Eurolega, Final Four – Fenerbahce-Laboral Kutxa: la Preview

Alla vigilia della semifinale tra Fenerbahce e Laboral Kutxa, analizziamo i pro e contro di entrambe le squadre. Chi avrà la meglio, la corazzata turca o l’outsider spagnola?

FENERBAHCE

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Seconda partecipazione consecutiva alle Final Four per il Fenerbahce, che quest’anno si presenta non più da outsider ma da favorito (con il CSKA). I ragazzi di Coach Obradovic, dopo la sconfitta in semifinale con il Real Madrid dello scorso anno alle Final Four di Madrid, quest’anno tentano di sfatare il tabù e di aggiungere per la prima volta nella loro bacheca la tanto amata Eurolega.

ANALISI ROSTER:

Sulla strada per la gloria, il Fenerbahce troverà in semifinale la spagnola che non ti aspetti, ovvero il Laboral Vitoria, pieno di entusiasmo e con voglia di stravolgere i pronostici.

Coach Obradovic potrà far conto sul recupero di un tassello fondamentale, fuori per infortunio fino poco fa, quel Jan Vesely che ha letteralmente dominato sotto canestro nella regular season di Eurolega. Il lungo ceco sembra aver recuperato dal brutto infortunio subito al tendine d’achille, giocando molto bene nelle ultime due partite di campionato. Sotto canestro a fianco di Vesely, formando probabilmente la miglior coppia di lunghi della competizione, confermatissimo Ekpe Udoh, tra i migliori lunghi in assoluto, sia in fase offensiva che difensiva, chiedere al Real Madrid che ne sa qualcosa. Gigi Datome occupa la posizione di ala piccola, dopo essere ritornato dall’esperienza NBA. Fedelissimo di Obradovic, molto impiegato, Gigi non ha affatto deluso le aspettative. Tanta qualità e quantità per Datome nella sua prima stagione di Eurolega, dopo la deludente esperienza americana. Bogdan Bogdanovic è definitivamente esploso in questa stagione, giocando un basket eccezionale, condito da una sicurezza nei suoi mezzi che non rispecchia la sua data di nascita (1992). Il serbo, tentato dalla sirene NBA, non ha paura di prendersi tiri importanti e ha ampiamente dimostrato di saperli segnare e di sapersi caricare la squadra sulle spalle. Bobby Dixon è il playmaker titolare della squadra turca, molto abile nel segnare (11 punti di media) e nel mettere in ritmo i compagni di squadra con 4 assist di media a partita. Panchina lunghissima e di grande qualità per il Fenerbahce. Pero Antic, di ritorno dalla NBA, è un vero e proprio lusso dalla panchina, dimostrando di saper allargare il campo benissimo, tirando con notevoli percentuali da tre punti, oltre al solito apporto sotto canestro. Nikola Kalinic ha avuto un rendimento altalenante, mostrando solamente a tratti il talento visto lo scorso anno con la maglia della Stella Rossa. Ricky Hickman e Kostas Sloukas sono le guardie che hanno il dovere di far rifiatare i titolari. L’ex Pesaro e Maccabi ha recuperato dai suoi problemi fisici recuperando minuti nella rotazione di Obradovic. Il greco ha dimostrato di saper gestire le partite con la sua grande esperienza, risultando fondamentale in più di un’occasione. Completano la panchina Mahmutoglu, sempre presente quando chiamato in causa, e i giovani Hersek, Yurtseven, Arna, Ugurlu e Bayrak.

DUELLO CHIAVE:

Fondamentale sarà la lotta sotto canestro. La difesa che verrà adottata su Bourousis con Udoh e Vesely probabilmente a difendere sul greco e con il compito di tenerlo occupato nell’altra metà campo con l’obbiettivo di riempire di falli l’ex Real Madrid e mandarlo fuori dalla partita.

ANALISI ALLENATORE:

Zeljko Obradovic ha bisogno di poche presentazioni. Autentico mostro sacro del vecchio continente, è l’uomo che ha la missione di portare a casa l’Eurolega per i turchi del Fenerbahce. Turchi che hanno speso tanto e pretendono la vittoria dopo la sconfitta dello scorso anno in semifinale. Se c’è un uomo che può farcela, questo è Obradovic.

ANDAMENTO STAGIONALE:

Rullino di marcia praticamente perfetto sin qui per il Fenerbahce. Dominata la Regular Season, ha avuto pochi problemi anche nelle Top 16. Grandissimo segnale di forza il 3-0 rifilato ai campioni in carica del Real Madrid, dove sono stati anche capaci di stravincere in un campo ostico come il Palacio de Los Deportes di Madrid.

LABORAL VITORIA:

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Alzi la mano chi si aspettava di vedere una spagnola alle Final Four. Tantissimi, se non tutti. Ma chi il Laboral Kutxa Vitoria? Arriva alle Final Four la squadra basca con pieno merito, giocando un gran basket. Se c’è il Laboral Vitoria e non il Barcelona o il Real Madrid non è un caso e nemmeno fortuna, ma per grandissimo merito.

ANALISI ROSTER:

La stella della squadra è quel rinato Ioannis Bourousis, altro giocatore rispetto a quello visto a Milano e Real Madrid. Stagione da grande protagonista per il lungo greco, con 15 punti e 9 rimbalzi di media in Eurolega. A tratti dominante, Bou è la prima opzione offensiva, affiancato da un ottimo Darius Adams, che sta vivendo anche lui una grande stagione. 14 di media per l’ex Nancy, che ha saputo sempre prendersi le sue responsabilità, dimostrando molto coraggio come ad esempio contro il Barcelona e il Real Madrid. Mike James, alla seconda stagione di fila con la casacca dei baschi, è l’altra guardia titolare. James quando è in giornata è in grado di segnare con grande costanza e di rendersi una vera e propria spina nel fianco per qualsiasi difesa. Ora è chiamato ad una grande occasione, in cui sarà fondamentale anche in difesa sulle guardie del Fenerbahce. Adam Hanga è l’ala piccola titolare scelta da Coach Perasovic. Hanga, al rientro da un infortunio che lo ha limitato nella serie contro il Panathinaikos, è un gran difensore e un giocatore perfetto nel sistema basco in cui sa giocare, essendo dotato di un ottimo fisico e di un buon tiro. Bertans forma una coppia sotto canestro con Bourousis, con grande abilità nel tiro, in particolare da 3 punti, in grado di sapersi scambiare la posizione continuamente e di potere allargare il campo e le difese con molta pericolosità. Il lettone è un eccelso tiratore, tanto che è stato protagonista anche dal buzzer beater che aveva condannato sulla sirena il Real Madrid  in una delle ultime partite della Top 16. Grande rendimento quello della panchina basca quest’anno, dove tutti, chi meno e chi più, ha avuto il suo impatto. I muscoli di Ilimane Diop sono fondamentali sotto canestro, soprattutto quando Bourousis è a rifiatare in panchina, insieme al lungo francese di 210 cm Kim Tillie che ha ben figurato in questa stagione, dando sempre il suo solido apporto. L’esperienza di Causeur (al rientro da vari problemi fisici) e Blazic, entrambi alla loro quinta stagione di Eurolega, sarà fondamentale, avendo già lasciato un ottimo impatto nella Regular Season e nelle Top 16, dove il Laboral Kutxa si è ben comportato lasciando alle spalle grandi squadre come Barcellona, Real Madrid e Olympiacos. A completare la panchina i lunghi Mamadou Diop, Darko Planinic e il veterano della Liga ACB Alberto Corbacho. Out per infortunio Shengelia, in una stagione maledetta per lui.

DUELLO CHIAVE:

Il duello chiave nella semifinale sarà quello tra Bourousis e Udoh/ Vesely. Probabilmente stiamo parlando di 3 tra i migliori lunghi della competizione, ed è probabile che il vincente dello scontro porti il vantaggio decisivo per la propria squadra. Il lungo greco dovrà stare attento a limitarsi nei falli, sfruttando in attacco la sua capacità di giocare fuori dall’area e di sfruttare il Pick and Pop come pochi altri in Europa.

ANALISI ALLENATORE:

Velimir Perasovic è tra i più grandi artefici, se non il più grande, di questo capolavoro realizzato dal Laboral Kutxa Vitoria. A tratti i baschi hanno giocato un basket spettacolare, in grado di mettere in difficoltà qualsiasi squadra in Europa. Perasovic è riuscito a tirare fuori il meglio da un Bourousis versione MVP, oltre ad aver favorito la definitiva esplosione di Darius Adams.

ANDAMENTO STAGIONALE:

Baschi che hanno avuto una grande Regular Season, e una Top 16 ancora più grande. Fernando Buesa Arena che è stato un autentico fortino dove il solo Olympiakos è riuscito nell’impresa di vincere. Stagione eccezionale che li ha portati alle Final Four di Berlino come autentica mina vagante. A Vitoria, si chiedono: Why Not?

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