Alla ricerca del riscatto: il Panathinaikos post Diamantidis

Alla ricerca del riscatto: il Panathinaikos post Diamantidis

Quella che sta per iniziare è la prima stagione del Panathinaikos senza Dimitris Diamantidis. La squadra di Pedoulakis deve riscattare la passata stagione e sta costruendo una squadra che sarà competitiva sia in Grecia che in Europa.

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Ti chiami Panathinaikos, hai quasi 100 anni di storia e sei salito 34 volte nell’Olimpo del basket greco, riuscendo 6 volte ad allungare la mano e a toccare il cielo europeo. La storia si scrive, si racconta e resta lì indelebile nei giocatori del passato, del presente e del futuro. La gloria si conquista, molte volte grazie ad un condottiero che riesce a sfidare e battere gli altri. Ma arrivano i momenti difficili, in cui sbagli strategia, sbagli uomini e perdi contro i tuoi nemici, li vedi esultare davanti a te, a casa tua e diventi verde, verde di rabbia.

La stagione 2015-2016 del Panathinaikos di Sale Djordjevic prima e di Argyris Pedoulakis poi può essere raccontata così, perchè una coppa di Grecia vinta contro il Faros a marzo non potrà mai curare le ferite per le sconfitte contro il Laboral Kutxa, 3-0 nei Playoff di Eurolega, e il 3-1 nelle Finals del campionato greco. O.A.K.A, la casa di tanti successi, è stata il teatro delle vittorie altrui, con Laboral e Olympiacos che hanno chiuso proprio in casa del Pana la serie, incapace di sfruttare il fattore campo.

ÄÉÁÌÁÍÔÉÄÇÓ   ÔÑÉÊÁËÁ - ÐÁÍÁÈÇÍÁÉÊÏÓ  DIAMANTIDIS  TRIKALA - PANATHINAIKOS (BASKET LEAGUE 2014-2015)

La stagione 2016-2017 deve essere quella del riscatto, del rilancio in Grecia e in Europa ma di certo si apre con un assenza che provocherà nostalgia ed emozioni a parecchi appassionati della palla a spicchi. Dopo 12 anni, 9 campionati greci, 10 coppe nazionali, 3 Eurolega, 679 presenze con la maglia verde addosso si ritira Dimitris Diamantidis. Il Panathinaikos ha già deciso di ritirare la maglia numero 14, la seconda volta nella storia del club di Atene che aveva concesso onore solo a Fragiskos Alvertis.

La società ha scelto di confermare Argyris Pedoulakis come capo allenatore, anche perché l’allenatore ha preso la squadra in corsa, già fuori dall’Eurolega e con una situazione psicologica ed ambientale al limite. Pedoulakis, adesso, avrà a disposizione tutta la Pre-Season per plagiare la squadra con i suoi dettami tattici e, soprattutto, potendo scegliere i giocatori che più si addicono al suo giocando, cedendo quelli che sono fuori dal progetto.

Detto di Diamantidis l’altra perdita significativa per il Panathinaikos è quella del centro Georgios Papagiannis, uno dei talenti più puri del basket greco, che a soli 19 anni ha deciso di accettare la sfida NBA, firmando con i Kings un contratto da rookie, dopo esser stato scelto con il numero 13 all’ultimo draft dai Phoenix Suns che hanno subito ceduto i diritti alla franchigia di Sacramento. Nel reparto lunghi operazioni di smantellamento anche vista la partenza di Miroslav Raduljica, gigante serbo che nell’estate del 2015 aveva firmato un contratto di due anni con i greci ma che non ha mai del tutto convinto ad O.A.K.A. nonostante una stagione da 12.7 ppg e 4.4 rpg in Eurolega. Raduljica si è accasato a Milano e il Pana ha fatto spazio per gli arrivi di Ioannis Bourousis e Chris Singleton.

GettyImages
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L’anno di grazia appena trascorso da Ioannis Bourousis a Vitoria è stato sorprendente, un vero miracolo per il lungo greco che ha trascinato i suoi alle Final Four di Eurolega, è stato premiato MVP della Liga ACB, chiudendo con 12.9 punti di media, 7.1 rimbalzi, 2.2 assist e 0.9 palle rubate. Una stagione da assoluto protagonista in Spagna ed in Europs che gli sono valsi la chiamata del Panathinaikos. Bourousis, che in passato aveva vestito le maglie di AEK Atene e Olympiacos, adesso si trasferisce ad O.A.K.A, a difendere i colori verdi del Pana di Pedoulakis, chissà come l’avranno presa le tifoserie delle sue ex squadre.

L’altro acquisto in casa Pana è Chris Singleton, lungo ex Lokomotiv Kuban che ha un trascorso di tre stagioni ai Washington Wizards. Singleton, che all’occorrenza può giocare anche da 4, va a completare un reparto dove sono presenti anche James Gist e Antonis Fotsis, confermati dalla passata stagione.

La cessione, prima citata, di Papagiannis non significa, comunque, che il Panathinaikos non creda nei suoi giovani, anzi. Il talento puro di Vasilis Charalampopoulos sarà a disposizione di Pedoulakis nella prossima stagione e, visto il rinnovo per 8 anni per l’ala piccola classe 1997, l’impressione è che il rapporto tra il club e Charalampopous sia destinato a durare parecchio nel tempo. Il ruolo di ala piccola, però, necessitava di un altro uomo, vista la partenza di Williams, e per questo la società ha deciso di firmare K.C. Rivers con un contratto 1+1. Rivers, 29 anni, è il giocatore di esperienza che serve nello spogliatoio, soprattutto nei momenti difficili, e può aiutare Charalmapopoulos nel suo percorso di crescita.

Nel reparto piccoli la squadra non ha subito grandi cambiamenti, visto che l’innesto di Mike James, proveniente anche lui dal Laboral Kutxa dei miracoli della passata stagione, è intenso a sostituire numericamente l’addio di Diamantidis.

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Se nel ruolo di guardie la squadra potrà continuare a contare su James Feldeine e Nikos Pappas, è sicuramente la conferma di Nick Calathes in cabina di regia l’acquisto in più per Pedoulakis. Rispedite al mittente le richieste provenienti da Sacramento e dal coach Dave Joerger, che ha allenato Calathes per due stagioni quando militava nei Memphis Grizzlies. Sarà lui la mente del Panathinaikos del futuro, proprio con Mike James a dargli una mano.

La rivoluzione si rendeva necessaria, cambiare gli interpreti di una stagione che si è inceppata sul più bello era necessario e con quattro acquisti di primissimo livello più le conferme dei migliori giocatori della passata stagione, Dimitris a parte, porta a pensare che nella prossima stagione il Panathinaikos si presenterà ai nastri di partenza del campionato greco quantomeno alla pari con l’Olympiacos, potendo dire la propria anche in Eurolega.

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