BBL Playoff – Gara 3: Bayern e Ulm avanzano!

BBL Playoff – Gara 3: Bayern e Ulm avanzano!

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Per alcuni gara 3 può essere il punto di svolta di una corsa che porta al titolo, per altri il conforto di aver fatto comunque bene in stagione, per molti, praticamente tutti quelli coinvolti, un apnea di 40 minuti. Qui, una settimana fa, avevamo dato credito al finale di stagione di Ulm affermando come la fisicità dei bavaresi del sud potesse facilmente aver la meglio sui dragoni di Artland, il cielo ha voluto che stavolta ci azzeccassimo! Topica colossale invece per l’altro quarto di finale (anche se i bookies quotavano basso una serie alla quinta) il Bayern ha maramaldeggiato in lungo e in largo su una Berlino troppo sotto tono, quasi non sembrasse pronta mentalmente all’appuntamento. Oldenburg, dopo la gita in quel di Bonn di gara 2, (persa, e anche male) ne rifila 30 (trenta!) ai Renani. Infine, la serie che non ti aspetti, ma in cui ti schieri inevitabilmente dalla parte del più debole (sulla carta), ovviamente quella tra Bamberg e Hagen. Le fenici già in gara 1 avevano fatto capire ai campioni in carica che non erano disposte a una comparsata da 3-0 e arrivederci all’anno prossimo. Gara 2 ne è stato il manifesto, e la storiella stava per ripetersi ancora qui in gara 3. Non sappiamo se ci sarà l’happy ending hollywoodiano, ma questo è sicuramente un “film” che vale la pena vedere fino all’ultimo fotogramma.

RATIOPHARM ULM 94 – 74 ARTLAND DRAGONS (20-18; 29-19; 27-25; 18-12) ULM VINCE LA SERIE 3-0

Se avete visto gara 2, questa potrebbe sembrarne la perfetta fotocopia: primo quarto in equilibrio, negli altri tre clinic cestistico di Bryant e co. Il centrone americano piazza l’ennesima doppia doppia stagionale (terza in 3 gara di playoff) da 14&14reb di cui 7 offensivi e in una serata da polveri bagnate per Ray (chiuderà con solo 3 punti e 1/5 dal campo) sono i carneadi della panchina di Ulm a supplire, su tutti Nankivil (15 con 3/4 da 3). La partita di Artland invece si può riassumere in due soli nomi: Haynes, che di simile a quello dell’Olympiacos bi-campione europeo ha solo il nome, e Taylor. Sono praticamente gli unici due che scendono realmente in campo nelle file dei dragoni. Taylor ne metterà 28, ma quando la panchina riesce a produrre solo 10 punti, ripartiti sui 57 minuti totali di impiego, nove su dieci il destino è già segnato. Ulm, dalla sua, sfoggia una buona circolazione di palla con 16 assistenze totali che permettono ai tiratori di aprire il fuoco e abbattere ciò che resta di Artland. A leggere solo i numeri Ulm l’ha vinta con il tiro da 3 grazie a un 15-31 contro il 7-22 avversario, in realtà i bavaresi hanno portato a casa una serie mai realmente in discussione grazie alla tremenda fisicità e cattiveria agonistica che ogni volta riversano sul parquet. Una tra Oldenburg e Bonn è avvisata.

MVP: John Bryant: 14pt. 14reb. 3ass.

OLDENBURG 97 – 67 TELEKOM BASKET BONN (27-10; 14-23; 30-21; 26-13) OLDENBURG LEAD 2-1

Si attendevano risposte in quel di Oldenburg, beh, dovrebbero essere arrivate e non sappiamo quanto il destinatario (Bonn) sia stato felice di venirne a conoscenza. Partita realmente mai iniziata. Dopo 7 minuti il parziale era già di 20-6 per i padroni di casa, con i malcapitati di Bonn che invece di giocare a basket riescono solo a fare due cose: 1) recuperare la palla dalla retina e 2) fare la rimessa. Oldenburg sbaglia solo 3 tiri sui 16 tentati in un primo quarto dove tutto il quintetto gira a meraviglia. Oh per carità, anche Bonn passa la metà campo, ma oltre a salutare ogni passaggio come l’arrivo di mr. Godot, tira solo da 3 e tra il 20° e il 24° secondo. Intuirete anche voi come le percentuali siano presto andate molto a sud. Il resto della sfida (oddio, sfida!?) è identificabile come quelle partitelle ai campetti in cui gli altri sono tremendamente più forti e dopo mezz’ora che le prendi butti li un “ultima azione, chi segna vince”, prendi tutti di sorpresa ti butti a canestro e…sdang… ferro. Più o meno è così che dovrebbero averla vissuta i giocatori di Bonn. Parlando di numeri, visto l’andazzo della gara coach Machowski da spazio alla panchina venendo ripagato da un buon impatto di Smeulders, che chiuderà con 19 punti e un 8/10 dal campo, e del solito Jankins (18). Per Bonn la sufficienza è un miraggio. Urge resettare tutto per puntare se non altro a una prova d’orgoglio in gara 4.

MVP: Robin Smeulders: 19pt. 4reb.

BAYERN MUNCHEN 89 – 83 ALBA BERLIN (25-13; 19-15; 17-17; 28-38) BAYERN VINCE LA SERIE 3-0

Dopo la partita, uscendo dall’Audi Dome, pare che quel vecchio volpone di Pesic sia stato paparazzato con cuffiette ed I-pod alla mano all’ascolto del brano che ha consacrato, nell’ormai lontano 2000, tale Spears Britney, dal titolo: “Ops, I did it again”. Mai colonna sonora ci sembra più appropriata per descrivere il lavoro svolto dal sergente di Pirot. Gara 3 assomiglia molto a quelle partite che segnano la svolta di una squadra e il proprio definitivo affrancamento. Proprio lui, coach Pesic, dopo aver portato la sua Berlino sul trono di Germania a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, oggi, è lui ad affondarla con la sua nuova creatura. Questo Bayern, che da molti a inizio stagione veniva indicato come la più diretta concorrente al primato del Bamberg e che troppo spesso in regular season aveva alternato vittorie pesanti a sconfitte rocambolesche contro le ultime della piazza, oggi si dimostra essere squadra con la “S” maiuscola battendo con un secco 3-0 i freschi vincitori della coppa di Germania. Ci scuserete se poniamo l’attenzione su elementi non prettamente attinenti alla partita, perché la gara in se ha avuto poco da dire (44-28 all’intervallo), nonostante il timido tentativo di rimonta dei capitolini nel quarto periodo a conti già fatti. Ci piace raccontare la storia di una società che per troppo tempo ha desiderato le luci della ribalta e che ora sembra essere sul punto di poter scalare quell’ultimo gradino per raggiungerle. Lo farebbe grazie a un organico dall’anima teutonica ben rappresentata dai veterani Hamann e Jagla e dalla stellina Benzing e con talento offensivo a iosa nelle mani dei Troutman, Homan e Rice (Ieri hanno combinato per 50 degli 89 punti del Bayern). Berlino chiude una stagione comunque positiva con il titolo di coppa in bacheca, ma la sola assenza di Djedovic in gara 3, per quanto importante, non può giustificare un ko simile. L’ALBA lascia il passo, ma saprà tornare il prossimo anno.

MVP: Chevon Troutman: 15pt. 7reb. 1blk. 23 valutazione

BROSE BASKET 104 – 94 PHOENIX HAGEN (27-27; 34-28; 31-16; 12-23) BROSE LEAD 2-1

Come tra Bayern e Alba, anche qui si potrebbe aprire il libro Cuore e parlarne per ore. Ma che squadra è Hagen? Una matricola che ha visto la luce nel lontano (si fa per dire) 2004, al primo anno di playoff, raggiunti all’ultima giornata, capace di entrare così sotto pelle ai campioni di Germania tanto da insinuargli nella mente il tarlo che potrebbero anche batterli. La certezza era che questi, di talento e di punti nelle mani li avessero, testimone una stagione regolare chiusa come miglior attacco di squadra con il capocannoniere White (anche oggi sopra i 20), ma che avessero anche la maturità di sapere quando poter azionare il bottone del “booster” questo sinceramente ci era sconosciuto. Qui si vede il lavoro prima psicologico che tecnico di coach Freyer, visto di sfuggita da giocatore in quel di Caserta, capace di riuscire a convincere i suoi che in una serie di playoff i valori di stagione si ri-azzerano e tutto può accadere. Il Bamberg deve ricorrere alle sue stelle Gavel, Nachbar e Ford (tutti sopra quota 20) e a un terzo quarto da primi della classe per scavare l’allungo decisivo. Anche in questa partita la differenza la fanno gli assist: 28 a 14 il parziale pro Bamberg (Gavel 6), e il tiro pesante. Il Brose tira 17/40 mentre Hagen solo 8/28, con un paio di conclusioni sputate dal ferro negli ultimi minuti che, se segnate, potrebbero aver regalato un finale diverso. A una lettura cruda delle statistiche si nota come il Bamberg, nonostante le stelle di cui dispone, sia ancora più squadra rispetto alle fenici che troppe volte in questa gara 3 si è affidata agli assoli dei propri solisti. Ora si torna nel catino di Hagen. Fin qui la serie ci ha raccontato come a prevalere siano stati gli attacchi, ma qualcosa ci fa dire che la sfida si deciderà quando e se il Bamberg schiaccerà il bottone “difense”. Qui tra due giorni per gara 4.

MVP: Bostjan Nachbar: 22pt. 8reb. 3ass. 1blk.

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