Napoli-Sant’Antimo: prima vittoria su Ferentino, altre speranze per Bartocci e co.

Napoli-Sant’Antimo: prima vittoria su Ferentino, altre speranze per Bartocci e co.

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NAPOLI – La NA-SA fa un altro passo in avanti, sulla strada sempre più corta e stretta verso il campionato. E lo fa ancora al PalaBarbuto, con una vittoria, ma soprattutto con pochissime premesse in roster, viste le rotazioni generali ridotte ai minimi termini, e un roster decimato soprattutto nel reparto lunghi. Dove invece l’ospite di quest’oggi, la FMC Ferentino, poteva costruire la sua fortuna per una comoda sgambata nel catino di Fuorigrotta. E’ stato anche così, ma solo a tratti. Anzi troppo a tratti, per impedire a Napoli di vincere per 96-81, e fare il suo di gioco, che ha un cuore di difesa, a volte in condizioni di inferiorità ma tenace, coraggiosa, a cui poi shakerare un concentrato di corsa, penetra e scarica e perimetro a manetta. Intepreti, anzi esegeti e specialisti della partitura in prosa cestistica Marco Allegretti e Denis Clemente. E se il primo si fa apprezzare per il suo metodo, la sua testa bassa e il suo gioco di sostanza, insomma senza troppi fronzoli e merletti, è il secondo soprattutto ad impressionare, e sempre di più. Il risultato? Sempre più faro, Denis. Leader e totem di questa squadra, nell’attesa che si facciano (o si rifacciano) vivi gli altri stranieri, bloccati dal fisico o dal tempo che, pur essendo ancora poco, è già tiranno. Infatti tre soli test prima del doppio confronto di coppa con Scafati). Intanto, dall’altra parte, è solo Ekperigin a brillare, capo fila di un reparto lunghi con mezzi fisici a mille ma tecnica da rivedere. Ed El-Amin? Primi palleggi, primi tiri, talento ne ha da vendere, e lo si vede già nel riscaldamento. Ma di giocare non se ne parla, almeno per oggi, e questo è già un fattore. Perchè si scopre quel nervo su cui Napoli sarà brava ad insistere: quello di una regia dove Guarino e Tomassini danno ancora poco in termini di regia, e non possono in termini di resa atletica al cospetto di Clemente. Resa che invece magari trovi da sotto con Delroy James, ma l’11 amaranto è ancora troppo poco coinvolto negli schemi, e in generale si vede un squadra ancora da amalgamare: così si scivola nell’uno contro uno, in cui Carrizo non convince, forzando più volte da tre. E si ricorre così all’esperienza completa di Sir Righetti (ventello per lui), oppure alla volontà e all’approccio difensivo di Jack Gurini, per tenere a freno una NA-SA dai mille volti. Alcuni insospettabili, come quello di Domenicone, bravissimo a rimbalzo e in difesa su James; oppure Di Napoli, che fa buon eco al suo n.1 di Veroli, e a fine primo tempo ha mostrato caparbietà in penetrazione e spirito vispo in transizione, costruendo un parziale tutto suo. Per non parlare di Antonello Ricci, che fa meglio di Clemente negli scarichi per Casini, dando al “Pistolero” l’opportunità di fare ciò per cui è noto: i tiri in ritmo. Ma “Pam Pam” sa comunque arrangiarsi, e dal secondo tempo, complice l’inserimento di Parrillo, talentuoso tanto, ma ancora in esperto, scioglie le cime e si da una mossa: chiuderà da top scorer. Insomma Napoli perfetta? No, come ovvio che sia. C’era lo strapotere dei lunghi ospiti, poco ricompensato dalla lunetta, poi serve al più presto l’integrazione di Hubalek e di Warren con Clemente, evitando che la cottura dell’opera non si consolidi senza due cocci di grande importanza. Già, Andrew. Quale il suo primo impatto? Un pò spaesato, il tiro può averlo, ma Righetti ne sa una più del diavolo. Ingiusto giudicarlo all’esordio informale, e con un avversario di quella fatta, più furbo di una volpe. Così come è ingiusto dire altro sugli avversari, con grandi mezzi e gruppo che avrà le occasioni per temprarsi. C’è ancora tempo, comunque, per tutti, almeno quello di una settimana, per preparare un terzo tempo di lancio. Primo passo al Zeppieri, i prossimi 15-16 a Frosinone: di scena Jesi, Veroli e Barcellona. Nessuna attesa, ma le speranze ci sono. Se questa è Napoli.

LA CRONACA

Gli ospiti, sulla carta favoriti, possono festeggiare l’atteso arrivo del primo ingaggio post-promozione, quello di Muhammad El Amin: vero oggetto misterioso del roster amaranto, e in campo con delle vistose scarpe gialle che già ne danno un tocco da protagonista. Visite mediche sostenute, e partenza in mattinata con i compagni alla volta di Napoli. Ma basta per gettarlo da subito nella mischia, o persino schierarlo in quintetto? Gramenzi è prudente, e pur inserendo il play-guardia di Stony Brook fra i dieci in campo, non si scende sul parquet. Anche perchè Guarino è sempre garanzia di qualità e affidabilità. Insieme a lui quindi Gurini, Righetti, James ed Ekperigin per comporre lo starting five d’apertura scelto da Gramenzi, sulla sponda FMC.

Oggi invece per Maurizio Bartocci un pullulare di giovani sul parquet, e rotazioni ridotte all’osso. Quindi niente imbarazzo della scelta per il coach casertano: Hubalek trattenuto a riposo precauzionale, al pari di Zacchetti e Loncarevic, reduci da qualche botta in allenamento che porta a non rischiarli. Non ce la fa neanche Marco Ceron, già frenato contro Veroli per via di un attaccio influenzale. C’è quindi una forte incertezza, con solo quattro di prima squadra e tanti under da coinvolgere . La riserva viene quindi sciolta schierando un quintetto alla meglio, con Clemente, Casini, Warren e Marco Allegretti. Aggregati per rinfoltire il gruppo i giovani Angelino, De Angelis,Di Napoli (già in campo contro Veroli), Incarnato e Domenicone, che occupa lo spot di quattro.

Subito si fasentire la maggiore esperienza del quintetto amaranto, con Guarino che, ben suportato in regia,da Gurini, in penetra e scarica serve in sospensione Righetti: solo rete e due a zero. Ma maggior esperienza può anche voler dire minore freschezza, e Clemente batte facilmente l’ex Trapani e Barcellona dal perimetro, siglando in lay-up i primi due punti NA-SA. D’altra parte, viste le defezioni, il reparto lunghi azzurro può poco contro l’esplosività di James ed Ekperigin, se ben piantati sotto, mentre Ferentino difende anche bene sul perimetro, con due tiri forzati da Casini: solo Clemente, con il 2+1 a tutto razzo per il 5-6 mette più di una toppa, e anche Warren in jumper si toglie la prima soddisfazione in maglia partenopea (a 7’05” dalla prima pausa). Finalmente poi con Allegretti si cerca di portare i lunghi sulle linee esterne, ma i tagliafuori difensivi sono sempre delicati, eppure James non viene cercato a sufficienza, e dalla lunetta non brilla con 0/2, cercando di costruirsi un contatto facile che arriva, anche se Domenicone si sposa bene con l’ala grande gigliata nell’accoppiamento. Ci si studia di più adesso, il punteggio stenta a muoversi, anche se è sempre Ferentino ad alzare i ritmi con uno contro uno e terminali offensivi in pitturato (Ekperigin in particolare, e peccato per altri liberi fuori cesto), mentre è sempre Clemente per gli azzurri la linfa e il motore dell’attacco, con il suo solito arcobaleno, ormai marchio di fabbrica. C’è anche però qualche ingenuità nell’impostazione dei possessi,in casa azzurra, con il secondo canestro consecutivo di Righetti, in transizione e bis di una precedente realizzazione nata sotto canestro (11-14 a 3’42”). E’ quindi il momento di un time-out per Bartocci,senza variazioni di quintetto, e da cui Clemente esce più che ispirato, con due raimbow-shots dei suoi. Sull’altro fronte però la schiacciata in corsa di James riporta Ferentino avanti, e Casini sul taglio di Righetti perde l’uomo in mis-match, dando all’ex Varese un facile 1/2. Fa poco dopo il suo ingresso Ricci,al posto di un egregio Domenicone, con marcatura su Righetti, e Napoli nel frattempo dimostra di aver macinato bene sui meccanismi in corsa, dando a Warren il suo primo comodo lay-up. La FMC però ribatte colpo su colpo, e James supera facilmente l’ultimo arrivato avversario dal palleggio. Questa è una sfida che però il prodotto di Bradley sa accogliere, e sfruttando l’extra-pass di Clemente, dal buon ribaltamento di Ricci, piazza il 21-20 che chiude il primo parziale in favore della NA-SA.

Per l’avvio del secondo quarto ribalta anche per Di Napoli, al posto di Clemente, mentre Ferentino amplia le rotazioni spalcando il campo a Carrizo,Tomassini e Pongetti. Buona partenza in regia per l’ex Teramo, mettendo in ritmo Casini per la tripla d’apertura, ma anche Ferentino non scherza dal perimetro, con la tripla solo rete di Tomassini. Evidente poi che il solo Ekperigin e il giovane pupillo di casa Ferentino dia più fiato ad Allegretti, che destreggiandosi al meglio da sotto con due carambole offensive, piazza di forza un 2-1 che strappa l’applauso dei pochissimi presenti (con qualche stoico membro del Club dei Tifosi), condito poi poco più tardi da una tripla per nulla coperta da Pongetti, in difesa. Anche in contenimento, raddoppio e tagliafuori risulta essenziale il contributo del varesino ex Venezia, così come apprezzabile la chiusura della linea di passaggio Carrizo – Tomassini da parte di Ricci, dando palla recuperata agli azzurri (7-3 a 7602”dalla pausa lunga). Ekperigin fa meno male del primo quarto, è poco cercato e fiuta meno il canestro, peggio Pongetti, sul quale la marcatura è prma di Allegretti, poi di Warren, infine di Casini, che rimpiazza proprio lo stesso Warren. Intanto altro show difensivo di Di Napoli, che da lupin di professione su Guarino lancia Ricci in contropiede per il+7. E proprio Guarino fuori, dando spazio alla coppia Tomassini-Gurini in regia, mentre si rinnova il parco lunghi amaranto con Basei e James al posto di Ekperigin e Pongetti, in evidente acido lattico. L’ex Pistoia sfrutta invece la maggiore freschezza data dal riposo, eppure Di Napoli è superstar, con due punti di grande fattura in coast-to coast. Ed è proprio l’ex Trani a sembrare pericoloso, dunque meglio Carrizo al posto di Jack Gurini in marcatura, e che nel frattempo allunga la sfida a distanza con un altro 2+1. La partita è intensa e avvincente. I quintetti, bassi, sempre più bassi, con Domenicone al posto di Warren, e una carta dell’agilità che cala anche Ferentino, lasciando due lunghi comunque atipici o filiformi come Basei e James. Napoli porta quindi la sfida sui binari degli esterni, Ricci finalmente fa il mestiere del play mettendo il Pistolero Casini in ritmo e cercando qualche contatto di striscio, e nel frattempo Di Napoli continua a superarsi, con un tiro dalla lunga, completamente a freddo. Qualche incidente con James ci scappa sempre nel frattempo, ma la lunetta poco prolifica, il coinvolgimento alterno e i raddoppi sistematici che gravani anche su Basei, marcato benissimo dal rientrante Domenicone bloccano Ferentino, portandola sotto di 12 lunghezze (26-13 a 47”). Nell’ultimo giro di lancette spazio anche per Sasà Parrillo, che pesca un bel fallo da 1/2, e preoccupazione per Domenicone, che gettandosi sulla palla cade a terra, restandovi per qualche minuto: nulla di grave e ingresso in panchina, per una possesso che sarebbe stato comunque recuperato. Clemente invece resta inarrestabile, e con quattro liberi consecutivi (tre realizzati),fissa il punteggio sul 28-16.

Ripresa con Warren e Ricci in regia per Napoli, accanto a Casini, Clemente e Allregretti. Si risponde con Guarino, Parrillo, Ekperigin, Gurini e Righetti per Ferentino. Pronti via, e Ricci in spolvero contro Gurini, 2+1 per lui e Casini, sfruttando la gioventù di Parrillo, chiude un lay-up di relativa semplicità per il 5-0 d’apertura, replicando poco dopo con un’altra tripla mani in faccia dell’under ex Caserta. Ma Gurini e Parrillo offrono una reazione d’orgoglio con tiri precisi e puliti, Ekperigin ovvia con un fade-away abastanza scomposto, e Righetti di puro talento finalizza in corsa, facendo collassare la difesa azzurra per un viaggio in lunetta da percorso netto: iniziative individuali, ma che danno ragione ai loro favori sulla carta, con tanti singoli ancora da amalgamare sull’8-10 (a 5’54” dall’ultima pausa). E siccome di tanti singoli di tratta, carte rimescolate dopo il time-out Gramenzi con Carrizo al posto di Gurini, per cavalcare l’onda della buona difesa degli ultimi possessi, fatta di tanti raddoppi e copertura a tutto campo. Il che però non basta se è Clemente a innescare le ripartenza, e Casini a far saltare Guarino per il lay-up in torsione ,e di destro per il +2, seguito poco dopo a ruota da Ricci, che appoggia due volte di fino sugli assist di Speedy, fluido e furbo. Carrizo cerca poi di rompere il suo ghiaccio con due triple delle sue (ma fallite), anche Righetti abusa dalla distanza, ,ma la FMC si allontana troppo dal canestro. Torna quindi l’accoppiata Ekperigin-James con Tomassini da play e Parrillo a supporto di Righetti, che dalla linea di fondo navarra per il -2. Anche Napoli però cambia le pedine, e bene, con Di Napoli e Ricci che si dividono il playmaking, Domenicone da cinque mobile su Ekperigin e Warren al posto di Allegretti. Domenicone davvero piace, sente il rimbalzo, anche se il suo avversario britannico non esita a chiudere schiacciando se libero, come nel pareggio a quota 14. Warren però, sebbene ancora spaesato e in difficoltà mettendo palla a terra, prova comunque a costruirsi tiri, o a buttarsi dentro come nel caso del 16-14, ma perde a volte Righetti, suo assistito in difesa, che non perdona in penetrazione e dall’arco, con un 5-0 da 18-19 a 7”4”’. Ma se Andrew deve ancora carburare, Denis già c’è, e dalla lunetta trova l’1/2 di qualità per il 19-19 di fine terzo periodo.

Siamo così negli ultimi 10′, e fronti in campo inviariati. Inizio contratto da entrambe le parti, con Gurini di esperienza e Righetti libero ma falloso dall’arco: e intanto già due falli per Napoli nei primi 2′. Clemente però è sempre bravissimo nel dare sussulti al ritmo, e spezza il registro con due navarrate solo rete, mentre Allegretti come impatto non è da meno, grazie a due liberi dal tagliafuori offensivo e un piazzato dei suoi dalla media (7-4 a 7’30”dalla chiusura). La partita si gioca sempre sugli esterni, quindi standard abbassati per i ciociari con Guarino e Pongetti al posto di James e Tomassini, per nulla in asse quest’oggi. Napoli però è giocoliera, giostra, Clemente colleziona il suo terzo ventello con primi passi da paura e archi disegnati a tutto sesto, Warren finalmente alza l’intensità strappando la linea di passaggio a Righetti e puntando in schiacciata il ferro, e Allegretti scalda ancora la mano per due triple imperiali. Solo Righetti, d’esperienza, e un Guarino di puro talento, da tre, in semi transizione, tengono a galla gli ospiti (21-13 a 3’30”). Anche da sotto si fatica, e servono due, a volte tre rimbalzi offensivi per aggiustare la palla in tap-in (complici Allegretti e Domenicone, Basei e Pongetti gli interessati nel quintetto tutto italiano): ci sono però ormai le seconde linee per gli ospiti, la partita perde mordente, ma contro un Gurini sempre intelligente nell’odorare il canestro non si da mai nulla per scontato, e bravo Casini ad approfittare di qualche pertugio lasciato dal pur esperto difensore ex Rimini con guizzi che consolidano il vantaggio (28-20 a 1’12”). Per i 60” conclusivi, di purissimo garbage-time, Guarino si riserva la sua solita soluzione in punta d’arco, dall’avvio di possesso o prendendo il blocco, ma nulla che, tatticamente, tecnicamente o aritmeticamente, modifichi la sostanza di un match ben condotto da Napoli. 28-26 nell’ultimo parziale, in uno scrimmage che fa sorridere, sperare. Ancora, sulla strada del Memorial Zeppieri: Veroli, Jesi e Barcellona siano avvisate: essere inferiori non vuol dire, con questa squadra, essere vincenti in partenza.

Pallacanestro Sant’Antimo – Napoli – FMC Ferentino 96-81

Parziali: 21-20; 28-16; 19-19; 28-26

Pallacanestro Sant’Antimo-Napoli: Ricci 11, Casini 25, Allegretti 19, Di Napoli 5, Domenicone 2, Clemente 23, Warren 11. All.: Bartocci.

FMC Ferentino: Guarino 9, Tomassini 3, Parrillo 4, Righetti 20, James 8, Gurini 17, Pongetti 1, Carrizo 2, Ekperigin 16, Basei 1. All.: Gramenzi.

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