Cento di queste stagioni – Terrell McIntyre

Cento di queste stagioni – Terrell McIntyre

Oggi compie 39 anni uno dei giocatori più forti che abbiano mai calcato un parquet italiano. Un giocatore che ha conquistato valanghe di riconoscimenti e trofei: Terrell McIntyre

Potrebbe ancora giocare. Sì, a 39 anni c’è chi ancora continua a correre su e giù su un prato verde o su un parquet, ma non è questo il caso. Potrebbe esserlo, certo, ma gli infortuni sono sempre dietro l’angolo e spesso mettono la parola fine anche alle carriere più brillanti. Di esempi, nel mondo dello sport ce ne sono molti, ma il giocatore in questione ha lasciato un vuoto davvero difficile da colmare nel cuore di chi sta scrivendo e nel basket italiano in generale. L’atleta in questione è un certo Lance Terrell McIntyre, oggi compie 39 anni e quindi ripercorriamo insieme la sua miglior stagione della carriera. Sebbene a livello statistico personale il 2005/2006 in maglia Reggiana è stato l’anno migliore, durante la stagione 2008/2009 il playmaker statunitense ha trascinato la propria squadra al terzo scudetto di fila e alla prima Coppa Italia della storia della Mens Sana.

McIntyre era il centro di quella schiacciasassi chiamata Siena che ha dominato il basket italiano per anni. A completare la squadra c’erano Lavrinovic, Eze, Kaukenas, Stonerook, Sato, Domercant, mentre in panchina sedevano Simone Pianigiani e il suo vice Luca Banchi.
Il campionato fila via liscio come l’olio. L’unica sbavatura avviene il 1° marzo 2009 quando i senesi capitolano contro la Fortitudo per 67 a 62. Per il resto, 30 partite 29 vittorie.
McIntyre è il leader tecnico della squadra, quello che gestisce il pallone da saggio playmaker qual è. Non ne è il capitano, quel ruolo spetta al duo Stonerook-Carraretto, ma quando il pallone pesa, Pianigiani decide di andare sempre dal suo fidato n°5.
Tutte le squadre di Serie A capiscono da subito che anche lo scudetto 2008/2009 finirà presto o tardi tra le mani di McIntyre e soci, e così accade. Dopo aver dominato la stagione regolare, i ragazzi di Pianigiani passeggiano durante i Playoffs, demolendo nell’ordine: Pesaro, Treviso e Milano. Quest’ultima da il tutto per tutto in gara 3, perdendola di un solo punto, salvo poi alzare bandiera bianca nella partita successiva subendo un pesante 82 a 47. McIntyre, complice una stagione da 12,8 punti a partita conditi da 5 assist e 3 recuperi, viene nominato MVP sia della stagione regolare sia dei Playoffs.

Nel frattempo però, a febbraio, Siena fa sua anche la Coppa Italia, dando appunto un’anticipazione di quello che avrebbe fatto qualche mese dopo durante la post-season italiana. Anche in questo caso il cammino di McIntyre&Co è pulito. Dopo aver superato agevolmente Cantù ed aver sopraffatto la Benetton, Siena si imbatte nella Fortitudo che una settimana dopo le avrebbe inferto l’unica sconfitta dell’anno entro i confini dello Stivale. In quest’occasione le cose vanno diversamente e la Mens Sana riesce a spuntarla sui bolognesi con enorme fatica, 70 a 69. L’MVP della competizione però non sarà il n°5 biancoverde, bensì Shaun Stonerook.

In Eurolega la stagione si complica. Dopo aver passato agevolmente i primi due turni, a scontrarsi nei quarti di finale con i senesi è il Panathinaikos di Diamantidis e Baptiste. La serie è tirata, i primi due episodi vanno in archivio con una vittoria per parte. Quando si va a Siena, però, la musica cambia e con una gara 3 strepitosa i greci si portano in vantaggio nella serie 2 a 1. La successiva gara 4 è una partita meravigliosa e combattuta fino all’ultimo. Purtroppo per McIntyre la corsa di Siena in Europa finisce quella sera, contro il Panathinaikos che si laureerà campione d’Europa a fine anno. Nonostante tutto, il play senese verrà inserito nel miglior quintetto della massima competizione europea per club, davanti a mostri sacri come Spanoulis e Papaloukas.

Non è facile descrivere la miglior stagione disputata da McIntyre nella sua breve ma intensa carriera. Ce ne sono state parecchie di annate strepitose. Tuttavia, oggi che l’ex play di Siena compie 39 anni, il rammarico si fa sentire sempre più, sia perché la sua carriera è stata interrotta troppo presto, sia perché di giocatori così, in Italia, non ce ne sono più.

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