EuroLega, 11° giornata: Milano crolla in casa sotto i colpi di Shved

EuroLega, 11° giornata: Milano crolla in casa sotto i colpi di Shved

I milanesi partono bene ma poi cadono negli errori di sempre e il fuoriclasse russo li punisce

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Shved, Alexey: punti 29, 11/18 dal campo, 4 assist, 6 falli subiti, 35 di valutazione. La tentazione di leggere il tabellino e ascrivere questa nuova sconfitta in EuroLega di Milano a una prestazione eccelsa di un fuoriclasse sorge spontanea, anche perché, alla voce fuoriclasse, il roster di Milano recita uno sconsolante zero. Ma non bisogna cascarci: la lettura più facile dice solo parte della verità. Perché la verità continua a essere solo una: siamo a dicembre, e l’esperienza di Pianigiani sulla panchina dell’Olimpia è, finora, un totale fallimento. Come abbiamo già approfondito in separata sede, non è questione di risultati, e nemmeno della capacità di competere contro quasi tutte le squadre incontrate nella competizione continentale, perché anche in campionato ci sono state tante partite tirate, e lì gli avversari sono molto inferiori, e perché è bastato l’arrivo di un fuoriclasse della panchina come Jasikevicious e di uno del campo come Shved, e la squadra milanese non è nemmeno stata in grado di competere, almeno non per tutti i 40 minuti di gioco.

Un attacco sempre più stagnante, e con sempre più intendiamo dire che nel primo quarto sono stati segnati 24 punti e poi ne sono arrivati 46 nei successivi tre, e non perché i russi abbiano difeso meglio o perché il destino è cinico e baro, o perché manca il vissuto e comunque ci siamo guadagnati il rispetto. Il perché è da ricercare in giocatori che non hanno letteralmente la benché minima idea dell’utilità dei propri compagni di squadra, e quando hanno la palla la passano al più vicino finché poi non mancano pochi secondi e devono forzare. Inoltre, in difesa, troppe volte c’è stata una pigrizia irritante nei rientri, evidentemente figlia di una totale mancanza di fiducia dei giocatori nei mezzi di questa squadra. E quando questo succede, la colpa è principalmente dell’allenatore.

Archiviamo così l’ottava sconfitta in 11 partite di un’EuroLega che si appresta a diventare, come l’anno scorso, un peso nella stagione biancorossa. Ci vorrebbe la possibilità di dare forfait a metà girone, almeno si eviterebbero impegni inutili.

Quintetto Milano: Micov, Kalnietis, Tarczewski, Theodore, Jefferson
Quintetto Khimki: Shved, Gill, Anderson, Jenkins, Thomas

Il lungo ponte milanese (ricordiamo che il 7 dicembre è S. Ambrogio, quindi all’ombra della Madunina ci sono due giorni di festa consecutivi) non ha avuto impatto sull’affluenza al Forum, che, a occhio, risulta quantomeno nella mwdia stagionale, se non leggermente maggiore. Pianigiani continua a escludere Abass dal roster dell’Eurolega (Fontecchio non può più escluderlo perché è andato in prestito a Cremona) e si comincia con il doppio play, Theodore e Kalnietis. Le due squadre iniziano svagate in difesa, e gli attacchi segnano facilmente e con continuità. Il temutissimo Shved viene affidato alle cure di Kalnietis, che inizialmente svolge un buon lavoro in difesa, ma appena l’avversario ha un minimo di spazio lo punisce senza pietà. Milano, comunque, è più incisiva in attacco, e sale a +7 (13-6) grazie alla vena da fuori di Theodore. Il Khimki ruota bene palla sul perimetro e trova tiri molto aperti da 3, ma non li segna. Un paio di rimbalzi offensivi tengono in vita i russi, ma Milano è sempre in controllo, e sembra aver più voglia dell’avversario, anche in difesa. Gli esterni del Khimki non riescono a contenere i pari ruolo milanesi in 1 contro 1 e si caricano di falli, e dalla lunetta i giocatori dell’Olimpia sono precisi. Funziona tutto nell’attacco milanese, compreso un Jefferson efficace che segna da 3 per il +10 (20-10) dopo 8’. Milano perde un paio di opportunità per aumentare ulteriormente il vantaggio, ma recupera bene palla sull’ultima azione avversaria e trova il +12 con cui si chiude il primo quarto (24-12). Theodore è già a 17 di valutazione.

Pianigiani inizia il secondo quarto con Cinciarini e purtroppo la mossa non sortisce gli effetti sperati: il Khimki parte con un 5-0 e il coach di Milano chiama time out. Jerrells prova a rimettere le cose a posto con una tripla dal palleggio delle sue, ma purtroppo non c’è molta regia nell’attacco milanese, e si rivedono gli individualismi forzati causa di molte prestazioni negative. Anche i russi, comunque, dopo un inizio promettente tornano alla mediocrità, così l’Olimpia ritrova il +12 sul 31-19. Il punteggio fa l’elastico, e arriva un altro 5-0 dei Khimki con conseguente nuovo time out di Pianigiani. I russi non danno continuità alla propria azione offensiva, così a Milano basta appoggiarsi a Jerrells per mantenere un discreto vantaggio. Rispetto all’inizio, però, tra le fila biancorosse c’è molta meo voglia di passarsi la palla, con il risultato che gli attacchi sono più prevedibili e confusionari. Giocando così, è normale far riavvicinare gli avversari, che infatti, grazie soprattutto a Zubkov, tornano a -5 (34-29). Pianigiani ci prova con il back court più piccolo possibile (Theodore – Kalnietis – Bertans), e il Khimki sfrutta a dovere il gapo fisico attaccando il canestro con gli esterni e subendo falli. Milano abbassa ancora di più il quintetto, con Micov da 4, e stavolta la mossa sembra essere quella giusta, grazie a un paio di bei recuperi difensivi. Si va all’intervallo lungo sul 38-31.

Tarczewski e Jefferson riportano subito Milano in doppia cifra in avvio di terzo quarto (42-31), ma i russi rispondono prontamente. La partita si trascina stancamente, non ci sono giocate interessanti e spesso gli attacchi vengono gestiti male. In questo contesto, ci vuol poco per l’una o per l’altra squadra a dare uno strappo importante: potrebbero farlo i russi, ma, inizialmente, il loro sforzo produce giusto tre punti di ritardo in meno rispetto all’inizio del quarto (44-40 dopo 5’). Il Khimki in seguito sembra essersi tranquillizzato, ma all’improvviso due alley hoop Shved – Thomas danno alla squadra ospite il -2 (46-44). Per Milano c’è molta pigrizia nei rientri difensivi, così il pareggio è inevitabile. L’attacco milanese è sempre più stagnante, con la palla che staziona in modo totalmente statico lontano da canestro e l’esterno di turno che prova a risolverla allo scadere dei 24”. Arriva il vantaggio esterno con una tripla di Shved, che poi concede il bis per il +4. Il parziale è 13-5 a favore degli ospiti, e ci vuole un canestro di Gudaitis su assist di Theodore per ridare speranza ai milanesi. Appare poi dal nulla Pascolo, con un rimbalzo offensivo e successivo 2+1, proprio quello che ci voleva per scuotere un palazzetto che fino a questo momento è stato un acquario. Ci si mette poi Gudaitis con una fantastica stoppata, e Milano chiude almeno in vantaggio il quarto sul 56-55.

Milano inizia l’ultimo quarto mettendo in mostra la propria faccia peggiore: staticità, forzature, scelte illogiche. Anche il Khimki non è uno splendore, ma ha il fuoriclasse Shved, elegante ed efficace. Inoltre, continuano a essere molto pigri i rientri difensivi dei padroni di casa, e Jenkins inizia a punire la sua ex squadra. Non c’è un singolo attacco biancorosso che non sia confuso e che non porti a forzature, mentre il Khimki fa girare palla in modo scolastico, ma quantomeno ordinato, e sfrutta un’improvvisa vena dalla lunga distanza. Per Milano ogni tanto una tripla entra, ma non può essere questo il modo di risolvere la partita. L’unica cosa che sa fare Pianigiani è cambiare l’assortimento dei suoi esterni: in questa fase ci prova con Theodore – Jerrells – Bertans, ma siamo sempre alle solite. Improvvisamente, Bertans segna da 3 per il -1 (65-66) e il Khimki si aggrappa al suo leader, che non tradisce, mentre nell’Olimpia la confusione continua a regnare sovrana. Shved è di un altro pianeta e la sua bomba siderale che dà il +6 (65-71) a 2’34” dalla fine sa di sentenza. Gudaitis certifica lo stato di arrendevolezza dei suoi sbagliando due tiri liberi, e da qui in poi è solo garbage time. Finisce 71-77.

AX ARMANI EXCHANGE MILANO – KHIMKI MOSCOW REGION 71-77

TABELLINO MILANO: Micov 7, Pascolo 3, Kalnietis 3, Tarczewski 10, Cinciarini, Cusin ne, M’Baye 1, Theodore 14, Jefferson 7, Bertans 3, Jerrells 17, Gudaitis 6

TABELLINO KHIMKI: Shved 29, Honeycytt 4, Vialtsev ne, Zaytsev, Sokolov, Monia, Gill 3, Todorovic 2, Zubkov 15, Anderson 6, Jenkins 10, Thomas 8

PARZIALI: 24-12, 14-19, 18-24, 15-22

PROGRESSIVI: 24-12, 38-31, 56-55, 71-77

BASKETINSIDE MVP: Alexey Shved

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