Agropoli sbanca il PalaEstra; Siena distratta e sconfitta

Agropoli sbanca il PalaEstra; Siena distratta e sconfitta

Gli uomini di Finelli fanno una grande partita e vincono con merito. Partita storta per la Mens Sana, che non è mai in grado di incidere e di imporre il proprio gioco.

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Nel canto XII dell’Odissea Ulisse, ripartito da Eea con i venti favorevoli gentilmente offerti dalla maga Circe, riprende il suo avventuroso viaggio ben sapendo di dover transitare davanti ad un luogo che era conosciuto da tutti come “l’isola delle sirene”: queste creature, secondo la leggenda, con le loro armonioso canto attiravano gli equipaggi e lasciavano malvagiamente che le navi si schiantassero sugli scogli aguzzi di fronte alla costa. Le sirene sono il simbolo della vanità umana, di quanto sia facile lasciarsi sopraffare dai falsi complimenti, dagli approdi facili. Un rischio, perché ad essere chiamata in causa è la bestiaccia più feroce di tutte le altre: l’orgoglio umano. È proprio quello che non deve fare Siena, che si ritrova un po’ inaspettatamente in cima alla classifica. Ulisse protegge i propri compagni mettendo della cera nelle loro orecchie, garantendo con questa trovata la loro salvezza. Sarà lui ad affrontare il pericolo. È la stessa cosa che desidera il condottiero mensanino Giulio Griccioli per i suoi ragazzi. Le sirene tacciano: c’è Agropoli da affrontare, una squadra ferita da una classifica che non rende merito al reale valore della formazione campana e per questo assai temibile. Riscaldamento, inno d’Italia, Verbena. Si comincia.

PRIMO QUARTO

Siena parte con i cinque ormai rodati: Saccaggi, Harrell, Tavernari, Flamini, Myers. Agropoli risponde con Turel, Taylor, Santolamazza, Langford, Carenza. Inizio con le marce basse. Ci si studia, come in un incontro di boxe. Un colpetto di qua, un buffetto di là (4-5), ma nessuno dei due allenatori sembra gradire: è già il tempo di una chiacchierata intorno al pino. Prima di sapere in che direzione andrà il vento, è necessario che inizi a soffiare, mentre per ora è bonaccia bella e buona. Flamini e Tavernari provano a far circolare l’aria con tiri da fuori, Agropoli risponde con il talentuoso Carenza (10-10). Il ritmo continua a rimanere basso, e la cosa non giova certo a Siena che ha bisogno di correre per entrare in confidenza con la partita. Myers ci mette i soliti muscoli, ma si fa fatica a segnare da entrambe le parti. Alla prima sirena il tabellone recita un misero 16 a 15.

SECONDO QUARTO

Il compositore assoldato per questo inizio sembra il solito di prima: è sempre la stessa musica. Molti errori, poca lucidità, poco flow. Harrell è ingabbiato dalla difesa predisposta per lui da Finelli, e non trova sbocchi. Turel e Contento invece colpiscono e portano avanti i suoi, mentre in casa Mens Sana le cose non ingranano (19-24 e time out Griccioli). Il pubblico tenta di dare la spinta, ma ora Agropoli sembra essere più in zona di conforto, dentro ai suoi giochi (25-32). Saccaggi prova a mettere un po’ di peperoncino in difesa, cosa che sarebbe utile come l’ossigeno su Marte, in un match così difficile. Qualcosa i biancoverdi rosicchiano, e si rifanno sotto con un contropiede di Harrell. Stavolta è Finelli a fermare la partita (31-32). Carenza però continua il suo show personale e tiene avanti Agropoli fino all’intervallo lungo.

TERZO QUARTO

Harrell inizia slalomeggiando nella difesa avversaria, ma Siena continua ad essere distratta, frettolosa nelle esecuzioni. Due minuti trascorsi e Griccioli è già con te mani a forma di T verso il tavolo (35-42). I ragazzi di Finelli sembrano più pazienti, anche se il punteggio continua a rimanere in equilibrio. A complicare le cose per Siena arriva il terzo fallo di Myers, condito da un tecnico che gli vale la panchina in anticipo. Con quattro falli non si può rischiare, ma così la Mens Sana mette a repentaglio i già flebili equilibri di minutaggio, rimanendo fuori dal fuoco della partita (39-47). Tavernari però torna e all’improvviso accende la scintilla, segnando una bomba importante e dando un po’ di scossa difensiva. Anche la terna arbitrale sembra un po’ in apnea, e all’ultimo intervallo siamo 46 a 51.

QUARTO QUARTO

Langford inizia infilando la difesa allo scadere, mentre Siena riparte sparando a salve: il canestro sembra stretto come una tana di ragno. Saccaggi sfida la deleteria tendenza e segna una bomba di importanza vitale, ma Agropoli è ancora una volta paziente e va di sistema (53-61). In più, Finelli ha dalla sua un Carenza in formato monster, che da fuori non sbaglia letteralmente mai. Siena prova ad andare con i nervi, ma non riesce mai veramente a sbloccarsi, ed i molti errori ai liberi sono lì a dimostrarlo (58-64). Agropoli si limita a controllare il finale, senza scomporsi troppo, sfruttando i tanti errori che i biancoverdi offrono su un vassoio d’argento. Gli ospiti sono corsari al Palaestra e portano via meritatamente due punti importantissimi.

Vuoi vedere che il canto delle Sirene è davvero insidioso come dicono? Di sicuro, lassù in alto gli scogli sono molto aguzzi e i pericoli dietro ogni angolo. Per andare lontano, l’indicazione è chiara come il sole.

SIENA: MASCIARELLI, HARRELL 20, CAMPORI, VILDERA 2, CECCARELLI, SACCAGGI 14, FLAMINI 3, BUCARELLI 4, PICHI, MYERS 14, TAVERNARI 9.

AGROPOLI: TUREL 9, TAYLOR 9, LANGFORD 15, SANTOLAMAZZA 3, ROMEO 2, CONTENTO 8, MOLINARO 2, LUCARELLI, AMANTI, CARENZA 24, MARRA.

TIRO DAL CAMPO: Siena 20/57 Agropoli 24/62
TIRO DA 3: Siena 5/21 Agropoli 10/31
TIRI LIBERI: Siena 21/30 Agropoli 14/15
RIMBALZI: Siena 40 Agropoli 30
ASSIST: Siena 6 Agropoli 12
MVP: Giovanni Carenza, 24 punti

LE PAGELLE (A cura di Francesco Conti)

Siena
Masciarelli: si attacca come un francobollo ai suoi marcatori non facendoli tirare.0 punti
Harrell: inizia un pochino impacciato, ma è un motore a diesel. 20 punti alla fine di una partita che lo ha visto prendere le redini della squadra nel momento nero dei suoi
Campori: N.E.
Vildera: prende bene tutta l’area del pitturato quando entra al posto di Myers. 2 punti
Ceccarelli: buona la sua seconda apparizione in biancoverde, anche se per 24 secondi. 0 punti
Saccaggi: ci butta dentro tutto, spazia bene il campo, autoritario. 14 punti, uno dei migliori
Flamini: esperienza da vendere si sa, mostra buone azioni difensive, prende tiri difficili.3 punti
Bucarelli: il nuovo ruolo di playmaker aggiunto, complice l’infortunio di Cappelletti, non si impara di certo in una notte. 4 punti
Pichi: gioca quasi 7 minuti al massimo. 0 punti
Myers: domina sotto il ferro, poi perde la testa quando gli viene fischiato un fallo e colpisce, senza conseguenze, Taylor al volto rimediandosi un tecnico. Torna e fa quello che può sotto le plance. 14 punti
Tavernari: nonostante i 3 falli commessi nei primi 20 minuti, non sembra sentire il peso dell’ex della sfida. 9 punti

Agropoli
Turel: i due falli commessi in 7 minuti, poi si prende la sua rivincita. 9 punti
Taylor: buona la sua partita in difesa, contiene l’arrembaggio senese. 9 punti
Langford: un lungo così atletico se ne vedono pochi. Bella partita nonostante i 15 punti
Santolamazza: il talento non gli manca lo sappiamo, anche se commette 5 falli da comunque. 3 punti
Romeo: segna un canestro solo ma di importanza rilevante nel momento no di Siena. 2 punti
Contento: il tecnico fatto sembra non avergli preoccupato più di tanto, segna 8 punti di cattiveria cestistica
Molinaro: gioca quasi un quarto ma di sostanza. 2 punti
Lucarelli: gioca poco, fa quello che può in difesa. 0 punti
Amanti: N.E.
Carenza: segna solo da tre, è la sua serata in fase realizzativa. Indiscusso MVP di giornata con 24 punti
Marra: N.E.

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