BCL F4, Finale – DELIRIO VIRTUS, Tenerife al tappeto e trionfo europeo 10 anni dopo

BCL F4, Finale – DELIRIO VIRTUS, Tenerife al tappeto e trionfo europeo 10 anni dopo

La Virtus Bologna scappa nel primo quarto, soffre nel finale ma tiene alla grande e vince la Basketball Champions League.

di Gabriele Leslie Giudice

SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA 73-61 IBEROSTAR TENERIFE (20-8, 18-16, 20-20, 15-17) (20-8, 38-24, 58-44, 73-61)

La Segrafredo Virtus Bologna gioca un’altra ottima partita e vince la Basketball Champions League 2018\2019. Decisivi ancora una volta una grande difesa di squadra – 61 punti concessi a Tenerife, dopo i 50 concessi a Bamberg, per un totale di 111 punti subiti in 80′ – un Kevin Punter cannoniere di lusso – micidiale con la raffica di triple nei primi minuti di partita e all’inizio del terzo quarto, che di fatto indirizzano la partita, oltre a chiudere con 5\5 da 3 – la qualità di M’baye, utilissimo nel primo quarto con 9 punti e nel togliere punti di riferimento alla difesa di Tenerife, molto concentrata su Punter, l’impatto dalla panchina di Aradori, 9 punti, tutti pesanti, le giocate di Chalmers, decisivo nell’alzare il livello difensivo nei momenti in cui Tenerife iniziava a fare paura e nel mettere il canestro del +8 a poco più di un minuto dall’ultima sirena. La Virtus Bologna torna al successo in Europa dopo 10 anni di montagne russe, da stasera Djordjevic può sedersi al fianco dei mostri sacri di una società la cui storia non ha certo bisogno di essere rimarcata.

Quintetti:
VBO: Taylor, Punter, Martin, M’Baye, Moreira
TEN: San Miguel, Staiger, Brussino, Abromaitis, Iverson

Martin apre la finale inchiodando a due mani nel canestro di Tenerife, M’baye colpisce in stepback dal post e la tripla di Punter consente alle V Nere di condurre 7-0 dopo 2′ di gioco. Il promettente inizio virtussino trova nuova linfa nella seconda tripla di Punter, con la marcatura a uomo di Staiger sul numero 0 al momento poco influente. Tenerife – 1\9 dal campo al momento – fatica a trovare ritmo in attacco e dietro continua a soffrire terribilmente Punter, che aggiusta i piedi e trova la sua 3° tripla (13-2). Iverson e il buon impatto dalla panchina di Beiran ostruiscono un minimo l’elettricità di Bologna (15-8), subito pronta a ripartire sulle ali di M’Baye: tripla e bimane a sensazione nel canestro di Tenerife, che fatica a gestire il pallone – 6 palle perse, 2 recuperi fondamentali di Aradori – e chiude il primo quarto sotto di 12 (20-8). Le difese prevalgono sugli attacchi nei possessi successivi, in cui a smuovere le retine è solo Tenerife, che approfitta di 2 rimbalzi offensivi e colpisce con Niang e con i liberi di San Miguel, intervallati dalla penetrazione di Chalmers (24-12 al 13′). La Virtus torna a fare male nella parte centrale del quarto, con la seconda bomba di M’Baye – 5\7 di squadra da 3 al momento – che spinge Djordjevic al massimo vantaggio, sul +17 (29-12). Tenerife è ancora limitata dalle palle perse (9), molte derivanti da falli in attacco, si appoggia sulle spalle larghe di Iverson (8 punti in 14′) e, pur non trovando fluidità nel proprio attacco trova punti dalla lunetta. Gillet ha una fiammata colpendo dai 6,75, ma la Virtus tiene bene e va all’intervallo forte di 14 lunghezze di vantaggio, sul 38-24. Tutto sta funzionando al momento per Djordjevic: la Segafredo viaggia con alte percentuali dal campo (46% abbondante) e i 10 rimbalzi offensivi conquistati sono il miglior indicatore della grande aggressività che la squadra sta mettendo in mostra ormai da 60′ in queste Final Four.

Come contro Bamberg, anche questa volta il delicato inizio di terzo quarto è gestito dalla Virtus nel migliore dei modi: 2 triple di Punter – la tripla con libero supplementare – permettono ai bolognesi di rimettere subito la quinta, con il massimo vantaggio che si aggiorna a +18 (45-27). Tenerife non ci sta e, incitata da un pubblico mai domo, inizia a macinare gioco: un libero di Moreira interrompe il miniparziale di 6-0 gestito interamente dal duo Beiran – Abromaitis, nell’azione seguente la tripla con libero aggiuntivo di White permette a Vidorreta di rivedere un po’ di luce (48-39) mentre corre il 25′. La Virtus riesce a mantenere la distanza di sicurezza con il long two di Aradori e i liberi a segno di Chalmers, mentre Tenerife rallenta ed, esclusa una tripla di Staiger (54-42), non alimenta ulteriormente la sua rimonta ed entra nell’ultimo quarto sotto di 14 lunghezze (58-44). La pressione per la posta in palio e la stanchezza accumulata iniziano ad avere un peso specifico nella narrativa della finale, le triple di Abromaitis e Beiran spaventano Bologna (60-50), che si protegge con i liberi – e alcune ottime giocate difensive – di Chalmers e ha un problema di meno nel vedere Brussino, assoluto carnefice di Anversa nella seconda semifinale, uscire di scena con 5 falli a carico. Tenerife carica ancora – 4 punti consecutivi di Abromaitis – abbattendo dopo una vita la doppia cifra di svantaggio (62-54). Aradori e Abromaitis si rispondono, fa male alla Virtus la correzione a rimbalzo offensivo di Beiran (65-59), ma non è da meno la zampata a centro area di Chalmers, che costringe Vidorreta al timeout sul 67-59 a 1’12” dall’ultima sirena. Gillet e Bassas vanno corti da 3, Punter dalla lunetta mette i liberi che consegnano alla Virtus partita e coppa. La Virtus Bologna vince la Basketball Champions League 2018\2019.

MVP Basketinside: Kevin Punter 26 punti, 5\5 da 3, 6 rd, 1 ro, 6 fs, 29 di valutazione

SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA: Punter 26, Martin 2, Moreira 4, Pajola n.e., Taylor 4, Baldi Rossi, Cappelletti n.e., Kravic 4, Chalmers 8, Aradori 9, M’Baye 16, Cournooh.

IBEROSTAR TENERIFE: San Miguel 3, Staiger 3, Iverson 11, Richotti n.e., Niang 2, Brussino 2, Bassas 5, Saiz 1, Abromaitis 18, Gillet 3, Beiran 9, White 4.

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