Doping, il nome di Teodosic nei dossier hackerati. Il play: “Sono onesto, non ho bisogno di nulla”

E’ uscita oggi la quinta serie di esenzioni mediche – altrimenti note come TUE – che il team di hacker noto come FancyBears ha “recuperato” violando i server della WADA.

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E’ uscita oggi la quinta serie di esenzioni mediche – altrimenti note come TUE – che il team di hacker noto come FancyBears ha “recuperato” violando i server della WADA. Per la terza volta, ci troviamo a registrare la presenza di un giocatore di pallacanestro: dopo Elena Delle Donne e Brittney Griner, questa volta è il turno di Milos Teodosic. Sono stati rilasciati anche i documenti relativi a cinque sportivi italiani: lo schermidore Paolo Pizzo, la nuotatrice di fondo Rachele Bruni, il pallavolista Emanuele Birarelli, il canottiere Matteo Lodo, la pallanotista Teresa Frassinetti.

Veniamo al giocatore serbo: stando al documento pubblicato dai FancyBears, Teodosic ha usufruito di una TUE per utilizzo del desametasone, un farmaco corticosteroide che si usa, di norma, per prevenire disturbi associati a infiammazioni. Si tratta di una sostanza da usare con molta cautela, in quanto vi sono svariati possibili effetti collaterali.

L’esenzione medica rilasciata a Teodosic è andata dal 14 al 17 gennaio 2016. Il dosaggio era di 8 milligrammi, una volta al giorno, per via intramuscolare. L’autorizzazione è stata accordata il 19 gennaio 2016: si tratta di una postdatazione, elemento comune a parecchie esenzioni di cui si è giunti a conoscenza nelle ultime settimane.

Giova ricordare che, in quello stesso 14 gennaio, Teodosic era stato in campo in Eurolega, nel match che opponeva il CSKA Mosca al Barcellona: in tale match, aveva realizzato 16 punti.

La presenza di un TUE nel server dei FancyBears non indica necessariamente che quello specifico atleta sia automaticamente dopato; possono esserci numerosi motivi per cui un atleta richiede qualsivoglia esenzione. Tuttavia, alcune situazioni sono parse più difficili da giustificare di altre: molto clamore ha destato il caso di Simone Biles, la ginnasta americana che ha stregato Rio, in quanto proprio alle Olimpiadi è risultata 4 volte positiva a una sostanza per cui presentava una TUE di lunga durata, quindi non perseguibile. Su quell’esenzione sono poi sorti altri aspetti di poca chiarezza.

La reazione di Teodosic non si è fatta attendere. Queste le dichiarazioni del giocatore un paio d’ore dopo la comparsa dei dati su di lui: “Nel gennaio 2016 ho subito un infortunio al collo di cui sanno tutti, dal momento che ho indossato un collare attorno a esso. Il dottore del CSKA Mosca mi ha prescritto una medicina chiamato desametasone. Ovviamente, prima di darmi questa medicina ha acquisito dalla WADA tutti i necessari permessi e carte. Per essere onesto, non mi servono sostanze dopanti per i miei assist, perché sono nato con essi!”

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