Napoli, primo stop interno, Torino vince con l’ “Expert” Evangelisti

Napoli, primo stop interno, Torino vince con l’ “Expert” Evangelisti

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Se c’è un Expert che stasera è mattatrice al PalaBarbuto non è la truppa di Demis Cavina. Stasera, il catino di Fuorigrotta si piega, per la prima volta in stagione (80-90), e lo fa con una Manital Torino che di “Expert” ne ha parecchi, e di decisivi. Si dirà allora che ha vinto Stefano Mancinelli? L’ex Fortitudo non si mette a verbale, non era della mischia. Valerio Amoroso? Il 4/5 di Casoria (6/10 da 2) ha dominato con Kuba Wojciechowski, nel primo quarto e per certi versi nel quarto finale, salvo poi cedere terreno sul piano nervoso, e non tornare sui livelli esplosivi della prima frazione, in cui pure Napoli, senza Bryan, ma con la sua difesa a uomo di sempre, fatta di aiuti e cambi a corrente alternata, ci ha messo del suo. Logica conseguenza l’innesco della verve di gente come Lollo Gergati, scaltro nelle soluzioni personali e bravo a cercare i suoi lunghi, al pari di Massimo Chessa, che pure ne esce con un bottino personale limitato. Ecco allora che sfogliando la margherite, l’Expert da incoronare per la sesta vittoria su otto impegni è Marco Evangelisti. Classe ’84, il veterano tra i veterani, Evangelisti è un’istituzione in quella che oggi chiamano DNA Silver, ed è uno che a dispetto dell’età e del tempo che avanza per tutti, conosce sempre le tasche in cui prendere pepite di talento, e gettarle sul parquet nei momenti topici. Una scheggia, un guanto di panno su cui neanche il Kyle Weaver stupendo e completo per tre quarti ha potuto porre freno, l’ex mattatore della vecchia B1 ha firmato un referto da 26 punti conditi da 5/8 da 2, 4/5 da 3, 4/4 dalla lunetta, e 3 falli subiti: 24 di valutazione, il suo box score porta un valore aggiunto inestimabile, quello che Napoli non ha saputo trarre dai ben 22 falli subiti, ma soprattutto da 31 tentativi dalla lunetta a fronte dei soli 13 portati a casa dalla Pillastrini Band. Soltanto 23 i realizzati da un’Azzurro che pure deve portare a casa e fare tesoro di una prestazione che nei quarti centrali è stata perfetta: alzando i falli di Amoroso Torino ha rinunciato a lungo al suo lungo di riferimento, bravo anche a giocare come torre mobile contro la zona, così l’eccellenza partenopea ha fatto male: allontanato Kuba da canestro, l’Azzurro ha trovato la velocità proficua con un Black perfetto direttore d’orchestra, atletismo,  contatti, ma anche le prestazioni oltre ogni aspettativa di Valentini e del Mala sul piano offensivo, trovando piena spinta anche grazie a percentuali stellari, fino al tecnico inflitto ad Amoroso nel cuore del terzo quarto. Da lì in poi si è tornati gradualmente ai registri di fine match, con la PMS che ha intinto il coltello nell’assetto a uomo, Weaver che ha sparacchiato da fuori e perso Evangelisti come il Mala a seguire, e Black che ha perso brillantezza nella circolazione. Derby Metropolitano in archivio, l’agenda di questa Torino pericolosa in casa e meno in trasferta promette un impegno “facile” contro Trieste, poi una nuova trasferta di peso, sul campo di Trento, utilissima per testare le reali ambizioni di classifica dei moliani. Napoli dal canto suo si getta a capofitto nel suo traingolo delle Bermuda: Capo d’Orlando al PalaFantozzi, Verona tra le mura amiche, poi sfida a Brescia nella polveriera del San Filippo. Non sarà facile uscirne con tanti punti nelle mani, ma non sarà facile uscirne considerando anche lo sfogo in sala stampa di Maurizio Balbi: avvinghiato da una burocrazia insensibile, dopo mesi di risposte inattese sul fronte PalaBabruto, il n.1 accusa un regime procedurale che con oggi porta alla quarta agibilità provvisoria giunta il venerdì precedente la gara casalinga, mai corrispondente alla capienza di un impianto considerato ingestibile, e con responsabilità penale di utilizzo a carico condiviso di Comune e Società. Altro incontro con il Comune considerato decisivo per la prossima settimana, ai fini di un’agibilità da portare a 3500, ma “non possiamo utilizzare nostri furgoni nell’impianto, non riusciamo a programmare nulla che non sia nelle ore di utilizzo per l’allenamento e la partita, abbiamo problemi di deposito, non possiamo avere una sede, non abbiamo nulla che riguardi una società professionistica. Io non dico che qualcuno non vuole che la pallacanestro non ci sia, ma giro l’Italia e a Trento e Trapani non c’è nulla di tutto questo, e rilevo che i regolamenti rispetto alla nostra struttura oggi non consente di sbloccare questa situazione. Se questa situazione non si chiarisce, dobbiamo immaginare di trovare qualcosa che ci consenta di proseguire la nostra attività, e dobbiamo dirlo per rispetto alla città, che deve conoscere i problemi amministrativi e burocratici che devo affrontare 24 ore su 24 ore. Così come ho fatto questo passeggio, e così come non mi fermo e non mi fermerò mai, neanche al 142° tentativo, dobbiamo capire se questo impianto può ospitare una società professionistica. Non sarò certamente l’N caso di società che per questi problemi sarà costretta ad affondare e morire, perchè non ci sono problemi finanziari, ma ho contratti con sponsor già fatti, e che non posso attuare perchè legati ad un certo tipo di fruizione della struttura, ho i led che non posso installare. And avanti così è andare al massacro, e io non ci sto”. LA CRONACA QUI TORINO: Da digerire in casa giallo-blù c’è la prima sbandata in casa dopo una striscia di ben 23 vittorie in fila (ultimo ko, il 22 aprile 2012 contro Treviglio), ma anche tutta la gioia di Soragna, Pozzecco e Basile, che guardando il 76-82 sul display, è esplosa incontenibile sul parquet del PalaRuffini, sette giorni fa. Eppure pensando ai due punti persi contro Capo d’Orlando, il bilancio dell’ultimo match casalingo non è affatto negativo: la classifica resta di lusso, a due punti dalla vetta di Brescia, e se proprio volessimo farne una questione di numeri, diciamo che bastano e avanzano i 5091 paganti di domenica scorsa, con decine di appassionati rimasti fuori dai cancelli di un impianto finalmente stracolmo ed esaurito. Una cornice mai vista dalla fondazione di questa PMS neopromossa ma già ansiosa di essere grande, e che nonostante il secondo passo falso in sette partite, è stato il segno di una rinata passione per la palla a spicchi. Insomma lo zoccolo duro potrebbe finalmente ampliarsi dopo anni d’attesa, un vero toccasana per Stefano Pillastrini, che però come Demis Cavina, è sempre stato assillato e limitato da problemi di infermeria. Fuori sicuramente Ronald Steele: il play di lusso ex Montegranaro, è bloccato da fine agosto, e la lesione muscolare di 2° grado al quadricipite della coscia sinistra è in via di risoluzione. Forse bisognerà aspettare un altro paio di settimane, ma il coloured sotto la Mole non ha rinunciato a seguire i compagni da bordo campo, come il Presidente Forni. E’ in maglietta d’ordinanza invece Stefano Mancinelli, uno dei due grandi big di serata, che qui non tornava dal lontano 2007, quando ancora militava in Fortitudo: riscaldamento ok, ma il coach potrebbe non rischiarlo, visto che meno di un mese fa, dopo averlo impiegato nelle prime due giornate, ha rimediato un problema al polpaccio destro alla vigilia del derby-disfatta contro Biella. Aggiungiamoci poi un Simone Zanotti  out causa piede destro (e già visto su questi lidi ai tempi della arcinota sfida di DNA con Ruvo di Puglia), e un Jakub Wojciechowski in ripresa, ma pur sempre reduce da un infortuni alla schiena che lo ha tenuto ai box per tutta l’estate, il Pilla non può contare su un reparto lunghi al completo e in piena efficienza. Ecco quindi lo spazio per l’ennesima prova creativa, con in campo Evangelisti (altro ex a Fuorigrotta con la divisa di Recanati), affiancato da Chessa, Gergati, Amoroso e Wojciechowski. QUI NAPOLI: l’anticipo di Trento conferma il profilo di questa Expert, quello di una squadra di valore, anche se finora penalizzata dal gruppo tutto nuovo da costruire, ma soprattutto dagli infortuni. Ed è ancora questo il tarlo che preme nei pensieri e nelle geometrie dello staff tecnico: importante di sicuro il rientro di Marco Ceron dopo quasi un mese di stop, come anche le scorie smaltite da Tim Black alla caviglia destra nel post-Aquila, ma i casi di Sylvere Bryan e Marco Allegretti preoccupano e non poco il coach felsineo sul fronte lunghi, lasciandolo molto più scoperto di quanto non sia il suo collega piemontese. Allegretti ha effettuato venerdì la seconda ecografia al braccio (da lunedì soffriva di un lesione muscolare con ematoma al bicipite brachiale destro), e per quanto ci siano stati miglioramenti e la forma delle gambe sia a posto con il lavoro differenziato, tutto dipenderà dall’andamento del match; discorso diverso per Bryan, che ha ancora fastidi al ginocchio destro, e sarà al fianco dei compagni in borghese. E il quintetto? Si andrà dritti dritti sul play ex Anversa (totalmente rasato a zero), capitan Malaventura, Jacopo Valentini, Kyle Weaver e David Brkic. Persa di Evangelisti a margine della palla a due vinta da Torino, il primo attacco alla zona PMS vacilla, e in transizione i giallo-blù piazzano i primi punti del match con Wojciechowski, seguito a rimbalzo offensivo da Valerio Amoroso, in risposta alla buona iniziativa uno contro uno di Kyle Weaver. Nelle prime battute si gioca con troppa fretta sulla sponda azzurra, dove però al terzo possesso la difesa a uomo risponde ok, e la pazienza contagia presto anche l’attacco, con il buon alto basso a tre firmato Brkic, Weaver, Valentini, che firma un 5-0 di lusso con tripla più schiacciata in transizione. 7-4 a 6’59”, partita frizzante, veloce, ad alta produzione, la Manital però controbreakka mettendo il coltello nelle pieghe della difesa a uomo,sfoggiando tutte le qualità di un Amoroso incontrastabile sotto-canestro e nel pick n’roll (semigancio contro Weaver e assistenza di Evangelisti e Chessa per due comodi appoggi), ma godendo anche della stupefacente bidimensionalità di Wojchechowski, solo rete dalla punta d’arco. In difesa si insiste con la zona, che però Napoli annulla con gli uno contro uno e il lavoro sulle tacche, così Pillastrini cambia registro a metà del primo quarto, e Black si incarta con la palla accompagnata (8-13 a 4’32”). Napoli può battere i pugni sul tavolo soltanto con il ritmo, e Kyle Weaver, che pure al rimbalzo fa quello che può contro il muro ospite, in difesa intercetta il recupero e finalizza un ‘ottima transizione, ma nel frattempo Evangelisti si crea un jumper di ottima fattura per la risposta a stretto giro, battendo Malaventura, poi si guadagna un’altra conclusione dall’angolo, stavolta dai 6,75, sfruttando una Napoli senza aiuti e cambi nel suo assetto a uomo, inevitabile il time-out di Cavina (10-18 a 3’39”). La Expert, che è lontanissima dal bonus, cerca un altro scatto d’orgoglio in fase offensiva, stavolta con Brkic, che si prende fallo con due liberi, ma stavolta a rimbalzo i problemi arrivano dall’omino volante Daniele Sandri fresco di rientro, e poi ancora da Valerio Amoroso, ma la stoppata di Weaver sul nativo di Casoria si guadagna il delirio dei 1500 di Fuorigrotta, in totale standing ovation con la sua schiacciata in transizione. Ingresso intanto per Stojkov da un parte e di Allegretti dall’altra, in sostituzione di Brkic, il capitano a mezzo servizio cede subito col fallo in favore di Amoroso, al primo confronto sulle tacche, con fade-away di pregevole fattura, e che già gli vale la doppia cifra. 14-20 a  1’34”, Valentini in penetrazione si assicura il 2+1, ed è il momento di Marco Ceron, che subito si butta dentro, con l’amata sfacciataggine di sempre, ma il ferro nega il ritorno ai due punti, e Baldasso, entrato al posto di Gergati, punisce in mezza transizione da tre: 16-23, canestri di forza per Napoli, di precisione pura per Torino, i casalinghi non mollano con la correzione di Valentini sulla tripla danzante sul ferro di Weaver, e Tim Black trova la prima efficace incursione in avvicinamento, premiata col fallo e 2/2. Ultimi secondi con buoni spunti difensivi di Montano su Stojkov, c’è anche un primo approccio alla zona, ma l’esordio è disastroso con la sfrecciata di Sandri, che dal lato forte attacca il centro area e appoggia per il 20-27 al termine dei primi 10’. Rientro di Black per il secondo parziale, la zona stavolta funziona molto meglio contro il primo possesso ospite, ma il gioco alto-basso con Amoroso da torre mobile funziona, ed è sempre Amoroso ad essere implacabile con la sua duttilità, ferendo dall’arco per il massimo vantaggio sul 20-30. Arriva a corto raggio anche il canestro di Sandri, il primo del match, sul rimbalzo offensivo, ma l’ex Sutor sbaglia nel contenere Weaver, che non perdona dalla lunetta, ed così è ritorno alla zona, premiato con la persa di Black, che poi si rifà con un pick n’roll improvvisato in extremis con Brkic: 2/2 dalla lunetta, 24-32 a 8’05”. E’ tempo quindi del secondo inserimento nella mischia per Ceron, al posto di Weaver, ed è rientro anche per Wojciechowski (in sostituzione di un Amoroso imperiale), ma pur cambiando le carte in tavola Torino continua a non sbagliare, affidandosi alla mano educata di Baldasso, che sfida Brkic con il jumper solo rete. Eppure, con i secondi, è sempre più evidente che la PMS si allontana dal canestro: bisogna carburare, macinare, Sandri con il pick n’roll non visto e il tiro dalla lunga vanifica i primi possessi del match sponda giallo-blù, e con la prima tripla di Ceron si accende la spia del necessary time-out per Pillastrini. Sarà break di Capitan Futuro? Intanto Torino è già a tre falli, Gergati forza la sua prima conclusione dall’arco con 6’03” sul cronometro, e Malaventura, chiudendosi a riccio in uscita dal blocco riporta Napoli a -4, 30-34, a 5’41”. Serve tutto il mestiere di Kuba Wojciechowski per smuovere in semireverse il punteggio di Torino, problema che Napoli al momento non si pone grazie alla prima transizione in appoggio di Ceron. Gergati nel frattempo prova a riscattare le polveri bagnate con un guizzo da esterno puro, ma ormai la zona funziona a pieno ritmo: la coppia Baldasso-Stojkov non è più sostenibile, e servono Chessa ed Evangelisti per cercare di dare equilibrio all’assetto offensivo spread, con il solo Kuba nel painted. Ritorno in campo anche per Montano, Ceron prova a re-innescarsi dalla lunga, ma il primo ferro nega il canestro; storia diversa per il Mala, che con il tiro geometrico batte Wojciechowski in punta per il -4, poi in difesa si prende lo sfondamento di Gergati, ed è l’opportunità per riaprire il match. Anche a rimbalzo c’è più storia, più battaglia, peccato che sull’offensivo Ceron forzi il contatto, ma è solo il 2° fallo di squadra, e la PMS è già abbondantemente in bonus, con il solo Evangelisti a sollevare la panca grazie al suo 2+1 in reverse, condito dal pregevole tiro in sospensione dall’angolo: la partita torna vivace, e non solo da una parte. 1’26”, 34-43, Montano ancora in campo ma meno lucido nella gestione dei possessi e del ritmo offensivo, presto si arriva al time-out di Cavina per riordinare le idee nel rush-finale. Nessuna variazione di quintetto, si cerca il contatto, il fallo ospite, per punti facili dalla lunetta, e in questo senso è indovinatissimo il taglio di Malaventura per aggredire il ferro, notato da Black:  1/2, 35-43, ultimi 60” con il ritorno a uomo, è ancora Sandri ad offrire un extra-possesso che naufraga però con la stoppata di Weaver, la seconda nel match, e la transizione gestita magistralmente da Malaventura, per la tripla del -5 (38-43) e possesso, vista la successiva infrazione di 24” della Manital. Ingresso di Allegretti per gli ultimi 13”, fuori Valentini, l’ottimo parziale non si chiude con un’azione ordinata, considerando l’isolamento forzato di Malaventura, ma il risultato è tutt’altro che chiuso. Stats point: Malventura 8 con 3/6 dal campo; Weaver 9+6 rimbalzi e 3 assist, con 3/4 da 2; Amoroso 13 con 5/7 da 2 e 1/2 da 3; Wojchechowski 7 con 2/3 da 2 e 1/2 da 3; Evangelisti 12 con 4/6 da 2, 1/2 da 3; NAP con il 30% da 3, TOR con il 31%, si primeggia con il 60% complessivo da 2; TOR – NAP a rimbalzo 15-16, ma con ben 6 rimbalzi offensivi a 1 per la PMS; TOR – NAP nei falli 11-7, ma mai in bonus l’Azzurro, che fattura dalla lunetta 11/14, per Torino invece solo 1/1. Si torna in campo: Stjokov, Chessa, Evangelisti, Amoroso e Wojciechowski per i Bulls piemontesi, risponde Napoli con lo starting five. Difesa a zona giallo-blù per aprire la ripresa, punisce Tim Black dalla distanza, con il pezzo meno forte del suo repertorio, e l’aggressività difensiva sotto consegna addirittura il possesso del vantaggio, concretizzato da Weaver in jumper on step-back da 3 sfidando Amoroso, che è bloccato proprio dalle chele dell’ex OKC in ricezione sulle tacche, poi commette fallo nel mis-match contro Valentini, per il suo terzo personale. Jac è lucidissimo dalla lunetta, per il +3 a 8’36”, il campione di Cercola indovina il taglio in back-door di Wojciechowski per i primi punti del tempo in casa PMS, intanto al bel gioco si lega anche la fortuna per l’Azzurro, con il ferro dolce che fa entrare il jumper in uscita dal blocco di Malaventura, storia diversa per Evangelisti, con il tiro rifiutato dal cesto flegreo, così l’ingenuità in solitario di Gergati porta all’ennesima palla persa in pochi minuti. A uomo già da tempo Torino, il problema però è contenere David Brkic, che Kuba può solo ammirare in fade-away, oppure Tim Black in arresto e tiro dalla mezza transizione, seguito a ruota da Malaventura: Napoli viaggia con percentuali stellari, ci pensano Amoroso in movimento da sotto e Chessa con le sue sgusciate in lay-up a tentare un riequilibrio, ma è tutto più individuale, e il dominio difensivo di Weaver su Amoroso si riassume tutto nella stoppata sul tiro da tre del numero 13 ospite, condito dall’intercetto di un ubiquo Valentini sulla rimessa, bravo a beccarsi pure il fallo con 2-1 (57-51 a 4’58”): ci si ferma, è sufficiente? Assolutamente No, perchè  Jac è boltiano sulla transizione in risposta alla tripla contro la zona di Gergati, e l’attacco gira alla grande con il penetra e scarica di Black in lato debole per la tripla di Weaver, la seconda tentata, la prima segnata, in surplesse: 62-53, time-out per Pillastrini, 24-10 di parziale. Ritorno senza cambio alcuno rispetto allo starting-five, è sempre da tre la linfa per gli ospiti, e ancora con Wojciechowski, intanto Torino con Evangelisti arriva a due passi dal bonus con 3’26” sul cronometro; la PMS dovrebbe contenere il ritmo, limitare la produzione di falli, riportare la sfida sotto-canestro, ma Amoroso sbaglia, e se poi commette il quarto fallo tecnico, la partita può conoscere una svolta, con l’ingresso di Sandri e le proteste di patron Forni: 2/2 del Mala con possesso, c’è l’occasione per ammazzare il match, ma se il tiro fino ad ora premiava, adesso volta le spalle, anche per diverse situazioni offensive, molto meno costruite e vittime della fretta: Weaver forza dalla media come il capitano, intanto Gergati si prende per mano la squadra, rosicchia con esperienza, e in due uno contro uno si assicura prima il 2+1 con primo fallo di Black, e poi ancora una gita personale, sul ritardo  di Montano per il 2° a referto: 63-60, 1’47” da giocare, doppio play Azzurro con Ceron rientrato, Weaver e Brkic, Torino raccoglie meriti difensivi con una zona tonica, e non paga l’assenza del suo totem trovando un perfetto pick n’roll sull’asse Gergati-Wojciechowski, brillante con la pallida difesa a uomo: il piccolo ex Brescia, Biella e Varese si inventa poi un’altra conclusione da manuale, rifissando il +2 in risposta ai liberi di Brkic. Termina un quarto vibrante sul 65-67. 10′ minuti che posso prospettarsi intensi, si ritorna in campo senza modifiche nei fives-on-court, salvo il rientro di Weaver per Montano. Pressing difensivo sul primo possesso di marca Torino (sarà speculare anche sull’altro fronte), sono ancora Gergati ed Evangelisti, dotati di grande visione, a innescare Wojciechowski sotto per il primo fallo subito del quarto, con relativa gita in lunetta da 1/2. Napoli offre un’ottima circolazione di palla nel possesso a seguire, con tripla comoda di Valentini, ma l’ottima sorpresa arriva dall’offensiva di Brkic che in appoggio porta Napoli a -1, per poi rimettere il naso avanti proprio con l’ex Jesi, rigorosamente in transizione. Con la difesa a uomo continuano a saltare i cambi, Kuba ha una tripla che solo la sua nemesi può fallire, 69-68, Gergati invece non manca l’appuntamento col canestro, dopo aver battuto Tim Black in jumper senza aiuti; nel possesso a seguire bagarre a rimbalzo, con il possesso freccia Torino dopo uno scontro a 100 all’ora tra Sandri e Weaver, ma Gergati fallisce il primo tiro dalla media, e Brkic cerca di muovere Wojciechowski per il 2°, è 70-70 con 1/2. Molta tattica, poco spettacolo, ci pensa Kyle Weaver,di lì a poco sostituto da Malaventura, a riscaldare l’ambiente con il recupero e il tentativo di schiacciata, ma la stoppata di Sandri e i passi di Valentini riportano tutto nel torpore delle perse e delle difese a maglie strette. I possessi sono macchinosi, da entrambe le parti, anche se situazioni come la tripla aperta di Brkic e il pcik n’oll non seguito da Sandri potrebbero portare a punti comodissimi: c’è la tensione, quella che solo un vecchio volpone come Evangelisti non può sentire, forte di un tarantolato tap-in da 2+1 conro Ceron (sarà prontamente richiamato da Cavina per Weaver), e una tripla di qualità assoluta in faccia a Weaver, al termine di un possesso in cui Napoli aveva mostrato una difesa a uomo sulle gambe e molto maschia. Siamo negli ultimi 4’08” dalla fine, 70-76 Manital, rientra Valerio Amoroso: la sua difesa conta contro il lavoro in post prolungato di Brkic,  poi però l’ex Brescia viene finalmente agevolato da un buonissimo lavoro di blocchi per un mis-match contro Sandri, ed ecco i liberi, 2/2, mentre Montano rimpiazza Black. Il pubblico alza i decibel per mettere pressione, siamo nel momento topico, ed è un toccasana per una Napoli che continua a convincere ad uomo, fondamentali Brkic e Mala su Amoroso e Gergati, storia diversa per Sandri, che colleziona un’altro fallo, e si chiama il cambio con Wojciechowski che rientra, al pari di Black per un più spento Montano. Il problema però in difesa è sempre Marco Evangelisti, dimenticato da un Weaver che pure fa della marcatura il suo marchio di fabbrica, la sua tripla a 2’48” fa malissimo, per il 72-79 ospite; ulteriore prova del Kyle che non vogliamo è quella della forzatura a freddo contro Amoroso, e non serve il cambio con Mala, il superexpert di Montevarchi crivella ancora, a 2’16” dalla fine, e il -10 è più che pesante. Si torna in campo dopo il time-out per gli ultimi due giri di lancette, Weaver si ravvede cercando il contatto di Chessa che arriva a fine corsa, ma forse è anche la corsa di Napoli a finire, con l’1/2 dalla linea della carità, e la zone press ordinata da Cavina che Torino rintuzza limitandosi a gestire il tempo, far scorrere il cronometro: quello che Napoli non vuole, cercando canestri rapidi, e riducendo le rotazioni di ospiti pieni di falli. Brkic tenta per il -8 a 90”, ma ancora un 1/2,   e il fallo veniale di Malaventura porta la PMS in bonus, con 1’16” sul cronometro. Gara andatissima con l’appoggio si Wojciechowski sull’assistenza di Gergati da centro area, Evangelisti rifnisce ancora il suo tabellino dai liberi (per lui 23° personale), ed ecco che il divario si amplia oltre ogni ragionevolezza cestistica, sul 74-86 a 52”. Da qui in avanti è solo un giro di valzer per cercare di limare o allargare il divario, un (quasi) garbage time fatto di pressione difensiva, tiri liberi, che ci porta al con cui Napoli rimedia la prima sconfitta stagionale in casa, la quinta di una squadra in cui fiammate di grande basket si alternano a vuoti decisivi. L’importante da ora in avanti sarà perdere per migliorare, la stagione arriva ad un bivio, il calendario lo impone. EXPERT NAPOLI – MANITAL TORINO 80-90  (20-27; 38-43; 65-67) NAPOLI: Malaventura 13, Allegretti 2, Valentini 15, Black 12, Montano, Izzo ne, Weaver 18, Brkic 13, Ceron 5. All. Cavina. TORINO: Stojkov 2, Mancinelli ne, Evangelisti 26, Chessa 4, Baldasso 5, Sandri 4, Amoroso 15, Wojciechowski 19, Gergati 15. All. Pillastrini.

Fotogallery a cura di Pierfrancesco Accardo

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