Adecco Gold, Quarti Gara3 – Agrigento, il sogno finisce con onore, Trento stacca il pass per la semifinale

Adecco Gold, Quarti Gara3 – Agrigento, il sogno finisce con onore, Trento stacca il pass per la semifinale

di Daniele Settembrino, @DaniSettembrino

Un lungo testa a testa: come in gara 2, come rimarrà nella memoria dei tanti tifosi di Agrigento questa serie indimenticabile, bella, tesa al punto giusto, ma impossibile da vincere. 73-79, il verdetto del parquet amico è amaro e inflessibile: Trento stacca il pass per le semifinali in straight sets – per dirla tennisticamente – e continua la sua corsa verso una A che ora l’Aquila deve cercare, senza tirarsi indietro. Eppure, c’è la sensazione che questo 3-0 dica molto poco, anzi sarebbe un torto grave farne soltanto una questione di numeri.

Da un superdotato dalla Provvidenza come Kwame Vaughn (in campo per 40? con 27 punti) al genio tutto operaio di Manuele Mocavero e Beppe Anello (in doppia cifra), questo bell’esempio di sacrificio sportivo ci dà tutto il senso di questa stagione trionfale, in casa Fortitudo Moncada: i bianco-azzurri ci hanno sempre creduto, anche da sfavoriti, e anche se etichettati con i grandi della matricola anzitempo. Non si è adagiata sugli allori, la squadra di coach Franco Ciani, e non si è accontentata del cammino di gran carriera, trionfale vissuto in Silver. Ci ha creduto, sempre, soprattutto nel primo tempo pensando al match, quando partendo sparata sul 7-0 nei primi 2?, poi firmando il 13-5 del 6?, e quindi il 34-28 a 2? dalla pausa lunga. Sostenuta soprattutto dal suo folletto Alessandro Piazza e da un Fabio Mian ancora positivo, Agrigento voleva avere il destino nelle sue mani, ha tentato la spallata, cercando di fiaccare gli aquilotti con l’energia del suo pubblico. Anche il saldo perse – recuperate è eccellente, le cifre dal campo tengono, ma dall’altra parte ci sono tanti, tantissimi rimbalzi, e un’aggressività difensiva che compensa la quantità industriale di palle perse. Merito di un team in cui tutti hanno risposto all’appello, ancora una volta, cercando di sopperire al meglio alla mancanza di BJ Elder: ecco allora un Brandon Triche esplosivo nel terzo quarto, lo stesso quarto in cui sale in cattedra l’asse play-pivot targata Davide Pascolo, Toto Forray e Marco Spanghero (anche lui in doppia cifra), per poi andare a meraviglia fino alla fine: sul 43-53 del 27? è già tempo di mini-fuga, ma nonostante la serata no di Piazza, è ancora Vuaghn, da puro leader, a prendersi i tiri che valgono il finale in volata: la fiammella è viva, sino al canestro di Pascolo sull’assist di Spanghero a 45”, che non trova risposta nella tripla a salve di Vincenzo Di Viccaro. Agrigento quindi saluta, ma con onore, con uno staff e una dirigenza che serena deve guardare al futuro; Trento mostra la forza del gruppo, in attesa di altri verdetti provenienti dal Piemonte, per una semifinale tutta da giocare, con il piglio da leader.

Coach Franco Ciani schiera il solito quintetto con Piazza in regia, Vaughn e Mian sugli esterni e Chiarastella e Mocavero sotto i tabelloni, coach  Maurizio Buscaglia risponde con Forray, Trinche, Lechthaler, Pascolo e Baldi Rossi.

Parte forte la Fortitudo Agrigento con Mian, che dopo appena 15” mette a segno una tripla, e subito dopo ruba palla e si invola in contropiede, ma subisce fallo da Triche e dalla lunetta non sbaglia; Vaughn allunga per il 7-0. Baldi Rossi sblocca i suoi con un tap-in, ma è un fuoco di paglia: i siciliani macinano gioco e allungano grazie alle seconda bomba sganciata da Mian, stavolta dall’angolo (11-2); Buscaglia chiama time-out. Pascolo concretizza un gioco da tre; Mocavero riallunga, ma gli ospiti trovano punti pesanti grazie alle bombe di Baldi Rossi, Triche e di Santarossa chiudendo il primo quarto davanti 17-18.

Triche con un 1/2 dalla lunetta apre il secondo periodo, i padroni di casa con un parziale di 7-0, grazie ai canestri di Vaughn e alla bomba dall’angolo di Di Viccaro, tentano un allungo (24-19), ma Spanghero con una bomba da 8 metri riporta gli ospiti sotto. Un altro parziale di 7-0 per l’allungo siciliano, ma prontamente recuperato da Baldi Rossi.  Forray a 25” dalla sirena impatta su 36 pari, ma Vaughn gestisce bene l’ultimo possesso e manda i padroni al riposo lungo avanti 38-36.

Il terzo quarto inizia con il canestro di Forray e le due triple di Spanghero e Baldi Rossi per il 40-44. Triche porta a +10 i trentini, ma la Fortitudo getta il cuore oltre l’ostacolo e, grazie a Mian e Vaughn, ricuciono il gap ed impattano a quota 53. Nel finale di quarto il solito Triche e Spanghero (1/2 dalla lunetta) fissano il parziale sul 53-56.

L’ultimo quarto è intensissimo, Trento prova a scappare, ma i siciliani con un immenso Vaughn non lo consentono (64-65); Pascolo non sbaglia e, grazie a tre canestri consecutivi, spinge gli aquilotti verso la vittoria (66-74); Mocavero e Vaughn provano a restare in scia, ma nulla da fare. Trento vince e vola in semifinale.

 SALA STAMPA

«Oggi siamo andati un po’ a traino, – dichiara coach Buscaglia – però per fortuna abbiamo fatto lo stesso quelle cose che per un anno ci hanno contraddistinto in piccola parte; abbiamo la caratteristica di non avere mai problemi, nel senso non pensiamo a ‘dovevamo’ , ‘potevamo’ a tre minuti dalla fine si pensa a provare a vincere, ci siamo riusciti molto bene: ci siamo affrontati a viso aperto, non abbiamo cambiato molto e questo l’abbiamo pagato, perché Agrigento, con un super coach e un’ottima squadra, si è potuta adeguare sempre meglio. Quando si arriva ai play-off si dice che si azzera, – continua coach Buscaglia – come azzeri una stagione così bella di una Moncada, che addirittura è salita di categoria, e di Trento che comunque e inaspettatamente è prima; noi ci tenevamo molto a sottolineare questo primo posto con un turno, ora continuiamo a giocare. Ci crediamo fino in fondo, daremo il massimo. Ricambio l’applauso del pubblico agrigentino, per l’ambiente veramente fantastico dal punto di vista cestistico.»

«Siamo molto contenti per come abbiamo giocato, per l’autorevolezza, per il carattere, – dichiara coach Ciani – per il fatto di poter competere, nell’arco delle tre partite, per almeno dieci quarti su dodici, con la prima della categoria superiore, anche se senza Elder e va riconosciuto. Però il gap fisico, atletico, e di abitudine ad un ritmo superiore ci hanno penalizzato soprattutto nella prima partita; credo che la squadra, credendo nel sistema e senza cambiare niente, quello che era il nostro assetto standard e il nostro modulo di gioco, abbiamo giocato ad armi pari; oggi se avessimo vinto credo nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Abbiamo sbagliato nell’ultimo quarto, tre o quattro tiri facili da sotto, loro hanno segnato tre tiri all’ultimo secondo dei ventiquattro, anche casuali, queste cose purtroppo in una partita equilibrata come questa fanno la differenza; però se devo pensare all’atteggiamento e al gioco della mia squadra non posso essere che orgoglioso per quello che abbiamo fatto, non solo per nella stagione regolare, che è sotto gli occhi di tutti, ma anche in questa serie play-off.»

MONCADA AGRIGENTO – AQUILA BASKET TRENTO 73-79  (17-18; 21-18; 15-20; 20-23)

Moncada Agrigento: Vaughn 27 (10/14, 1/2), Anello 10 (2/5, 2/4), Mian 15 (2/6, 3/7), Di Viccaro 3 (1/2 da tre), Chiarastella 5 (1/6, 0/1), De Laurentiis 0 (0/1), Giovanatto, Mocavero 13 (5/10, 0/2), Piazza 0 (0/4, 0/1) N.E.: Portannese
Allenatore:Ciani
Tiri Liberi: 12/15 – Rimbalzi: 22 13+9 (Mocavero 7) – Assist: 14 (Anello 4)

Aquila Basket Trento: Triche 18 (4/10, 2/5), Pascolo 19 (9/13), Baldi Rossi 13 (2/7, 3/4), Pablo Forray 11 (5/8, 0/3), Lechthaler L. 3 (1/2 da tre), Santarossa 3 (0/1, 1/1), Lechthaler L., Spanghero 12 (1/3, 2/4) N.E.: Bellan, Molinaro
Allenatore:Buscaglia
Tiri Liberi: 10/14 – Rimbalzi: 44 29+15 (Pascolo 14) – Assist: 14 (Pascolo 6)

Fotogallery a cura di Calogero Montana Lampo

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