EuroLega al via: il Power Ranking di Basketinside.com

EuroLega al via: il Power Ranking di Basketinside.com

La nuova stagione si preannuncia affascinante, con diverse squadre intenzionate a spodestare il Fenerbahce dal tetto d’Europa: scopriamo il nostro Power Ranking.

Maggio 2017, Istanbul. Il Fenerbahce corona un inseguimento durato anni e milioni investiti e si laurea campione d’Europa per la prima volta nella sua storia. Decisive le prove – in un gruppo oliato a meraviglia – di Udoh e Bogdanovic, due che quest’estate hanno deciso di andare a giocare in NBA. Un altro talento volato in America è stato Milos Teodosic, con Sergio Rodriguez che ha fatto il percorso inverso per sostituirlo. La nuova stagione di EuroLega si preannuncia molto affascinante e incerta, scopriamo il nostro Power Ranking:

1. FENERBAHCE DOGUS ISTANBUL

I turchi sono campioni d’Europa in carica e partono in pole position anche in questa stagione. Ripetersi è sempre molto difficile, ma la squadra di Obradovic ha tutte le carte in regola per poterlo fare: persi Bogdanovic e Udoh, sono arrivati Brad Wanamaker e Jason Thompson – quest’ultimo grande talento ma da verificare dopo la stagione in Cina – per sostituirli. Lasciato andare Antic, tornato alla Stella Rossa, l’innesto di Nicolò Melli rappresenta una mossa di grande spessore per il ruolo chiave dell’italiano. Le conferme di Datome, Kalinic e Sloukas sono il segnale più concreto della volontà dei turchi di vincere ancora, l’arrivo di Guler e Guduric rende ancora più sconfinato un roster già di per sé molto lungo. Il nuovo sponsor, Dogus Group, è molto ambizioso, la squadra è forte: vincere ancora è l’obiettivo.

2. CSKA MOSCA

La sconfitta dello scorso anno in semifinale contro l’Olympiacos non deve essere andata giù al presidente Vatutin, che ha messo a disposizione di Itoudis una squadra ancora più competitiva di quella dell’annata appena passata. Persi Aaron Jackson e Milos Teodosic, volati in Cina ed in NBA rispettivamente, il CSKA li ha sostituiti con la verve di Leo Westermann, chiamato al salto di qualità definitivo, e al talento di Sergio Rodriguez. Potenzialmente con De Colo forma una coppia di guardie devastante, seppure lo spagnolo abbia caratteristiche diverse rispetto a Teodosic: più ragionatore e freddo nei momenti decisivi rispetto al serbo. Gli innesti di Clyburn e Hunter garantiscono ancora maggiore atletismo nel reparto ali e lunghi di una squadra costruita per vincere.

3. REAL MADRID

Quanto peserà l’assenza, fino a marzo, di Sergio Llull? Attorno a questa domanda ruoterà buona parte della stagione europea del Real. La crescita esponenziale di Luka Doncic, chiamato ad avere un ruolo ancora superiore allo scorso anno, sarà determinante per le sorti dei blancos. Un mercato mirato, con pochi innesti in ruoli chiave, come Chasson Randle nel ruolo di playmaker, al posto di Draper, l’intelligenza cestistica di Causeur e la solidità di Kuzmic al posto di Hunter: per vedere il Real ai massimi livelli potrebbero bastare. Squadra più corta rispetto alle prime due, l’alto chilometraggio di giocatori come Rudy e Maciulis potrebbe privare Laso di alternative importanti dalla panchina nei momenti topici della stagione.

4. OLYMPIACOS PIREO

I greci si presentano ai nastri di partenza della nuova EuroLega con l’obiettivo di confermare quantomeno il risultato della passata stagione. Un mercato realizzato per fornire a Sfairopoulos, il mago della difesa, alternative più credibili ai vari Spanoulis e Printezis, che saranno ancora una volta determinanti per determinare le sorti dei reds. Salutati Hackett, Lojeski e Young, non più in grado di garantire fisicamente una stagione di alto livello, sono arrivati Janis Strelnieks, metronomo del gioco dei greci, Brian Roberts, di ritorno in Europa e in grado di essere anche un buon realizzatore, negli esterni. Sotto canestro la solidità di Kim Tillie e l’esplosività di Jamel McLean sono acquisti interessanti, anche se la perdita di Birch e la sua sostituzione con Bogris potrebbe rendere corto l’Olymnpiacos nel reparto dei centri. Un posto alla Final Four potrebbe essere comunque alla portata.

5. BASKONIA VITORIA GASTEIZ

Ennesimo anno di cambiamenti in casa basca, ma con la costruzione di un roster di assoluto livello. Persi Sito Alonso, Adam Hanga e Shane Larkin, colonna portante della scorsa annata, il rinnovo di Toko Shengelia è stata la prima mossa che ha certificato le ambizioni della squadra, affidata al debuttante Pablo Prigioni. In cabina di regia il grande ritorno di Marcelinho Huertas è stato il fiore all’occhiello della campagna acquisti: al brasiliano è stata affiancata la solidità di Jayson Granger, chiamato a migliorare il proprio contributo offensivo. Interessante la scelta di Jordan McRae in guardia, con l’ex campione NBA con i Cavs che potrà essere un realizzatore devastante in Europa: attualmente infortunato, è stato rimpiazzato da Matt Janning. Al suo fianco ci sarà spazio per le scorribande di Beaubois. In ala, perso Hanga, è arrivato un altro giocatore di intelligenza sopraffina, quel Janis Timma messosi in luce con la Lettonia all’ultimo EuroBasket. Sotto canestro, si aspettano grandi cose da Voigtmann, oltre alla possibile crescita di Diop. Nel complesso si tratta di una squadra bene allestita e pericolosa, in grado di giocarsela con tutte le avversarie.

6. FC BARCELONA LASSA

L’anno del riscatto in casa Barcellona: è questo il diktat della società, che non ha badato a spese per rivoluzionare un gruppo che lo scorso anno ha deluso su tutti i fronti. Panchina affidata a Sito Alonso, reduce da un’annata strepitosa al Baskonia, in cabina di regia sono arrivati Phil Pressey, da verificare in Europa, e Thomas Heurtel, pronto a compiere il salto definitivo tra i grandi d’Europa. Messo fuori squadra Rice, sono stati confermati Ribas, Navarro, Koponen e Claver, è arrivato Adam Hanga dal Baskonia, dopo una vera e propria telenovela, e sotto canestro sono stati compiuti investimenti importanti. Kevin Seraphin può essere il colpo più importante dell’estate blaugrana, Adrien Moerman sfrutterà la sua doppia dimensione per aprire il campo e permetterà ad Alonso di schierare diversi quintetti, mentre dalla panchina Pierre Oriola – che ha vinto il titolo di ACB con Valencia – garantirà minuti di qualità. Rimasto anche Ante tomic, che avrà al suo fianco giocatori di grande classe. Squadra pronta a lottare per un posto tra le migliori quattro.

7. PANATHINAIKOS ATENE

Altra squadra chiamata a confermarsi, dopo i buoni risultati delle passate stagioni, è quella guidata da Xavi Pascual: “al Panathinaikos si gioca sempre per vincere”, come ha detto Nick Calathes nel corso del Media Day di EuroLega. Proprio il greco sarà il leader della squadra, l’uomo chiamato a mettere in ritmo i propri compagni. L’arrivo di Lekavicius come suo back up è una mossa molto interessante, Marcus Denmon si può rivelare un giocatore in grado di mettere a segno tanti punti, la solidità e l’esperienza di Rivers costituiscono una certezza. La crescita attesa di Pappas e Antetokounmpo sarà fondamentale per allungare le rotazioni, così come l’abitudine a competere per i massimi obiettivi di Matt Lojeski potrà dare una grande mano al Pana. Sotto canestro, oltre a Gist, gli arrivi di Auguste, il ritorno di Vougioukas e la conferma di Singleton formano un quartetto di alto livello, con un amalgama da trovare in fretta. Compito di Xavi Pascual trovre la giusta chimica, per partire bene in una stagione dura e complessa.

8. KHIMKI MOSCA

Iniziano ora una serie di squadre che hanno la possibilità di lottare per un posto nei playoff. I russi, il Maccabi, l’Efes, Milano sono squadre che possono ballare tra il settimo e il decimo posto, almeno ai nastri di partenza. Scegliamo il Khimki tra le migliori otto perché Bartzokas avrà voglia di riscatto dopo l’annata no di Barcellona, perché Alexey Shved, da sempre altalenante nel suo essere fuoriclasse, è uscito rinforzato e rinfrancato da un grande EuroBasket e perché il gruppo costruito vanta giocatori di grande talento. Stefan Markovic garantisce qualità e solidità in cabina di regia, così come Charles Jenkins nel reparto guardie; James Anderson e Anthony Gill sono due giocatori ottimi nel sistema di Bartzokas, che potrebbero essere l’ago della bilancia per i risultati della squadra. Il ritorno di Tyler Honeycutt fornisce alla squadra un giocatore all-around capace di giocare in tre ruoli e in grado di accoppiarsi bene con tanti avversari in difesa, mentre sotto canestro c’è talento in abbondanza: Malcolm Thomas e Thomas Robinson sono i due giocatori di maggiore spicco, cui si aggiungono Marko Todorovic, chiamato ad una crescita importante, e la solidità e l’esperienza di Sokolov e del veterano Monia. Un mix di talento ed esperienza che ha tutte le carte in regola per fare molto bene nella stagione.

9. ANADOLU EFES ISTANBUL

Migliorarsi rispetto allo scorso anno dovrebbe essere l’obiettivo di Perasovic, che ha sfiorato la qualificazione alla Final four ma in campionato è stato eliminato dal Besiktas di Sarica. Annata importante per il coach, il cui contratto scade a giugno 2018, che ha optato per una grossa rivoluzione rispetto alla stagione scorsa. Via Heurtel, Granger, Osman, Honeycutt, Thomas e Paul la squadra è stata costruita sul rinnovo di Dunston, che con Perasovic è diventato un centro dominante a livello europeo e su Derrick Brown, giocatore di punta a livello europeo e in grado di spostare gli equilibri. In regia, spazio alla verve e al talento di Errick McCollum, attaccante devastante, a Josh Adams e a Ricky Ledo. Completano il roster dei turchi Kruno Simon, reduce da un’annata no a Milano, Brock Motum, Edo Muric, fresco campione d’Europa, e Vladimir Stimac, centro di riserva di assoluto rendimento. Un posto tra le migliori otto è alla portata, difficile pensare a qualcosa di più, in partenza.

10. MACCABI FOX TEL AVIV

L’ennesima rivoluzione in casa Maccabi è stata affidata alle sapienti mani di Neven Spahija, reduce da un’esperienza NBA agli Atlanta Hawks. L’obiettivo degli israeliani è cancellare la pessima stagione appena trascorsa e provare a rientrare nell’élite europea. Compito non così facile per una formazione che si presenta ai blocchi di partenza in forma completamente diversa rispetto all’edizione di EuroLega terminata dopo la prima fase: stimola interesse l’arrivo di Norris Cole in Europa, un giocatore di alto livello atteso a grandi prestazioni. Dalla sua convivenza con Jackson – altro ex NBA – e Kane passeranno tante delle fortune del Maccabi quest’anno. Roll è una guardia tiratrice importante, Thomas è una buona garanzia di rendimento, mentre Bolden è chiamato a dimostrare di valere la chiamata NBA dei Sixers. Sotto canestro la stazza di Parakhouski e l’atletismo di Tyus, cavallo di ritorno, offrono un’accoppiata bene assortita, in una squadra che si può rivelare la vera e propria mina vagante della stagione.

11. AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO

Altra squadra fortemente rivoluzionata in estate, con l’obiettivo di migliorare l’ultimo posto in classifica dell’anno scorso. Via Repesa, Hickman, Sanders, Macvan, McLean e Gentile su tutti, e dentro Gudaitis, Cusin, Jefferson, Bertans, Young, Theodore, Micov, Goudelock, M’Baye e Pianigiani per provare a crescere passo dopo passo in Europa. Le speranze di centrare un posto nei playoff passeranno molto dalla vena realizzativa di Goudelock – attaccante che all’ombra della Madonnina non si vedeva dai tempi di Langford – e dalla crescita di Theodore, che aspira a diventare la migliore point guard del Vecchio Continente. Trovare la chimica giusta fin da subito potrebbe aiutare, in un calendario che si presenta fin da subito molto complesso, a cominciare dalla trasferta a Mosca con il CSKA all’esordio. La squadra è costruita su misura per Pianigiani, all’allenatore toscano il compito di compiere un percorso che possa migliorare partita dopo partita la squadra, che si trova nel gruppo che lotta per un piazzamento tra le magnifiche otto.

12. VALENCIA BASKET

I  campioni di Spagna si presentano in EuroLega con l’obiettivo di giocare la propria pallacanestro e sfruttare le chances di guadagnarsi un posto tra le migliori della competizione. Alcuni cambiamenti signficativi hanno movimentato l’estate degli spagnoli: via l’allenatore del trionfo in campionato, Pedro Martinez, e dentro Txus Vidorreta, che tanto bene ha fatto con Tenerife sia in ACB sia in Champions League, conducendo la sua squadra alla vittoria della coppa. Insieme a lui, anche l’ex Caserta Doornekamp ha compiuto lo stesso percorso, in un gruppo che ha mantenuto l’ossatura dell’anno scorso: i rinnovi di Martinez, Vives, San Emeterio e Dubljevic, e la conferma di Diot, uniti al ritorno di Van Rossom, offrono la possibilità al nuovo allenatore di avere un gruppo già collaudato. La variabile impazzita è rappresentata dall’ex Siena Erick Green, giocatore in grado di segnare anche molto e di crearsi soluzioni direttamente dal palleggio. Il Valencia potrà lottare fino alla fine per un posto tra le otto.

13. UNICAJA MALAGA

La quinta squadra spagnola della competizione, ammessa grazie alla vittoria in EuroCup, si presenta al via con ambizioni di raggiungere un posto tra le migliori otto. Il mercato degli andalusi è stato impostato sulla ricerca di elementi di esperienza e talento in grado di fare compiere alla squadra il salto di qualità necessario per affrontare una competizione così spietata. Ray McCallum, che vanta alcune esperienze in NBA, è uno dei leader offensivi designati, insieme a Nedovic, che ha scelto di rimanere a Malaga nonostante l’interesse dei grandi club. La solidità di Salin e Waczynski nel ruolo di ala, unita a quella di Milosavljevic, garantiscono a Plaza profondità ed esperienza nel reparto esterni, mentre Jeff Brooks giocherà molto nei due ruoli di ala e fornirà il suo contributo di qualità e quantità. Sotto canestro l’arrivo di Augustine aggiunge talento in un reparto che ha come altri elementi di punta Musli e Shermadini. A Plaza il compito di trovare il giusto amalgama e provare a ripetere le grandi prestazioni degli anni scorsi alla guida della squadra.

14. BROSE BAMBERG

La conferma di Trinchieri può essere considerata il vero grande colpo di mercato messo a segno dai tedeschi in estate. Diverse sono state le perdite eccellenti, da Causeur a Miller, da Melli a Theis, per un gruppo che si presenta profondamente rinnovato e pronto a giocarsi le proprie carte in una competizione di livello estremo. La forza delle idee guida i tedeschi, che hanno perso anche Daniele Baiesi, la mente dei successi degli ultimi anni, volato a Monaco di Baviera dai rivali del Bayern. In cabina di regia, oltre al confermato Zisis e a Lo, è arrivato Daniel Hackett, chiamato a riscattare una stagione travagliata a causa di un infortunio e pronto a tornare a livelli alti, come è stato in Grecia il primo anno e in parte a Milano. Accanto a lui, in guardia è stato scelto Ricky Hickman, desideroso di cancellare la brutta stagione a Milano e pronto a rimettersi in gioco in un ruolo di grande responsabilità; Bryce Taylor e Quincy Miller sono due tra i giocatori più talentuosi della squadra ma Tyalor si trova a confrontarsi con un livello molto alto per la prima volta, mentre il secondo è stato fermo più di metà stagione lo scorso anno a Tel Aviv e deve ritrovare la fiducia. Sotto canestro si è puntato sulla possibile crescita di Mitrovic, reduce da stagioni da riserva alla Stella Rossa, e su Rubit e Olinde: a Trinchieri il compito di migliorare la squadra e di portarla a competere come fatto nelle ultime due stagioni.

15. ZALGIRIS KAUNAS

L’allenatore al centro del progetto, è questa la scelta compiuta dai lituani anche in questa stagione. Avere blindato Jasikevicius con uno sforzo non indifferente testimonia la volontà dei baltici di continuare il percorso di crescita iniziato con l’arrivo di Saras in panchina. Una squadra che si presenta al via dell’EuroLega con poche possibilità di entrare tra le prime otto, anche se lo scorso anno fino alla fine è rimasta in corsa: persi Lekavicius, volato al Panathinaikos, e Westermann, andato al CSKA, si è puntato su una coppia che tanto bene ha fatto al Monaco, costruendo l’asse play-pivot su Dee Bost e Brandon Davies. Kevin Pangos è chiamato a confermare le sue qualità, la leadership di Jankunas è un plus importante in un gruppo rinnovato e l’arrivo del play serbo Micic aggiunge solidità al reparto esterni, con la speranza che grazie a Jasikevicius ci possa essere una crescita. La solita folta colonia lituana, gruppo portante anche della nazionale, offre sicurezze a livello di rotazioni, garantendo una panchina di qualità. Grande curiosità attorno a Toupane, che in NBA non ha avuto un grosso spazio e che ha scelto di ripartire dalla Lituania per dimostrare le proprie abilità. Fare del proprio palazzetto un fortino potrebbe rendere lo Zalgiris una squadra ostica per qualsiasi avversario, come già accaduto l’anno scorso.

16. CRVENA ZVEZDA MTS BELGRADO

Una delle più belle rivelazioni degli ultimi anni si trova ad affrontare una rivoluzione significativa che presenta tante incertezze: la scelta del debuttante Alimpijevic in panchina è un’incognita, in un gruppo che ha come ambizione quello di ottenere successi importanti e di provare a crescere partita dopo partita. Il ritorno di Pero Antic, a fine carriera, rappresenta una mossa fatta nell’ottica di avere una guida per i giovani che verranno schierati dal nuovo coach: oltre al macedone, l’esperienza è rappresentata da Rochestie, che spera di rivivere i fasti del Nizhny, da James Feldeine, che in una squadra di minore livello rispetto al Panathinaikos può avere un ruolo importante, e da Bjelica, già protagonista lo scorso anno nella cavalcata che ha visto i serbi arrivare al nono posto solo all’ultima giornata. La crescita di Lessort, prospetto molto interessante, è uno dei motivi di grande interesse della stagione della Stella Rossa: la Final Four di Belgrado è un obiettivo quasi utopico, stupire è la parola chiave dell’annata.

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