EuroLega, F4: Fenerbahce – Efes, le pagelle

EuroLega, F4: Fenerbahce – Efes, le pagelle

Analizziamo il rendimento dei singoli giocatori nella prima sfida delle Final Four 2019, vinta dagli uomini di Ataman sulla squadra di Obradovic

di Stefano Bartolotta

FENERBAHCE

GREEN 5,5 – in assenza di Datome e con Kalinic a mezzo servizio, deve prendersi più responsabilità. Lo fa volentieri e all’inizio produce, poi dà alcuni segni di calo, Obradovic non si fida e lo confina in panca, così quando rientra è ormai fuori mentalmente dalla partita

MELLI 6.5 – quello che doveva fare, lui lo fa, ovvero il solito lavoro sporco in difesa, a rimbalzo, nel subire falli e nell’equilibrare l’attacco. Segna quello che deve segnare, per un po’ tiene bene anche su Larkin e Micic in chiare situazioni di mismatch, poi non è certo lui che dovrebbe mettere i punti necessari nel momento del bisogno.

HERSEK ne

MAHMUTOGLU 5 – il Fener avrebbe bisogno della sua verve e del suo fosforo, ma arriva solo qualche squillo isolato in una partita sostanzialmente anonima.

KALINIC 5,5 – chiaramente fuori condizione, manca dell’energia necessaria e sbaglia canestri che normalmente segnerebbe a occhi chiusi. Non è certo colpa sua, ma era lecito attendersi di più.

BIBEROVIC sv

SLOUKAS 5,5 – nel primo tempo è importante nel contribuire a cucire il primo strappo operato dall’Efes, ma quando Larkin dà il colpo di grazia, è impotente.

GUDURIC 5,5 – parte sfruttando bene alcuni mismatch, ma non sembra metterci la solita intensità, e fa le cose giusto perché non può evitare di farle. Infatti, nel momento dell’allungo decisivo dell’Efes, sparisce pure lui.

VESELY 6 – ha i minuti contati, ma in attacco è il più produttivo dei suoi. Dove si vede che non ha la solita energia nelle gambe è in difesa, non perché commetta errori particolarmente gravi, ma perché di solito ha un livello molto più alto rispetto a quanto visto stasera.

GULER sv

MUHAMMED 4 – semplicemente disastroso, basta guardare il tabellino e i numeri, sia i suoi che di colui su cui avrebbe dovuto difendere, dicono molto. L’eroe della semifinale dell’anno scorso tradisce in maniera fragorosa e inattesa.

DUVERIOGLU 5 – le rotazioni ridotte nel reparto lunghi gli impongono un contributo importante, che però non arriva, e Obradovic gli concede, giustamente, meno di 5’.

ALL. OBRADOVIC 5,5 – lungi da noi discutere la grandezza del Maestro, però stasera qualche rilievo gli può essere mosso: aver rinunciato probabilmente troppo presto a Green ai primi segni di incertezza dopo il buon inizio, aver dato troppi minuti a Muhammed, non aver trovato un piano B difensivo quando l’attacco di Ataman continuava a mettere Larkin e Micic in posizione di attaccare il canestro frontalmente, spesso in mismatch contro i lunghi.

EFES

LARKN 8,5 MVP – fa subito capire le proprie intenzioni bellicose a inizio partita, poi piazza un’altra scarica di punti ed elettricità nel secondo quarto, infine nel secondo tempo è semplicemente dominante e inarrestabile, non solo in attacco, ma anche con ottimi recuperi difensivi. Una prova a dir poco scintillante.

BEAUBOIS 6 – allunga le rotazioni degli esterni giovando in modo diligente su entrambi i lati del campo, questo doveva fare, e questo ha fatto.

BALBAY sv – onestamente, non ce la sentiamo di dare un voto, nonostante i quasi 7’ giocati, a un giocatore in fondo alle gerarchie degli esterni che entra solo per dar fiato ai leader e non ha la possibilità di prendersi alcuna iniziativa.

MOTUM 7 – cruciale nel secondo quarto con una serie di canestri nei momenti più opportuni, e utile con un altro paio di squilli nel secondo tempo quando Larkin e Micic si sono presi la scena ma comunque le sue pennellate male non fanno.

SANLI ne

MOERMAN 6 – non è la sua partita, perché in attacco non può che faticare contro Melli, mentre in difesa non deve compiere grandi sforzi visto che il gioco del Fener non passa molto da chi deve marcare lui. In ogni caso, dà un contributo solido e serve per tenere sempre sull’attenti la difesa avversaria e per non concedere mai punti facili quando viene chiamato a difendere.

TUNCER ne

PLEISS 6 – 10’ senza colpo ferire per dare risposo a Dunston e non far sentire eccessivamente la sua assenza dal campo.

MICIC 8 – definirlo secondo violino dopo una partita del genere potrebbe sembrare riduttivo o anche offensivo, lo dicono i numeri sul tabellino e anche la capacità sempre più evidente di vedere il gioco e sentire la partita, capendo quando è il momento di attaccare in prima persona e quando lo spazio lo meritano altri. Giocatore di un’intelligenza e di una concretezza rare.

ANDERSON 7 – tre colpi da dietro l’arco sferrati in momenti fondamentali e un modo di giocare energico e senza paura, quello che serve per far sì che gli avversari pieni di problemi a livello di fisico (Vesely e Kalinic a mezzo servizio, fuori Datome e Lauvergne out) credano ancor meno in se stessi.

DUNSTON 7,5 – grande presenza sotto i tabelloni e in fase difensiva, se il Fener ha fatto sempre più fatica col passare dei minuti, finendo per implodere fisicamente, molto merito è della sua energia e della sua concretezza.

SIMON 5 – condizionato dai due falli in meno di 5’, è impalpabile per tutta la partita.

ALL. ATAMAN 8 – bravissimo fin dall’inizio nel mandare in crisi la difesa avversaria, specie sul pick n roll, ed eccellente nel secondo tempo nel mandare sempre Larkin e Micic nelle situazioni offensive più favorevoli possibile. È vero che il Fener era in condizioni fisiche imperfette, ma il gameplan e la lettura in corso della partita da parte del coach turco sono stati impeccabili.

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