Forlì fa paura con i piccoli e la zona, Napoli sfodera Ceron e il gioco fisico: vittoria thrilling a Fuorigrotta

Forlì fa paura con i piccoli e la zona, Napoli sfodera Ceron e il gioco fisico: vittoria thrilling a Fuorigrotta

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Siamo a Napoli, terra di emozioni, tensioni, sensazioni non facili da gestire, mai. Probabilmente quelle che Demis Cavina e i suoi ragazzi si sono ritrovati a governare, in quel che è stato un finale inatteso, tanto tanto equilibrato, con una squadra che sulla carta partiva spacciata, e si è comportata da vero caimano, Forlì. 74-73 già dice tanto su quanto l’Azzurro abbia faticato a trovare il guizzo giusto, arrivato davvero al colpo di reni, contro un avversario che non ha deluso con il suo totem Cain, e ha stupito con il talento enigmatico di Ferguson e Saccaggi, aggredendo poi nel finale con il talento casertano Sergio. Forse però la palpitazione di stasera, la sofferenza, quella chiusura che è frutto di una pre-stagione con tanti acciacchi, che ricordava la sfida di Imola, persa una anno fa, e che oggi è stato fatto proprio con la coppia Ceron-Black, una difesa più ad uomo, e un gioco in alto-basso più efficace, sono il giusto viatico per lanciare una squadra che già comincia ad entrare nel cuore della gente, e che anche in Comune si fa sentire (con l’incontro pro-PalaBarbuto previsto per martedì).

  (FONTE FEDERICO TV – EMANUELE LA VEGLIA)

IL COMMENTO (a cura di Filippo Cagno) “Che sia chiaro l’intento, dignità e sudore …  e nessun fallimento!” E’ con queste parole che  il pubblico di Napoli accoglie la prima nel campionato di Lega Adecco Gold.  La Curva A è festante ed incita sin dalle prime battute l’Azzurro: il grido “Napoli” sale forte ed il palazzetto si unisce subito al coro di supporto.  Di tifo e di cori l’Azzurro ha davvero bisogno e riesce anche a ripagare coloro i quali tornano a casa senza un filo di voce. E’ una Napoli che fa soffrire e sa soffrire quella vista al PalaBarbuto. Gli oltre millecinquecento supporter dell’Azzurro hanno vissuto una gara al cardiopalma. I deboli di cuore avrebbero faticato non poco ad uscirne vivi. I partenopei rimangono agganciati alla partita per tre quarti di gara senza riuscire però a domare la Fulgor che anzi riesce ad andare finanche sul +9. Negli ultimi minuti la gara sembra essere incanalata in una direzione poco propensa a consegnare i primi due punti della stagione all’Azzurro. A 16’’ dal termine la gara sembra finita (70-73), ma tutto può ancora succedere. Otto tic, altrettanti tac: la speranza di Napoli è tutta nelle mani di Brkic che, dopo il time out partenopeo, fallisce la tripla che varrebbe il supplementare, il rimbalzo è preda di Allegretti che dalla lunetta fa 2/2 (72-73). Altro time-out, stavolta forlivese ma i secondi sono sempre meno: sei. E questa volta è Forlì ad avere la rimessa . Le speranze sono oramai ridotte al lumicino ed allora ci pensa Cain a consegnare palla all’Azzurro e Black riesce nell’impresa di riscattare tutti i suoi errori con una cavalcata vincente: il palaBarbuto esplode di gioia per il 74-73 finale con tanto di  saluto da parte di tutta la squadra sotto la curva. Napoli batte il primo colpo, ed è un colpo che va a segno, nonostante le polveri bagnate dalla lunga (appena 5/26 con il 19%). Il primo colpo vincente è figlio soprattutto di un Ceron che nel primo tempo era stato poco utilizzato da Cavina e nella seconda parte di gara è riuscito a spaccare in due la partita: è grazie alle sue triple, i suoi recuperi, la sua grinta ed il suo sudore, sì anche quello tanto richiesto da un pala Barbuto molto partecipe, che Napoli porta a casa questa vittoria. Se Ceron è stato un fattore positivo, altrettanto non si può dire di Black, al quale si deve il canestro della vittoria ma, soprattutto, un  1/7 poco rassicurante dalla lunga, scelte in attacco discutibili, tanti, troppi palleggi con Brkic e Bryan in area pitturata. Bryan sicuramente non è il centro mobile con tanti movimenti sotto canestro ma preoccupa la sua poca lucidità nel finale di gara. Weaver è riuscito solo a sprazzi a far intravedere la sua classe mentre Brkic ha lottato tanto riuscendo ad andare a referto con 10 punti e 7 rimbalzi. L’Azzurro però può e deve dare di più. Siamo solo alla prima ma due punti erano fondamentali per iniziare con il piede giusto la stagione. Finalmente un pizzico di fortuna è per i colori cari al Vesuvio: da troppo tempo gli appassionati di basket aspettavano una serata simile. La loro attesa è stata ben ripagata. LA CRONACA (a cura di Davide Uccella) Agibilità in extremis per il PalaBarbuto under (re)constrcution, nonostante qualche infiltrazione al tetto ieri mattina (causa pioggia), c’è però il sollievo di una squadra al completo per Demis Cavina, al suo debutto dopo quasi un anno di attesa: Ceron e Weaver perfettamente recuperati dall’influenza che li tenne fuori dal campo per la presentazione contro il Nord Barese, anche Malaventura sarà nei 12 dell’Azzurro. Il capitano ha svolto tre allenamenti non completi in settimana, ma ha superato il lavoro differenziato: miglioramenti dunque netti per la condizione della guardia fanese, ma in quintetto lo spot di “2” è per Jac Valentini, sul parquet con Tim Black, Kyle Weaver, David Brkic e Sylvere Bryan. Nella Fulgor Libertas invece manca Julian Gualtieri per un piccolo problema fisico, che però dovrebbe consentirgli di riprendere gli allenamenti già da martedì: al posto dell’ex Miami High School ci sarà Andrea Agatensi, già l’anno scorso nel gruppo della prima squadra e punto di forza dell’Under 19 bianco-rossa, ma il five-on-court di Cedro Galli è quello “da preventivo”, con Jazzmarr Ferguson in posizione “combo”, “Lollo” Saccaggi, Nicholas Crow, Eliantonio e Tyler Cain, con Basile e l’ex talentino Juve Luigi Sergio a ruotare per i cambi mercuriali. Contesa vinta da Brkic, la prima scorribanda in area di Weaver si chiude con l’infrazione di passi, punita dal gioco a tre sull’asse Ferguson-Saccaggi-Cain sotto canestro, ma l’acquisto di lusso ex Brescia elude al meglio il raddoppio ben servito da Black e appoggia per i primi ufficiali in stagione. L’ala coloured azzurra chiede spesso palla, intanto il play bianco-rosso  continua a macinare alla grande nel mis-match, e stessa musica a corto raggio per Valentini: difese a uomo morbide e pochi contatti,  anche in transizione Forlì non scherza, dando spazio alla visione di Weaver che confeziona l’assist per Black in appoggio, poi stoppa per il recupero difensivo (6-4 a 7’07”).  La sfida nel pitturato sembra latitare, Ferguson e Saccaggi accentrano molto il gioco su di sè cercando contatti e mis-match all’occorrenza, ma il duello Bryan- Cain non si fa attendere: ai due stupendi schiaccioni su rimbalzo offensivo dell’ex Reyer c’è la controrisposta della torre forlivese. Da notare inoltre il buon tagliafuori di Brkic, ottimo e reattivo in copertura, poi cambiato da Marco Allegretti, rientrante con Ceron al posto di un Bryan dall’ottimo impatto; rotazioni anche per Forlì che si schiera con una zona molto efficace nei minuti a seguire, ed ecco anche l’esordio di Luigi Sergio, e con Ferguson che nel frattempo dal palleggio sul perimetro buca ancora la retina (10-10 a 2’56”): peccato poi che la combo USA perda lucidità e la stoppata di Allegretti sotto-canestro sia conseguenza logica, al suo posto Nicolò Basile. Tim Black in difesa potrebbe incidere di più, in attacco invece minore discontinuità, offrendo ottimi suggerimenti per Weaver e Ceron, bravi a sfruttare la circolazione su linee esterne e bucare al centro la zona mercuriale. Gli ospiti però si rifanno sotto sfruttando il prematuro bonus azzurro, con Cain in versione ariete e torre, prima battendo Brkic col perno destro (per il romagnolo anche due falli, chiato segno dello stress in fase di marcatura), poi attirando il raddoppio con Black a coprire trova Basile in angolo per l’ultima tripla che vale il 14-16; ultimo guizzo dell’onnipresente Weaver per il pareggio, parziale a luci e ombre per l’Azzurro, Forlì tiene duro. 90” e di nuovo in campo Forlì è vivissima: l’intesa Basile-Cain è perfetta, la tripla di Saccaggi un pò meno ma pur sempre efficace (complice la tabella), mancano i punti per l’Azzurro che soffre la zona: ci pensa Tim Black a punirla, prima dall’arco poi in penetrazione frontale a canestro per rimettere i conti a posto; peccato che Ferguson sia in grande forma, e faccia un pick n’ pop di tutto rispetto con Sergio, da tre per il nuovo +3 ospite; nel frattempo esce Cain, Cedro Galli vuole una squadra dinamica e dalla mano educata, ed Eliantonio fresco di rientro mostra con un jumper la sua mano delicata, e anche se con Sylvere Bryan in campo non c’è argine nel pitturato (con annesso schiaccione), il quintetto basso della Fulgor è imprendibile: Brkic e Allegretti contengono a fatica Ferguson e Saccaggi per la sua zingarata, ed è momento di time-out per Cavina. Si potrebbe aggredire di più il ferro, correre, cercare contatti e mettere alle corde con l’alto basso non avendo lunghi in campo, ma Black e Ceron (che sta difendendo alla grande su Saccaggi) sparano a salve dalla lunga; finalmente però alla terza situazione si lavora di più sulle tacche, ed ecco l’assist indovinato da Brkic per il tiro in sospensione di Valentini, replicato poi dall’ex Brescia con l’appoggio che batte Eliantonio, stavolta sul 29-30 è Forlì a chiedere la sospensione. Cambiano le carte in tavola, entra Crow con Basile, dal buon contributo nella prima frazione, ma anche Cavina gioca il suo asso reinserendo Bryan (al posto di Allegretti)e chiamando in causa Malaventura: ma per il capitano, nella sua prima azione stagionale è Black a farla da padrona, compensando la forzatura offensiva con una stoppata su Ferguson, che però sfrutta la rimessa con la tripla dall’angolo, di puro talento, a cui poi segue un altro lay-up senza raddoppio. E’ dura, ma pochi secondi e arriva il primo fallo di Cain, terzo di squadra, sul 2-1 di Brkic, a cui poi si accoda Malaventura, con la tripla tipica del cecchino: 33-35, e quindi Bryan, servito da Black si prende un altro fallo: la sfida è tutta sotto, con il solo Cain a fare lavoro sporco, ben ostacolato da Brkic, siamo negli ultimi 60”. Anche Montano sul parquet, Weaver indovina il pick n’roll intercettando la sfera diretta a Cain: parte il contropiede fatto e disfatto dall’ex Charleroi, che poi consegna al Mala: altruista il capitano, che gioca anche da fermo, prova ad innescare Montano dall’angolo che però sbaglia i tempi, infrazione di passi per l’ex Biancoblù. Tre secondi e mezzo per l’ultimo attacco ospite, lo schema studiato a tavolino da Galli impatta con l’unico fallo speso da Napoli nel quarto, il settimo nell’intero tempo, che si chiude sul 34-35. Stats point: Napoli poco aggressiva sotto (pur avendo un ottimo 14/20 da 2, Bryan 3/4 con 3 rimbalzi; Brkic 3/5 da 2 e 5 rimbalzi), contro una squadra leggera salvo Cain (1/9 da 3, 1/5 di Black), che però si difende egregiamente a rimbalzo (17 di cui 5 offensivi, contro i 12 azzurri); Weaver al momento fuori dagli schemi, con pochi palloni a disposizione (appena 6 con 3/4 da 2 ma nessun fallo subito), Black ha guidato spessissimo la manovra (con 5 assist), ma costretto anche a troppi tentativi dal perimetro (1/5). Pesa anche qualche persa di troppo,  Forlì dall’altra parte si difende con discrete cifre (50% da 2, 31% da 3), incide meno del previsto con il suo lungo di riferimento (Cain 8 con 4/5), Ferguson 5/10campo , Saccaggi 7 punti con 3/8 da 2. Nell’intervallo momento dedicato a Maurizio Balbi, premiato con una targa del Club dei Tifosi, si torna in In campo con gli starting five, la zona 2-3 dei mercuriali continua a produrre ottimi effetti tenendo Napoli fuori dal painted, e anche in difesa per gli azzurri gli ingranaggi sono da registrare: le penetrazioni di Saccaggi e Ferguson sembrano incontenibili, ad aprire o in lay-up, ma finalmente Weaver si prende le sue responsabilità, e al secondo tentativo dall’arco insacca: tiri in generale più aperti per Napoli (con Black e Valentini), schiaccia anche Bryan come ormai d’abitudine, ma il problema restano i piccoli, bravissimi a muovere i casalinghi in retroguardia, o ad ispirare Cain per la sua prima doppia cifra stagionale; la luce di Napoli è sotto, o in alto-basso, e Brkic da fuori parte in uno contro uno battendo facile Eliantonio servendo Bryan ad un passo, anche per lui punto n.10 (41-42 a 5’43” dall’ultima pausa). Montano al posto di un Black troppo morbido in difesa, l’esordio dell’under nella ripresa è da entra ed esci: fallo, ma almeno su un raddoppio per bloccare Cain, preciso per il +3 a metà del terzo quarto; anche la sua rimessa è rivedibile, senza compagni che taglino per ricevere con comodo; per fortuna il rientro difensivo porta alla persa bianco-rossa, con Black a rientrare. Time-out Napoli, fuori Bryan, è ancora Kyle Waver a prendere l’iniziativa: fallo subito (Forlì in bonus), leggera botta, qualche momento di paura, nulla di grave: 1/2, cambio precauzionale per Ceron. Valentini mostra le sue credenziali difensive con Ferguson, meno frizzante di quello visto a cavallo tra i periodi centrali, discorso diverso per Cain, che tiene i suoi a +4 col semi-gancio contro Brkic da 2-1 (42-46 a 3’48”). Gli attacchi di Napoli proseguono a suon di triple tentate (Black forzata, Allegretti molto più sensata), e anche Crow si fa vivo buttandosi dentro per il +6 Fulgor, ma ci pensa Valentini a rispondere in elevazione, e a ruota Ceron non si fa scappare la recuperata su Saccaggi, con lay-up in transizione: il contro-parziale Azzurro c’è (46-48 a 2’15”), ed è in questo momento che il pubblico del PalaBaburto alza i decibel, sa che serve il sostegno del sesto uomo, e sarà un caso, ma dall’altra parte le idee tornano meno: con il ribaltamento di fronte, la zona si attacca meglio cercando di ribaltare per Ceron, e anche se Crow però non perdona la disattenzione del lagunare, c’è Brkic da centro area in appoggio per il botta e risposta, replicato a corto raggio sull’assist del biondino ex Recanati, che sempre dall’intercetto si fionda in coast-to-coast: pochi i punti, ma la sfida comincia a vibrare: parità con pochi secondo da giocare a quota 51-51, è sul pick n’ roll costruito da Ferguson (appena rientrato) che Cain firma i due punti del vantaggio Forlì, di misura. Ultima frazione con Allegretti, Black, Malaventura, Ceron e Brkic, per Forlì Basile, Sergio, Saccaggi, Ferguson e Cain, la tensione si taglia con il coltello, ma non turba la concretezza difensiva di Napoli, che raddoppia a meraviglia su Cain, e trova con Brkic due punti letteralmente inventati dal giocatore romagnolo a fil di sirena; peccato però che la tripla comoda di Sergio apre un parziale deciso dall’ex Caserta, che trova anche il rimbalzo offensivo per un extra-possesso non sfruttato, poi intercetta la sfera di Allegretti in penetrazione. Il momento non è facile, l’inerzia dell’avvio si spegne in fretta, e con Ceron fuori per Weaver, l’ala americana esordisce con un air-ball netta, e anche se Black rimedia con un subito nel tagliafuori e 2/2, la difesa la zona viene battuta sistematicamente: prima da Sergio, poi da Ferguson in pieno rientro difensivo(55-64 a 6’00”). Cavina allora ci ripensa su: difesa a uomo, Ceron dentro, si lavora più in alto-basso, e con le prime due azioni ricciolo d’oro è autentico protagonista: due triple in serie, due delle sue, ma senza le forzature che hanno contraddistinto la performance azzurra dall’arco, poi sugli errori di Weaver raccoglie dalla spazzatura piazza l’appoggio, infine recupera a rimbalzo, lanciando la transizione che premia Bryan, ad un passo dal canestro: 9-0 che infiamma i 1500 di Fuorigrotta, 65-64 a 3’44”, time-out Galli con bonus alle porte. Si deve fermare il tempo, ma non ci riesce con l’inerzia del match, in cui anche Weaver finalmente si sblocca, in giro e tiro: si tenta l’allungo, ma Luigi Sergio non ci sta, vuol far bella figura a pochi passi da casa, e con due triple sbilanciate e un fade-away di qualità punti apre ufficialmente la youth challenge con Ceron, ancora super dall’arco dopo una cirolcazione super: un minuto netto, 70-72, la gara è totalmente in bilico. Possesso Napoli con Forlì stavolta a uomo, Black tiene palla in mano per un’eternità, e trova solo Weaver dai sette metri per una tripla d’emergenza; sull’altro fronte Ferguson è ancora una scheggia, solo il ferro tiene fuori il suo lay-up, ma c’è Cain a rimbalzo: lunetta, 1/2, -3 con 16”1. Comincia così un susseguirsi di pause tattiche: azione volta da Cavina con Brkic protagonista, Black trova l’ala con poco spazio, e il suo step-back si infrange sul ferro, ma Allegretti dal rimbalzo offensivo si procura i liberi per il -1, 6” sulla clessidra del match ormai agli sgoccioli. Rimessa Forlì con Cain letteralmente ceco, senza compagni a tagliare, c’è il vuoto nella metà offensiva, tutti in lato debole: Sergio prova ad inseguire la sfera, Allegretti allontana e sfiorando la sfera per Black, che si lancia in un disperato contro-piede, concluso con un arcobaleno in puro stile Navarro: 74-73, vittoria attira-pubblico, tripudio della curva con la squadra nella pancia degli ultrà. Merito ad una Forlì che potrà dire senz’altro la sua in tanti palazzi della Lega, con piccoli che sanno dar battaglia e una squadra che ha già assorbito i fondamentali della zona, ma è la logica del cuore che voleva i due punti all’ombra del Vesuvio, con il suo pubblico. In archivio questo debutto pirotecnico, i prossimi appuntamenti in agenda vedono Napoli proseguire nel suo avvio senza top-team, con una seconda tappa a Veroli tra sette giorni (face-to-face con l’ex Cittadini e il cecchino Blizzard, reduci dal colpaccio a Biella), poi il ritorno a casa contro Imola, prima della doppia trasferta Biella-Trapani: anche un anno fa fu scontro diretto alla terza con l’Andrea Costa, e le coincidenze contano da queste parti, ma l’atmosfera sarà tutt’altra. In casa Forlì’ invece si prospettano subito sfide dai punti pesantissimi: Trapani per la prima al PalaCredito domenica prossima, seguiranno Jesi in trasferta e quindi il rientro tra le mura amiche, ospite Trento. AZZURRO NAPOLI BASKET – FULGOR LIBERTAS BASKET FORLI’ 74-73 (16-16, 34-35, 51-53) NAPOLI: Malaventura 2, Allegretti 2, Valentini 6, Black 9, Montano, Bryan 13, Izzo ne, Weaver 12, Brkic 12. All. Cavina. FORLI’: Basile, Agatensi, Cain 19, Ravaioli ne, Crow 6, Ferguson 17, Saccaggi 12, Battistini, Eliantonio 2, Sergio 17. All. Galli. ARBITRI: Moretti Mauro, Scirra Roberto, Caforio Angelo.

Fotogallery a cura di Pierfrancesco Accardo & Vincenzo Artiano

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