ACB, si fermano i giocatori: play-off a rischio?

ACB, si fermano i giocatori: play-off a rischio?

Commenta per primo!

In Spagna braccia conserte alla vigilia dei play-off. Incredibile, si direbbe di primo acchitto, ma tanto attesa dai tifosi come dai giocatori, la post-season è anche un momento di visibilità, forse il momento giusto per battere i pugni sul tavolo, e forzare una svolta. Questo almeno in sintesi il pensiero della Asociación de Baloncestistas Españoles (ABP), che con la conferenza stampa di venerdì scorso, ha convocato uno sciopero ad oltranza che dovrebbe scattare da domenica prossima, quando in teoria si sarebbero dovute disputare le gare2 dei quarti di finale (Blusens-Real Madrid, Bilbao-Barcelona, Gran Canaria-Baskonia e CAI-Valencia).

Ieri soltanto i primi contatti con i Representantes de la Asociación de Clubes (ACB), ma nessun passo in avanti su quella che è la richiesta principale di chi protesta, ossia modifiche pesanti sul contratto collettivo stipulato tra ACB e ABP nel lontano 1993, e che vengono definite “inderogabili e irrinunciabili”.

Ma come sempre nulla nasce dal nulla, e dobbiamo tornare ad aprile per capirne qualcosa di più, quando la ACB decise di non offrire nuovi vantaggi ai giocatori in materia di diritti di immagine. Fino ad aggi il premio che al massimo si poteva intascare era di 470 mila euro, e non di più. Ma ovviamente le crisi, come d’abitudine, non riguardano mai e soltanto problemi specifici, dettagli per quanto importanti, bensì uno stato di cose nel suo insieme, ed è molto più profonda.

Infatti José Luis Llorente, Presidente dell’ABP, spiega chiaramente che sono diversi i punti su cui la protesta non vuole cedere, e che scatenerebbero una vera e propria rivoluzione nel diritto sportivo iberico, applicato alla palla a spicchi:

1. Un aumento deciso del salario minimo dei giocatori, oggi fissato sui 25mila euro;
2. Raddoppiare la copertura del Fondo di Garanzia salariale;
3. Perdita di qualsiasi diritto di prelazione e di trattenuta per quei club che non sono in regola con i pagamenti degli stipendi;
4. Massima libertà di contrattazione e riduzione degli oneri economici per quei giocatori che decidono di appoggiarsi al Decreto 1006/1996 “Herreros” (così chiamato per via del giocatore del Real che in quella stagione decise di passare dall’Estudiantes alla camiseta del Real pur avendo un contratto in essere con i “cugini” madrileni, pagando un indennizzo, oggi fissato dalle norme a quota 100mila euro);
6. Congelare la situazione di quei club che ricorrono al cosiddetto procedimiento concursal, e sono coinvolti in cause per mancati pagamenti;
7. Conservare il Fondo Sociale per i giocatori;
8. Garantire regole chiare su come tutelare i giocatori nel caso in cui abbiano gravi problemi fisici, aiutando i club o gli stessi giocatori attraverso fondi del del Sistema Nacional de Salud (España) o de las Mutuas de Accidentes de Trabajo y Enfermedades Profesionales;
9. Vacanze natalizie;
10. Impossibilità di tesserare nuovi giocatori se esistono pendenze con quelli già presenti nel roster.

FOTO: http://cdn.blogosfere.it/basketcase/Dall’altra parte del tavolo, la ACB ha sollecitato la mediazione del Segretario di Stato per lo Sport del governo Rajoy , Miguel Cardenal, ma nel frattempo, ha già comunicato in via ufficiale alcune controproposte su cui si potrebbe trovare un compromesso. L’obiettivo è arrivare rapidamente ad un accordo trasversale, per tutti i giocatori, qualsiasi sia la loro nazionalità sportiva, per i prossimi quattro anni, e con alcune novità:

1. Aumentare le polizze assicurative dei giocatori da 75 a 100mila euro;
2. Rendere più consistente il contributo dei club al Fondo Sociale da 180 a 400 euro per giocatore;
3. Far crescere il Fondo di Garanzia Salariale da 270 a 350 mila euro, se si parla di apporto dei club, arrivando ad un massimo di 900mila – 1,2 milioni di euro considerando un contributo extra da parte della Lega;
4. Dare una corsia preferenziale e rapida a tutte le controversie di carattere salariale, se il ritardo nel pgamento supera i tre mesi.
5. Miglioramento delle condizioni economiche in caso di rinnovo dei giocatori che non ricevono offerte da club, proponendo un aumento del 18% (dal 65% di oggi al 75% dell’ultima retribuzione) il rinnovo del contratto.
6. Accettare le tre proposte presentate sul diritto di prelazione. 1) Dimezzare i tempi burcoratici per eseguirlo; 2) Limitare tale diritto ai club che devono il 30% o più del contratto del giocatore. 3) Perdita del diritto di prelazione se il club e il giocatore decidono di risolvere il contratto di comune accordo o attraverso una rescissione unilaterale da parte del giocatore, dietro pagamento della clausola.

Ce la si farà a portare a casa una trattativa lampo? Si aspettano le prime mosse…

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy