Drake Diener e l’Eurocup, un nuovo capitolo che passa da Saragozza

Drake Diener e l’Eurocup, un nuovo capitolo che passa da Saragozza

Drake Diener è stato uno dei più forti attaccanti del basket europeo degli ultimi 10 anni. Dopo le 9 stagioni trascorse in Italia, Drake ha portato le sue eccezionali qualità di tiro al CAI Zaragoza, la quarta squadra nella sua esperienza in Eurocup dopo le precedenti apparizioni con la BancaTercas Teramo, la Dinamo Banco di Sardegna Sassari e la Grissin Bon Reggio Emilia. Ora che ha segnato più di 500 punti in Eurocup, Diener spera di ottenere il miglior risultato possibile da questa nuova esperienza in Eurocup, proprio come la sua squadra, il CAI Zaragoza, che vuole superare il girone per la prima volta nella sua storia. Buttiamo un occhio su quello che Drake e il CAI stanno combinando in questa stagione attraverso il suo blog.

“Abbiamo iniziato la stagione con una vittoria casalinga contro lo Spirou Charleroi. Ovviamente è stato molto importante per noi. Il punto focale è stata la vittoria, ma credo che siamo leggermente delusi perché avevamo l’opportunità di ottenere più di una vittoria risicata. Siamo stati un paio di volte avanti di 15 punti ma non abbiamo avuto il killer instinct per portarla via. Li abbiamo fatti rientrare in gara un paio di volte. E’ qualcosa di cui hai bisogno, devi possedere del killer instinct se vuoi essere una squadra vincente.
Abbiamo avuto qualche problema contro la loro difesa a zona, che può farti pensare quell’attimo in più e mandarti fuori tempo, mentre la chiave per noi contro la zona era semplicemente di tenere la palla in movimento. Più la palla girava, più trovavamo buone soluzioni. Era molto importante cominciare a vincere perché questo non sarà un girone semplice. Conosco la competizione e ho giocato abbastanza partite in Eurocup per conoscere alcune squadre e un po’ della loro storia. Siamo finiti in un gruppo complicato e ogni squadra che ne fa parte ha l’opportunità di superarlo. La chiave è di cercare di vincere le partite in casa e cercare di rubarne una o due in trasferta.

Questa è la mia prima stagione a Saragozza e per ora è stata perfetta. Mi sto divertendo molto, sono in un gruppo di bravissime persone e trovo che l’organizzazione sia molto solida. Mi diverte il modo in cui giochiamo: cerchiamo sempre di tenere la palla in movimento e in questo modo possiamo prendere buone decisioni. Mi sto davvero godendo questa esperienza in Spagna. Sono stato in Italia per 9 anni, che ho davvero adorato, e quella a Saragozza è un’esperienza totalmente diversa, non solo perché è in Spagna, ma anche perché è una città molto più grande rispetto a quelle in cui avevo giocato finora, il che mi sta offrendo molte più opportunità di fare cose diverse. Ovviamente non mi riferisco a un grande cambiamento culturale, non c’è molta differenza, semplicemente Saragozza è la città più grande in cui abbia mai giocato. E sta andando tutto molto bene!
La prossima partita sarà la trasferta di Valencia. Sarà una grande opportunità per noi. E’ strano per noi giocare contro di loro sia in Eurocup che nella Liga Endesa. Ci abbiamo giocato contro in una partita di pre-season due settimane fa. Abbiamo fiducia nel modo in cui stiamo lavorando ma sappiamo che loro sono tra i favoriti per vincere l’Eurocup. E’ un accoppiamento complicato. Noi abbiamo perso Sek Henry nella gara contro il Charleroi e non so se potrà giocare contro il Valencia. Se alla fine Sek non giocherà, potrei giocare qualche minuto in regia, il che non è un problema per  me. L’ho già fatto praticamente in ogni stagione, per ragioni differenti. Sono pronto a farlo nel caso ce ne fosse bisogno, ma tutti noi speriamo che Sek torni presto perché è una parte centrale di quel che stiamo facendo.

Mi manca giocare con mio cugino, Travis Diener. Travis ha deciso di ritirarsi dal basket più di un anno fa. Siamo molto stretti e ogni tanto riusciamo a contattarci. E’ felice di quel che sta facendo e cerca sempre di seguire quel che combino io. Sono anche sicuro che segua il campionato italiano, quando può. Spesso la gente mi chiede perché si sia ritirato così giovane. E’ per colpa di una strana serie di eventi! Lui ha il passaporto italiano e ha anche giocato per la nazionale italiana, e con ogni probabilità avrebbe giocato anche fino a 40 anni! Quell’anno – l’ultimo di Travis – credo che il suo fisico si sia un po’ consumato, e allo stesso tempo, ha avuto l’opportunità di cominciare quel che sta tuttora facendo, cioè cominciare ad allenare nella sua alma mater, Marquette. Ha deciso di non lasciarsi sfuggiare questa opportunità. Credo che giocare gli manchi ma è felice di quel che sta facendo lì.
Sarebbe fantastico andare lontano in Eurocup con il CAI Saragozza. Ci ho giocato con 4 squadre diverse, e una volta, con Sassari, siamo arrivati fino alle Last 16, il che è un buon risultato. La chiave è di fare il massimo possibile nel primo girone, perché ti permette di guadagnare un secondo più semplice…e poi andare avanti da lì. Come ho già detto, la chiave per noi è di vincere le partite in casa e cercare di vincerne un paio in trasferta. Abbiamo bisogno di mostrare una faccia più cattiva quando le cose girano bene, non possiamo mai rilassarci.

Non ricordo bene quando più partite furono aggiunte al primo gruppo. Quando giocai in Eurocup la prima volta, c’erano solo sei partite nel primo girone, mentre ora ce ne sono dieci. E’ una competizione più lunga, il che più rende più facile la qualificazione alle squadre più forti. Una sola partita non fa le tue fortune come quando c’erano solo sei partite. Certo, dopo il primo turno, puoi incrociare squadre dell’Eurolega, squadre che cambiano i valori in gioco, portando un livello decisamente più alto. L’Eurocup è sempre un test divertente per me perché ti trovi a viaggiare in posti in cui normalmente non vai e puoi sentire sulla tua pelle differenti stili di basket.

I nostri tifosi saranno molto importanti nel nostro percorso in Eurocup, perché creano una splendida atmosfera e ci danno tanta energia. Ho avuto il privilegio di giocare in Italia per un lungo periodo, e lì sì che i tifosi sono davvero, davvero grandi. Forse la differenza è che l’Italia dispone di palazzetti più piccoli, dove i tifosi sono ancora più importanti, così vicini all’azione. La nostra palestra qui a Saragozza è più grande, il che significa che abbiamo più persone a seguirci. Speriamo di avere una grande folla ogni sera e che ci possano dare quell’energia extra di cui abbiamo bisogno. Per cui, tifosi del CAI, ci vediamo alla nostra prossima partita casalinga! Vinciamo insieme!”

 

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