NNB – Sigma Barcellona: giallo-rossi vincenti, ma gli azzurri presentano il meglio di sé

NNB – Sigma Barcellona: giallo-rossi vincenti, ma gli azzurri presentano il meglio di sé

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NAPOLI – Clima di aspettative, di speranze ? Senz’altro, ed era quello che contava emergesse, quello che si doveva respirare stasera al PalaBarbuto, una volta giunti al 40′. Eppure non era esattamente una prima ufficiale di velluto, e non c’è stata una forte affluenza, per quella che la NNB ha disputato stasera al cospetto di Barcellona,:una vera e propria stella del firmamento targato Legadue Eurobet. Ma questa squadra che fino ad oggi ha sorpreso continua a sorprendere, soprattutto perchè continua a non badare alle etichette di favorito, sfavorito, solido che anche noi affibbiamo. Chiacchiere sono se poi guardi una partita vissuta davvero al limite, con il tuo leader fuori gioco (Denis Clemente), il 4 titolare che a metà primo quarto si defila (Allegretti), e il cinque, fino a quel momento grande traghettatore, si avvia negli spogliatoi. Eppure volgendo gli occhi verso il display, vedi il buonissimo 84-86 con cui la NNB archivia il primo match ufficiale tra le mura amiche.

IL COMMENTO

Quale la chiave di questa squadra corta, senza nomi faraonici, ma che, salvo Veroli, si è sempre battuta fino all’ultimo? Quella di fare necessità virtù. Nel primo quarto il pitturato non lo vedi neanche col cannocchiale, e in attacco non hai alternative rispetto al tiro da fuori? Punti sulla difesa, e vedi che Callahan e Cittadini fanno meno male di quanto potrebbero, per qualità e pedigree. Allegretti si fa male? Inserisci Zacchetti, il più convinto nella’attaccare quella fortezza che la Sigma aveva messo in vernice, e poi sfonda, guadagnando terreno nel tagliafuori e lanciando, spianando la strada a Jiri Hubalek, che intanto, tra evoluzioni e prestazioni, gioca con un Callahan sin troppo nervoso e spaesato, quindi firma un primo tempo da incorniciare. Da lì in poi testa a testa, parzialini a vicenda, e Barcellona che con insistenza intinge il coltello nella piaga strutturale di questa NNB, quella di un play che non c’è, e lo fa alla grande, con l’intelligenza di Green e la spregiudicatezza di un Giuri extra-lusso, super-efficiente. Ma proprio qui casca l’asino dello scetticismo, perchè Di Napoli mostra le carte del minors-player che fa quel che può e non spreca occasioni, e poi arriva Juan Marcos Casini. Pistolero ma tutto cuore, si fa in due,in tre, in quattro: portatore di palla, assist-man, rimbalzista e uomo-squadra. Chiaro però che questo prodigarsi per l’attacco, sostenere la squadra in trazione anteriore, sia la miccia per innescare Bell, autentica macchina di falli e di punti, per quanto fallosa. Bell, già. Un pericolo cresciuto anche grazie ad Andrew Warren, altro fattore di questa sfida. In difesa ancora da rivedere (nè sull’ex Cremona né su Sanders l’ex Bradley ha saputo offrire una prova convincente), E ancora troppo perimetrale nel primo tempo. Eppure è proprio Casini ad aprire il gioco, qualche incursione sotto, qualche transizione di in più, e Warren che con l’uscita di Hubalek si sente più leader. Prova comunque ad esserlo, leader, non c’è dubbio, risultando anche il secondo tiratore della serata per tentativi a canestro (14). Poi, col quarto conclusivo, entriamo nel paradosso: fuori Zacchetti ed Hubalek, si gioca senza lunghi. Qui Callahan prende il sopravvento, e Bell approfitta di un Casini stanco e spolpato. Come apparso nell’ultimo possesso, di questa sfida bella e assurda, con poco di logico sulla scacchiera, ma perfetta conseguenza di questa pre-season. Ormai ai suoi sgoccioli. Sabato Ferentino, martedì Scafati: come al solito favori contro. Ma ripetiamo, sarà davvero uno svantaggio?

LA CRONACA

Ben tre gli ex sul parquet, anche se tutto varia a seconda dei punti di vista. Bell e Cittadini (comune alle due case madri) ma anche Eliantonio nel lotto dei “former”, con i primi due a formare il super-quintetto Sigma, in uno con Green ,Sanders e Callahan. Roster a pieno regime e tutti gli effettivi a disposizione per coach Perdichizzi.

Napoli invece paga la convalescenza di Denis Clemente, che con la forte botta alla caviglia rimediata la scorsa settimana a Frosinone, viene tenuto ai box: stessa sorte per il portoricano contro Ferentino, quasi sicuramente, con possibile rientro per la prossima settimana, a poche ore dall’ottavo di Coppa contro Scafati. Quindi rotazioni che restano ridotte per Maurizio Bartocci, nuovo lancio nella mischia per Antonello Ricci, schierato in starting five con Casini, Warren, Allegretti e “JC” Hubalek. Ufficiali nel frattempo gli inserimenti in prima squadra di Angelino e Loncarevic, che chiudono la decina azzurra. Aggregati Di Napoli e l’under Incarnato.

Contorno della serata fatto di pura sensibilzzazione: presente uno stand dell’ONG “Emergency”, a cui andrà parrte dell’incasso, e il saluto del Cardinale Crescenzio Sepe a nome della Curia, che sostiene la Fondazione “Casa di Tonia”, altro beneficiario degli introiti di questa serata.

Palla a due pro Napoli, e in fade away Allegretti rompe da subito il ghiaccio. Ma è anche sua la distrazione offensiva per la pennellata in appoggio di Callahan, e primi punti Sigma. Casini e Sanders cercano in isolamento di scaldare la mano, mentre Green mostra già una buona visione di gioco spezzando bene i raddoppi NNB, intanto è Allegretti il più coinvolto in campo azzurro, con la prima bersagliata dall’arco, su una circolazione data dalla zona appena accennata. Cosìcome da tre punisce Hubalek, a freddo e in punta d’arco, ma con due appoggi comodo l’intesa Green – Cittadini sembra già collaudata, al terzo impegno in tandem. Warren soffre Bell, che ringrazia con due liberi, ma anche la marcatura su Sanders da parte dell’ex Bradley non è delle migliori, e col pirmo jumper in cascina l’ex Varese entra in partita:sarà per i minuti a seguire un fuoco di paglia,intanto il gioco interno è ancora latitante, Barcellona resta granitica in vernice, e poche sono ke opportunità di contropiede in casa azzurra (8-9 a 5’15” dalla prima pausa). A breve però Barcellona rallenta, macina meno gioco e i suoi possessi sono più macchinosi. Ma soprattutto è il talento dei singoli che stenta ad esplodere, mentre Napoli con Ricci contiene meglio su Walker, Casini lavora meglio ai fianchi Bell (sostituto da Ryan Bucci), mentre Warren da migliori segnali in attacco impreziosendo da tre la prima buona transizione del match. Segnali diversi in difesa, con Sanders che dall’extra pass, rintuzza per il +3 (11-14 a 2’12”). Tempo quindi di primi cambi: Ceron per Casini,mentre già da qualche minuto Zacchetti da man forte rimpiazzando un dolorante Allegretti(per lui fastidioso risentimento muscolare), e cercando l’area, mostra una certa, condivisibile caparbietà. A seguire un paio di possessi sperimentali, con Warren portatore, mentre Green da sotto si procura un fallo di pura esperienza contro un discreto Ricci (cambiato da Di Napoli), e dando vita in2+1 al primo allungo barcellonese (12-21 a 1’22”). Ancora Zacchetti che batte in arresto e tiro Cittadini, e siamo nell’ultimo minuto (in cui Giuri da ossigeno a Green), mentre Bucci di mestiere regola in giro e tiro Ceron; c’è poi un rischio di canestro facile per la Sigma, in favore di Callahan, ma bella la prova di atletismo per Jiri Hubalek, fermando il conteggio sul 16-21, a chiusura del primo parziale.

Secondo quarto con Casini al posto di Warren, e quintetto invariato in casa Sigma, dove Callahan però sembra poco ispirato: lo sembra del resto anche in copertura, con Hubalek che sfrutta le sue lacune e costruisce un mini parziale fulmineo, tutto suo: prima con un appoggio plastico, quasi funambolico, poi aggredendo la linea di passaggio per una transizione chiusa in schiacciata. E’ -1 dopo appena 48” (20-21), mentre la Sigma, complici due episodi, mostra un insolito nervosismo: Cittadini protesta su un presunto fallo di Zacchetti nel suo giro e tiro, e subisce un tecnico, con 1/2 di Casini e possesso aggiuntivo vanificato da Di Napoli,quindi Callahan, forse poco coinvolto nella manovra offensiva, ferma Ceron di frustrazione, approfitta ancora Hubalek che dalla media ringrazia con mano delicato, e poco dopo in ritmo Casini, dall’arco, in risposta a un lay-up con prateria di Mocavero. Ora però le difese sembrano più blande, ed anche Eliantonio, abbinato ad Hubalek con Callahan su Zacchetti, apre una fiera del tiro completata da Giuri, autentico cecchino sui tiri a campo aperto (28-28 a 5’58” dalla pausa lunga). Ruota di cambi all’orizzonte, e quintetti light, con Warren al posto di Hubalek (unico lungo Zacchetti), e Sanders al posto di Eliantonio, punendo proprio Warren al primo approccio offensivo, in arresto e tiro. Zacchetti intanto, vista la marcatura di Mocavero, cerca ancora di rompere la fortezza-pitturato che Barcellona ha messo in atto da inizio match, mentre Giuri, con 2/2 e dal palleggio, duella ad armi impari con Di Napoli. Che fa quel che può, ricavando anche un buon fallo subito dal contropiede (2/2), ma proprio i contropiedi sono con questo assetto un rischio concreto: subito Bell ce ne da una prova, confezionando in scioltezza confeziona il +6: solo Zacchetti, con un paio di chiusure, la prima in fade-away, la seconda con 2+1 piuttosto aggressivo, tiene Napoli a contatto. Perdichizzi nota la crepa, corre ai ripari riproponendo Callahan sull’ex Castelletto, e Green su Bucci. Bartocci però risponde “a tono”, e rientra al posto di Jo lo spettro dell’ex Brindisi in questo match, Jiri Hubalek, che dal mis-match pesca Giuri chiudendo col libero aggiuntivo, poi porta Callahan a spasso nel pitturato con altri due liberi: nuovo -1, e l’esperienza di Bucci al posto di Giuri (38-39 a 1’45”). Perdichizzi allora chiama a raccolta i suoi “bronzi”: Bell non lo delude, e di pura esperienza porta Ricci al contatto da 3 liberi, e Callahan mostra un piccolo cenno sfruttando la marcatura più statica di Zacchetti (sarà l’inverso con gli ultimi punti del quarto), mentre se in transizione il terminale è Hubalek, l’affondo in retina è assicurato: 40-43 con 8”9””. Accennavamo alla difesa di Callahan, debole, precaria. Anche su Zacchetti, che fa tesoro delle distrazioni del naturalizzato con un valido 3/4, condito poi da un rimbalzo offensivo indisturbato. C’è l’appoggio comodo, immediato, e un soddisfacente vantaggio azzurro (45-43), a chiusura del primo tempo, vissuto con coraggio, nel fare necessità virtù.

Siamo alla ripresa, con starting-five invariati. Warren cerca di rompere gli indugi, affrontando Cittadini dall’arco sul mis-match, ma chi spezza le reti bianche è Bell, battendo proprio Warren col play-up , mentre Callahan , anche in ritmo , delude con spazio. Bartocci con tempismo cambia subito le piedine in difesa, e ancora con Casini al posto di Bell , fungendo anche da portatore in supporto a Ricci: ed è tutto il mestiere dell’ex Scafati a rendere più fluida la circolazione, creare un gioco di sistema, con Warren che pesca il taglio a canestro di Hubalek per il +2. Callahan però trova il momento giusto per la sua prima tripla, sempre a tu per tu col canestro, e Green in mezza transizione punisce il rientro affrettato di Ricci, prevedibile nel passaggio in post per Zacchetti, colto proprio dall’ex Gran Canria, sostituto di Walker: time-out quanto mai indicato quello chiamato da Bartocci, Napoli in confusione (47-51 a 6’37”). Si rientra, Zacchetti resta isolato, e solo Ricci, di carattere, supera la difesa fin troppo aggressiva di Green ,che però risponde con una magistrale linea di fondo per Sanders, da tre e in surplesse. Attacchi insomma di nuovo vivi, bello il testa a testa, come quello micro tra Hubalek e Mocavero, a cavallo di alcuni possessi consecutivi a centro quarto: Jiri in jumper e tap-in, il Moca con un un 2+1 di qualità. Cedevoli però le difese: Di Napoli,che serve Casini per il suo primo tiro in ritmo, deve adattarsi a Green, che lo gela con una tripla, l’Hubalek a trazione anteriore da più spazio a Callahan, mentre Zacchetti regge bene l’impatto di Cittadini. E la squadra, proprio col pistolero, guadagna fiducia, trovando con lui la seconda vera transizione del match: parità con 1’26’, a quota 61. Battute finali per Giuri, abbassando il quintetto in sostituzione di Callahan, e per adeguarsi a Napoli, che sta traendo benefici dall’assetto agile con Hubalek unico lungo, da 5, e con prima Ceron e poi Ricci da due a sostegno di Casini portatore. Il ceco è ancora sentenza su Cittadini,con un plastico giro e tiro, mentre Green intinge il coltelli nella piaga registi, in cui stasera Napoli langue. Ma Napoli stessa sente che gli alibi sono a zero, e il 63-65 del 30′ è un buon lancio per l’ultimo parziale.

Frazione che parte con la stessa musica del precedente, e Green che batte Di Napoli dal palleggio, mentre Warren in ripartenza viene servito da Casini per il primo canestro comodo della sua serata. L’ex Pistoia però è disattento a rimbalzo, consegnando la sfera a Giuri per il +3, ma si fa perdonare col consegnato a Di Napoli che riporta a contatto Napoli. Contatto però effimero, perchè Casini allenta la presa in marcatura, decisamente, e sempre l’ex Potenza e Brindisi controbatte, e fa prima sfoggio del suo marchio di fabbrica (il tiro da tre), quindi aggredisce in difesa, e a razzo perfeziona il +6 Sigma, timeout NNB (68-74 a 7’30” dalla conclusione). Anche Hubalek, in marcatura, fa qualche sconto, su Callahan, Barcellona cerca di forzare, aumentare l’andatura con le scorribande di Green, ma c’è anche l’acido lattico, si va fuori giri. Napoli resta lì, col suo quintetto aerodinamico, e trova più transizioni, prima in coast-to coast, a firma Casini, Ricci, Warren, poi con l’ex Teramo, subendosi il fallo di Giuri (1/2), su cui dovrà difendere. La partita però, soprattutto in difesa, per Napoli, è più fisica:Barcellona prova ad opporre alla velocità la robustezza di Sanders, Callahan, Giuri e Bucci , e Hubalek, col quarto fallo e il contatto proibito sul cambio di Bell, si appanca. Napoli però ha dalla sua il tiro, e in una situazione disperata, ai limiti, senza lunghi di ruolo e con Warren da cinque, fa di necessità di virtù: Ceron ha la forza e il talento di stampare in faccia a Bell la tripla -3, e Warren, ancora falloso dal palleggio e in transizione, sembra comunque tornare quello biroso e responsabilizzato visto contro Veroli, battendo un Green meno arrembante, e firmando un +3 eroico a 1’23”, grazie alla perimetrata propiziata contro Sanders. Nel frattempo, Si sentono anche i primi fischi agli ospiti: Barcellona, arrivata in bonus, risponde sull’asse Sanders- Giuri, col primo in veste di suggeritore. Ceron si sente meno pressato dall’accoppiamento con Bucci, si prende due liberi, e azzarda una transizione con dubbia palla persa:per Bartocci però basta il contributo dell’ex Recanati, e in campo il giovane Incarnato. Nel frattempo però Bell sfodera le carte da leader, e si fa Casini in un sol boccone, con due liberi di classe, mentre Sanders, dal contropiede, si procura un tecnico da Ricci con +1 a 30” dalla fine. Insomma epilogo equilibrato, come tanti del resto in questa pre-season per gli azzurri, e Ricci dal palleggio prende il fallo per il libero della parità. Comincia così il valzer delle gite lunetta : centro di gravità Sigma è Bell, che a 16”4””’ issa i suoi a +2. Ultimo possesso azzurro, dove forse,con un Casini già troppo provato dai mille compiti, avrebbe dovuto dare il testimone a Warren: suoi gli ultimi due tiri, ma chiaramente forzati, a fil di sirena.84-86 Barcellona, ma con questa Napoli, più che rimaneggiata e senza il suo leader, c’è una speranza. Forse di più.

NUOVO NAPOLI BASKET – SIGMA BARCELLONA 84-86 (16-21; 29-22; 18-22; 21-21)

Nuovo Napoli Basket: Ricci 4, Ceron 4, Casini 8, Allegretti 5, Di Napoli 6, Angelino, Loncarevic, Clemente, Warren 17, Hubalek 25, Zacchetti 15. All. : Bartocci.

Sigma Barcellona: Cittadini 4, Bell 16, Green 16, Bucci 2, Callahan 15, Mocavero 2, Eliantonio 2, Giuri 16, Coviello, Sanders 13. All.: Perdichizzi.

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