Anche l’Eurocup non ci sorride ma è solo questione di soldi?

Anche l’Eurocup non ci sorride ma è solo questione di soldi?

Solo due squadre su cinque hanno superato le Last 32 di Eurocup dimostrando ancora una volta le difficoltà delle nostre squadre nell’imporsi in Europa.

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Il basket italiano è sempre più lontano dagli standard che l’Europa che conta richiede. Dopo il fallimento su tutta la linea in Eurolega di Sassari e Milano, si erano riposte tante speranze sull’Eurocup che, nella fase delle Last 32, vedeva impegnate ben cinque squadre facenti parte del nostro campionato. Tali speranze sono state miseramente disattese da tre quinti della delegazione italiana nella seconda coppa continentale e, se neanche l’Eurocup è territorio amico alle squadre italiane, qualche domanda bisognerà pur farsela.

 

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Tutti abbiamo negli occhi il tricolore conquistato dalla Dinamo Sassari   lo scorso giugno, successo che aveva fatto pensare a una campagna  europea leggermente più soddisfacente di quella della passata stagione,  ma l’Eurolega è andata come sappiamo ed è arrivata anche  un’eliminazione inaspettata in Eurocup che conferma ancora una volta la  stagione al di sotto delle aspettative dei campioni d’Italia. In realtà il  gruppo N, quello dei sardi, non era dei più difficili: certo Zaragoza e  Galatasaray era avversari rispettabili ma certamente alla portata dei  campioni d’Italia incarica. Alla fine il Banco di Sardegna ha abbandonato la competizione con tre vittorie e tre sconfitte, vincendo sempre in casa e perdendo sempre in trasferta, dato significativo per la valutazione della tenuta mentale della squadra, e concedendo al Szolnoki Olaj l’unica vittoria delle sue Last 32.

Reyer

Sicuramente l’addio all’Eurocup della Reyer Venezia avrà pesato  sull’esonero di Carlo Recalcati: infatti, i lagunari hanno disputato,  soprattutto all’inizio, una discreta prima fase e guardavano con speranza  al futuro europeo, ma le sconfitte interne rimediate contro Zenit San  Pietroburgo in avvio e contro lo Zielona Gora in chiusura si sono rivelate  decisive. Senza ombra di dubbio il roster a disposizione di Venezia,  almeno a livello di nomi, avrebbe consentito qualcosa di più, ma gli  infortuni e la scarsa serenità dovuta alle difficoltà hanno reso l’Umana  più fragile del previsto e ciò a compromesso il passaggio del turno in Eurocup.

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Un’altra squadra che indubbiamente avrebbe potuto fare di più è la Grissinbon Reggio Emilia che nel girone ‘’italo-turco’’ avrebbe potuto  conquistarsi un posto, magari da seconda, agli ottavi di finale. Ad aver determinato l’eliminazione sono stati principalmente gli infortuni che hanno colpito la squadra di coach Menetti nel finale del girone e, anche qui come per Sassari, l’incapacità di vincere fuori dalle mura amiche. In particolar modo è stata la nettissima sconfitta subita nell’ultimo turno contro il Pinar Karsiyaka a determinare l’eliminazione dalla seconda coppa continentale dei vice campioni d’Italia. Forse Reggio è la squadra che è uscita più a testa alta dalla competizione lottando fino all’ultima partita in un girone non facilissimo.

 

Senza cadere nei soliti luoghi comuni e nella tendenza esterofila che spesso ci fa pensare che fuori dai nostri confini nazionali si faccia sempre tutto meglio, c’è indubbiamente da interrogarsi sul perché molte squadre italiane che ambiscono chiaramente al titolo o che lo hanno conquistato pochi mesi fa facciano grande fatica contro formazioni non di prima fascia provenienti da altri campionati. Non può essere un problema solamente di natura economica dovuto alla crisi, ma anche di ‘’sistema’’: infatti, una squadra come la Dolomiti Energia Trento, che non dispone certo di risorse economiche paragonabili a quelle di altri club esteri, sta andando a vele spiegate verso un buon piazzamento nella competizione grazie al suo progetto, parola spesso usata troppo a vanvera nel nostro basket che guarda poco al futuro e tende molto a vivere alla giornata.

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