Caso Danilovic, nessuna rissa: per fare da paciere ha rischiato la pelle

Caso Danilovic, nessuna rissa: per fare da paciere ha rischiato la pelle

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Rissa? Minacce? Sembrerebbe di no. E anche se sia inutile negare che la vicenda dell’accoltellamento di Sasha Danilovic sia diventato quasi un fatto nazionale in Serbia, con tanto l’intervento del ministro degli Interni Ivica Dacie, e i media scatenati per ricostruire l’accaduto, con piantine del locale dove è avvenuta l’aggressione e interviste a testimoni, pare che l’euforia e l’allarmismo abbiano fatto perdere la bussola un pò a tutti, ma proprio a tutti, su come sia veramente andata nella trattoria Kafanica, periferia di Belgrado, ormai due giorni fa, alle 2.20 di sabato 18.

Infatti, con Danilovic fortunatamente fuori pericolo già da ieri mattina, dopo un’operazione di ben cinque ore, si apprendono nuovi dettagli sulla tentata aggressione alla ex stella della Virtus (fonte La Gazzetta dello Sport e la Repubblica). E non di poco conto: infatti la sorpresa non riguarderebbe tanto il colpevole, che per gli inqurienti resta ed è Branko Filipovic, proprietario del locale e amico di Sasha. E’ semmai nelle dinamiche e nei moventi che il tutto è stato stravolto.

“Fido” infatti (questo il nomignolo di Filipovic), era nel gruppo che cenava con l’attuale Presidente del Partizan, quando su di giri, era diventato minaccioso con la sua ragazza. Sasha ha provato a far da paciere, ma improvvisamente gli arriva una bottiglia in testa. Danilovic quindi, capendo che l’aggressore non era lucido, gli si avvicina e cerca di ricomporre la cosa all’esterno del locale, ma ecco le coltellate. Infine alla Polizia, Sasha ha voluto difendere fino alla fine l’amico ubriaco, non dando le sue generalità, cosa che però hanno fatto i suoi amici.

Del resto l’ex campione, fin troppo indulgente se questi sono i fatti, non avrebbe neppure contattato il pronto soccorso, fosse stato per lui, e ancora ieri sera, assieme ad alcune dichiarazioni della moglie Svetlana, ha voluto dissipare ogni dubbio nero su bianco, con tanto di comunicato stampa ai media locali. Sempre in difesa di questo amico un pò troppo su di giri: «Non capisco tutto questo rumore, è stato un normale alterco. Nessuna minaccia, nessun attacco, stavo solo cercando di calmare il mio amico. Come tante altre volte era successo. Non è stato un duello e neppure una lite. Senza nessuna allusione a usar armi da fuoco. Ho fallito nel cercare di fermarlo, cosino ricevuto il taglio al polso, cercando di bloccarlo perché aveva un coltello in mano».

Filipovic non è alla prima rissa, spesso in passato fu fermato proprio da Danilovic, che però stavolta ha avuto la peggio, rischiando il peggio. Che forse è passato.

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