EuroLega, 26° giornata: il Real è superiore in tutto e doma Milano

EuroLega, 26° giornata: il Real è superiore in tutto e doma Milano

I blanco sono più fisici, più organizzati e più solidi: Milano da tutta se stessa, ma esce irrimediabilmente sconfitta

di Stefano Bartolotta

Dopo quattro belle vittorie contro avversarie alla propria portata, Milano ha riscoperto cosa significa doversi confrontare con l’elite europea. Troppo evidente è stato il divario contro il Real Madrid: i giocatori di Laso hanno potuto far valere un micidiale mix tra la superiore taglia fisica ed un’organizzazione di gioco maniacale, che ha consentito ai blancos di rendere la vita difficile ai biancorossi per tutti i 40 minuti. Milano ci ha messo il cuore, ha preferito profondere energie fino al 40esimo, invece che riposarsi in vista del campionato, ha salvato l’onore, ma ha anche fatto vedere di essere lontanissima dal miglior livello cestistico continentale.

In una partita del genere, è difficile stabilire chi abbia giocato meglio o peggio, perché comunque tutti, per quanto potevano, hanno dato qualcosa, a parte un M’Baye più spaesato che mai. Campazzo ha comunque fatto abbastanza per meritarsi la palma di MVP della partita, mentre Milano ha avuto un buon contributo soprattutto da Jerrells. Vedremo e l’imminente rientro di Theodore verrà ben sfruttato da una Milano che deve più che mai concentrarsi sul campionato.

Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminskas, Cinciarini
Quintetto Real Madrid: Randolph, Campazzo, Carroll, Tavares, Taylor

Milano si affida soprattutto a Goudelock all’inizio della partita, mentre il Real cerca subito di far valere la propria superiore taglia fisica. Hanno ragione i blancos, che vanno sul 2-7 con una tripla di Carroll. Milano segna solo il primo canestro, poi si blocca per oltre tre minuti, e Pianigiani deve chiamare time-out su un preoccupante 2-12. Il Real è perfetto nel far transitare il gioco sotto canestro e da lì scegliere se concludere o scaricare fuori, il tutto con spaziature perfette e un gioco fluido e intenso. Anche quando Milano difende bene, subisce canestro lo stesso, e ha difficoltà anche offensivamente, sempre perché risulta difficile liberarsi contro la difesa fisica del Real. Gli uomini di Pianigiani, comunque, non si fanno intimidire, e il divario non si allarga ulteriormente, anche se la sensazione di superiorità del Real è palpabile. Col passare dei minuti, però, Milano ci crede empre di più, e anche il pubblico prova a spingerla per quanto può, coì il divario si accorcia fino ai 3 punti (15-18). Nel finale, però, il Real è più freddo e con una tripla di Campazzo allo scadere fisa il punteggio sul 17-25. La cosa che impressiona è che Milano sta davvero dando tutta se stessa, e ciononostante ha subito ben 25 punti in un solo quarto.

La Milano di questo periodo non è certo squadra che si fa paventare dalle difficoltà. Due triple di Jerrells e Kuzminskas, e un incredibile errore di Fernandez, riavvicinano l’Olimpia sul 23-25. Pianigiani è costretto a togliere lo stesso Kuz e Goudelock, che non erano ancora usciti, ma il punteggio resta in equilibrio (30-33 al 14’). Purtroppo per Milano, la partita si trasforma in un botta e risposta a suon di triple, ed è ovvio che alla lunga il Real ne tragga vantaggio (30-39); il fatto è che, contro una squadra del genere, puoi fare qualunque scelta difensiva per coprire meglio una parte del campo oppure l’altra, e la tua coperta rischia sempre di essere corta. Altrettanto normale è che, col passare dei minuti, si abbia meno lucidità nel giocare di squadra e si tenda all’individualismo. Gli spagnoli allungano così fino al 30-42, e Pianigiani insiste nel lasciare in panchina Abass, che magari un po’ di fisicità nella difesa sul perimetro potrebbe darla, e Pascolo, che peggio dell’M’Baye di stasera non può fare. Milano ha comunque il merito di non lasciarsi andare e di continuare a lottare, ma si vede benissimo che i giocatori fanno fatica perché logorati da un lavoro improbo nel cercare di contrastare avversari più fisici e più organizzati. All’intervallo, il punteggio è un eloquente 36-49. Ancora più eloquenti sono il 20/34 dal campo e i 20 rimbalzo totali per il Real contro i 13 di Milano, il cui score al tiro è di 13/32.

L’intervallo sembra aver rigenerato i biancorossi, che partono meglio, ma dura solo un paio di azioni, poi il Real ricomincia a macinare gioco e Milano è sempre più in affanno. La differenza in termini di lucidità mentale e brillantezza atletica si fa sempre più evidente, e Miano fa come all’inizio della partita, ovvero segna subito e poi i blocca. A metà quarto siamo sul 42-60, e alcune azioni del Real, sia in attacco che in difesa, sono da clinic, per la pulizia di gioco, l’attenzione tattica e l’intensità. Milano non esce comunque dalla partita e fa quello che può, e recupera qualche punto con l’orgoglio. Alla fine del quarto, il Real è comunque avanti per 54-68, e il segno che Milano ha già capito che non c’è niente da fare è dato dal fatto che, sull’ultima azione, non viene commesso fallo nonostante il mancato raggiungimento del bonus.

L’ultimo quarto prosegue sulla falsariga dei precedenti: Milano si sbatte, ma il Real è superiore in tutto. Pianigiani potrebbe far riposare i big in vista dell’importante partita di campionato, ma evidentemente preferisce non prendere un’imbarcata troppo vistosa nel punteggio qui. Quando tutto sembra finito, Milano ha un nuovo scatto d’orgoglio e a meno di 3’ dalla fine si ritrova sul -8 (74-83), ma il Real ricomincia a difendere e quando Jerrells, nell’ultimo minuto, sbaglia una tripla sul 74-85, i giochi si chiudono. Finisce 77-88.

AX ARMANI EXCHANGE MILANO – REAL MADR9ID 77-88

TABELLINO MILANO: Goudelock 11, Micov 10, Pascolo, Tarczewski 5, Kuzminskas 11, Cinciarini 7, Cusin, Abass ne, M’Baye, Bertans 8, Jerrells 18, Gudaitis 7

TABELLINO REAL MADRID: Causeur 3, Randle 5, Randolph 9, Fernandez 9, Reyes ne, Campazzo 14, Ayon 15, Yusta ne, Carroll 12, Tavares 8, Thompkin 5, Taylor 10

PARZIALI: 17-25, 19-24, 18-19, 23-20

PROGRESSIVI: 17-25, 36-49, 54-68, 77-88

BASKETINSIDE MVP: Facundo Campazzo

Fotogallery a cura di Claudio Degaspari

Stoppata Gudaitis

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