napoli Basket 2013 comunica di aver formalizzato l’accordo con la Biancoblù Bologna per la cessione del titolo sportivo. L’avvenuto trasferimento del titolo dalla società bolognese a quella napoletana, consentirà al Napoli Basket 2013 di poter partecipare al prossimo campionato di LegaDue Gold. I dettagli dell’operazione verranno illustrati nella conferenza stampa in programma domani mercoledì 29 Maggio alle ore 16 presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza dell’Assessore allo Sport del Comune di Napoli Pina Tommasielli.

Così il cerchio si è chiuso. Il Napoli Basket 2013, da questo pomeriggio, raccoglie ufficialmente il testimone della ormai defunta BBB di Giulio Romagnoli. E a venti giorni più o meno dalla nota comune che aveva acceso le speranze con il preliminare d’accordo tra le due realtà, arriva quel nero su bianco che fa certamente archiviare un momento tutto intriso prima di attese, previsioni, poi anche di qualche voce che, specie dalla sponda felsinea, aveva turbato un ambiente già provato da anni e assai suscettibile come quello partenopeo.

Alla fine però Maurizio Balbi e il suo staff hanno messo un altro punto fermo. Forse quello fondamentale, decisivo. E non solo per ripartire a livelli di base più consoni e appetibili per la piazza, ma soprattutto per premiare quel lavoro che in realtà già nasceva ad ottobre scorso, quando si tentò il tutto per tutto nell’operazione salvataggio del Nuovo Napoli Basket. E da subito quel signore che pochi conoscevano fece capire che la musica era cambiata, mettendoci di tasca propria e in poche ore 33mila euro: quella prima rata professionisti mai saldata dalla gestione dell’ex dirigenza del Napoli Basketball, e che già scaraventava quella nuova, ennesima avventura sull’orlo del precipizio. Una spesa che sarà purtroppo vana: le vicende giudiziarie di novembre e dicembre, prima in Giudicante poi al TNAS, vedranno l’esclusione di quel team tanto promettente. Ma nulla che potesse spegnere nè l’entusiasmo di Balbi e del suo staff, nè l’interesse di quello zoccolo di tifosi magari esiguo, logorato e ridotto all’osso da anni di promesse fallite, ma mai così duro e ostinato nel mettere sotto pressione Balbi stesso, chiedendo, domandando, cercando.

Nessuno dall’altra parte si è mai tirato indietro, nè per spendere nè per rispondere. Ed ecco quel titolo sportivo che ahimé fino ad oggi, lasciata il Basket Club della Ferrara di Collins, Farabello e Apodaca, di McIntyre, Mastrello e Grappasonni, di Zanelli e di Marigney, di Grundy, Williams e Jackson, aveva seminato sul suo cammino più divisioni tra fratelli della stessa fede che gioie. Più delusioni che trionfi: un’ultima conferma poco o più di un mese fa, con il treno playoff che sfuggiva per l’allora truppa di coach Salieri. Una bella realtà, fatta com’era di tanti giovani prospetti, e che certamente potranno dire la loro nel futuro di questo sport. Ma per certi versi, quel 64-65 contro Ferentino al PalaDozza , sembrava essere stata l’ultima riprova di una vite che girava a vuoto, un altro segnale che imponeva una rifondazione che ricomponesse fazioni, restituendo compattezza all’immagine gloriosa della Effe. Fa male sempre, ed è ovvio, approfittare di qualcuno che agonizza, e così scompare, ma forse mai come oggi si può dire che da un male potrebbe nascere un bene. Quella rifondazione che oggi F2011 vuole guidare, e che con l’apporto di Marco Calamai e Dante Anconetani, cercherà di portare a termine con l’aiuto di tutti i fortitudini: quelli di Biancoblù e dei suoi Club, quelli del CCCF, quelli della Casa Madre SG e della Fossa, quelli di Eagles. Quelli di sempre. Tutti insieme. Per chi ci crede, e ce sono tanti per fortuna, gli auguri sono d’obbligo, veri e sinceri, per arrivare più in alto possibile e più presto possibile, con tutti i mezzi che le regole mettono a disposizione. La speranza è quella di rivedersi al più presto su un campo vero chiamato parquet, per provare a ripercorrere quei magnifici momenti di sport respirati in quell’estate convulsa ma emozionante del lontano 2006. Un momento in cui più che la sopravvivenza, ci si giocava ben altro.

Intanto da queste parti, dove di recente è partita una cosa chiamata “corsa rosa”, la metafora ciclistica spunta d’obbligo: ottenuta la licenza, bisognerà allestire il tutto, nei tempi ideali, con il contributo di tutti. L’eredirà è pesantissima, le grane non tarderanno ad arrivare: far partire una società e formare una squadra vera e sufficentemente competitiva non è e non sarà lavoro da tutti. Ma quel che è certo è che da oggi la fiaccola del basket dovrebbe essersi riaccesa. E speriamo davvero che quelli che in tempi non sospetti definimmo piromani siano ovunque, purchè lontano da questa Napoli che deve provare a tornare sè stessa. Napoletani si nasce…e si diventa.

 

 

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