Un calda Napoli lancia la Legadue che vuole “accendere”

Un calda Napoli lancia la Legadue che vuole “accendere”

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NAPOLI – Se il proposito sarà quello di “accendere l’Italia”, e di infiammare i 16 pubblici delle piazze che animeranno la prossima serie cadetta, l’obiettivo di Legadue pare assolutamente centrato, almeno nel suo primo passo ufficiale.

E cioè quello della location che questo pomeriggio, nella superba cornice di Castel dell’Ovo, ha svelato con Fabrizio Pungetti la “versione 13.0” della seconda serie nazionale ad addetti ai lavori di società e carta stampata. Ma soprattutto ai tifosi, attraverso una inedita modalità multipiattaforma, che dal web-streaming di legaduebasket.it spazia fino ad iPhone, iPad, iPod touch e dispositivi Android, grazie alla nuova App “Sportube”.

Dicevamo quindi di una scelta azzeccata. Ed è vero. Perché mai forse in questi ultimi vent’anni, con ottobre alle porte, Napoli era stata così rovente a livello termico, e per quanto si sia già partiti con gli impegni ufficiali, con le emozioni della Coppa, il capoluogo partenopeo è parso la migliore tela su cui abbozzare i primi schizzi “infuocati” di questo campionato che verrà. Un campionato che tra l’altro , vedi il gioco delle coincidenze, nella sua prima edizione distaccata dalla A si vestì proprio dell’azzurro targato Di Nola-Bucchi-Penberthy-Jones. Ma a proposito di edizioni, sarà anche l’ultima a carattere professionistico? Ci sarà davvero il tramonto verso il nuovo orizzonte del dilettantismo responsabile, voluto dalla Grande Riforma del Presidente Meneghin? La FIP è orientata in quest’ultimo senso, e con decisione. Non del tutto gli enti di categoria come LNP e la stessa istituzione presieduta da Marco Bonamico, che hanno provocato un dibattito teso, oggi solo rinviato. Ma con interrogativi che comunque restano, e che insisteranno sempre, sullo sfondo di questa “stagione di attesa”.

Ma almeno per oggi si è voluto suonare una musica diversa, partire con i migliori auspici, esorcizzare i seri problemi di backstage col maggiore ottimismo possibile. E per farlo col piede giusto il Presidente in FIP è in prima fila, accanto all’amico Marco, e gli ormeggi della nave del “Marine” vengono mollati da Napoli: una piazza decaduta dall’Olimpo cestistico, ferita da quattro anni di passi più lunghi della gamba, oggi più che mai diffidente, e che va riconquistata. Insomma una lotta nella lotta, che sul ring di questa nuova Legadue, il progetto metropolitano targato Cesaro-Minopoli è disposto a cominciare, per un’ultima e definitiva resurrezione.

Quindi non pochi i significati di fondo che motivano la scelta, ben sottolineata in questo appuntamento, conseguenza di un rapporto speciale che lega la città al Presidente, qui ex giocatore, e da sempre sostenitore di quei progetti che a Napoli, e nel napoletano (vedi Sant’Antimo lo scorso anno) potessero dare una scossa, un sussulto al disastroso piattume di questo territorio ad alti livelli. Un ‘autentico specchio della crisi più vasta, la provincia di Napoli, e che partendo da dati economici, normativi e di idee, ha mietuto in Italia tante vittime negli ultimi anni, alcune eccellenti. Basti pensare a tutte le uscite di scena, travagliate, registrate in questa stagione: Treviso e Teramo in Serie A, quindi Ostuni e Piacenza in Legadue ,con ben due ripescaggi dalla DNA, a sua volta provata da ben cinque rinunce (Anagni, Fabriano, Pavia, Ruvo di Puglia, Santarcangelo).

E se si pensa che questa è soltanto la punta di un iceberg in profondità ancora più inquietante, questi numeri già fanno male, e sono indice di una guerra tra poveri poco tutelati da regole irrealistiche. Ma se di guerra si tratta, è anche l’istituzione a dover cambiare passo, dismettere i panni del freddo regolatore, farsi loro scudo e loro spada. Per farlo quindi al meglio si comincia dove la lotta è aperta, dalle trincee, innanzitutto. Proprio come quella di una Napoli che cerca di essere diversa, facendo dello sport una chiave di rinascita, e che al completo con tutto il suo stato maggiore (Assessore allo Sport Tomaselli in testa), deve ora però porsi l’obiettivo di una politica meno urlata e meno pubblicitaria, che sfrutti l’effetto dei grandi eventi come questo e tanti altri, e che dia nel tempo gli stimoli per segni permanenti, quasi come dei timbri che una volta impressi lascino il segno su una nuova pagina, a beneficio della collettività.

Napoli insomma ideale come tappeto rosso di una sfilata senza precedenti, che “vuole unire l’Italia il più possibile” dichiara il Presidente in apertura, e dove nell’ammirare le prodezze della scorsa stagione, risentire nomi di giganti che ritornano (Trieste e Capo d’Orlando) come quelli di piccoli “Davide” senza paura della nuova, storica ribalta (Ferentino, Trento), le dichiarazioni su cui riflettere non sono poche.

Anche perché non sono pochi gli allenatori e i giocatori che con la loro presenza hanno impreziosito l’evento. Innanzitutto “i vecchi e i giovani” del parquet, per dirla alla Pirandello: da Garri a Chessa, fresco di prestito da Biella, fucina di talenti; da Righetti a Tessitori, ora a Forlì in un contesto esigente; da Pecile a Ferrero, che già condivide con Teo Malaventura il titoli di bandiera della Junior, e senza dimenticare il cecchino Loschi, Rossetti, l’ex Brindisi Giuri e il triestino Ruzzier: tutte mine pronte ad esplodere, e pronte a fare, anzi, a strafare pur di sfondare. Poi ci sono veterani della panchina e coach di primo pelo, come Perdichizzi, Cioppi, Marcelletti e Bartocci, contrapposti al “nuovo che avanza” di Fucà, Buscaglia, Salieri e Griccioli, tutti impegnati in luoghi e tempi per non deboli di cuore.

Ecco quindi dei giovani considerati importanti, centrali. Ed è da qui che vuole partire il padrone di casa Bonamico, con le sue parole istituzionali ma sincere, sottolineando le grandi imprese estive delle nostre nazionali (u18 e over45 compresi), passando per le dichiarazioni spontanee e trascinatrici di Dino Meneghin, rimarcando le prospettive vincenti di azzurre e azzurri d’ogni età, e su quanto la Federazione debba ancora costruire i suoi successi partendo dalla società, sempre di più, con i loro vivai: “Le basi ci sono, ragazzi che capiscono quanto sia difficile la vita sportiva in questo ambiente ce ne sono, e sanno che il posto traballa sempre. Alle società poi dico sempre che da solo emozioni avere e costruirsi campioni in casa, anche se tra mille sforzi”. E Bonamico aggiunge: “Forse avresti meritato questi successi molto prima, e sarebbe bello che la tua prima presidenza si chiuda con una grande medaglia europea, il che non è assolutamente impossibile. Legadue poi si sta muovendo verso i giovani, e continueremo a farlo”.

Spazio poi alle prime argute chiose tecniche di coach Stefano Michelini, attuale “opinionista” di Rai Sport, sull’input dei filmati che hanno ripercorso il cammino 2011-2012 della serie cadetta, con Reggio Emilia (14 vittorie casalinghe e 8 sconfitte) e Brindisi a spiccare il volo verso la Serie A: “Per confermare la bontà della scorsa stagione partirei da un sestetto di idee, e di concetti, che assocerei a sei squadre. Innanzitutto le due neo-promosse, che hanno confermato in Serie A rispettivamente il 60 e il 50% dei propri roster, e hanno conquistato la massima serie con 8 e e 11 sconfitte. Equilibrio quindi, perché c’è chi anche chi ha ottimizzato il roster, come Pistoia e Jesi, dopo due campionati di alto livello e tanti giovani lanciati, Saccaggi e Santiangeli in testa. C’è poi il campionato di Scafati, solidissima in casa, poi la stagione ribelle della matricola Brescia, e una lotta per la salvezza durissima, mai scontata, fino all’ultima giornata. Infine 15 giocatori andati in Serie A , e 5 americani andati in Serie A. Cosa dire d’altro?”

Beh da dire se utile risulta l’analisi della copertura tv e stampa, affidata a Nicola Bernardini, per conto dell’Osservatorio Sport System: “188 ore di trasmissione di cui 153 di diretta, per un totale 66 gare di regular season e 50 di stagione regolare. Interessante poi il contributo di canali paralleli quali Conto Tv, E’Tv e Viva l’Italia Channel, ed anche sui dati di ascolto rileviamo un trend crescente, con punte di circa 2.800,000 spettatori nel mese di maggio. I contatti generati in totale sono in aumento dell’ 1,2%, anche se gran arte dell’incremento si è espresso soprattutto in regular season, dimostrando quanto il pubblico ,affezionandosi alla diretta dei venerdì. Nei playoff c’è stata tra l’altro la concorrenza delle prime partite degli Europei di Calcio e di Lega A. Da notare in oltre il dato Sportube: in termini di presenza ha fatto Registrare un aumento da 96mila a 454mila contatti, quasi 4 volte di più rispetto allo scorso anno. Questo vuol dire che avere un canale web, una piattaforma web ti rende sempre più un punto di riferimento per gli appassionati. Sulla stampa infine abbiamo registrato più di 50 uscite al giorno, 18mila complessive, con molti articoli (quasi 88%), il che dimostra tra gli addetti ai lavori dell’informazione un forte attaccamento al territorio, per ciò che riguarda il basket”.

Sull’argomento interviene anche il Presidente, tornando in scena con altri validi argomenti sulle performances stagionali di legaduebasket.it: “I nostri visitatori unici sono stati quasi 1,9milioni, 8.568 al giorno ein e +41% del numero di accesso. Fiore all’occhiello il netcasting, con 39.900 visitatori unici e 1,6 visitatori totali”. Infine i dati sul pubblico: ”Siamo passati da 2.204 a 2.283 spettatori di media: certo, solo il +3,5%, ma in un periodo di recessione (record Forlì – Bologna del 30 ottobre 2011 con 4055 spettatori, seguono Pistoia- Scafati del 22 dicembre 2011 con 3966, quindi Bologna – Reggio Emilia a quota 3615).

Con questo metaforico giro di lancio si aprono gli occhi sulla nuova stagione, e tra un video-squadra e l’altro, un momento particolare è quello dedicato al ritorno di Napoli nel grande basket, con le parole di rito del GM Peppe Liguori, il coach Maurizio Bartocci,e il neo-capitano Marco Allegretti. Michelini pungola nella breve intervista, soprattutto sopratutto sul gioiellino Danito Clemente:”Sarà la punta, il Cavani di questa Napoli?”, Bartocci con la solita umiltà glissa e lavora a testa bassa: “Io spero solo di avere tutti i ragazzi a disposizione, la sfortuna non ci da tregua (di oggi infatti le notizie della squalifica di Hubalek – comminata con ammenda – e il grave infortunio di Joel Zacchetti, rottura del legamento crociato).E Allegretti segue a ruota: “C’è da lavorare, squadra nuova, società nuova,ma abbiamo entusiasmo, e speriamo di aver imboccato la strada giusta”.

Spazio poi ad eventi collaterali, “nuovi progetti per la nuova stagione”. Cominciando dall’All Star Game,che si terrà il 3 febbraio 2013: selezioni est contro ovest, 12 squadre per selezione, con 4 extracomunitari ,1 comunitario ,1 passaportato e 6 italiani( almeno 2 under 24). Modalità di scelta invariate: 6 scelti dai tifosi su legaduebasket.it e 6 dai due coach.

Quindi la sinergia con Rai Sport. con le prime dirette per il mese di ottobre :Pistoia-Ferentino (5 ottobre), Brescia-Trieste (12 ottobre), Veroli-Trento (19 ottobre) e Trieste-Scafati (26 ottobre).

Particolare attenzione tra l’altro per “Legadue, Lega di Cuore”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Italiana Cuore e Circolazione Onlus (sulla scia dell’iniziativa dello scorso anno dell’ sms solidale per “Ci vuole Cuore”, culminato in uno sport girato da Daniel Hackett e Andrea Renzi e mandato in onda sulle tv nazionali) e Live Onlus per quanto riguarda la sicurezza sui campi, sia per l’attività della prima squadra che per quella giovanile. Presente sul palco il n.1 della FICC, il Prof. Francesco Fedele presente, che ha rilanciato la sfida della formazione e della prevenzione sui parquet di Legadue: un risultato frutto anche della collaborazione con la ONLUS “Tiziano Ciotti – Una vita per il basket”.

Ultimi dettagli degni di nota le premiazioni: migliore italiano Maggioli, maggiore utilizzo di under 24 per Imola, impiego massiccio di italiani per l’ex Sant’Antimo. Che ora va verso Napoli per riuscirvi, con tutte le sue forze. Tutte le forze di un campionato che riparte.

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