Partita batticuore al PalaBarbuto: Imola passa,ma Napoli lotta, adesso la palla al futuro

Partita batticuore al PalaBarbuto: Imola passa,ma Napoli lotta, adesso la palla al futuro

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NAPOLI – Imola espugna Napoli 72-73. E viste le ore di passione degli ultimi giorni, che avranno certamente turbato il clima attorno alla squadra, accanto ad un arbitraggio quasi ai limiti della parzialità in certi momenti, il punteggio non sorprende, e anzi la prestazione sarebbe di quelle da incorniciare, per gli uomini di Bartocci. Peccato che al termine di un lungo inseguimento, cominciato dalla prima metà del primo quarto, e dopo un terzo parziale da favola, fatto tutto di zona e velocità, la gestione degli ultimi secondi abbia lasciato a desiderare. Ceron monumentale quest’oggi, Allegretti con mento continuità ma solita incisività, ma troppi sprazzi per i vari protagonisti della NNB, e mai una vera e propria leadership in questo match per sbarrare la strada a questa Imola, molto molto brava con la sua batteria nel disturbare a rimbalzo senza Valenti (Zagorac in testa), e creandosi quei tiri in più che hanno fatto la differenza.

Senza dimenticare in aggiunta una prestazione al tiro da tre più costante, e la sorpresa Matteo Chillo, che è stato l’unico percorso alternativo alle scorribande di Gay e Marigney. Non splendida insomma, questa Andrea Costa, ma il folletto ex Scafati è ancora in rodaggio, Valenti tornerà certamente per la trasferta di Jesi, e ci si può consolare se Denis Clemente trova la transizione meno del previsto, e in difesa si fa spesso sfilare Gay; Casini non trova mai tiri aperti e sui cambi mancati Marigney punisca sistematicamente, Hubalek parta svogliato dando ilmeglio soltanto nel terzo quarto, e Warren, salvo la fiammata di cuore tra il 25′ e il 30′, abbia fatto e disfatto troppo spesso.

Come questa Napoli, che è attesa a Trento, fra sette giorni. Anche se il futuro di questà città, molto molto in bilico, e vittima di qualche irresponsabile o qualche avventuriero, si giocherà in molto meno tempo: ci sono 33mila euro da pagare entro 72 ore, c’è un’ipotesi da ancora tutta da costruire, ci sono promesse da mantenere. E speriamo che queste arrivino: per il bene di questi colori insanguinati, per il bene del movimento.

LA CRONACA

L’infermeria napoletana, paradossi della vita, per questa volta non registra defezioni: semmai l’unica vera annotazione da fare sulla settimana sarebbe il fastidio al ginocchio che ha bloccato Andrew Warren nell’allenamento di mercoledì, ma già ieri ha ripreso la preparazione senza problemi. Le difficoltà semmai si spostano tutte fuori dal campo: chiare, drammatiche, e che non possono non appesantire il clima della sfida. Ad aggiungersi poi in mattinata le dichiarazioni di totale disimpegno dell’ex patron di Sant’Antimo Aniello Cesaro a “Il Mattino”, che non allontanano le nubi dell’esclusione, oltre ad alcune considerazioni “in rete” dell’AD Antonio Minopoli, pronto a denunciare e querelare per le presunte illazioni degli ultimi giorni. Nel frattempo, sempre con sei uomini effettivi, la squadra si è avvicinata al match, e sul parquet (speriamo per molto tempo ancora), sciendono in campo Clemente, Casini, Warren, Allegretti ed Hubalek.

Imola quindi favorita, sulla spinta del dato ambientale? L’arrivo di Marginey può fare una grande differenza, ma restano in dubbio fino all’ultimo Valenti (contusione al polpaccio destro) e Zanelli (risentimento inguinale), che ieri hanno lavorato a parte. Il lungo, sulla carta, sembra recuperabile, maviene sostituto in quintetto a Matteo Chillo, mentre la guardia cervese (comunque all’ultima apparizione in biancorosso, visto che scade oggi il suo contratto mensile) difficilmente sarà rischiato. Quintetto Andrea Costa con Gay, Marigney,Maestrello, il giovane ex Biancoblù, e Zagorac.

L’inizio sembra contratto, lento, con azioni che scorrono troppo veloci e difese attente sui cambi. Clemente, a volte appoggiato da Casini in veste di portatore, spinge più che può in transizione, e il gioco veloce a tre con l’oriundo di casa NNB e Warren da i primi tre punti per gli azzurri, a cui segue poi l’ottima iniziativa in fade-away di Allegretti contro Maestrello. Gay tiene troppo palla in mano, e non a caso sono suoi i primi punti, sfruttando il blocco veloce di Chillo, e in sospensione, mentre Marigney, alla prima palla utile, mette sotto pressione la guardia ex Scafati con due falli: quindi è già tempo di parquet per Ceron a 5’58” dalla prima pausa, ma 40P ne approfitta con la prima tripla del suo debutto in bianco-rosso (4-5). La copertura a rimbalzo non è delle migliori in casa Napoli, con Hubalek che anche in attacco pare piuttosto perimetrale e svogliato (merito anche di un buon Chillo) , mentre il suo contender Zagorac non si fa pregare, e con un comodo appoggio precede il lay-up di Maestrello, nato da una veniale palla persa di Warren: 4-9 a 4’18” e primo time out chiamato da Bartocci. Il coach casertano striglia, e al primo vero allungo imolese con la tripla in libertà di Chillo (nata da un buon gioco in alto basso), Clemente guida la riscossa cercando la velocità, e dopo il lay-up a sua firma prima serve capitan Allegretti, esorcizzando così le brutte cifre dei primi minuti, poi lancia Ceron per il -1: peccato che i rientri difensivi stecchino, dando a Marigney occasioni che non sempre si possono fallire. Imola appare comune in affanno, e pur con l’asse stagionato Masoni-Foiera sul parquet, il gioco inside-out continua a non convincere, ma Napoli manca ancora in difesa, come sul cambio che da a Maestrello il tiro facile dell’11-17, che chiude il primo quarto.

90” canonici e quintetti inviariati per aprire la seconda frazione: l’Aget comincia a colpire fin troppo da tre, e Bartocci tenta la carta della difesa alternata, ruotando anche il più possibile sugli esterni, dandogli più coordinate per buttarsi dentro. Ed è proprio ora che il match sembra avvicinarsi a canestro: Chillo, con un buon guizzo, piazza l’appoggio, ma Hubalek, cambiato poco dopo da Bartocci con Allegretti (e Loncarevic da 5), va per il 2+1, firmando finalmente la sua prima vera iniziativa sotto canestro. Gay intanto, con alterne fortune, gestisce troppo il gioco facendolo ruotare su di sé, quindi al doppio play Fucà lascia spazio a Marigney, fisicamente potente ma ancora dalla mano facile (14-21 a 6’53” dall’intervallo). A breve rientra JC Hubalek, stavolta però meno macchinoso in attacco, e più reattivo a rimbalzo, dove però Foiera si dimostra sempre una vecchia volpe nel disturbare il tagliafuori;nel frattempo ultimo esordio per Zanelli, abbassando il quintetto con il solo capitano nelle vesti di uomo d’area. Napoli sembra lì, e neanche un tecnico per proteste ad Allegretti (presunto fallo di Maestrello nel giro e tiro dell’ex varesino), allontana gli azzurri: Imola torna perimetrale, con tiri affrettati di Zanelli e Foiera, e il capitano, già vicino alla doppia cifra, e sfruttando l’accoppiamento di Chillo (stavolta meno attento), capitalizza la rabbia e pestando la linea assicura a Napoli il -2: 5’19” da giocare, time-out Fucà. Dalla pausa squadre letteralmente cecchine, e triple colpo su colpo, viste le difese ancora troppo morbide: Clemente e Allegretti per la NNB, Gay e Marigney in casa Aget, ma i valori non cambiano, e l’aumentare dei punti alimenta la tensione: il tecnico fischiato ad Allegretti logora il rapporto tra panchina e terna, e basta un’episodio, come il contatto Hubalek-Foiera, per fischiare un secondo tecnico, stavolta a Maurizio Bartocci. Quindi ancora Marigney in lunetta, stavolta con 2/2, ma nel possesso palla Foiera tiracchia con disagio dalla media. Altro rischio corso per la NNB, ma altra reazione, sempre firmata Denis Clemente, che alla navarrata improvvisata segue il rimbalzo e si impine con 2-1. Anche un’occasione di -1, con lo scarico in transizione per Allegretti da 3, diverso esito invece con Marigney, che al vertice dell’arco raggiunge quota 10. L’ex Venezia e Ferrara però ribatte con un bell’assist dal perimetro per Warren (che appoggia), ma è stavolta Gay ad essere implacabile, punendo in stile NBDL un altro rientro difensivo andato male: Imola, anche se con poco gioco, riesce a controllare: 32-38 per l’ultimo possesso gettato alle ortiche, sponda bianco-rossa, in un tempo dove tutta la differenza è stata nel tiro da tre.

Proprio quel tiro con cui Casini fallisce in apertura di secondo tempo, e al suo primo tentativo davvero in ritmo: il suo resta un gioco a freddo, contrariamente a quello di Chillo (appoggio + tripla) e Alegretti (plastico passo d’incrocio), non a caso blandi nelle rispettive difese. La sfida pare sempre in equilibrio, ma Imola si regge suna certa presenza a rimbalzo (dove si vede molto di più Zagorac) e con il talento dei suoi neri, mentre Clemente lascia meno la sua impronta in attacco, e Warren sciupa letterlamente due possessi con una mera forzatura in sospensione e un tentativo di schiacciata dalla linea di fondo, rimpiazzabile magari con un più comodo lay-up. L’ex Taipans mette poi una pezza con una tripla all’ennesima iniziativa di Chillo, mentre la giornata resta no per Casini, sostituto da Ceron: gli attacchi restano disorganizzati, anche se con un altro tecnico, stavolta fischiato a Clemente, la mano arbitrale pare in franchezza troppo pesante, e troppo suscettibile alle proteste azzurre, in verità mai eccessive, e mai oltre limiti dati dall’agonismo che ovviamente si respira in campo,condei contatti di pura amministrazione. Il portiricano però torna ad esaltarsi in velocità rimbaltando dal lato sinistro per Ceron, che non delude, el’Aget, che non trova alternative al terzetto Gay-Marigney-Chillo per affrontare la zona martellante di Bartocci, pecca con la quarta infrazione di 24” nella sua partita: il ritmo si alza, terreno fertile per Napoli, e con un Warren che da segnali in corsa, prima con 2/2 sul fallo di Maestrello, poi grazie ad un altro contropiede sulla persa di Gay: è -1 (46-47 a 3’06”dall’ultima pausa). Il contatto sembra lì a portata di mano, e con un altro break da batticuore Napoli inverte il segno della sua partita. E guarda caso con due triple, la prima di Ceron senza ritmo, la seconda di Warren, in trans totale, e con un urlo che infiamma il pubblico. Gli ospiti allora abbassano il quintetto con Masoni al posto di Zagorac, e Fucà vuole gioco più corale, come nel caso del comodo piazzato di Foiera per il 52-54, oppure per la tripla di Zanelli mani in faccia (sempre su assist della torre Charlie),in risposta all’appoggio di potenza da parte di Hubalek. Così è già tempo di ultima tregua prima della guerra, e la truppa di Bartocci prova a caricare di falli gi avversari, bravi fino ad ora nel distribuire al meglio il loro carico: 30” appena ed è bonus, con Allegretti da 2/2 per l’ennesimo -1, a chiusura di una buona reazione azzurra. E’ quindi 56-57 alle soglie dell’ultimo parziale.

Si torna quindi in campo, con Zagorac affiancato a Chillo, e Imola, che continua a sviluppare un buon gioco alto-basso, è sempre brava a pescare dal nulla rimbalzi offensivi, vedi la semi-magata del giovane quattro fortitudino, a seguito di un buon jumper di Masoni. Va detto anche che Jiri Hubalek sembra essere rimpiombato nella confusione e nella svogliatezza dei primi minuti, e quindi senza alternative si improvvisa, si torna a sparacchiare, più che tirare con occasioni costruite. E l’Andrea Costa, senza strafare, si riporta a +7, con 7’35” da giocare (63-56). Bisogna tornare a costruire dentro, o cercare occasioni al tiro meno da trovarobe (vedi spesso Warren, poi sostituito da Casini), e, guarda caso, gli unici ad intuire sono i soli Allegretti e Ceron, che pur da iniziative personali (specie il viso d’angelo ex Recanati, magari meno lucido in difesa su Masoni), confezionano un 10-2 di speranza. Bravissimi anche i due italiani a crearsi situazioni di uno contro uno, con cui peggiorare il monte falli di Imola (si veda sempre con Ceron il quarto di Masoni e il secondo di Maestrello), mentre Clemente, vicino nel terzo quarto alle belle impressioni delle ultime partite, si fa battere sistematicamente da Gay, mentre rientra Casini per porre un ultimo, disperato argine alla verve balistica di Marigney (68-71 a 1’50”). Ma tra i tanti nomi, l’unico che continua a contare è quello di Ceron, al suo primo ventello in Legaue, e rintuzzando con la sua quarta crivellata dai 6,75 la grande vitalità di Gay, troppa nel mis-match con un Pistolero irriconoscibile. Ormai è sempre il biondino veneto al centro del palconscenico, porta persino palla, e con 20” da giocare trova il fallo di Maestrello per i liberi del pareggio a quota 73. Peccato che sia soltanto 1/2, e col +1 possesso Aget, Fucà va in lavagna per l’ultimo time-out regolamentare, sostituendo Foiera con Masoni. Sulla rimessa è bagarre, ed è ancora Casini a toccare le corde tese degli arbitri: ma in un campo dove anche Gallinari e Navarro hanno sbagliato, Gay non fa percorso netto. C’è il possesso per vincere, Ceron si prende il tiro che giustamente gli spetta. Ma la situazione per lui è di puro isolamento, e con un tiro da lontano, anche se ciò che impressiona arriva a seguire: raccolto infatti il rimbalzo dagli ospiti nessuno ferma il cronometro, con oltre 5” da giocare. Finale insomma anomalo, per un 72-73 che, tra alterne emozioni, e un abritraggio di fin troppo polso, quasi a senso unico in taluni frangenti, lascia un vero amaro in bocca.

NUOVO NAPOLI BASKET – AGET SERVICE IMOLA 72-73

Parziali: 11-17; 21-21; 24-19; 16-16

NAPOLI: Deangelis ne, Ceron 21, Casini, Allegretti 20, Angelino ne, Zollo ne, Loncarevic, Clemente 9, Warren 12, Hubalek 10. All.: Bartocci.

IMOLA: Turel ne, Chillo 6, Maestrello 4, Valenti ne, Masoni 8, Zagorac 10, Riga ne, Foiera 6, Zanelli 3, Gay19, Marigney 17. All.Fucà.
Arbitri: Bartoli Enrico, Ciaglia Gianfranco, Paglialunga Fabrizio.

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