EuroLega, 30° giornata: Milano crolla nel secondo tempo e dà l’addio ai playoff

EuroLega, 30° giornata: Milano crolla nel secondo tempo e dà l’addio ai playoff

I biancorossi dilapidano 13 punti di vantaggio, lottano fino alla fine ma l’Efes è superiore e li toglie dalla post season

di Stefano Bartolotta

Si sapeva che Milano non è nel proprio miglior periodo dal punto di vista delle energie fisiche e mentali. Nelle sei partite che precedevano questa sfida da dentro o fuori, la squadra non ha mai tenuto botta per 40’ proprio sotto questi due punti di vista, ovvero quello fisico e quello mentale. Bisognava sperare che quei minuti nei quali i giocatori avrebbero potuto dare il meglio di loro potessero bastare per vincere, ma era chiaro che il numero di questi minuti sarebbe stato molto inferiore a 40, e ci voleva ben altro per battere un Efes che Ataman ha forgiato partita dopo partita dando tantissime sicurezze ai propri giocatori grazie a un sistema di gioco impeccabile, nel quale tutti sanno cosa devono fare per far sì che ci siano opportunità diffuse che valorizzino il talento di ognuno dei giocatori del roster.

Così, dopo aver conquistato un buon vantaggio di 13 punti all’inizio della ripresa, Milano è andata nel pallone in seguito a una scarica di triple del trio Micic-Simon-Beaubois, poi, quando si è ripresa e si è riavvicinata nel punteggio, ha trovato sulla propria strada un Larkin implacabile che non le ha mai permesso nemmeno di avere in mano la palla del pareggio. Mettiamoci il fatto che, sotto canestro, Moerman e Pleiss non si sono certo fatti pregare per dare il proprio contributo, ed ecco che gli ostacoli da superare erano davvero troppi per una squadra, quella di Pianigiani, che si è dimostrata superiore all’avversario solo quando l’aggressività ha preso il posto dell’ordine tattico e della lucidità, ovvero in un momento che capita spesso all’interno delle partite ma che non può durare per molto tempo.

Non ce la sentiamo di muovere rimproveri specifici a Pianigiani e ai suoi per questa sconfitta, nel senso che i limiti di Milano li abbiamo più volte evidenziati all’interno dei nostri articoli, e in questa partita si è visto né più, né meno ciò che si è visto per buona parte dell’anno, ovvero un innegabile miglioramento rispetto alla stagione passata, ma un’inadeguatezza a livello di sistema di gioco e di gestione delle energie che impedisce all’Olimpia di poter competere ai piani alti. Lo diciamo subito, però, anche a costo di risultare impopolari con la tifoseria: Pianigiani va tenuto al suo posto anche per la prossima stagione, e anche nell’improbabile caso di un fallimento in campionato. Non è, infatti, tutto da buttare, perché altrimenti non si sarebbe arrivati a giocare per i playoff all’ultima giornata, ed è più facile che un coach in carica da due stagioni sia in grado di trovare i correttivi per poter innalzare ulteriormente il livello rispetto alla possibilità che arrivi qualcuno di nuovo e porti subito la squadra al piano di sopra. Se poi anche l’anno prossimo dovesse concludersi senza la post season, i saluti sarebbero obbligatori, ma è più logico dare a Pianigiani un’ultima possibilità che ripartire da capo.

Quintetto Efes: Beaubois, Moerman, Pleiss, Micic, Simon
Quintetto Milano: James, Micov, Tarczewski, Nunnally, Brooks

Entrambe le squadre iniziano la partita appoggiando il gioco sui propri esterni, con Milano che ha la chiara intenzione di attaccare Micic in penetrazione con chi si trova accoppiato a lui. L’esterno di casa non si fa intimidire e, anche se subisce in difesa, si rifà con gli interessi in attacco, segnando e creando per i compagni. Milano ha comunque il merito di leggere bene la difesa avversaria, trovando spesso dei buoni 1 vs 1 con le giuste spaziature. Ataman, però, adegua ben presto il posizionamento difensivo dei suoi e Milano inizia a far fatica proprio dal punto di vista delle spaziature, visto che ci sono degli ottimi movimenti corali da parte dell’Efes. L’Olimpia, quindi, deve sperare di riuscire ad andar via in transizione e di non dover attaccare a difesa schierata, e infatti la prima volta che lo fa arriva un 2+1 di Micov. In attacco, i padroni di casa sfruttano bene i movimenti senza palla per trovare i giusti mismatch, ma anche qui gli uomini di Pianigiani, dopo un po’, capiscono il modo in cui si muovono i turchi e iniziano a intercettare palloni e a colpire in contropiede per il 12-18. L’Efes, però, recupera prontamente, grazie alla giusta cattiveria nell’attaccare il canestro e ai soliti danni combinati da Omic, che prima sbaglia un canestro elementare e poi commette ingenuamente fallo mentre effettua un blocco. Il primo quarto si chiude sul 24-20, e l’impressione è che questa partita si giocherà molto sulla capacità delle difese di mettere la classica sabbia nell’ingranaggio offensivo avversario.

L’inizio del secondo quarto è equilibrato, ma Milano tira con molta più fatica rispetto all’Efes. Ciononostante, la palla entra molto più spesso nel canestro difeso dai padroni di casa, e i primi 2’ vedono un parziale di 2-9. Entrambe le squadre giocano con faccia tosta in attacco e non si tirano indietro in difesa, così capitano anche errori in serie e più di una volta si attacca in transizione. I possessi a vuoto iniziano a essere molti, e in questa situazione di attacchi basati più sull’aggressività che sull’ordine, Omic trova il terreno ideale e inizia a fare cose importanti. Ma Milano allunga quando sale in cattedra Nedovic, con una serie di giocate eccellenti su entrambi i lati del campo per il 31-40 a 4’ dall’intervallo lungo. Questa, però, è una partita di strappi e contro strappi, e l’Efes si avvicina leggendo bene la difesa avversaria e creandosi sempre le situazioni giuste. Milano, comunque, tiene il vantaggio perché tutti i giocatori in campo ci credono e grazie a rimbalzi offensivi conquistati nei momenti opportuni. Una tripla stellare di James manda le squadre negli spogliatoi sul 42-53 e la sensazione è che Milano stia giocando con la giusta mentalità.

Milano inizia bene anche la ripresa, sempre grazie alla capacità di trovare i giusti spazi e le giuste spaziature. Micic, però, non ne vuole sapere di perdere e infila due triple che permettono ai suoi di non affondare. Simon e Beaubois imitano il loro compagno e questa grandinata di triple toglie fiducia all’Olimpia, con Pianigiani che chiama time out un po’ troppo tardi, quando il punteggio è di 58-61 dopo un parziale di 10-0 che il coach di Milano doveva provare a interrompere prima chiamando il minuto di sospensione. I biancorossi provano ad attaccare con pazienza, ma non fanno altro che permettere alla difesa avversaria di piazzarsi bene, e il digiuno offensivo milanese è interrotto solo grazie a un rimbalzo offensivo di Tarczewski con conseguente tripla di Nunnally. Beaubois è l’uomo in più per l’Efes in questa fase, e Simon continua a essere il perfetto secondo violino. Milano, in evidente difficoltà psicologica, fa ciò che tutte le squadre in questa situazione fanno, ovvero si appoggia alla propria stella. James, però, fa più errori che canestri, e Pianigiani lo toglie, e, come nel primo tempo, Nedovic prende in mano la situazione e segna una tripla importante. L’Efes, comunque, è ormai in fiducia totale, e il terzo quarto si chiude sul 74-69.

Sul 78-69 dopo i primi possessi dell’ultimo quarto, Milano è praticamente un pugile contato in piedi e non si vedono vie d’uscita. Nedovic non si arrende, ma l’attacco dell’Efes non sbaglia niente, leggendo sempre perfettamente la difesa milanese e colpendola inesorabilmente. Sono troppo armonici e troppo efficaci i movimenti dei giocatori di Ataman e gli uomini di Pianigiani non hanno né le energie fisiche, né la lucidità di pensiero per star loro dietro. Milano non molla, ma si capisce chiaramente che la stanchezza non fa arrivare l’ossigeno al cervello dei giocatori, e ogni cosa che viene fatta è in continuo affanno. Solo un fallo stupido di Dunston su Kuzminskas mentre tira da 3 dà un briciolo di speranza ai biancorossi (82-77 a 6’ dalla fine), ma l’Efes è sempre più difficile da fermare e Milano ha anche il problema di aver raggiunto il bonus con 5’ da giocare. Kuzmnskas e James, però, trovano i canestri che improvvisamente portano il punteggio sull’86-84 a meno di 4’ dalla fine, ma un 3+1 di Larkin rimette Milano in enorme difficoltà. Kuzminskas e Micov, però, annullano l’effetto di questa grande giocata, e le due squadre combattono colpo su colpo, con l’Efes che però può sempre gestire un piccolo vantaggio. A 70” dalla fine, sul 95-91, gli arbitri fischiano un fallo in attacco a James che vedono solo loro, e a 57” dalla fine, l’Efes ha ben 6 punti di vantaggio, ancora grazie a un implacabile Larkin. Il colpo di grazia è assestato da Moerman in semigancio, poi iniziano i falli sistematici e i tiri da 3 disperati che non portano Milano da nessuna parte. Finisce 101-95.

ANADOLU EFES ISTANBUL – AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 101-95

TABELLINO EFES: Larkin 12, Beaubois 14, Saybir ne, Balbay, Sanli 7, Moerman 13, Tuncer, Pleiss 14, Micic 18, Anderson 3, Dunston 6, Simon 14

TABELLINO MILANO: Della Valle ne, James 17, Micov 14, Tarczewski 11, Nedovic 16, Kuzminskas 14, Cinciarini ne, Nunnally 10, Burns ne, Brooks 7, Jerrells, Omic 6

PARZIALI: 24-20, 18-33, 32-16, 27-26

PROGRESSIVI: 24-20, 42-53, 74-69, 101-95

BASKETINSIDE MVP: Shane Larkin

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