Barcellona, una settimana d’inferno

Eliminazione in Eurolega e sconfitta nel Clasico, due colpi pesanti alla stagione del Barça.

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Fino al 20 aprile al Barcellona mancava una vittoria contro l’abbordabile Lokomotiv Kuban per raggiungere l’ennesima Final Four di Eurolega, mentre in ACB poteva vantare un primo posto in classifica con 4 punti di vantaggio sulla seconda e 6 sulla terza, l’arcirivale Real Madrid.
Nemmeno una settimana dopo, il paesaggio in casa blaugrana ricorda quei vecchi film ambientati in era post-atomica: deserto e rovine, a perdita d’occhio.

Non esageriamo, la situazione non è ancora così catastrofica, ma alzi la mano chi si aspettava un crollo simile da parte del Barça, soprattutto in uno dei momenti chiave della stagione:

21/04: Sul 2-1 contro il Lokomotiv nei playoff di Eurolega, la squadra di Pascual sciupa il match point casalingo: in gara 4 aggancia l’overtime solo grazie a una magia dell’eterno Re Juan Carlos, per poi perderlo nettamente; esiziali i 10 punti di Anthony Randolph, che ridicolizza i pari ruolo avversari.

24/04: Al Palau arrivano gli odiati Blancos, che con uno strabiliante 14/28 da 3 punti (11/15 se si contano solo Rudy, Carroll e Thompkins) ne rifilano 91 sul groppone dei padroni di casa e portano a Madrid un’importantissima vittoria, sia per la classifica che per il morale. Inutile (e non è la prima volta) il 19+12 con un solo errore al tiro di Ante Tomic.

26/04: La difficile trasferta a Krasnodar per la decisiva gara 5 di Eurolega non porta i risultati sperati. Il Barcellona parte subito male e si trova già sul -11 all’intervallo; con un terzo quarto da favola (23-8) i catalani mettono la testa avanti, ormai sembra fatta, ma nell’ultimo periodo crollano sotto i colpi del Loko, che restituisce il parziale precedente con gli interessi (23-5 per i russi negli ultimi 10 minuti). Si torna in Spagna a testa bassa, le gabbiette dello spumante restano sigillate.

 

Getty Images

Coach Pascual era stato previdente (qualche malelingua lo definirebbe “maniavantista”) prima di gara 5, dichiarando che si sarebbe preso tutte le responsabilità di un’eventuale sconfitta.
La sconfitta è puntualmente arrivata, ma sono soprattutto le modalità che fanno puntare il dito sull’allenatore: negli ultimi minuti infatti, quando c’è da chiudere la gara e portare a casa la vittoria, i suoi uomini si sfaldano. È successo nel suddetto finale di gara 5, così come nell’ultimo periodo contro il Real (28-15 il parziale di Sergio Rodriguez & co. in quel quarto quarto) e nell’ancora precedente supplementare di gara 4.

Tra i giocatori, quello che sta rendendo di meno è sicuramente il sopra citato Tomic, che ha chiuso l’Eurolega con 10.3 punti e 5.4 rimbalzi. Un po’ pochino, se sei il centro titolare di una squadra che ogni anno punta a vincere tutto.
I tiri comunque possono entrare o uscire, si possono perdere palloni o recuperarli, ma la tenuta mentale di una squadra è in buona parte dovuta all’operato del coach. Che Pascual sia un bravo allenatore non ci sono dubbi (4 titoli ACB, 4 Supercoppe spagnole, 3 Copa del Rey e 1 Eurolega nel suo palmares), ma è già all’ottava stagione a capo del Barcellona; e se si dice che i matrimoni comincino ad andare in crisi dopo il settimo anno, probabilmente per i coach il numero di stagioni a guidare la stessa squadra dovrebbe essere anche minore (escluse venerabili eccezioni): dopo svariati anni i giocatori tendono a non seguire più le parole di chi ascoltano praticamente tutti i giorni, è endemico.
In quanto a longevità, Pascual è un’autentica mosca bianca nel panorama dei top team europei: dopo di lui ci sono Pablo Laso e Vincent Collet che siedono da 5 anni rispettivamente sulle panchine del Real Madrid e dello Strasburgo, e Svetislav Pešić da 4 su quella del Bayern, ma nessuno si avvicina nemmeno alle 8 primavere catalane.

 

fcbarcelona.com

Comunque il Barcellona è già tornato alla vittoria nel recupero della gara di campionato contro il Laboral Kutxa, una gara condotta dal primo minuto e conclusa col ventello abbondante ai danni del Laboral. A cinque giornate dal termine della stagione regolare in ACB è una bella iniezione di fiducia, anche se il distacco dalle due più prossime inseguitrici si è assottigliato a 2 e 4 punti.
Dopo la sconfitta al primo turno in Copa del Rey e l’eliminazione prima delle Final Four di Eurolega, Xavi Pascual sente già il fiato sul collo dei suoi possibili successori, su tutti Bartzokas e Plaza.
Forse la vittoria dell’ennesimo titolo nazionale potrebbe garantirgli rinnovata fiducia da parte della dirigenza blaugrana, anche se questo filotto di stop in una settimana è un campanello d’allarme che il presidente Bartomeu farà fatica a digerire.

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