Napoli asfalta Imola: ognuno al posto giusto, +30 sull’Aget

Napoli asfalta Imola: ognuno al posto giusto, +30 sull’Aget

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“Senza paura!” è l’invito di un curvaiolo della A ad ognuno dei giocatori dell’Azzurro Napoli. Una squadra in cerca di identità, una squadra che però forse da stasera è sulla buona strada per trovare quell’equilibrio, quelle gerarchie, quel cammino verso la tranquillità che nè la pre-season, nè le prime due uscite stagionali ci avevano offerto, afflitte da fin troppi acciacchi fisici e avversari fin troppo sopra le righe. Anche stasera la costante degli infortuni potevano essere un attenuante per un’eventuale sconfitta, con Tim Black in forse fino all’ultimo, e Marco Ceron – match-winner contro Forlì – fuori-uso, con un infortuni alla caviglia che dovrà essere smaltito, con i giusti tempi. Invece Cavina e soci non hanno cercato alibi, e l’85-55 di stasera contro una Imola in netto regress è una vittoria che Napoli raggiunge perchè l’ha voluta. L’ha voluta con il solito show difensivo, piegando alla distanza la fortezza Andrea Costa con le sue quattro torri (Niles, Young, Poletti e Passera); l’ha voluta costringendo Esposito ad utilizzare la zona e poi a ritirarla, forti di un gioco alto-basso atletico e veloce, basato sulla fisicità e l’intensità. Non è un caso che il lavoro ai fianchi, che nasce tutto nel secondo quarto, arrivi dagli americani: un Tim Black meno palleggiatore, più costruttore di un gioco in pick con Bryan e Brkic (straordinario l’ex Leonessa in difesa su Poletti e a rimbalzo, a dispetto delle sue caratteristiche), ma anche da un Weaver meno tiratore, difensore eccellente su Ian Young e stoppatore con lo smalto della pre-season e più giocatore all-around, più attaccante in penetrazione e spalle a canestro. Il vento cambia poi con i due capitani: Allegretti e Malaventura, favoriti dalla difesa a zona ben attaccata dagli americani (e anche da Montano), hanno piegato con qualità e giuste scelte la resistenza di una Imola che torna in Romagna con una sola certezza, la solidità di volponi come Poletti e Dordei, che sono la base da cui Esposito deve ripartire: una base mal rimpiazzata da Mancin e Gorrieri e mal compensata dagli americani, in netto black-out nella ripresa. Imola rimandata, Napoli (momentaneamente) promossa, Il futuro vede scalette di impegni all’opposto: la Biella dei giovani terribili, fresca di successo clamoroso con Torino (81-61), e Trapani in infrasettimanale, rigorosamente in trasferta per l’Azzurro, due impegni casalinghi per l’Andrea Costa, contro un’altra squadra in difficoltà offensiva (Casale Monferrato, penultimo attacco del campionato) e contro una big come Torino. VIDEO RESUME (a cura di Eduardo Desiderio, Emanuele La Veglia, Francesco Monaco – Federicotv.it)   LA CRONACA Se la fresca partnership con Expert e il via libera del Comune de l’altro ieri ai lavori sul tetto oggi infiltrato rincuorano Maurizio Balbi, dopo le ultime parole al vetriolo di giovedì scorso, la situazione è assai diversa dal punto di vista di Demis Cavina, uno dei tre ex di turno (assieme a David Brkic e Jac Valentini), e già chiamato ad un primo esame per la tenuta della panchina. Per il secondo impegno tra le mura amiche il coach felsineo non potrà disporre dei punti forti del suo backcourt: se infatti Tim Black ha ripreso a correre soltanto mercoledì, dopo il riacutizzarsi dello stiramento di due settimane fa nel buzzer beater contro Forlì, e il suo utilizzo è stato in bilico fino all’ultimo, la vera grana è quella di Marco Ceron: il lagunare (sostituito da Emanuele Traballesi per onor di firma, in stampelle stasera a bordo campo), non ha potuto completare l’allenamento di giovedì pomeriggio per una botta pesante rimediata alla caviglia, e non sarà della mischia. Rotazioni quindi ridotte all’osso, ma all’ultImo minuto sorpresa con il play ex Anversa dal primo minuto, Valentini, Weaver, Allegretti e Brkic. In casa Imola invece, nonostante lo zero in classifica ancora da smaltire, la situazione infortuni registra finalmente calma piatta. “Andiamo a Napoli con pochissimi problemi fisici e convinti di poter fare la nostra partita”, il grido di battaglia di Enzo Esposito, che proprio negli esterni nell’ultimo mese aveva trovato i suoi incubi: Marco Passera, nonostante il gradino indietro di preparazione fisica visto l’infortunio allo scafoide ci sarà, e stessa musica per Warren Niles, che fermato alla prima giornata per un piccolo stiramento al muscolo interno dell’anca, ha già mostrato il meglio e il peggio di sè nella sfida thrilling contro Trieste. Stamattina shooting-session per un primo impatto con il catino partenopeo, venerdì sera l’Aget si è riunita per pranzo dopo l’allenamento al Pala-Ruggi e subito prima della partenza per Napoli, e coach Esposito ha portato una torta come segno di incoraggiamento. Starting-five d’obbligo dunque per l’ex scugnizzo di Terra di Lavoro, con Passera, Ian Young, Niles, Poletti e Dordei. Contesa con Brkic a svettare, l’avvio è da polveri bagnate: Napoli cerca sotto la prima signatura con Weaver e l’ex Brescia, stessa musica dall’altra parte con Young servito da Passera, ma anche con Mitch Poletti, che fallisce un comodo contropiede con una non rilevata infrazione di passi. Difese a uomo 100%, meccanismi offensivi ancora arrugginiti, a trovare i primi punti è Marco Passera, forzando dal primo passo su Black in 2+1, a 7’59” dalla prima pausa. L’Azzurro non trova ancora equilibrio palla in mano, spesso si pasticcia con pochi aiuti e spaziature, alla ricerca di un gioco più alto-basso che non c’è, ma anche in difesa si patisce con il canestro di Poletti a rimbalzo offensivo; il quintetto leggero viene messo da parte dall’inserimento di Bryan, time-out Cavina con Napoli a corto di idee e di punti, serve una scossa. L’astinenza è insostenibile, e dopo quasi quattro minuti è Kyle Weaver a riuscirci, intercettando e volando in transizione. L’ala ha carattere, sente di dover dare di più, e si procura anche una seconda palla recuperata dopo un contatto in squilibrio con Young: c’è la caduta, nulla di grave, il sentore di una reazione c’è. Del resto, dopo il doppio rimbalzo offensivo di Valentini con tap-in che firma il 4-5, è sempre Kyle a firmare in velocità la risposta a Poletti, che punisce il primo accenno di zona partenopea con una tripla in prateria, e ci riprova ancora ma a salve, sfruttando la lentezza di Bryan nell’occupare la punta del perimetro. Si torna così ad uomo, e ci sono finalmente maglie più strette con il primo tiro forzato di Dordei sponda Imola, ma il problema resta a rimbalzo, con l’ex Orlandina che fa la voce grossa spiazzando Bryan e Valentini sottocanestro. Entiramo quindi negli ultimi 3’30”, ed è il tempo dei piccoli che si fanno largo sul parquet, con Black che dal palleggio meno eterno del solito sfida Dordei in mis-match per un ottimo scarico in favore di Allegretti, maestro del piazzato dai 6,75, mentre dall’altra parte è Warren Niles che lascia sul posto Valentini, con un comodo appoggio; tempo di cambi, c’è spazio per Matteo Montano, bravo nel primo spunto difensivo a costringere Passera all’infrazione di passi, Imola però difende bene, e Young va di jumper solo rete sfidando Malaventura: ci pensa Bryan a riportare Napoli in scia, con la solita schiacciata, e stavolta è Vincenzo Esposito a chiamarsi i 90” di riflessione, con il giovane Gorrieri sul parquet. Giusto il tempo per dare uno sguardo ad una Curva A sufficentemente gremita, ed ecco Bryan che fallisce il bis di potenza ispirato da Weaver, che però rilanciando a sua volta la transizione trova un altro contatto proibito con Poletti, e stavolta si guadagna il bordo-campo: al suo posto Allegretti, mentre secondo under in campo per Esposito con l’ottimo Maccaferri, è Ian Young a prendersi le responsabilità offensive dell’Andrea Costa, con un palleggio chiuso sotto ma annessa infrazione di passi, e due tiri forzati però compensati da Gorrieri, che con due rimbalzi offensivi garantisce altrettanti extra-possessi. Rientro in campo per Black al posto di Montano e debutto per Mancin, in accoppiamento con il rientrante Dordei, Napoli fallisce le cose facili, vedi un lay-up di Black a tu per tu con il canestro, mentre Imola con Niles non manca di punire i ritardi sui cambi della difesa Expert, siglando la tripla dell’11-18 di fine primo quarto. Nella pausa del primo quarto striscione attesissimo, legato all’attualità di Marek Hamisk al Palamaggiò e l’arrivo del coach di Imola (Tu fischi Hamsik, io l’inno nazionale – Voi servi dello Stato, noi orgoglio Meridione: Casertano frustrato!), si rientra a quintetti invariati, col doppio play bianco-rosso Passera Maccaferri, dall’altra parte Malaventura e Valentini in supporto a Black sull’asse Allegretti-Bryan. Approccio difensivo a uomo convincente, c’è zona per gli ospiti…ed è Tim Black a far male con quattro punti di fila: sfida la 3-2 tirando dalla media, e segnando; Passera prova il contropelo, ma il rimbalzo lancia ancora il play napoletano per un fallo in ritardo di Maccaferri, 2/2 per TJ, 15-18 a 8’39”. Con Mancin impacciato nel pitturato e nelle spaziature, in campo con l’ex Mirandola si sente tutta l’assenza di Poletti, e con il terzo possesso senza sbocco, vanificato dall’infrazione di 24”, Esposito cerca di dare più creatività col rientro di Young e a corto giro inserendo proprio il n.8 bianco-rosso, per un assetto difensivo che torna a uomo. Napoli intanto trova un’utilissima presenza sotto di David Brkic (che forse potrebbe sfruttare qualche mis-match in più), e interpreta bene la zona con il tiro a centro area di Malaventura (sputato dal ferro): pare proprio che il capitano sia in serata, trovando con un altro jumper i punti del parzialone Azzurro, a fronte di un’Andrea Costa bloccata in attacco e contratta in difesa. Con l’1/2 di Bryan (sufficiente nella difesa su Poletti, che arriva a quota due falli) c’è anche il pareggio a quota 18, e serve tutta l’esperienza di Passera per tenere il passo, con un lay-up trova nel ferro un’alleato (20-20 a 5’19”). Malaventura è ancora efficacissimo nel trovare punti d’oro dalla media, con un Brkic troppo lungo d’area, e praticamente solo nel tagliafuori difensivo, anche per via di un Bryan troppo straripante in attacco e disattento sulle carambole; nel frattempo le percentuali ospiti si abbassano vistosamente, anche se le eccezioni di Poletti che recupera una palla sporca strappata all’ex Venezia, e la tripla di un giocatore con ottimi fondamentali come Passera sono ottimi indicatori su cosa fare, specie con un Niles in calo e un Young molto meno coinvolto nei giochi. Entrano negli ultimi 180”, ad aprire il rush-finale di tempino è Black con una buona incursione da 2+1, ed ecco il momento per farlo rifiatare inserendo Montano; rientro anche per Weaver (che si ripresenta con meno fronzoli in attacco e tanta sostanza in difesa), la copertura azzurra a uomo regge sempre piuttosto bene, e se in attacco anche Brkic poppa bene con Malaventura, trovando finalmente una tripla adatta alle sue caratteristiche, arriva senza sorprese il primo allungo sul 30-25. Ultimi 40”, con Poletti ancora inossidabile e incontenibile quando si tratta di aggredire dalle tacche e recuperare, ecco però in risposta una giocata da top-ten di Marco Allegretti, che parte da fuori parte a razzo e chiude in dunk. Ultime carte rimescolate da Esposito con un quintetto più rapido, anche per via della caduta di Young in penetrazione (Dordei fuori per Niles, con Mancin, Maccaferri, Passera), Black approfitta del più giovane difensore: 2/2 e Aget in bonus, le incertezze degli ospiti si vedono anche nell’ultimo possesso imolese, e con l’ennesimo intercetto di Weaver (annesso Ave Maria che scheggia il tabellino) si chiude il primo tempo: 34-27. Starting five on court, l’avvio è tutto di Kyle Weaver: il 3 mostra finalmente più visione intuendo il taglio a canestro di Valentini, e nella mezza transizione finta contro Young e si procura il fallo. Mix giusto per partire, giusto anche lo scarico di Black per l’ex Jesi e Sant’Antimo, respinto dal ferro; Cavina è in fiducia, propone l’avvio di zona, ma Niles buca la retina, nel frattempo son dolori per l’Andrea Costa con Poletti al terzo personale, intanto il play Azzurro si sblocca sgattaiolando per i primi dell’Azzurro; Brkic sempre più convincente a rimbalzo, è ancora in velocità che dal rimbalzo l’ala romagnola trova Allegretti con il canestro piedi per terra del +11, ed è massimo vantaggio Azzurro a 7’49” (41-30): è stavolta Imola a cercare la scossa, e sono le iniziative personali di Young e Dordei a smuovere il punteggio, mettendola sull’atletismo e la mano educata, dalla media o in lunetta, ma l’ex capitano dell’NNB si butta dentro e lay-uppizza di carattere, e finalmente il gioco offensivo dei casalinghi si basa sui contatti. Brkic sfrutta per primo il tandem di lunghi Gorrieri – Mancin, portandosi fuori l’ex Stings con i liberi del +12, e anche Gorrieri si lascia scappare il più caldo degli azzurri, Marco Allegretti, ancora solo, ancora a segno con l’arcata del 48-33: 5’27” all’ultima sirena, Esposito vuole riflettere, con Maccaferri nel posto di ragioniere in sostituzione di Passera. La linea più giovane e imprevedibile però non funziona contro la velocità e il fisico di una Napoli guidata dai suoi americani; Gorrieri e Mancin non danno spiragli, alla fine si prova a rifugiarsi negli americani con soluzioni improponibili, e solo la pochezza a rimbalzo consente all’ex Mirandola di trovare due punti dalla spazzatura. Intanto arrivano quei punti comodi che Napoli cercava da tempo, portando gli avversari in bonus, con Black e Weaver in vista, a 3’19” siamo sul 54-37. Gli ospiti sembrano all’angolo, ed Esposito tenta il reinserimento di Poletti con la zona fronte pari, mentre Napoli in controllo prova invece ad abbassare i ritmi con una nuova zone-immersione, in questo caso fronte-dispari ed inserisce Montano al posto di Black per un confronto youth con Maccaferri: partita sostanzialmente bloccata, ritmi meno brillanti, con le contromisure difensive che non alterano, Imola non rosicchia neanche dalla linea della carità con Turel (02/2), e con meno di 90” il punteggio non si sblocca fino all’1/2 di Allegretti, il suo 14° punto, e al lavoro cocciuto di Dordei, proprio contro l’ex Ferentino aiutato da Bryan, per il 2+1, per il 55-40. Altro ottimo attacco alla zona con Montano a guidare l’alto basso e l’ottimo giro di cambi per la sospensione di Malaventura, l’ultimo possesso è ancora dell’Azzurro, dopo l’ennesima amnesia di un attacco ospite con poca spinta del gruppo: 57-40, si prepara un tappeto (bianco) rosso per gli ultimi 10′. C’è  Passera in avvio d i ultima frazione, bello l’asse con Poletti che libera Niles dai sette metri per il -14, dall’altra parte Montano si inceppa nel raddoppio, e non trova Bryan per la persa. Imola sotto sotto ci crede ancora, ma stavolta Weaver tira con la giusta situazione, e non sbaglia, per il nuovo +17 a 8’18”. Il tempo scorre, è veloce, onore a Dordei ma soprattutto a Poletti che si battono con dignità sotto le plance e dalla media, sfruttando anche i ritardi difensivi di Bryan, ma la mano del capitano Azzurro stavolta pare davvero oliata, con gli schemi dentro-fuori che bucano bene la zona di Imola, e le uscite a riccio dai blocchi che lo portano nelle migliori condizioni per tirare e giocare la sua pallacanestro concreta, ma anche altruista,: quattro di fila, frutto anche dell’antisportivo fischiato agli ospiti: 66-49 a 5’11”, la Curva A infierisce nei suoi cori anti-casertani contro Esposito, la partita ha la pelle grassa, tanto più se Weaver comincia a prendere confidenza anche al perimetro, con due fucilate di fila per il suo primo ventello stagionale. E’ forse il momento della resa, con l’uscita di Dordei per Gorrieri, la certezza arriva in pochi secondi con l’antisportivo di frustrazione per Passera, l’1/2 di Black e la sospensione chiamata da Esposito, che giù inizia a lavorare per il prossimo turno. Anche un pò di fortuna per gli azzurri a rimbalzo, nonostante qualche svarione di Bryan nel non seguire l’ottimo Weaver (che stoppa Niles e realizza morbidamente in transizione il 75-51), il lungo e rapido garbage-time si chiude con l’ovation dei 1200 di Fuorigrotta, il “Vi vogliamo così” della Curva A, e il quasi telepatico +29 firmato in punta da Matteo Malaventura, con 1’27” sul cronometro. Si vorrebbe il trentello, Passera raccoglie gli ultimi punti per rimpinguare il suo tabellino, Mancin fa altrettanto con Izzo per il suo minuto da referto (stessa storia in casa Azzrro con Traballesi al posto di Weaver), l’84-55 firmato da Malaventura (e Montano con l’arresto e tiro, suo sostituto in extremis) corona una vittoria scaccia-crisi, contro l’avversario che forse in questo momento era più indicato per trovare uno stimolo per ripartire. Forse, per ritrovare un’identità. EXPERT NAPOLI BASKET – AGET IMOLA 85-55 (20-20; 34-27; 57-40) NAPOLI: Allegretti 14, Valentini 6, Black 14, Weaver 19, Brkic 5, Malaventura 17, Montano 3, Bryan 7, Izzo, Traballesi. All. Cavina. IMOLA: Young 3, Poletti 15, Dordei 8, Passera 10, Niles 11, Martini ne, Folli ne, Maccaferri, Gorrieri 2, Riga ne, Turel 2, Mancin 4. All. Esposito.

Fotogallery a cura di Pierfrancesco Accardo

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