Wheelchair Basketball – Intervista a Simone De Maggi: “Obiettivo finale di Coppa. Il livello qui in Italia è alto, merita sempre più seguito!”

Wheelchair Basketball – Intervista a Simone De Maggi: “Obiettivo finale di Coppa. Il livello qui in Italia è alto, merita sempre più seguito!”

La stella della Amicacci Giulianova, e capitano della Nazionale Italiana, racconta della sua esperienza e fa un quadro generale sul basket in carrozzina italiano.

di Marco Di Egidio

Quando si parla di cestisti in carrozzina, come per tutti gli atleti paralimpici, molto spesso capita di cadere in luoghi comuni che dipingono questi ragazzi come dei semidei o entità quasi trascendenti. La realtà dei fatti ci mostra come essi siano semplicemente una categoria come tante di sportivi: tra essi puoi trovare grandi interpreti, ma anche atleti mediocri, come è normale che sia nel mondo dello sport, che fa’ della varietà il suo punto di forza. Fortunatamente oggi abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con uno che forte lo è per davvero: 28,86 punti di media nella stagione regolare appena conclusa lo hanno collocato in cima alla classifica cannonieri per la stagione 2017/18; in aggiunta questo ragazzo si è permesso il lusso di dominare anche la classifica della valutazione con 19,92 di media. Capitano della Nazionale e grandissimo presente del basket in carrozzina italiano, Simone De Maggi ha avuto un passato da giocatore delle giovanili del Teramo Basket, prima che uno scherzo del destino gli facesse perdere parte della gamba destra, e lo spingesse ad intraprendere la carriera con la Amicacci Giulianova nel campionato di Serie A di basket in carrozzina.

 

Allora Simone, sabato 24 e domenica 25 Marzo si giocheranno a Porto Potenza Picena le Final Four di Coppa Italia di Serie A FIPIC. A sfidarsi saranno la Briantea84 Cantù, la Santa Lucia Roma, i padroni di casa della ASD Santo Stefano , e ovviamente la tua Amicacci Giulianova. Quali sono i vostri obiettivi per questo evento?

Sicuramente l’obiettivo è quello di arrivare in finale, che tradotto significa dover battere al primo turno una corazzata come la Briantea, che ha chiuso il girone d’andata da prima in classifica. Superare Cantù vorrebbe dire togliere dal torneo un ostacolo importante e prepararci alla finale, che presumibilmente sarà contro il Santo Stefano che gioca la manifestazione in casa. Noi in ogni caso non ci poniamo limiti e penseremo a vincere ogni partita“.

 

Ormai sono diversi anni che giochi nel campionato di serie A. Come giudichi il suo livello in rapporto con le altre realtà internazionali?

Fino a cinque anni fa la serie A italiana era il top per qualunque cestista in carrozzina. Negli ultimi tempi sono venute fuori molto rapidamente realtà altrettanto competitive come la Germania o la Spagna, che hanno rimescolato un po’ le carte. Il nostro campionato resta comunque sul podio dei più appetibili a livello europeo, ma anche mondiale: nei palazzetti italiani lo spettatore può ancora gustare le giocate di quelli che sono tra i migliori atleti al mondo sia italiani che stranieri. Invito tutti a vedere le partite del basket in carrozzina perché se ne parla tanto ma finché non lo si vede dal vivo non lo si riesce a comprendere fino in fondo“.

 

La tua storia è piuttosto particolare dato che tu non nasci come cestista in carrozzina ma hai avuto modo in passato di giocare a pallacanestro. Alla luce della tua esperienza quali sono secondo te le differenze principali tra un giocatore di basket ed un cestista in carrozzina?

Guarda, in realtà ho avuto modo di conoscere un discreto numero di ragazzi che hanno avuto un passato da giocatori di basket, quindi non mi sento unico del genere. A livello fisico il basket in carrozzina è sicuramente più dispendioso, basti pensare che con la sola forza delle braccia devi portarti in giro una carrozzina che ha un peso di circa 6-7Kg, oltre che tirare a canestro. L’adattamento al regolmento è stato piuttosto agevole dato che per questo aspetto basket e basket in carrozzina sono molto simili: l’altezza del canestro e dimensioni del campo sono identiche, il che ti da’ un’idea della preparazione fisica che un cestista in carrozzina deve avere per affrontare una partita intera. Le maggiori differenze tra i due sport riguardano gli spazi occupati in campo: per fare un pick’n’roll nel basket prevede come presupposto due compagni di squadra uno a fianco all’altro, mentre nel basket in carrozzina bisogna tener conto anche dello spazio che le carrozzine occupano sul campo, che cambiano considerevolmente le dinamiche di sviluppo dell’azione“.

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