Datome a SM: “La situazione si sta normalizzando. Torno per vincere ancora con il Fener”

Datome a SM: “La situazione si sta normalizzando. Torno per vincere ancora con il Fener”

Gigi Datome è un osservatore interessato del tentativo fallito di colpo di stato in Turchia, visto che milita nel Fenerbahce. Ma come da lui stesso dichiarato ai microfoni di Sport Mediaset ha voglia di non lasciare Istanbul e di vincere ancora con la maglia giallonera.

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La Turchia sta vivendo dei momenti difficili e concitati per via del colpo di stato, poi fallito, messo in atto da una parte dei militari turchi nella notte tra venerdì e sabato. Una situazione che riguarda da vicino chi vive ad Istanbul, come Gigi Datome, attualmente in forza al Fenerbahce. Il capitano della nazionale italiana è stato raggiunto dai microfoni di Sport Mediaset per capire quale fosse il suo pensiero sull’accaduto e sulle sue prospettive personali per la stagione che sta per cominciare: “Ho provato una sensazione di sconforto. Non è mai bello vedere certe scene in tv, morti o operazioni militari che siano, a prescindere se si tratta del paese in cui vivi o meno. Ma non ho paura di tornare. Sarò lì tra più di un mese. La situazione si sta già normalizzando, tutto mi pare stia rientrando”. Datome prosegue poi confermando che tutto lo staff e i giocatori del Fenerbahce sono uniti per ricominciare da quanto di buono fatto in maglia giallonera nella passata stagione: “Le persone che lavorano al Fener, compagni e chi lavora in società, stanno tutti bene per fortuna. Ora è importante tornare in fretta alla normalità. Questo episodio non cambierà la mia scelta, giocherò al Fener come da contratto. Tutto il nucleo storico resterà per provare a bissare una grande stagione”. Poi la chiusura sulla mancata qualificazione alle Olimpiadi e sull’infortunio a Tamberi, costretto a saltare i giochi olimpici: “La delusione è grandissima e brucia ancora. A Tamberi dico: so cosa stai provando e spero riuscirai a trarre da questo momento così duro la forza per andare ancora oltre i tuoi limiti. Peccato davvero perché se l’era meritata con i suoi grandi risultati e stare fuori per infortunio brucia ancora di più che uscire sul campo”.

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