Rimini fa sua anche gara 2

Rimini fa sua anche gara 2

Il secondo punto di rottura è il secondo quarto. Veroli si presenta molle dietro e Rimini inizia a correre con le seconde linee: inizia il break dei padroni di casa che li porterà al +11 di metà gara (36-25). Nel periodo a cavallo dell’intervallo lungo la perestazione della Prima è imbarazzante: scarsa intensità, idee poche e confuse.

Rimini continua a macinare gioco anche nel terzo periodo: sale con facilità a +14  con la schiacciata in contropiede di Roderick. Siamo al 24’ e la partita sembra finita. Nel momento in cui il rumoroso tifo ospite inizia a lamentarso coi propri beniamini, Veroli cambia atteggiamento. Sono le seconde linee a guidare la carica. Rosselli inventa un break di 5 punti che interrompe la striscia riminese e Cavina impone la zona.

Rimini ci mette qualche minuto a prendere le misure contro la zona, mentre Rosselli e Rullo pendono in mano le redini dell’attacco ospite. Gli arbitri diventano sempre più permissivi ed il basket espresso da entrambe le formazioni diventa sempre più brutto.
Veroli ne approfitta per chiudere le distanze, ma le sue folate offensive hanno poca continuità. Rimini scende in trincea e ribatte quasi colpo su colpo.

Più la partita è intensa, più si fanno pesanti i palloni da gestire. La rincorsa Verolana si ferma al –2., quando Rullo palla in mano tira una spingardata da 8 metri marcato. Invece di essere l’eroe della rimonta, sbaglia clamorosamente: da quell’errore Rimini si riporta +4, che con un minuto e spiccioli da giocare diventano un margine sicuro. Nei lunghi minuti che passano Veroli torna ad essere confusionaria, Rimini chiude con l’esperienza di Filloy ogni discorso.
I tiri liberi finali servono solo a rendere più veritiero il risultato: 66-58 e Rimini si garantisce almeno la bella in casa.

Dopo aver visto entrambe le gare l’impressione è la stessa: Rimini è più squadra, anche se il suo roster è meno completo e meno talentuoso di quello di Veroli. Il problema per gli ospiti è che ciccano contemporaneamente la partita i 2 americani ed i lunghi atipici che dovrebbero aprire la difesa riminese a suon di bombe.

Con poche o nulle idee in attacco, Veroli può sperare nella zona e nelle cattive percentuali da 3 dei giocatori riminesi.

A parere di chi scrive, Veroli ha fatto troppo poco per meritare una vittoria a Rimini. Anche la reazione di orgoglio mostrata a cavallo fra terzo e quarto periodo di gara 2 è apparsa tardiva e poco lucida. Molta voglia di rimettere in sesto le cose, ma poche idee su come giocare a basket.
Cavina in sala stampa accuserà gli arbitri, ma l’imporessione è che a Veroli manchi il famoso amalgama per trasformare 10 giocatori in una squadra.

Al contrario, Rimini è una squadra che sta sul parquet per 40 minuti. Quando riesce a trovare punti preziosi anche dalla panchina (Gurini, Foiera e Metreveli) diventano meno importanti Vukcevic e Lollis. L’impressione è che anche nei momenti di difficoltà Rimini avesse  ancora una riserva a cui attingere (come in effetti è stato), mentre Veroli abbia alzato al massimo i giri del motore per contenere la sconfitta.

Alcune cifre.
Il punteggio è basso e lo sono anche le percentuali, figlie di difese dure e con le mani addosso.
Rimini tira male da 3 (5/16), ma fa sempre meglio di Veroli (7/25). Veroli va più spesso in lunetta (26 volte), ma capitalizza poco (17/26 per un 65,4% insufficiente a questi livelli). Rimini non brilla ai liberi, ma il suo 15/20 è in linea con una gara tesa e difficile.
Le statistiche che indicano la vittoria?
Palle perse/recuperate (+9 Rimini), assist (16 Rimini, 8 Veroli).
Nel corso dei 40 minuti Rimini è stata complessivamente più squadra su entrambi i lati del campo ed ha mantenuto complessivamente più lucidità nella gestione del gioco.

Tabellini
Rimini. Piazza 10, Roderick 12, Vukcevic 10, Filloy 8, Lollis 6, Tomassini 3, Gurini 8, Metreveli 3, Foiera 6, Gaspari n.e.
Veroli. Penn 10, Jackson 8, Rossetti 0, Kavaliauskas 2, Gatto 6, Rullo 14, Iannone 0, Roselli 12, Brkic 6, Iannilli 0, Fontana n.e..

Pagelle
Pagelle Veroli
Penn 4. Statische di tiro agghiaccianti (2/9 dal campo) ed una gestione del playmaking che sembra fermare la palla. Per la seconda partita consecutiva si fa surclassare da Piazza.
Jackson 4–.  Anche per lui statistiche agghiaccianti (1/9 dal campo, 6/11 ai liberi). E’ solo controfigura del realizzatore di gara 1; nei momenti di difficoltà dargli la palla è un errore.
Rossetti 6,2. La missione affidatagli è di fermare Vukcevic: difende più che dignitosamente, da’ una grossa mano a rimbalzo (7), però offensivamente fa troppo poco per meritare di più.
Kavaliauskas 6+. 2 punti. I suoi 8 minuti sono più che positivi, ma sta in campo troppo poco per incidere.
Gatto 4-. 6 punti in 23 minuti. Irritante per atteggiamento: tira male, brutte scelte in attacco, brutte scelte in difesa e latitante a rimbalzo.
Rullo 5. 14 punti in 19 minuti. Il voto è per la scelta scellerata di tiro su cui si spegne la rimonta di Veroli e lascia la partita a Rimini. Prima fa girare la squadra meglio di Penn e le sue 5 triple (su 7 tentivi) dimostrano che è la migliore opzione offensiva della Prima. Sarebbe stato io migliore dei suoi solo se…
Iannone s.v.. solo 1 minuto per lui.
Rosselli 7,5. Il migliore dei suoi, forse l’unico che ci mette da subito al grinta giusta. Lancia lui il disperato assalto alla diligenza con un minibreak personale di 5 punti e da quel momento diventa una spina nel fianco per Rimini.
Brkic 4. 6 punti in 17 minuti. Rispetto a Gatto ha uno scattodi orgoglio nel terzo periodo, per il resto viene sovrastato da Foiera, con cui scambia molti colpi proibiti.
Iannilli 6+. 0 punti in 11 minuti. Anche se non segna mai, ci mette il suo corpo da pilone e lo fa pesare nell’area pitturato. Rispetto a Gatto e Brkic ha una presenza importante sotto canestro.
All. Cavina 3. La sfuriata con gli arbitri in conferenza stampa è indecorosa. Per quello che fa in partita: è bravo a cavalcare le sue riserve nel momento del bisogno e la sua zona finale fa male all’attacco riminese, a parte questo ha sempre subito la partita. Particolarmente antiestetica la tenuta da benizinaio che sfoggia al 105.

Pagelle Rimini
Piazza 7,5. Questa volt aè lui l’MVP. Oltre a dominare Penn in difesa, si mette a segnare nell’ultima frazione quando serve e sono canestri carpiati con elevato grado di difficoltà.
Roderick 7,2. Prima difende su Jackson, paga qualcosa in fase realizzativa. Uno schiaccione imperioso nel terzo periodo ed una stoppata da urlo su Penn negli ultimi 2 minuti per quanto rigurda la parte estetica del gioco.
Vukcevic 6+. Si limita a navigare al largo e pungere quando serve. Ne segna 10, ma sono quei 10 cambiano l’inerzia della partita, come la bomba a 5’ minuti dalla fine che sblocca Rimini.
Filloy 7. Da avero avvoltoio si dedica alle cose sporche. Bello il canestro che chiude i giochi, insolitamente preciso ai liberi.
Lollis 6-. 6 punti e 6 rimblazi che sembrano poca roba, comunque in difesa combatte su ogni posizione.
Tomassini 6-. Una bomaba nel primo periodo, poi difesa e falli.
Gurini 7. Oltre a difendere come un indemoniato condisce la sua prestazione con 8 pesantissimi punti.
Metreveli 6,1. Viene promosso a primo cambio dei lunghi e non demerita. Spettacolare un’assistenza in corsa per Foiera che appartiene più al repertorio di un piccolo che di un lungo.
Foiera 7. Per intensità è l’uomo che da’ la psinta decisiva sotto le plance. Combatte e vince il match cesenate con Brkic, artiglia 7 rimbalzi e mostra la sua mano morbida al tiro.
All. Caja 7. La partita è da soffrire, ma lui dimostra di spere chiamare i timeout giusti e non rinuncia a punire Vukcevic con la panca dopo 2 brutti passaggi difensivi.

Arbitri 4.
Data l’esternazione di cavina che imputa la sconfitta della Prima all’arbitraggio, ne parliamo un po’ più diffusamente del solito.
Sicuramente una prestazione disutibile. Impossibile disutere i singoli fischi/non fischi nel corso del match. Cavina ha ragione quando parla di un metro alterno: non sempre gli stessi contatti sembrano portare agli stessi fischi. Quando nel finale ingoiano il fischietto, la qualità del basket giocato dalle 2 squadre non può che peggiorare continutivamente.

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