A2 Playoff, La Finale G5 – Torino, goditela tuttA! Agrigento KO, dopo 22 anni è Serie A!

A2 Playoff, La Finale G5 – Torino, goditela tuttA! Agrigento KO, dopo 22 anni è Serie A!

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MANITAL PMS TORINO – FORTITUDO MONCADA AGRIGENTO 93-70 PARZIALI: 28-21; 49-37; 68-51 Manital Torino: Giachetti 20 (4/7, 3/3), Mancinelli 17 (7/11, 1/3), Fantoni 16 (7/9), Lewis 13 (3/6, 1/3), Viglianisi, Vangelov 0 (0/1), Bruttini 0 (0/1), Rosselli 2 (1/5), Gergati 5 (1/1, 1/2), Pichi, Miller 18 (2/2, 4/6) Tiri Liberi: 13/18 – Rimbalzi: 31 21+10 (Lewis 8) – Assist: 17 (Lewis 7) – Cinque Falli: Bruttini Moncada Energy Group AG: Vai, Evangelisti 4 (2/2, 0/1), Williams 8 (4/7, 0/3), Chiarastella 13 (2/6, 1/1), De Laurentiis 0 (0/1), Saccaggi 17 (2/4, 3/5), Piazza 4 (1/7, 0/2), James Udom 8 (3/5, 0/3), Portannese, Dudzinski 15 (2/4, 2/4) Tiri Liberi: 20/29 – Rimbalzi: 27 17+10 (Chiarastella 7) – Assist: 8 (Evangelisti 2) Una stagione altalenante, tanti problemi che hanno portato i più a non credere che questa squadra potesse raggiungere l’agognata promozione per la quale tanto si è puntato ad inizio anno ed alla fine Torino ce l’ha fatta! Dopo 22 anni, dopo l’Auxilium, Torino torna nel basket che conta, la Manital, dopo aver riacciuffato una finale per i capelli essendosi trovata sotto 2-1 a causa di una splendida Agrigento autrice di una cavalcata magnifica giunta dall’ottavo posto in stagione per arrivare a giocarsi coi favori del pronostico la finale promozione, la Manital quasi commuove i 5000 del Ruffini per la determinazione mostrata per tutto quest’ultimo incontro. Proprio il sold out di tifosi gialloblu ha fatto da molla per la carica mostrata da tutti gli elementi della squadra di Coach Bechi. A Torino ora non resta che festeggiare in attesa di rivedere i colori gialloblu nella massima serie del campionato italiano. QUINTETTI INIZIALI: TORINO: Giachetti, Mancinelli, Fantoni, Lewis, Rosselli. AGRIGENTO: Evangelisti, Williams, Chiarastella, Piazza, Dudzinski PRIMO QUARTO: Spostato il trofeo dal centro del campo, capannello davanti alle panchine e poi i quintetti selezionati per questa decisiva partita entrano in campo in un PalaRuffini totalmente esaurito in ogni ordine di posto e completamente urlante. Palla a due e Fantoni gira palla a Lewis, primo possesso per i padroni di casa, ma lo stesso Lewis sbaglia il primo tiro del match da 3, mentre al primo capovolgimento di fronte Chiarastella non sbaglia e segna la prima tripla del match; fallo di Dudzinski su Fantoni che realizza solo il secondo libero; altra bomba di Dudzinski sulla sirena dei 24, ospiti già sopra di 5, 1-6; Fantoni a segno due volte, prima su rimbalzo dopo un errore di Mancinelli da sotto e poi azione fotocopia su un errore di Rosselli, 5-6 dopo 3 minuti; assist di Lewis e per Fantoni ancora 2 punti che portano avanti i gialloblu; bomba centrale di Giachetti su assist del Mancio, 10-6; invenzione in volo di Mancinelli e dall’altro lato canestro dell’ex capitano Evangelisti, a metà quarto 12-8; canestro di Lewis con fallo subito da Dudzinski (secondo) e libero realizzato dall’americano; primi 2 punti di Williams e dall’altro lato secondo fallo di Chiarastella che manda Miller in lunetta a realizzare entrambe i liberi, 17-10; Lewis ruba palla ad Evangelisti e va a schiacciare facendo esplodere letteralmente il Ruffini con Torino avanti di 9, 19-10 a poco più di 3 minuti  da fine quarto, primo timeout per Coach Ciani; il primo fallo della partita per la Manital viene fischiato a Miller a 3 minuti da fine quarto, ma subito dopo Giachetti commette fallo sul tiro di Piazza che realizza, sbaglia il libero ma Udom corregge trasformando il tiro da 2; tripla di Miller e punteggio sul 22-14 a 2 minuti dal termine; secondo fallo di Bruttini su Udom che va in lunetta e realizza il suo 2/2; secondo fallo anche di Evangelisti su Lewis che realizza un solo libero; Gergati entra a sostituire Giachetti ed appena ha la palla segna da 3, ma Saccaggi lo copia subito dopo; ultimo canestro del primo quarto è di Miller che fa chiudere il parziale sul 28-21. SECONDO QUARTO: Si riparte, tre errori per parte, due falli di Torino, Fantoni e Miller ed uno di Udom, ma il punteggio resta inchiodato per due minuti, fino al gancio cielo di Rosselli che porta la Manital nuovamente avanti di 9; palla persa di Agrigento e Rosselli sforna un assist sotto canestro per Fantoni che realizza il massimo vantaggio e subisce il secondo fallo di Udom, ancora timeout per Ciani ed al rientro in campo libero realizzato per il pivot torinese; contrariamente a quanto visto per la maggior parte di gara 4 Torino difende (bene) a uomo; fallo di Rosselli su tiro di Chiarastella che realizza un solo libero; ancora due punti di Chiarastella da sotto e due di Mancinelli; tripla di Saccaggi e canestro da 2 (calpestando la linea dei 3) di Giachetti; palla rubata da Evangelisti a Rosselli con canestro ospite e due punti di Fantoni portano il punteggio sul 39-29 a metà quarto; Mancinelli non prende il tiro da 3 ma preferisce entrare e portare a +12 la Manital che diventa +14 sul canestro successivo di Lewis; Agrigento in bonus va in lunetta con Chiarastella (fallo di Gergati), il quale realizza entrambe i liberi a 2:40 dall’intervallo lungo; altri 2 punti di Fantoni per la Manital e due di Williams dalla linea dei 3; secondo fallo di Rosselli che manda ai liberi Chiarastella, ma l’agrigentino li sbaglia entrambi, mentre a non sbagliare è Gergati con un sottomano che porta il punteggio sul 47-33; secondo fallo anche di Gergati ed un Piazza finora anonimo realizza i due liberi; lo stesso Piazza obbliga Giacchetti all’infrazione di metà campo quando mancano 50 secondi e Bechi chiama il suo primo timeout; terzo fallo di Bruttini su Dudzinski che segna ma sbaglia il libero aggiuntivo riportando la Fortitudo a -10; fallo di Williams su Lewis e l’americano non sbaglia, 49-37 per Torino, punteggio col quale si arriva a metà gara. Fantoni 14 punti (5 rimbalzi) , Lewis 10 (4 assist), Chiarastella 8 (5 rimbalzi). TERZO QUARTO:  Si riparte con gli stessi quintetti di inizio gara; sono di Giachetti i primi 3 punti del quarto e di Dudzinski i 2 di Agrigento; colpo al volto per Giachetti che deve essere sostituito da Miller; Chiarastella segna e Mancinelli commette fallo sul tiro che permette all’ala ospite di accorciare; canestro di Mancinelli e tripla di Dudzinski, poi ancora Mancinelli ed il punteggio sale sul 56-45; terzo fallo di Miller su Piazza; Lewis e Dudzinski sbagliano entrambi da 3; terzo fallo di Evangelisti e di Dudzinski in sequenza; bomba del Mancio dall’angolo sinistro che manda in visibilio il Ruffini, 59-45 a metà quarto; terzo fallo anche per Gergati; 2 punti di Giachetti su palla rubata di Mancinelli a Saccaggi e nuovo massimo vantaggio per i padroni di casa; terzo fallo anche per Fantoni su Dudzinski che va in lunetta ma realizza 1/2; terzo fallo anche per Chiarastella sul Mancio ed è lo stesso Mancio che realizza i  due punti del 63-46 a 3:30 da fine quarto; nuovo timeout per Coach Ciani mentre i tifosi gialloblu si alzano tutti in piedi a cantare “NOI VOGLIAMO TORINO IN SERIE A!”; passaggio “no look” del Mancio per Giachetti che allunga ancora; 2 punti di Saccaggi replicati ancora da Giachetti da fuori; fallo di Saccaggi su Giachetti che grazie al bonus va in lunetta a realizzare il +20; quarto fallo di Gergati prontamente sostituito da Lewis ad un minuto da fine quarto, Chiarastella realizza i due liberi concessi; Mancinelli commette fallo su Saccaggi che realizza 1/2 e porta il punteggio sul 68-51 con cui si chiude il quarto. ULTIMO QUARTO: Ultimi dieci minuti che assegneranno la promozione in A; si comincia col quarto fallo di Fantoni che manda ai liberi Dudzinski che li realizza entrambi; quarto fallo anche per Bruttini, Torino spreca in questo inizio di quarto ed Agrigento si riporta a -13 con due punti di Saccaggi; quarto fallo di Dudzinski su Giachetti che realizza 2 liberi; Lewis segna una bomba che fa riesplodere il Ruffini; Dudzinski dalla lunetta realizza due liberi, 73-57 dopo 3 minuti da inizio quarto; altra bomba di Miller dall’angolo e la Manital torna a +19; quinto fallo di Bruttini a 6 minuti dal termine; due punti da fuori di Williams; ancora una bomba dall’angolo di Miller e Manital nuovamente a +20 a metà quarto; timeout di Coach Ciani e tifosi nuovamente in piedi a cantare per una promozione sempre più vicina; due punti di Mancinelli, due di Fantoni e la bomba di Giachetti a 3:30 dal termine sembrano aver chiuso il discorso, punteggio sull’86-59 ed ola sugli spalti; standing ovation per Guido Rosselli che esce dal campo con i tifosi tutti in piedi a cantare; Ciani manda in campo Portannese per la prima volta in questa finale e proprio il neo entrato subisce il fallo di Miller che lo manda ai liberi realizzandone uno su due, punteggio sull’86-65 a due minuti esatti dal termine; altra bomba di Miller che subito dopo va a concretizzare l’alleyoop offertogli da Lewis! Pichi, Viglianisi e Vangelov in campo per quest’ultimo minuto. La partita finisce e dopo 22 anni Torino torna in Serie A! L’EDITORIALE (A cura di Davide Uccella) 10 giugno 2015, Palasport Ruffini di Torino, sul display leggi Manital – Moncada 93-70. Lo leggi attentamente, questo verdetto di Finale Playoff Gara 5 (e dell’A2 2014-2015), ma ecco che ti domandi: se si tornasse con la mente a soli quattro giorni fa, in quanti avrebbero scommesso sull’orgoglio di questa Torino? Siamo sinceri. Tramortita dal cocente verdetto di Gara2, drammaticamente passiva in Gara3, la truppa di Bechi sembrava  destinata a rigettare la piazza nell’incubo della semifinale persa con Trento un anno fa, o dei quarti persi contro Treviglio nella DNA targata Faina. Sembrava destinata a indossare i panni giornalisticamente facili e appetitosi  del Golia sconfitto da Davide, della super favorita che fallisce l’appuntamento con il treno di lusso per il secondo anno di fila, della squadra di investimenti importanti, che punta in alto senza se e senza ma – anche a costo di archiviare il mondo PMS, di fare a meno del supporto del fondatore Giovanni Paolo Terzolo -, sgretolarsi di fronte alla favola della Agrigento “cenerentola” del Sud, della società che dal suo 8° posto scalava i gradini bruciando le tappe, sfatava tutti i pronostici, esaltava la bellezza dello sport come esercizio di gruppo inteso come tutto al di sopra delle parti. E invece non è così: perché? Perché lo sport non è la matematica, non è mai 2+2, e non va a braccetto con quello che possiamo pianificare, se è quello autentico. Agrigento è maturata step by step, è migliorata con il salire dell’asticella, ha finalmente stregato un ambiente che troppo spesso si è accontentato del calcio di Serie D, senza capire che negli ultimi anni sono state gettate le basi per un progetto vero, serio, che trova radici nel 2011, e con tanti protagonisti: da Franco Ciani a Christian Mayer, da Piazza a Chiarastella, da De Laurentiis alle scommesse a stelle strisce, senz’altro vinte. Insomma: dopo Capo d’Orlando nel 2005 (ma allora l’Upea di Perdichizzi ci arrivò da stra favorita), la Sicilia a spicchi si preparava a vivere un’edizione storica della prossima Serie A. Ma lo sport vero sa anche sorprenderci, ed è quanto questa Manital ha saputo fare, e in due tempi:  prima adattandosi anche ai panni della sfavorita, agguantando il 2-2 con i denti e le unghie, poi imponendosi con un gioco inarrestabile, fatto di transizioni, difesa fisica e corale, gestione dei ritmi e degli uno contro uno sotto canestro come mai in questa serie. In fondo è o non è il modo migliore per scrollandosi di dosso l’ultima delle tante pressioni anzi infinite, di questa stagione? La separazione da Pillastrini e da Trovato, antipasto del divorzio che pochi mesi dopo si sarebbe consumato in corsa con l’altro pilastro del progetto; la scommessa di Bechi (oggi riabilitato pienamente nel basket che conta); una squadra esperta, forse troppo… e poi l’eliminazione dalla Coppa Italia, una regular season sempre nelle retrovie. Insomma: quanto si può resistere con un fardello così?  No, niente di tutto questo ha impedito alla Manital di portare la croce del pronostico prima, di reagire r convincere poi, il tutto con un Fantoni della serie “vino d’annata”, un Mancinelli totale e con le movenze dei giorni migliori, un Lewis efficace nel lavoro sporco, una coppia Giachetti-Miller che giostrando e finalizzando le rotazioni non ha mai tradito. Con un mix del genere, su cui proprio l’ex folletto di Jesi piazza un punto esclamativo alley-ooppando e infiammando il pubblico,  era difficile che ci fosse gara, e così è stato: solo un brivido, con l’1-6 in avvio, poi con l’11-0 di marca piemontese la gara aveva già stabilito di chi fosse questo match e questa serie, il tutto per la gioia Palas stracolmo, tutto colorato di gialloblu. In campo però la testa è sempre stata lucida, i muscoli caldi, perché la Moncada – tradita sul parquet da tre e dai tanti falli, molti dei quali prematuri-,  non veniva a Torino per veder festeggiare la Manital, proprio come la Manital non era venuta ad Agrigento per assistere alla festa che stasera parte sotto la Mole. Torino invece torna a casa, torna in quella massima serie di basket che non frequenta dalla stagione 1992/93, quando la squadra guidata da Federico Danna salutò la A1 per non farvi più ritorno. Era l’ultimo sussulto di quel nome, Auxilium, che già allora era sbiadito,  che al solo sentire fa provare un’eredità pesante, almeno fino ad oggi. Perchè con questo successo una ferita si rimargina, grazie a una realtà che sin dai suoi primi passi datati 2009, ha sempre voluto accogliere, provare a rappresentar,e quell’eredità. Non a caso il domani vedrà proprio quel nome, Auxilium, tornare protagonista, con la benedizione di Gianni Asti e il presidente Antonio Forni. La speranza è che il futuro, soprattutto in questa Italia instabile anche nel basket, ci possa regalare tante, tante di queste Torino, tante di queste Agrigento. Società solide, vogliose, che credono ancora nel lato spettacolare, sportivo, sociale, di questa palla a spicchi dai tanti significati, e non mollano. Ne siamo certi, stasera più che mai.

Fotogallery a cura di Marco Magosso

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