BBL, Playoff: finale tra le prime della classe, Bamberg-Oldenburg

BBL, Playoff: finale tra le prime della classe, Bamberg-Oldenburg

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Scrivere di Basket in questi giorni risulta più che mai arduo, causa la valanga di emozioni che da un angolo all’altro d’Europa (e dell’oceano) infiammano palazzetti, tifosi, giocatori o semplici appassionati di questo sport meraviglioso. Al via di questi playoff abbiamo scritto come Maggio e Giugno fossero i mesi del Basket. Il basket con la “B” maiuscola, come sublimazione di uno sport che diventa metafora per ogni piccolo fatto quotidiano, che entra e si fa strada nei pensieri delle persone semplici, come un epifania che tiene la gente con il cuore in fibrillazione fino alla sirena finale.

In questo clima, in Bundes, quattro squadre si sono giocate il loro destino in due gare 5 che hanno rappresentato alla perfezione il microcosmo delle rispettive stagioni. In finale vanno Bamberg e Oldenburg, forse (passateci il termine) le due squadre più “squadre” della stagione, a dimostrazione di come un sistema di gioco, se interpretato, venga prima dei singoli. Un sistema in cui le stelle (Ford, Paulding, Nachbar) possono anche permettersi una giornata storta che ciò non andrà a influenzare sulla resa collettiva. Gara 5 è stato il giusto epilogo, ora 3 giorni per resettare tutto. Il Maisterschiale attende.

 

EWE OLDENBURG 80 – 75 RATIOPHARM ULM (22-14; 18-19; 14-22; 26-20) EWE vince la serie 3-2

La svolta della serie è stato indubbiamente il forfait di Ghunter in gara 3. Gara 4 è stata la partita dell’orgoglio di Ulm, vinta sulla sirena con un urlo immaginario che recitava “not in our house”. Gunther ieri c’era, ma in campo c’è andata la controfigura su una caviglia sola. 9pt con 2/11 al tiro e un solo assist per un -6 di +/-; non il giusto epilogo di stagione per colui che è stato il vero cervello di questa squadra che è arrivata a 40 minuti dal giocarsi il repeat della finale dello scorso anno. La partita in sé oggettivamente non è stata bella. Le cifre della gara sono tutte al ribasso e raccontano di un equilibrio quasi totale, i cui numeri sono lo specchio della tensione che aleggiava sopra il parquet. 41 a 37 le % al tiro, 11 a 14 le perse e 4 soli giocatori in doppia cifra. In realtà tutta la gara è sembrata avvolta da un aura di fatalità, come se tutto fosse già scritto. Ray e Bryant che insieme combinano per punti: 9 (nove!) quando per tutta la stagione hanno inciso per il 60% dei punti di squadra, Esterkamp alla miglior partita stagionale, Nankivil unico del quintetto per Ulm ad andare in doppia cifra. Eppure il Ratiopharm si è arreso solo gli ultimi 2 minuti, quando Paulding ha infilato la seconda tripla della sua partita dando 2 possessi pieni di distanza all’EWE. Da li è stata semplice amministrazione dalla lunetta per Joyce. Si diceva, è stato il sistema dell’EWE ad averli portati fin qui, vero, ma dopo tutti i discorsi di tecnica, tattica e strategia, questo rimane un gioco di “make or miss shots” e Oldenburg deve ringraziare per questo l’MVP della partita e della serie, quel Jenkins che, lasciando il Bamberg la scorsa estate, si era rimesso in discussione a 32 anni, in una piazza che, dopo l’addio a Brown, cercava un altro leader da cui trarre ispirazione. I suoi numeri della serie: 23pt, 4,8reb, 2ass e 23 di valutazione di media uscendo dalla panchina, rebus insoluto per Ulm. Il Bamberg è avvertito, il figliol prodigo non è in vena di convenevoli.

MVP: Julius Jenkins: 27pt, 7reb, 2ass.

EWE: Kramer 3, Joyce 9, Chubb 12, Paulding 6, Burrell 8, De Mello 2, Wysocki 6, Smaulders 4, Smit 3, Jenkins 27.
ULM: Ray 4, Schwethelm 6, Jeter 9, Nankivil 12, Bryant 5, Ghunter 9, Theis 2, Esterkamp 24, Samhan 4.

BROSE BAMBERG 85 – 66 BAYERN MUNCHEN (19-21; 21-19; 24-13; 21-13) Bamberg vince la serie 3-2

Questa serie non l’ha vinta il Bamberg, ma prima di tutto l’ha vinta la difesa del Bamberg. In ogni singolo atto c’è sempre stato almeno un quarto in cui l’attacco dei bavaresi batteva in testa andando completamente fuori giri. Forse l’unica partita fuori contesto è stata proprio gara 1 in cui i monegaschi hanno toccato quota 98 realizzazioni; da li sempre almeno un quarto sotto i 17 punti. Anche in questo caso il destino del Bayern era già stato segnato in gara 3. Come per l’altra serie è pesata terribilmente la carica carismatica di un leader come il capitano Steffen Hamann, presente-assente con una caviglia in fiamme, in campo solo per 9 minuti d’orgoglio. La partita c’è stata solo nel primo tempo, finchè le energie nervose dei bavaresi hanno resistito a un Bamberg perfetto in ogni aspetto. Circolazione certosina sul perimetro, giochi alto basso eseguiti a memoria, in cui il povero Homan troppe volte si è trovato preso in mezzo tra Ford e Zirbes, e il cinismo da grande squadra. I numeri sono impietosi. 44 a 35 la % dal campo, 43 a 37 il computo rimbalzi e 23 (ventitre!) a 8 le assistenze. Questo è il vero dato che deve essere considerato per iniziare a decifrare non solo questa, ma entrambe le serie di semifinale. Dimmi quanti punti assistiti metti a referto e ti dirò dove potrai arrivare. Pesic non può certo rimproverarsi nulla, le ha provate oggettivamente tutte. Anche in questa gara ha stravolto le rotazioni partendo con solo 2 titolari nel quintetto per costringere coach Flaming ad adoperare degli adattamenti, mossa rivelatasi deleteria con Jagla e Greene a virgola, è andato con 5 piccoli per quasi 5 minuti nel secondo quarto, alternato zone diverse a seconda dei quintetti avversari. Non c’è stato molto da fare. Il Bamberg si conferma lepre in Bundes, capace di volta in volta di andare dall’uomo più in palla (Gavel in questo caso) e trovare sempre le soluzioni migliori. Il Bayern esce a testa alta, consapevole di aver scalato qualche gradino nell’immaginaria ascesa al vertice. Torneranno l’anno prossimo ancora più battaglieri.

MVP: Anton Gavel: 18pt, 5reb, 5ass

BAMBERG: Goldsberry 3, Ford 5, Renfoe 6, Jacobsen 13, Zirbes 14, Nachbar 8, Tadda 6, Schmidt 3, Neumann 3, Gavel 18, Ogilvy 6.
BAYERN: Hamann 2, Thomas 7, Greene, Jagla, Homan 12, Rice 16, Troutman 4, Halperin 10, Roberts 4, Benzing 11

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