Basketball Champions League al via: il Power Ranking di Basketinside.com

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La Champions che comincia oggi vede impegnate 32 squadre, tra cui quattro italiane: scopriamo le favorite e le possibili outsider della competizione

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Inizia questa sera la nuova stagione di Champions League, giunta alla seconda edizione ma già riuscita a mettere insieme cifre importanti come dimostra il montepremi di 4 milioni di Euro (il doppio di quanto previsto dall’Eurocup) ed il bonus di un milione riservato al club vincitore (il medesimo importo spettante alla vincitrice dell’Eurolega).

Accedono alla fase ad eliminazione diretta le prime 4 degli altrettanti gironi (ciascuno composto da 8 squadre).
Le italiane sembrano ben strutturate per fare bella figura, e ci sentiamo di azzardare un possibile un en-plein nella fase a gironi. Se Venezia Sassari e Avellino appaiono infatti complete e sufficientemente lunghe (la Reyer in primis) per ambire a far strada nella competizione, Capo d’Orlando ha dimostrato nel preliminare, sommergendo l’Avtodor Saratov, di avere la compattezza e l’intelligenza da sempre ricercate (con ottimi risultati) dalla dirigenza in sede di costruzione del roster, e riteniamo possa essere una delle squadre rivelazione.

Proviamo a fare una previsione sui rapporti di forze ai nastri di partenza.
Avanzano ai play-off:
Gruppo A: Murcia, Monaco, Sassari e Pinar
Gruppo B: Tenerife, Gaziantep, Ludwigsburg e Capo d’Orlando
Gruppo C: Strasburgo, Reyer, Estudiantes e Banvit
Gruppo D: Besiktas, Avellino, Nanterre e Bonn

Favorita per il titolo: Besiktas, roster di livello assoluto per talento ed esperienza (Boatright, D.J. Strawberry, Diebler, Augusto Lima, Earl Clark)

Candidate alla Final4:
– Strasburgo (giocatori chiave Zack Wright e Logan, oltre al nuovo arrivo Labeyrie sotto i tabelloni)
– Reyer Venezia (le aggiunte di Orelik e Johnson ne aumentano il talento completando al meglio le armi tattiche a disposizione di coach De Raffaele)
– Murcia (Faverani e Oleson possono fare la differenza)
– Monaco (cambiato l’asse play-pivot con Craft e Kikanovic, ma sembrano pesanti le perdite di Dee Bost, Wright, Caner-Medley e Shuler)
– Tenerife (i campioni uscenti hanno mantenuto sostanzialmente il nucleo dello scorso anno, rimpiazzando Grigonis con Ponitka e Bogris con Tobey, ma anche il coach è nuovo).

Seconda fascia:
– Sassari (squadra completa in tutte le zone del campo, Shawn Jones potrebbe rivelarsi un crack, intrigante la coppia di esterni Hatcher-Bamforth)
– Avellino (tanto fosforo in regia, un centro dominante ma che avrà difficoltà a reggere le troppe partite, Lawal potrebbe cambiare le carte in tavola anche se la sensazione è che manchi il centesimo per fare la lira)
– Pinar Karsiyaka (roster completamente rivoluzionato, Waters e Kennedy sugli esterni, e gli ex-italiani Jarrod Jones e Dustin Hogue)
– Estudiantes (Landesberg e Caner-Medley sono una garanzia, con il sempreverde Omar Cook in cabina di regia)
– Banvit (Odum il potenziale crack per i vicecampioni in carica, Vidmar e Kulig le certezze, per Caloiaro una vetrina per il salto di qualità)
– Nanterre (Shuler la stella, Schaffartzik e Nic Moore a supporto di una squadra che potrebbe soffrire nel pitturato)

Possibili outsider
Non convincono le greche AEK, Aris e PAOK, nemmeno le squadre dell’Est paiono competitive ad alti livelli. Le sorprese potrebbero arrivare dai turchi del Gaziantep (che schierano giocatori di qualità come Victor Rudd, D.J. White e Cameron Clark), dall’Hapoel Holon (che all’esperienza di Pnini unisce Joe Alexander e gli ex-Cremona Holloway e TaShawn Thomas), ma soprattutto dalle tedesche, tutte e quattro competitive a testimonianza del livello raggiunto dal basket teutonico. Una o due outsider dovrebbero arrivare da questo gruppetto, e fare strada nei play-off:

– Oldenburg (il veterano Paulding può contare sui nuovi innesti interessantissimi di McConnell, Allen e Mahalbasic)
– Bonn (Josh Mayo e l’esplosività di Bartolo, ma sono in tanti a poter mettere dei plus a referto)
– Ludwigsburg (da tener d’occhio Walkup ed Evans)
– Bayreuth (Marei può essere dominante sotto le plance, Gabe York la guardia in cerca di consacrazione, Linhart il collante)

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