Addio Roma 2024, e quella rinuncia (inutile) chiamata Eurocup

Addio Roma 2024, e quella rinuncia (inutile) chiamata Eurocup

La scelta di oggi sulla candidatura di Roma apre una riflessione sulla scelta delle squadre italiane che dovevano partecipare all’Eurocup.

“Carpe diem, cogli l’attimo” la sublime interpretazione di Robin Williams nei panni del Professor John Keating nel film ‘L’attimo fuggente’ deve avere ispirato anche la sindaca di Roma Virginia Raggi. Sì, perché nella giornata odierna ha annunciato la rinuncia da parte della città all’organizzazione dei Giochi Olimpici del 2024. Una decisione complessa, maturata già da qualche tempo e ufficiale da oggi: diverse le motivazioni che hanno portato a questa scelta: poteva essere un’ottima occasione di promozione per la città e per l’Italia intera, ma così non sarà.

Erano in tanti a credere in questo progetto, un qualcosa che avrebbe messo Roma al centro del mondo per la durata delle Olimpiadi e avrebbe portato a un (probabile) miglioramento e ammodernamento di strutture e infrastrutture. Sicuramente, tra i promotori, il presidente del CONI Giovanni Malagò, da sempre in prima linea per cercare di organizzare eventi sportivi all’interno dell’Italia. Per lui, la giornata di oggi ha rappresentato la fine di un’illusione stupenda: il mancato incontro con il Sindaco, cui ha fatto seguito l’annuncio della stessa Raggi, ha spento l’entusiasmo con cui Malagò aveva dato vita alla candidatura.

Ci ha sempre creduto anche Gianni Petrucci, presidente della FIP ed ex presidente del CONI, che ha cercato in ogni modo di agevolare la candidatura di Roma per le Olimpiadi. Dopo avere ottenuto l’assegnazione del Torneo Preolimpico di pallacanestro, buono come risultato di pubblico e seguito ma deludente come risultato sportivo per l’Italbasket, l’Italia sembrava essere decisa anche nell’inseguire fino in fondo il sogno olimpico… anche a costo di accettare decisioni provenienti dai vertici.

L’estate cestistica è stata contraddistinta dalla lunga querelle tra Eurolega e FIBA, che ha aumentato l’incertezza delle partecipanti. Diverse sono state le squadre incerte nella lista delle varie competizioni, anche se Bertomeu e Baumann hanno portato avanti la propria linea cercando di fare i rispettivi interessi. Già, proprio Patrick Baumann riveste un ruolo fondamentale nella vicenda italiana: Segretario Generale della FIBA e membro del Comitato Olimpico Internazionale, una persona tra quelle che hanno la possibilità di votare che città scegliere per ospitare le Olimpiadi.

lequipe.fr

La torrida estate della pallacanestro europea vede un primo punto di svolta quando la FIBA, proprio tramite Baumann, minaccia di prendere provvedimenti nei confronti delle Federazioni ‘ribelli’, cioè non allineate sulla linea e vicine al gruppo che fa capo ad Eurolega. Si parla inizialmente di esclusione delle squadre dalle Olimpiadi, come nel caso della Spagna, nazioni costrette a rinunciare all’organizzazione del Preolimpico, come nel caso dell’Italia. Proprio in quel momento, stanno nascendo la nuova Eurolega e, di conseguenza, anche la nuova Eurocup, cui dovrebbero prendere parte Trento, Sassari e Reggio Emilia (più Cantù con un’eventuale wild card).

Inizia una fase di trattative interne alla Federazione, per capire come muoversi: troppo forte il rischio di perdere il Preolimpico e il voto di Baumann per Roma 2024 per non intervenire. Le squadre italiane fanno dietrofront, dopo un incontro con Petrucci: tutte e tre annunciano la volontà di non prendere parte all’Eurocup ma alla Coppa FIBA. Decisione che fa discutere, anche per un fattore di crescita del movimento.

Una vetrina importante, un torneo di alto livello con tante squadre competitive e la possibilità di migliorarsi partita dopo partita: l’Eurocup, il secondo torneo continentale, ha permesso la maturazione di tante squadre e giocatori nel corso degli anni. E’ il caso proprio della Dolomiti Energia Trento, lo scorso anno alla prima partecipazione in assoluto a una coppa europea e capace di arrivare ad un solo tiro dal giocarsi la finale. Ma anche Reggio Emilia e Sassari, squadre ricche di talento, avrebbero potuto ben figurare e far crescere i propri giocatori a livello internazionale, anche in ottica Nazionale.

Già, proprio la Nazionale. Perché anche l’Italia allenata da Ettore Messina avrebbe avuto bisogno di giocatori allenati e abituati a giocare ai massimi livelli. Tolti i due NBA e i giocatori che giocano in Eurolega, Messina ha dovuto pescare tra un nucleo di giocatori di talento ma non sempre pronti a essere decisivi nei momenti topici delle gare. Inesperienza, poca abitudine a giocare certi tipi di gare con una posta in palio molto alta sono solo alcuni dei fattori che hanno visto l’Italbasket essere spesso al di sotto delle attese nel corso degli ultimi tornei disputati. E non è giusto neanche affermare a priori che ‘questa è la Nazionale più forte di sempre’, perché i successi si costruiscono un passo alla volta, grazie ad un nucleo di giocatori vincenti e forti.

Osservando il quadro delle partecipanti all’Eurocup, appare tristemente evidente l’assenza di squadre del nostro paese. E non è una cosa di poco conto, perché se vogliamo essere ancora considerati uno dei campionati più belli e competitivi in Europa non possiamo permetterci di rinunciare ad un palcoscenico così importante. Questo va a discapito di tutto il movimento: non c’è competitività a livello nazionale e internazionale, quindi i grandi giocatori in Italia non vengono a giocare e di conseguenza il livello tende ad abbassarsi. Questo è uno dei problemi principali che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni, con i risultati europei a testimoniarlo.

Le eccezioni, come Trento e altre ci sono, ma rappresentano più casi isolati e sporadici che una vera e propria ripresa dell’intero movimento. E le decisioni prese in estate non possono fare altro che dilatare il gap con le squadre e i tornei più competitivi.

Il sogno di Roma 2024 si è infranto contro le decisioni politiche ed istituzionali che hanno deciso dopo un’attenta analisi, considerando i possibili aspetti positivi e negativi. Con la consapevolezza che la nostra pallacanestro può avere perso, inutilmente, alla luce dei risultati l’ennesima occasione per crescere.

La rinuncia all’Eurocup delle tre squadre aventi diritto potrà essere rimpianta oggi, ma il passato è passato. Forse si ricorderà solo come un ‘sacrificio’ inutile per inseguire un’utopia irraggiungibile come le Olimpiadi.

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