EuroLega – 24° giornata: l’Efes è letargico e Milano vince facilmente

EuroLega – 24° giornata: l’Efes è letargico e Milano vince facilmente

Due squadre demotivate danno vita ad una partita soporifera, vinta dai milanesi solo perché i turchi dormono in campo

di Stefano Bartolotta

Quando ultima e penultima in classifica di una competizione senza retrocessioni si incontrano nella parte finale della stagione, la partita sarà necessariamente giocata con un’intensità praticamente inesistente. Milano ed Efes hanno mostrato il miglior esempio possibile di questo concetto, giocando – si fa per dire – una partita in cui non si è mai visto un minimo di agonismo per tutti i 40’ di gioco. I padroni di casa hanno sfruttato un secondo quarto in cui gli avversari sono letteralmente partiti dal campo e hanno poi controllato agevolmente negli ultimi 20 minuti, senza che i turchi si siano mai resi minimamente pericolosi.

È difficile per Pianigiani trarre qualche indicazione utile da una prova come questa. Goudelock, Jerrells e M’Baye ci hanno messo quel minimo di voglia necessaria per costruire il parziale e per evitare che i turchi si riavvicinassero troppo, ma il gioco di squadra è stato assente e i tre hanno segnato, in momenti diversi, solo grazie a iniziative individuali. Jerrells merita l’MVP della partita, per quanto possa valere, perché ha avuto una produzione maggiore rispetto agli altri due. Alla fine, l’unica vera conferma che viene dalla partita è la solidità di Gudaitis, anche oggi molto concreto, nonostante il 50% ai liberi.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminkas, Cinciarini
Quintetto Efes: Balbay, Motum, Weems, Douglas, Dunston

Il poco pubblico presente fischia sonoramente la lettura della formazione di Milano e poi mette in atto lo sventolio collettivo di fazzoletti bianchi, come da richiesta della tifoseria organizzata diffusa un paio di giorni prima. Theodore è ancora infortunato e Kalnietis è ormai definitivamente emarginato, non figurando nemmeno a roster. L’Efes parte tirando due volte da fuori e facendosi subito sentire a rimbalzo offensivo, mentre dall’altra parte, Micov prova subito a sfruttare la maggior taglia fisica rispetto a Weems attaccandolo in post basso, ma commettendo passi. La gente fa comunque capire che l’oggetto della protesta è Livio Proli, dato che i giocatori sono subito applauditi quando fanno qualcosa di buono. Si vede, comunque, che entrambe le squadre non hanno più niente da chiedere a questa competizione: c’è pochissima intensità e i giocatori si prendono iniziative quando proprio non ne possono fare a meno. Milano i salva con un paio di triple di Goudelock e Cinciarini, ma consente troppo spesso all’Efes di correre in campo aperto, e a metà quarto il punteggio è di 8-13. Sembra che le due squadre stiano facendo a gara non a chi segna più punti, ma a chi è più demotivato, e la partita produce solo brutto basket, con azioni raffazzonate nonostante le difese sembrino tutt’altro che interessate a contrastare gli attacchi. Milano sta a galla solo perché, in un contesto del genere, Goudelock si sente libero di giocare da solo e, col talento che ha contro la non difesa avversaria, segna a piacimento. A fine quarto il punteggio è un giusto pareggio (17-17) tra due squadre che non vogliono vincere.

Si continua sulla stessa falsariga, con un M’Baye che, in questa fase, si prende un buon numero di iniziative e Stimac che dà sempre molto fastidio a rimbalzo offensivo. Prima o poi una delle due quadre deve prendersi un vantaggio, e succede a Milano grazie allo stesso M’Baye, a Jerrells e a Gudaiti (29-21). L’Efes è impalpabile e Milano sbaglia un paio di comode triple per allungare ulteriormente. La partita si trascina stancamente con il divario che rimane costante e le due squadre che, se possibile, difendono ancora peggio e attaccano con ancor meno intensità. Weems decide di farsi notare con un antisportivo e Milano tocca la doppia cifra di vantaggio (37-27). La letargia dell’Efes si spinge fino a livelli inimmaginabili e il vantaggio milanese continua ad aumentare, anche se le opportunità fallite dagli uomini di Pianigiani per segnare ancora di più sono divere. Si va all’intervallo lungo sul 44-29.

Le prime due azioni del terzo quarto sono da pianto, poi l’Efes cerca di dare almeno un senso alla propria presenza in campo. È soprattutto Balbay a metterci energia e voglia, e i turchi segnano finalmente con continuità. La loro difesa, però, non è ancora abbastanza solida per bloccare completamente l’attacco milanese, che segna quanto basta per mantenere un ampio vantaggio (51-39 a metà quarto). La partita è talmente surreale che, in rapida sequenza, assistiamo a una palla recuperata da Goudelock e a un tap-in di Cinciarini. Il gioco di squadra non esiste, il rispetto di strategie offensive o difensive nemmeno, ognuno gioca a sentimento, su entrambi i lati del campo. L’Efes, senza sapere bene come, riduce lo svantaggio fino al 55-45, e il risultato al termine del terzo quarto è di 58-45.

Passano quasi due minuti nell’ultimo quarto prima che una squadra segni, e questa partita ha sempre meno senso di esistere. L’Efes non segna per oltre quattro minuti e Milano arriva a +20 (65-45) a 6 minuti e mezzo dalla fine, e l’impressione è che da qui in poi sarà ancora più garbage time. Stimac interrompe l’astinenza offensiva dei suoi con due canestri, ma all’Efes servirebbe ben altra continuità, sia offensiva che difensiva, per sperare in una rimonta. I turchi, comunque, arrivano a -11 (67-56) a poco meno di 3 minuti dalla fine, ma un 2+1 di M’Baye spegne definitivamente ogni velleità degli ospiti. Finisce 77-64.

AX ARMANI EXCHANGE MILANO – ANADOLU EFES INSTANBUL 77-64

TABELLINO MILANO: Goudelock 13, Micov 3, Pascolo ne, Tarczewski 6, Kuzminskas 9, Cinciarini 5, Cusin ne, Abass 2, M’Baye 14, Bertan 5, Jerrells 13, Gudaitis 7

TABELLINO EFES: McCollum 6, Balbay 9, Brown 4, Batuk, Bitim ne, Demir ne, Motum 4, Weems 19, Stimac 12, Mutafa, Douglas, Dunston 10

PARZIALI: 17-17, 27-12, 14-16, 19-19

PROGRESIVI: 17-17, 44-29, 58-45, 77-64

BASKETINSIDE MVP: Curtis Jerrells

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