BCL, Final Four: la conferenza stampa di Sasha Djordjevic

BCL, Final Four: la conferenza stampa di Sasha Djordjevic

Le parole del coach della Virtus Bologna al termine della finale contro Tenerife.

di Gabriele Leslie Giudice

Complimenti a tutti, sono molto fiero di essere qui oggi con questo trofeo, in questo club, con questa squadra, sono molto grato di questa opportunità, il mio staff ha lavorato durissimo, grazie ai giocatori, sono loro che hanno reso questo possibile, non puoi scegliere la partita perfetta ma puoi scegliere il modo di giocare queste due importantissime partite, abbiamo davvero mostrato come si gioca per vincere un trofeo e sono molto orgoglioso e molto felice. Questo è molto importante per la Virtus Bologna, per la città e per il futuro della società. Possiamo camminare a testa alta, abbiamo avuto tanti alti e bassi in questa stagione, sono arrivato a cammino iniziato, ho cercato di mettere un pezzetto di me stesso, del mio modo di insegnare, di allenare, di avere buone relazioni con loro. Loro mi hanno lasciato libero e abbiamo creato questa unità di cui tutti parlano. Riguardo alla partita, abbiamo letto alla perfezione le intenzioni di Tenerife, come abbiamo fatto anche in semifinale. Eravamo pronti a tutto, sapevamo come volevamo colpirli, e la squadra ha risposto nel modo migliore. Erano molto concentrati. Questo mette il punto esclamativo su quanto ho detto, hanno giocato veramente bene. 
I giocatori hanno capito che la difesa sarebbe stato il nostro focus, abbiamo lavorato duro sulla difesa, sui sistemi da applicare nelle diverse situazioni. Come già ho detto tante volte con la difesa vinci i titoli e con l’attacco vinci le partite, questo è stato il nostro approccio alle Final Four. La Virtus è un club leggendario e meritava questa vittoria, lo respiri nelle mura delle società. Penso che la Virtus abbia un futuro luminoso di fronte a sé, e questa per me è la cosa più importante, perché quando ho deciso di accettare questo incarico ho deciso anche di sfidare la storia di questo team. Su questa panchina si sono seduti Aza Nikolic, Dan Peterson, Ettore Messina, Alberto Bucci e per chiunque è una sfida.”
“Nelle ultime settimane abbiamo giocato ottime partite. A Brescia siamo stati sfortunati, cose che succedono. Avevamo fiducia in noi stessi e nel sistema, questo ci ha portato fino a qui. A livello personale è un bel riconoscimento, i trofei internazionali sono sempre importanti, ma come dico sempre io: il prossimo sarà il più importante.

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