Datome dichiara amore ad Istanbul senza dimenticarsi dell’Italia

Datome dichiara amore ad Istanbul senza dimenticarsi dell’Italia

Gigi Datome ha concesso un’intervista dove si parla del #70 del Fenerbahce a tutto tondo, dalla scoperta della nuova città fino all’obiettivo dell’Olimpiade di Rio de Janeiro con la Nazionale italiana.

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I nostri colleghi de La Gazzetta dello Sport hanno avuto l’onore di fare un’intervista al capitano della nazionale azzurra Luigi Datome, dove si parla a 360° del talento di Olbia.
Si è partiti dalla dichiarazione d’amore ad Istanbul, la città dove si è trasferito (“Una città pazzesca, sono rimasto affascinato dalla bellezza e dalle tante attività che si possono fare. Anche se con Obradovic non abbiamo tanto tempo libero per girare. Al momento, visito i posti che mi indicano, faccio il turista”), fino alle difficoltà di imparare una nuova lingua “veramente difficile”, ma almeno “non conoscere la lingua mi aiuta a non avere rapporti con la stampa: non capisco, quindi non leggo nulla”, ha dichiarato Datome, facendo poi riferimento alle prime gare stagionali dove non è andato benissimo: “Chissà cosa mi avranno scritto di cattivo”.
Si passa poi a parlare di Obradovic, uno che sa come vincere l’Eurolega, massimo obiettivo stagionale della corazzata Fenerbahce: “Pretende il massimo, vuole una costante attenzione durante gli allenamenti dove non si possono avere cali di tensione. Ma non è un burbero, fuori dal campo è piacevole parlarci”, fino ad arrivare a spendere belle parole sul GM Maurizio Gherardini, ex di Benetton e Toronto Raptors, il quale ha inserito Gigi in questa sua nuova esperienza.

Datome nel 2011, ancora “sbarbato”

In NBA ha imparato tanto, e a Boston ha dimostrato che sui parquet a stelle e strisce ogni tanto può anche starci, non come è invece successo ai Pistons.
E poi si arriva alla sua caratteristica fisiognomica principale, la barba: “L’ho appena accorciata” (a noi non sembra di vedere tutta questa differenza, ndr), fino ad arrivare a parlare della sua crescita da quando era un ragazzino in quel di Scafati: “Che dire, in tutti questi anni credo di aver raggiunto la giusta maturità. Oggi so cosa fare e cosa non fare, ma quando la gente mi dice che alla fine non sono cambiato credo che sia la cosa più bella che si possa sentire. Diciamo che sono più equilibrato, questo sì: mi sono anche fidanzato, lei è di Olbia, viene spesso a trovarmi a Istanbul”.

Si chiude questa lunga intervista con il riferimento immancabile alla Nazionale, iniziato subito con un ringraziamento a Pianigiani, sia per la sua crescita personale, sia per il miglioramento della FIP con corsi ed aggiornamenti. Poi passa al suo amore per la maglia azzurra: “rappresenta qualcosa di magico: la prossima è la sedicesima stagione di fila in maglia azzurra tra giovanili e prima squadra”. Invece per quanto riguarda l’approdo alle Olimpiadi (l’Italia non ci va da Atene 2004, quando arrivò fino allo storico argento, ndr) concorda con le parole del nuovo CT Messina: “Andare all’Olimpiade dipende da noi. Manca ancora tanto, non si sa bene chi ci sarà tra i giocatori avversari. Se siamo in salute avremo la nostra occasione. E giocare in casa, a Torino, dovrà essere fondamentale”.

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