Agrigento, è qui la festa: Casale cede nell’ultimo quarto, è storica finale per la Moncada

Agrigento, è qui la festa: Casale cede nell’ultimo quarto, è storica finale per la Moncada

Al secondo match-ball Agrigento risponde presente, si assicura la finale promozione: presto con la vincente di Brescia-Torino questa Fortitudo delle meraviglie si giocherà un clamoroso accesso alla A, risultato che è tuttavia meno sorprendente sei si guarda al gruppo pieno di risorse modellato e creato con merito da Franco Ciani. Piazza il faro, Dudzinski il coprotagonista che mette la ciliegina sulla torta, ma la panchina con Saccaggi e De Laurentiis è quella che ha deciso un match apparentemente ben avviato, poi rimesso in piedi dalla Junior, votata fino alla fine alla causa Gara5. Casale lascia però a testa altissima l’ennesima stagione di rinascita dopo il rischio C di due anni fa, e per quanto gli americani gridino vendetta, ci si può consolare da un buon Amato, e da un Blizzard come il vino dannata è sempre più buono da gustare.

 

Evangelisti e Dudzinski partono col piede giusto in casa Moncada (6-0), ma Casale risponde di pari moneta tamponando l’emorragia di palle perse in avvio (5 a 2), e trovando i punti di Martinoni e Amato (6 con 3/4 da 2, 2 rimbalzi e 2 assist). E’ Samuels che poi si aggiunge alla fiera ospite, contrastando a distanza la verve crescente di un Piazza lontano dall’abulia del primo tempo di Gara3 (7 punti, 2 rimbalzi e 2 assist), 19-16 il punteggio al 10′. Saccaggi, entrato negli ultimi 3′ del primo parziale, si fa sentire con un 5-0 tutto suo: così freschi di rientro in campo, Ramondino richiama i suoi col time-out dopo 1’02” sul cronometro (24-16), ma non basta. Come nel secondo tempo di Gara3, Agrigento usa ancora il grimaldello delle triple, anche se stavolta per scappare, prima con Udom, poi con Piazza: sul 29-19 del 13′ pare fuga vera, con una Junior segnata da un Marshall impalpabile (1/4 dal campo), oltre che da percentuali deboli dalla lunetta (4/9), ma lo scatto di orgoglio monferrino è tutto di Tomassini ma soprattutto Blizzard formato “guanto di panno”: 11 punti per l’ex Jesi, Siena e Virtus con 3/3 dall’arco, si torna così sui binari dell’equilibrio: 34-33 il punteggio al 19′, con Martinoni e Samuels che aggiustano la mira dalla lunetta sfruttando il bonus, mentre Agrigento non trova conferme al tiro negli uomini della fuga (3/11 da 3), nè tantomeno in un Williams spento e contratto (1/4 dal campo con 3 falli). Solo Alessandro Piazza risponde presente e alla grande, con 8 punti (con due triple, 18 con 4/5 da 3 e 6/10 dal campo) prova a tracciare un nuovo solco limato solo da Blizzard con il 2+1 (12 personali). 42-36 alla pausa lunga.

In avvio di ripresa il leit motiv delle triple è ancora di moda – Blizzard va per la quarta della serata, Dudzinski insacca quella del nuovo +4 dopo il -1 di Samuels (47-44) -, ma non oscura quello dominante del testa a testa, con ritmi più bassi, tanti errori al tiro, tanti contatti ma anche tanti rimbalzi (già 9 per Dudzinski a quota 12, 6 per un buon Fall, 12 sui 43 catturati sono d’attacco). 47-45 il punteggio al 25′, si scollina, ma dopo Fall riecco anche Amato, che firma il nono personale e la tripla del primo vantaggio Junior (47-48, Casale 6/14 dall’arco).  Il buon momento pare confermato da un redivivo Marshall, a segno per il +3 (con Amato in versione assist-man), e se Agrigento continua a trovare polveri bagnate in Chiarastella, Williams ma anche in Piazza, ci pensano Evangelisti d’esperienza e i rientranti Saccaggi e De Laurentiis dalla lunetta (capitalizzando il bonus), a far rimettere il naso avanti alla Moncada (52-50 al 29′).  Amato nel frattempo fa tutt’altro che pentole e coperchi in campo, Ramondino capisce che è il momento giusto per far rientrare Blizzard e Martinoni (al posto di Fall), Samuels intanto si ricorda come si cerchi il canestro e si stia in campo (due liberi e stoppata su Saccaggi), 52-51 Fortitudo al 30′.  Si rientra, ed ecco che va in scena uno straordinario duello generazionale: da una parte Blizzard punisce per il nuovo +1 Novipiù, dall’altra il buon Rino De Laurentiis capisce che Agrigento da tre non dà più (32%), conferma l’ennesima stagione di grande maturazione, e con otto punti tutti suoi inietta ossigeno puro alla Moncada, assediata dall’italo-americano, che sfoggia una condizione da tempi d’oro (22 con 5/7 da 3, 4 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperate). 60-60 al 35′, c’è però il tecnico ai danni della Junior, ed è ancora una volta l’ex prospetto di Chieti, oggi magnifica conferma, a regalarsi e a regalare un altro punticino dalla lunetta, a cui si aggiunge il personale di Evangelisti.   Con il bonus speso in largo anticipo, Agrigento viaggia ancora dai liberi con Piazza (che tocca il ventello), Tomassini risponde, ma se Blizzard rientra per Marshall, De Laurentiis non ha mai lasciato il campo, e prima di cedere la scena a Dudzinski, perfora ancora una volta, a coronamento di un grandissimo parziale (13 con 5/5 da 2 e 4 rimbalzi in 18′). C’è Samuels nel frattempo per il nuovo -2, ma Piazza riscalda la mano dall’arco, e con il +7 di Saccaggi al 38′ (11° punto per lui con 2 assist e 2 recuperate in 24′), la Moncada vede vicino il traguardo. Presto però la speranza diviene certezza, in uscita dal time-out Piazza sigla altri due liberi, Casale esaurisce le ultime stille di vis pugnandi, contenute da un Blizzard che ingrana la sesta. Del resto non basterebbe: altro parziale pesante, per un Dudzinski che nel momento chiave non fa rimpiangere De Laurentiis (sono 15 con 6/11 dal campo), i liberi della Junior sono pura formalità. Piazza intanto ritocca ancora qualcosina, per rendere leggendario il suo scout in una serata storica per il mondo sportivo Agrigentino, 80-72 il finale.

SALA STAMPA

«Innanzitutto vorrei fare i complimenti ai nostri avversari, – dichiara coach Ramondinoperché hanno giocato una grande partita e una grande serie e fino ad ora dei grandi playoff e meritatamente vanno in finale. La partita è stata, secondo me molto equilibrata, in particolare decisa dalla capacità di Agrigento di trovare i canestri dentro l’area nel momento loro di massima difficoltà.»

 «Ormai questa squadra ci ha abituato a non rispettare le previsioni, – commenta il presidente Salvatore Moncadaovviamente l’emozione c’è, è un continuo sorprenderci delle capacità di tutti e della fame di vittoria. Questa squadra non era costruita per vincere il campionato, quindi è chiaro che la fame, la voglia di conquistare risultati importanti non è mai mancata se siamo arrivati sin qui. Ovviamente dietro tutto questo c’è grande valore e il grande lavoro di tutti.»

«All’inizio siamo stati più presenti rispetto a quello che abbiamo fatto due giorni fa, – dichiara coach Cianiquesta è stata una differenza piuttosto importante, perché poi i due secondi quarti di due giorni fa non erano così male. Là dove siamo mancati all’approccio alla partita oggi quell’errore non l’abbiamo commesso. Abbiamo preso il controllo delle operazioni subito, anche se evidente che una squadra forte come Casale, alla quale vanno gli straordinari complimenti, dalla società, alla squadra, allo staff tecnico, hanno dei meriti incredibili, e se sono arrivati quarti hanno delle qualità. La partita è stata molto equilibrata, ma il controllo numerico e dell’inerzia è stato per la gran parte del tempo nelle nostre mani, e siamo riusciti a mantenere grandissima lucidità anche quando le loro zone o i loro cambi di difesa costanti, ci avevano tolto un attimo di ritmo in attacco. Non avevo dubbi sul fatto che la nostra squadra fosse in grado, anche dopo gara3, di giocare gara4 in questo modo e oggi devo dire che volevamo fortemente andare in finale. »

MVP Basketinside: Alessandro Piazza 29 punti (2/7 t2, 5/8 t3), 6 assist, 37 di valutazione

MONCADA AGRIGENTO – NOVIPIU’ CASALE MONFERRATO 80-72

PARZIALI: 19-16; 42-36; 52-51

AGRIGENTO: Vai ne, Evangelisti 7, Williams 2, Chiarastella 3, De Laurentiis 13, Saccaggi 11, Piazza 29, Udom, Portannese ne, Dudzinski 15.
All.: Ciani.

CASALE MONFERRATO: Giovara ne, Amato 11, Tomassini 8, Natali, Blizzard 25, Cometti, Martinoni 8, Fall 5, Samuels 11, Marshall 4.
All.: Ramondino.

Fotogallery a cura di Massimo Palamenghi

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