EuroLega, 23° giornata: vincono Real, Fenerbahce, Panathinaikos e Zalgiris

EuroLega, 23° giornata: vincono Real, Fenerbahce, Panathinaikos e Zalgiris

Uno sguardo d’insieme sulle quattro partite del venerdì sera del 23° turno della massima competizione continentale

di Stefano Bartolotta

REAL MADRID – BAYERN MONACO 91-78 (22-17, 42-39, 71-52

Buona vittoria per il Real Madrid, contro un Bayern volitivo, ma evidentemente inferiore ai campioni d’Europa. Il Real parte forte con due penetrazioni di Causeur e difendendo molto bene sul perimetro, ma se c’è una squadra dura da sottomettere, quella è il Bayern. C’è, infatti, equilibrio, con diversi errori al tiro da entrambe le parti, e anche quando i blancos si portano sull’11-6, il Bayern non si scompone e piazza un 1-9 che manda un messaggio chiaro ai campioni in carica. A Laso, però, non mancano certo le armi letali dalla panchina, come ad esempio Carroll, che segna 5 punti di fila che permettono ai suoi di chiudere il quarto sul 22-17. Il Real non intende fermarsi e con Taylor e ancora Carroll si costruisce il primo vantaggio in doppia cifra della gara sul 28-17. I campioni rovesciano sugli avversari una vera e propria pioggia di triple, visto che nel parziale che li porta dal 12-15 al 31-17 segnano ben 4 volte da dietro l’arco. Nemmeno questa spallata, però, fa cadere i bavaresi, che dimezzano lo svantaggio da -14 a -7 sul 34-27 con una buona distribuzione di tiri e punti segnati. Il divario rimane costante per i minuti successivi e nel finale il Bayern si avvicina ancora con una tripla di Hobbs, andando all’intervallo sotto solo per 42-39. Come prevedibile, il Real prova subito a imporre al propria legge nella ripresa, difendendo molto bene e facendo segnare al Bayern solo 6 punti in altrettanti minuti. Sul 56-45, ci si immagina che i blancos possano gestire, e in effetti la forza d’urto dei campioni è sempre più difficile da affrontare per i tedeschi, così il Real si porta sul 71-52 grazie soprattutto a Randolph. Il Bayern, comunque, non si siede, e in 4’ dimezza lo svantaggio con una serie di triple. La realtà, però è che il Real sta solo giocando al gatto col topo, così ci impiega un attimo a rimettersi a distanza di sicurezza e a mantenerla fino a fine partita.

REAL MADRID): Causeur 8, Randolph 13, Campazzo, Reyes 2, Ayon 8, Yusta ne, Carroll 13, Tavares 10, Llull 15, Deck 13, Prepelic ne, Taylor 9

BAYERN): Dangubic 7, Hobbs 9, King, Koponen 10, Radosevic 2, Lucic 10, Lo 7, Dedovic 10, Amaize, Barthel 14, Williams 9, Ogunsipe

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DARUSSAFAKA TEFKEN ISTANBUL – FENERBAHCE BEKO ISTANBUL 75-97 (12-26, 35-46, 48-73)

Vittoria senza troppa fatica per il Fener in un derby necessariamente poco sentito visto il rilevante divario in classifica tra le due squadre. Il Darussafaka riesce a segnare due triple a inizio partita, giusto per non affondare subito nei primi minuti, ma già dopo la metà del primo quarto il Fener è padrone del punteggio e del gioco. Trascinati da un Mohammed chirurgico, gli uomini di Obradovic passano dall’8-8 al 10-20, e da lì è tutta discesa. I fanalini di coda della classifica hanno un moto d’orgoglio verso la metà del secondo quarto, gli uomini di Obradovic cercano di soffocarlo subito con un paio di triple ben assestate di Kalinic e Mahmutoglu, ma i loro avversari non si arrendono, piazzano un 10-0 e vanno al riposo sul 35-46 dopo essere stati sotto 25-42. All’inizio del terzo quarto, la difesa del Fener decide che è finita l’ora di scherzare, e fa segnare agli avversari solo 4 punti in 6’. Il 39-60 che ne consegue mette una pietra tombale sulle speranze del Darussafaka, e da qui in poi la partita è buona solo per le statistiche, nonostante l’8-1 con cui si apre l’ultimo quarto. Kalinic è il più continuo dei suoi e chiude con 15 punti con soli 8 tiri dal campo, 3 assist e 3 recuperi.

DARUSSAFAKA: Akay 2, Baygul 3, Kosur 4, Demir 2, Kidd 10, Ozdemiroglu 7, Brown 2, Douglas 8, Peiners 13, Diebler 3, Evans 7, Eric 14

FENERBAHCE: Green 9, Melli 5, Mahmutoglu 9, Kalinic 15, Biberovic 4, Sloukas 4, Arna, Guduric 18, Vesely 4, Muhammed 16, Duverioglu 8, Datome 7

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PANATHINAIKO S OPAP ATENE – KHIMKI MOSCOW REGION 94-85 (33-21, 65-50, 78-67)

Partita dai due volti a Oaka, con un primo tempo senza difese dominato dai greci e una ripresa che ha visto un’imperiosa rimonta del Khimki e un Pana che ha prevalso grazie alla leadership di Calathes. Due canestri dal post di Deshaun Thomas e altrettanti possessi buttati via dal Khimki mettono subito la strada in discesa per il Pana tra le mura amiche. Il Khimki non oppone resistenza e il vantaggio interno cresce progressivamente: 8-2, 14-4, 26-14 e così via. Thomas è scatenato, segna in tutti i modi e chiude il quarto a 12 punti con 6/6 dal campo, trascinando la sua squadra sul 33-21 con cui si chiude la prima frazione. Nel secondo quarto, il Pana continua a colpire impunemente gli avversari con i propri lunghi, come sempre ben innescati da Calathes, e anche se il Khimki si è svegliato in attacco, non può avere speranze se continua a difendere al ritmo di 40 punti concessi in 12 minuti. Invece, i punti diventano 50 in 15’, con Langford e Papapetrou che si aggiungono a Thomas come principali beneficiari della non difesa russa. Col passare dei minuti, però, anche la difesa del Pana diventa impotente contro gli attacchi del Khimki, che distribuisce bene responsabilità e tiri segnando ben 29 punti nel secondo quarto. Peccato che il Pana ne segni 32, andando così all’intervallo su un pirotecnico 65-50, con Thomas sempre più dominante a 22 punti e 9/12 dal campo. Il Khimki non vuole darsi per vinto e piazza uno 0-11 in apertura di ripresa, sempre senza un vero protagonista, ma con diversi giocatori che, a turno, sanno prendersi le responsabilità quando serve. Il Pana non perde la testa e riesce a mantenere il vantaggio, e finalmente si assiste a una partita vera, con due squadre che ora sbagliano molto. Il Khimki paga progressivamente lo sforzo e il Pana, senza fare nulla di trascendentale, si riprende la doppia cifra di vantaggio e oltre, chiudendo il terzo quarto sul 78-67. Nell’ultimo quarto le squadre sono stremate ed emerge la lucidità di Calathes, che arriva a 10 assist e per non farsi mancare niente segna una tripla importante. Negli ultimi 4’ il Khimki produce il massimo sforzo per rimontare, ma Calathes continua a gestire ottimamente i ritmi e a orchestare magistralmente la squadra. Per il Khimki non c’è niente da fare.

PANATHINAIKOS: Thomas 25, Payne, Langford 10, Papagiannis, Papapetrou 12, Gist 6, Vougioukas, Lekavivius 5, Kilpatrick 17, Calathes 13, Antetoukounmpo, Mitoglou 6

KHIMKI: Bost 9, Crocker 15, Vialtsev 2, Zaytsev, Markovic 5, Monia 2, Zubkov 8, Jenkins 9, Thomas 18, Mickey 17, Kadoshnikov ne

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ZALGIRIS KAUNAS – BUDUCNOST VOLI PODGORICA 84-76 (20-18, 39-36, 60-62)

Lo Zalgiris si aggiudica un’autentica battaglia contro il Buducnost, e alle due squadre va un applauso per aver lottato così strenuamente per 40’, mettendo in mostra anche buone giocate dal punto di vista tecnico, oltre a una tremenda intensità. Trascinato dal solito tifo caldissimo, lo Zalgiris prova subito a imporre il proprio ritmo sul Buducnost, che però non mostra alcun timore. La partita è molto fisica, le difese prevalgono e solo nell’ultimo minuto del quarto gli attacchi prendono il ritmo per il 20-18 interno. Nel secondo quarto, le squadre continuano a voler attaccare il canestro e questo porta a un’infinità di contatti duri e a grandi lotte a rimbalzo e su palle vaganti. A metà frazione, lo Zalgiris mette ordine nel proprio gioco e piazza un micidiale 9-0 che infiamma l’arena di Kaunas e permette allo Zalgiris di andare al riposo sul 39-36, con il Buducnost che, per diversi minuti, appare intimidito dalla difesa di casa e attacca con poca convinzione, ma che negli ultimi giri di orologio ritrova la giusta convinzione. Nella ripresa l’equilibrio continua, lo Zalgiris mantiene sempre un leggero vantaggio ma il Buducnost non molla, soprattutto grazie a un Cole caldissimo dopo un brutto primo tempo. L’equilibrio e l’intensità continuano a regnare sovrani, e non può mancare l’infortunio drammatico che tocca a Clarke. Il Buducnost, comunque, mette il naso avanti sul finire del terzo quarto, ma il punteggio rimane in sostanziale equilibrio. Davies e Cole continuano a brillare nell’ultimo quarto, e i padroni di casa provano a dare una spallata portandosi sul 72-67 a 6’30” dalla fine, con Ulanovas che si unisce all’efficienza di Davies. La difesa di casa ruggisce e il Buducnost prova a far passare l’ondata per tentare il tutto per tuto negli ultimi minuti, ma lo Zalgiris è troppo solido e una transizione di Walkup a meno di 2’ dalla sirena fa segnare un 80-72 troppo difficile da recuperare con così poco tempo. Gli uomini di Repesa continuano a non mollare, ma il loro destino è ormai segnato.

ZALGIRIS: Davies 21, Thompson, Walkpu 14, Westermann 1, Uleckas ne, Venskus ne, Jankunas 3, Milaknis 7, White 8, Jokubaitis 2, Grigonis 16, Ulanovas 12

BUDUCNOST: Jackson 12, Cole 26, Clark 9, Barovic 4, Clarke 4, Starovlah ne, Gordic 7, Bell 2, Nikolic 2, Williams 10, Zugic

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