BBL, Playoff Semifinali – Gare 3: Bamberg e Oldenburg si riprendono il fattore campo

BBL, Playoff Semifinali – Gare 3: Bamberg e Oldenburg si riprendono il fattore campo

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Nelle serie in parità al meglio delle 7 partite sarebbe gara 5, qui è gara 3, ma la sostanza non cambia. Quella che gli americani chiamano “pivotal game”, la gara perno, quella intorno alla quale girano le fortune, o le sfortune, di una serie, anzi no, di una stagione intera, era il palcoscenico delle quattro contendenti al Maisterschiale. Visto com’era andata fin qui, con le vittorie esterne di gara 1 e gara 2, tutto poteva succedere e di tutto in effetti è accaduto. E’ successo che Oldenburg dopo essere stata sotto di 12 a inizio 4° periodo, con solo punti 4 (quattro!) nel quarto, chiuderà la partita con un parziale di 22 a 7 per il +6 finale. Idem dicasi per l’altra semifinale, in equilibrio fino agli ultimi 10’, quando il Bamberg ha deciso che era ora di dare un giro di vite alla serie. 98 a 79 il finale e arrivederci a gara 4. Fattore campo riconquistato per le teste di serie e destino che ora torna prepotentemente nelle mani di Bamberg e Oldenburg.

EWE OLDENBURG 65 – 59 RATIOPHARM ULM (22-20; 17-16; 4-16; 22-7) OLDENBURG LEADS 2-1

L’EWE Arena è vestita a festa. Si avverte nell’aria l’importanza della gara e il pubblico di Oldenburg vuole far sentire la sua presenza, come forse non era arrivata alla squadra in occasione di gara 1, persa proprio a domicilio. Per Ulm pesa l’assenza di Gunther, fermato da un problema muscolare, che sarà sostituito da un impalpabile Jonke (virgola con 1 persa in 9 min). L’assenza del play teutonico si rivelerà di capitale importanza per Bryant e co., in quanto vero e forse unico metronomo di una squadra dalle spiccate individualità. Sarà proprio la mancanza di razionalità nella gestione dei possessi negli ultimi 10’ minuti a condannare il Ratiopharm ad una sconfitta quanto mai amara per come si era sviluppata l’intera partita.

Le squadre partono bene in attacco. Da una parte è Jenkins (4/7 da 3) a scaldare la mano dalla lunga, mentre per Ulm si mette subito al lavoro sotto i tabelloni il solito Bryant che chiuderà con l’ennesima doppia doppia da 18&11 rimbalzi. Il primo tempo si mantiene in equilibrio, mai più di 5 punti di divario tra le squadre. L’avvio di ripresa è però scioccante per Oldenburg. L’attacco batte in testa, i ragazzi di coach Machowski tireranno praticamente solo da 3 prendendo solo il ferro e a volte nemmeno quello. 1/13 nel periodo con 4 perse. L’EWE resta mentalmente negli spogliatoi per tutto il terzo periodo e Ulm guidata da un incredibile Jater ne approfitta lasciando li un parziale di 16-4 che, per come si era messa la partita, va fin stretto al Ratiopharm, che non avrà la cattiveria sul finale di quarto di andare a incrementare maggiormente il divario. Ray e Philipp sbagliano due triple apertissime che sarebbero state il colpo del KO. Il 4° periodo si apre con una ingenuità di Esterkamp che regala 3 liberi a Paulding, dando di fatto il via alla rimonta dell’EWE. Machowski riesce a registrare la difesa, concentrandosi sulle principali bocche da fuoco di Ulm e battezzando gli altri a tiri dalla media. Scelta che pagherà perché i 7 punti del quarto arriveranno tutti da Bryant e Ray in situazioni di isolamento mentre tutti gli altri tireranno con 1/8 dal campo con 6 perse. I conti li chiuderà ancora Jenkins  con due triple che spaccheranno definitivamente la partita a 3’ dalla fine.

Ulm ha patito terribilmente l’assenza di Ghunter, o comunque la presenza di un trattatore di palla alternativo a Ray e Bryant che alla lunga hanno fatto stagnare il gioco di Ulm, come avvenuto nel 4° e decisivo periodo. L’EWE dalla sua è stata brava a non scoraggiarsi trovando nei senatori Kramer e Paulding le forze per rimontare gli avversari. La serie però ha subito inevitabilmente una svolta, e se il problema a Ghunter si dovesse rivelare più grave del previsto, le quotazioni di Bryant e co. potrebbero crollare in ottica accesso alla finale.

MVP: Julius Jankins: 17pt. 4reb. 2ass.

EWE: Kramer 14, Joyce 5, Chubb 6, Smeulders 3, Paulding 14, de Mello, Wysocki 4, Jenkins 17, Freese 2, Habdul-Hamid.
ULM: Jonke, Ray 10, Shwethelm 9, Nankivil 5, Bryant 18, Theis 1, Esternkamp 2, Jeter 12, Samhan 2.

BROSE BAMBERG 98 – 79 BAYER MUNCHEN (20-21; 32-31; 23-21; 23-6) BAMBERG LEADS 2-1

C’è una cosa che accomuna tutte le grandi squadre, ovvero che sanno esattamente quando e dove colpirti per batterti. Il Bamberg può tranquillamente essere annoverata tra queste. Il Bayern, che differentemente sta studiando per diventare tale, non può far altro che mettersi in un angolo e prendere appunti per la prossima volta. A parziale attenuante per la squadra di coach Pesic si segnala l’assenza del capitano Haman, ma la mancanza di un giocatore, per quanto importante, non può giustificare il totale black out del Bayern nell’ultimo periodo di gioco.

Come per l’altra semifinale, anche qui il risultato si mantiene costantemente in equilibrio per praticamente tutto lo svolgimento del match. La tensione c’è e si avverte, ma a differenza di altre gare in cui tale pressione può finire per limitare il gioco, qui le squadre si danno battaglia a viso aperto regalando notevoli giocate di alto valore tecnico e agonistico. La play of the game è sicuramente la schiacciata che Homan rifila in testa a mr. stoppata Sharrod Ford, arrivata su un pregevole scarico di Rice (cercare sul tubo, ne vale la pena). La partita è decisamente bella, non solo per gli esteti, ma anche per i tecnici. Notevoli gli adattamenti in corsa sulla difesa del pick’n roll centrale del Bamberg da parte di coach Pesic, come i relativi scambi alto basso tra Ford e Jacobsen che risulteranno indecifrabili per la difesa bavarese. La matassa però si dipana a inizio 4° periodo a favore del Bamberg. Coach Flaming fa alzare la pressione della difesa sugli esterni del Bayern bloccandone di fatto la circolazione di palla. Emblematico un passaggio di Brandon Thomas direttamente alla prima fila dell’arena a 7 minuti dal termine. In attacco il Bamberg è una macchina guidata alla perfezione da Renfroe che segnerà solo 6 punti ma distribuirà ottimamente il gioco, per lui anche 7 assistenze. Ne approfittano Jacobsen che tirerà 6/8 dalla lunga sempre con metri di spazio (anche un gioco da 4 punti per lui) e Ford che invece visiterà spesso il ferro. Inoltre, silenziosi a dir poco i 18 che metterà a referto Nachbar, insolitamente impreciso dalla lunga, ma una macchina dalla lunetta (10/10) e i 21 di Gavel che entrerà nelle pieghe della partita sfruttando alla perfezione i buchi della difesa bavarese. Nel 4° periodo, del Bayern si salvano solo Rice e Roberts che avrà un buon impatto dalla panchina, mentre bucano totalmente la partita Benzing che mostra ancora lacune a livello di sopportazione della pressione e Troutman che non verrà mai a capo del rebus Ford.

In fase di presentazione della serie avevamo detto che se il Bamberg avesse giocato da Bamberg ci sarebbero state poche speranze per il Bayern. Gara 1 si è dimostrato essere uno scivolone dei campioni in carica. Dopo gara 3, e con l’assenza di Haman, non vediamo come i bavaresi possano uscire vittoriosi da questa serie.

MVP: Sharrod Ford: 19pt. 7reb. 2ass. 1 blk.

BAMBERG: Goldsberry 3, Ford 19, Renfroe 6, Jacobsen 24, Zirbes 5, Nachbar 18, Gavel 21, Tadda 2, Schimd.
BAYERN: Rice 15, Troutman 8, Benzing 7, Greene 2, Homan 11, Thomas 5, Alperin 7, Roberts 16, Jagla 8.

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