Siena, coraggio e vittoria. Agrigento si arrende alla fine

Siena, coraggio e vittoria. Agrigento si arrende alla fine

Due punti soffertissimi per la squadra di Ramagli che riesce ad avere ragione di una Agrigento mai doma.

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LA CRONACA (con la collaborazione di Francesco Conti)

Ah, le idee. Per Platone esistevano solo nell’Iperuranio, come archetipo di tutte le cose. Per Cartesio erano gli elementi su cui la mente poggia per svolgere diligentemente il suo compitino (cogito ergo sum). Per Albert Camus, poi, l’idea era l’esatto contrario del pensiero. E via così, moltiplicato per centinaia e centinaia di pensatori e filosofi. Ci sono delle idee che hanno cambiato il corso della storia, altre che hanno modificato per sempre il pensiero. Ad esempio: pensate l’effetto che può aver fatto ad un gruppo di cacciatori della remota antichità carichi di pesanti fardelli che ancora non conoscevano la ruota, il passaggio accanto a loro di un carretto ben funzionante. Certo, ci sono idee più realizzabili, altre meno. Una l’ha avuta in questi giorni l’indimenticato ed indimenticabile Shaun Stonerook, che pensato di proporre al Black Mamba, alias Kobe Bryant, visto il suo risaputo affetto per il basket del Bel Paese, di accollarsi la travagliata gestione della Mens Sana. Una boutade, certo, ma che ha fatto in poche ore il giro di decine di siti sportivi specializzati. Un tentativo, in ogni caso, di immaginarsi un futuro più sereno per il basket a Siena, che come un puzzle da 100000 pezzi, non vuole proprio decidere di trovare un assetto definitivo. Una folata di vento, di fatto, ha spazzato via le tessere che sembravano esser ben incastrate dopo i fatti del 2014. Pezzi sparsi sul tavolino che significano un’altra possibile fine della società. Eppure questa volta le cose sembrano volgere verso un’altra direzione. Tanti aiuti da parte dei tifosi, associazioni concrete per salvare questa nuova la nuova configurazione societaria come #iotifomenssana; personaggi noti a Siena che hanno scritto la storia recente, vedi Marco Crespi, Alessandro Magro e Matt Janning, che collaborano attivamente; e poi il rifiuto di Dane Diliegro di approdare a Caserta, Truck Bryant che mette foto in continuazione di Siena, segno di attaccamento profondo, giocatori che sono scesi su questo parquet che hanno messo una mano per questa causa. La passione non manca, speriamo. Intanto, la curva senese resta vuota, e l’effetto si sente.

In tutto questo, c’è una partita da affrontare, e al Palaestra arriva una squadra temibile come Agrigento, altra storica piazza del basket italiano, che trasuda passione per il gioco tanto quanto le antiche pietre della Valle dei Templi trasudano cultura.

PRIMO QUARTO

Siena ancora senza Roberts, con Bryant, Borsato, Ranuzzi, Udom e Diliegro. Agrigento risponde con Chiarastella, Evangelisti, Martin, Saccaggi, Eatherton. In avvio, gladiatorio duello tra i due centri a referto: Eatheton comincia con 7 punti, mostrando una manina educata che lo fa somigliare a Dirk Nowitzki non solo nell’aspetto, Diliegro risponde per le rime. Provano a sparigliare il duetto solo Saccaggi da una parte, Bryant dall’altra: 11 a 13 per gli ospiti. E’ subito chiaro però che la strana atmosfera, più simile ad una cattedrale gotica che ad un palazzo dello sport, agevoli i ragazzi di Ciani, che giocano in scioltezza e vanno avanti di sette lunghezze. Ramagli ha già la faccia da primo time out, che infatti arriva. Non c’è bisogno di scomodare Tex Winter per capire che il problema per Siena è soprattutto difensivo. Negli ultimi secondi del quarto Borsato segna in fade-away e, finalmente, la Mens Sana riesce a mettere su un’azione difensiva degna di questo nome. 18 a 24 alla prima sirena.

SECONDO QUARTO

La curva rimane vuota, ma Siena parte con un’altra faccia, segno evidente che le urla di coach Ramagli sono arrivate a destinazione e non solo in piccionaia: dimostra Mattia Udom, che con un paio di belle iniziative riporta i suoi a -2. Ora è Agrigento che deve ritrovare ritmo. Siena pareggia e va avanti con un parziale di 8 a 0, attingendo alle risorse delle propria panchina: ottimo, ad esempio, Bucarelli, che lotta come un giovane leone. Ora è Ciani che vuole parlarci su (26 a 24). Per Agrigento, poi, c’è il problema falli in cabina di regia: tre sia per Vai che per Saccaggi già a metà tempo. La Moncada prova a reggere l’urto e a rimanere attaccata, e ci riesce soprattutto grazie alla verve di Chiarastella e Evangelisti (33 a 31). Bryant ha dei momenti di ispirazione picassiani, che portano scontato beneficio: 39 a 32 Siena all’alba dell’ultimo minuto del primo tempo. Agrigento lucra punti importanti dalla lunetta, Diliegro sigilla allo scadere: 41 a 34.

TERZO QUARTO

Mens Sana in grande smalto all’avvio, con un Borsato in versione turbo boost: canestro, bomba, recupero e assist. Time out Agrigento. Nel frattempo, rientrano i tifosi della Brigata, con un’accoglienza non proprio calorosissima da parte del resto del palazzo. C’è qualcosa da chiarire. Ma Siena intanto va e raggiunge il massimo vantaggio: 53 a 38, con gli ospiti che sembrano di nuovo imballati. La zona di Ciani non paga, e nonostante i punti di Etherton siano una vera manna, Siena sembra decisamente più sul pezzo. Capitan Ranuzzi, appena sale l’intensità, sembra un topo nel formaggio, e dà un grandissimo contributo sui i due lati del campo. Diliegro torna a segnare, Vai spara una bomba importantissima poco prima dello scadere: 66 a 52.

QUARTO QUARTO

La Moncada prova a mettere le ultime energie per rimanere in partita, anche se le rotazioni limitate di Ciani non sembrano aiutare il compito. Eatherton, in campo da un pezzo con 4 falli, continua a mettere una qualità in campo da stella Michelin e Agrigento torna a -9 (70 a 61). Siena è un po’ in debito di ossigeno, ma non è questo il tempo di pensare alla chimica. Serve lucidità, ma al momento sembra rara come il tartufo bianco: dal +16 al +7, con time out d’obbligo per Ramagli. Evangelisti infila due cesti dalla sua piastrella preferita, Vai sigla in contropiede il -5 ospite. I biancoverdi sembrano smarriti (solo 3 punti segnati nel quarto quando mancano 3’ alla fine); a Siena non riesce più assolutamente niente. Agrigento sente l’odore del sangue e azzanna il match, ma nella tempesta Borsato segna un canestro che ridà coraggio a tutta la truppa (76 a 73 a cento secondi dalla fine). Equilibrio, erroracci, succede di tutto. Fino alla bomba di Udom, che fa venire giù il palazzo: 81 a 75, time out Ciani e 35” sul cronometro. Bryant nel finale infila i liberi della sicurezza, e Siena, dopo averla vinta e poi dovuta rivincere, porta a casa i due punti. Agrigento, con un carattere così, può ben sperare.

Ramagli festeggia come un bambino, e in tutto il trambusto che circonda lui e la squadra, sembra davvero una bella idea per proseguire questa avventura.

TABELLINI:

SIENA: Diliegro 17, Borsato 13, Ranuzzi 17, Marini, Bucarelli 2, Udom 13, Bryant 20, Cucci 2

AGRIGENTO: Tartaglia, Martin 10, Vai 5, Evangelisti 18, Chiarastella 8, Saccaggi 8, Visentin, Eatherton 28

LE PAGELLE (A cura di Francesco Conti)

Siena

Diliegro: reagisce quanto può alle offensive del 43 di Coach Franco Ciani. Lo studia nei movimenti e ingrana la marcia per trovare 17 punti. Commovente il suo giro finale, applaudendo il pubblico con gli occhi lucidi. Seguiremo la sua vicenda.

Masciarelli: N.E.
Borsato: partita di grande spirito per lui, 13 punti che fortificano questo ragazzo dopo un paio di prestazioni casalinge al di sotto delle sue possibilità
Campori: N.E.
Ranuzzi: assume sempre più l’atteggiamento di Capitano quando Siena è sotto nel primo quarto, carica tutti e si assume l’incarico nei momenti più delicati di prendersi conclusioni. 17 punti messi col cuore.

Marini: N.E.
Bucarelli: spirito di sacrificio, gara non semplice, gioca tanto e accusa qualcosa. Ma va bene così, 2 punti segnati con un piazzato difficilissimo
Udom: porta una linfa vitale per i suoi, agilità allo stato puro, stoppa due penetrazioni decisive, segna la tripla che ammazza la partita per la Mens Sana. 13 centri
Bryant: si carica il peso della squadra sulle spalle, vedi l’assenza pesante di Roberts. Un mix di cattiveria agonistica tipica dei play americani, stasera valgono tantissimo i suoi 20 punti

Cucci: serata no per Valerione, un tecnico e 2 punti.

Agrigento

Tartaglia: N.E.
Martin: combina il minimo indispensabile per portare punti ai suoi, prende rimbalzi difensivi e spartisce assist importanti. 10 punti
Vai: tre falli in 6 minuti di gioco sono tanta roba, specie se sei il “secondo” play. 5 falli alla fine e 5 punti
Evangelisti: si scuote di dosso la polvere dei primi due quarti, mettendo a segno colpi importantissimi per la Moncada. Giocare qua non è facile, ma lui ci riesce bene segnando 18 splendidi punti

Chiarastella: segna il giusto il Capitano dei siciliani, attento a quando ha la palla in mano. 8 punti
De Laurentis: anche lui 3 falli, anche lui in pochi minuti. Chiude qui il suo tabellino
Saccaggi: parte a razzo con 8 punti ma si infuria quando gli fischiano un fallo e subisce un tecnico, uscendo dal campo dopo appena 8 minuti di gara per tre falli. Finisce qui la corsa, anzi no. 4 falli per esser precisi.

Morciano: 4 minuti a correre come un ossesso. 0 punti
Visentin: uno scampolo e basta, 0 punti
Eatherton: domina il primo quarto mettendo 13 punti di pregevole fattura, segna canestri difficili, cadendo indietro come Dirk Nowitzki, da tre punti. Insomma, una fialetta di tecnica sopraffina. MVP sicuro della partita con 28 punti per il lungo di Coach Franco Ciani.

Sala Stampa

Alessandro Ramagli “Complicata perchè loro avevano un equilibrio che dura da diverso tempo, ma avevamo bisogno di vincere dopo 2 stop brutti, era uno step incredibilmente difficile, vincere senza uno dei nostri migliori vale doppio. Bene la difesa, anche se siamo partiti male subendo 24 punti nel primo quarto. Poi siamo scesi con un’altra mentalità e abbiamo chiuso meglio gli spazi. Il quintetto sperimentale è stato ben attento, certo contro Evangelisti e Eatherton è stato difficile. Bravo Udom in particolare, si è ben sacrificato alla causa, come tutti. Abbiamo passato una settimana molto difficile, senza guardare l’ambiente esterno, che cerchiamo di non guardare. Roberts si è fatto male durante l’allenamento del Venerdì sulla stessa caviglia”.

Franco Ciani “Partita dalle mille sfumature, primo quarto dove abbiamo capitalizzato tutto, gli attacchi sovrastavano le difese. Poi nel secondo e terzo quarto è cambiato tutto, siamo arrivati fino al meno 14. C’erano tutti i presupposti per subire tanti punti, ma siamo arrivati fino al -1 e questo è stato un grandissimo merito, ma alla fine conta chi vince. Stiamo subendo molto dai vari infortuni, ogni mese uno si fa male. Eppure siamo nel gruppone delle seconde. Ora con la Coppa Italia cerchiamo di ripartire. Quando abbiamo preso la spallata di Siena ci siamo demoralizzati ma siamo stati bravi ad arrivare a giocarci la partita fino all’ultimo. Siena ha avuto qualcosa in più e lo ha dimostrato nel finale”.

Dane Diliegro “Partite strane, manca Roberts e Borsato non è al 100% visto che è infortunato. Abbiamo perso contro Tortona e Omegna, oggi ci siamo rialzati ma ogni volta segnare non è mai facile. Stasera abbiamo combattuto contro le avversità, siamo stati sotto e poi sopra. I ragazzi stasera sono diventati uomini, non bisogna mai pensare a quel che succede fuori da qui. La stagione è una maratona e non una corsa di 100 metri, partita per partita e non tutte insieme. Lavoro, lavoro e lavoro”.

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